Aggiornamento dibattito sulla proposta di legge 2233

Purtroppo non siamo riusciti a partecipare all’incontro di Parma sulla proposta di legge 2233 ma vi teniamo aggiornati postando un contributo relativo al dibattito sulla riforma della legge 180 avvenuto nella trasmissione di Controradio.

POESIE DI BARBARA

Qui di seguito pubblico quattro poesie scritte da me ( di getto) una domenica pomeriggio…….

 

Poesia: uccelli

Uccellini che cinguettano,

balene che si arenano,

mi si arenano i pensieri,

ma possibile che non sei come ieri?!!?

 

Poesia: rocce

Rocce frastagliate che si incastrano

nel mare,

capire é impossibile, ma

é possibile

cambiare!

 

Poesia: sigaretta

Sigarette che non

si spengono, sigarette che

restano accese

per una ragazza

che ha voglia di

cambiare e di

trasformare la sua

vita divertendosi

con qualcuno

che capisca la sua

personalita’ di ragazza

degna di nota,

ma delusa ed

amareggiata dalla

sua vita!

 

Poesia: carta

Carta intrecciata

dentro spiragli di

solitudine.

Il cestino é

pronto per accogliere

tutti i pezzi

di carta, ma

é impossibile

vuotarlo……..

 

Barbara.

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INCONTRO DI PAROLE RITROVATE DEL 11/06/2016

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Si e’ svolta l’assemblea di Parole Ritrovate che ha visto la partecipazione di numerose persone.

Qui di seguito il verbale con i loro contributi:

Assemblee parole ritrovate 11/06/2016

F: comincia ad esserci tra gli operatori una modalità di colloquio e di relazione dove mettere in gioco anche pezzetti della propria vita… gli operatori al convegno potrebbero portare testimonianza di queste esperienze.

P: va bene il rapporto con lo psichiatra però Basaglia ha fatto una legge che dava le competenze ai territori. Sono stato male, sentivo le voci e quindi sono stato ricoverato per alcuni giorni. Anche ora faccio fatica a stare qui. Tutti nei rapporti interpersonali siamo terapeuti.

C: è importante non subire ma reagire e trattare, anche i mg in più e in meno fanno la differenza, noi siamo individui tutti diversi, non può esserci una cura unica per tutti quindi ce la dobbiamo adattare su di noi. La radio potrebbe mettere su mantra tibetani.

G: Io penso che psichiatri e psicologi svolgano un lavoro che non sempre sono in grado di fare, non sempre sono corretti del tutto. Purtroppo le persone veramente psicologicamente in grado non si trovano sempre. C’è la tendenza ad usare gli utenti come un qualcosa che incensi loro stessi, ci sarebbe da mettere sotto accusa un po’ tutto il settore. Per mia esperienza dovrebbe fare prima 5 anni di manovalanza in un cantiere per riuscire a formarsi, non puoi essere maturo appena uscito da scuola.

S: sono un operatore frustrato perché ogni tanto penso ancora di sapere cosa è giusto o sbagliato per le persone con cui lavoro e dunque cerco di convincerli a fare cose che alle volte non hanno voglia di fare. Le volte che incontro persone con cui riesco ad avere obiettivi comuni e sento di essere di aiuto mi sento realizzato nel mio lavoro e come persona. La difficoltà è accettare che la persona non abbia voglia di fare una certa cosa, o che la faccia in tempi diversi o che abbia priorità diverse dalle mie. Forse anche essere disponibili ad aiutare le persone che hanno obiettivi diversi dai miei. Questa è la reciprocità che intendo io. Non bisogna vedere questi professionisti come Dei per poi buttarli giù dalla torre se fanno errori, è vero che tutti noi abbiamo bisogno di crescere. Questa è reciprocità.

L: la frustrazione, io sono un po’ di là e un po’ di qua. Anche a me come operatore mi è capitato di sentirmi frustrata, tra noi c’è un po’ una mania di grandezza.

Il pericolo di vedere lo psicologo come un dio in terra è fisiologico all’inizio, perché abbiamo un dittatore nella testa e vedi nello psichiatra la salvezza. Se il medico è sicuro nel suo potere allora il rischio del vedere un dio è di entrambe le parti. Lo psichiatra dovrebbe incentivare la ricerca degli strumenti che possono aiutare la persona, per esempio adesso attraverso la scrittura mi sta aiutando ad esprimere il mio orgoglio matto. S. nonostante sia un po’ smemorato, fa bene il suo lavoro!..non è facile far quadrare i conti di cassa! Proiettarsi troppo avanti o troppo indietro può essere pericoloso, ancorarsi al presente può aiutare. Stare con quello che c’è in quel momento senza volerlo cambiare, è una forma di meditazione, accettare la situazione così com’è. Il paziente vuole fare quello che gli pare, il terapeuta non può accettarlo, deve aiutarlo ad andare contro le sue abitudini..il NO è NO e il SI è SI….la terapia è faticosa..molto faticosa! Quando c’è la paura è un disastro..di che cosa ho paura? È difficile capirlo…io ho vissuto più di 10 anni in un angolo chiuso con me stesso, questo mi fa paura….

Il malato non lo fa nessuno se per primo tu non fai il malato.

R.: premetto che io non mi faccio mai i cavoli miei e questo è un problema! Ho visto una ragazza in sala d’aspetto al CSM e doveva venire al gruppo, le ho chiesto perché non è venuta e mi ha detto che doveva fare una visita che era parecchio impegnativa…e ho trovato il sostegno dei medici poco caldo ed accogliente! (“quando hai i risultati della visita..chiamami che lo metto in cartella!”)..ma quando parliamo di percorsi condivisi…di che cosa stiamo parlando? Io non capisco..mi sento molto confusa! Il tumore non è compito dello psichiatra e allora lui non sostiene l’utente? Ma di quali menate stiamo parlando quando diciamo percorso di cura condiviso??!!

F.: io metterei la parola corresponsabilità nel titolo del convegno, perché credo che sia una condizione fondamentale nel percorso di cura: la reciprocità si gioca se non diamo sempre la responsabilità agli altri del nostro stare male.

L.: La nostra ricerca di sicurezza è la ricerca di non libertà perché noi siamo gettati nell’incertezza, la natura procede per tentativi ed errori. Ci affidiamo alla scienza pensando che sia esatto, preciso e che non si muova, invece se è scientifico significa che è vero fino ad oggi, finché non viene confutata, quindi è legata a quello che so in questo momento. La cosa viva che abbiamo prodotto è questo contesto di auto mutuo aiuto, la capacità di ascoltarsi con umiltà, la fiducia di un sapere reciproco che produciamo noi.

R.: “sicurezza e custodia” erano le parole della vecchia psichiatria ed era un modo per creare una separazione tra il dentro e il fuori, la sicurezza è un termine che ancora oggi mantiene una certa ambiguità e che apre contraddizioni. Il problema è cercare di capire come creare il presupposto per avere più potere nella relazione (sia con lo psichiatra che nei rapporti quotidiani della vita sociale). La corresponsabilità è un problema di tutti, non solo nel contesto psichiatrico. Quando siamo dentro le istituzioni non sempre questa corresponsabilità è scontata perché esiste sempre un’asimmetria di potere. Se non teniamo conto di questo rischiamo di avere un’idea dei rapporti che è mistificata, è falsa. Allora si tratta di fare in modo di diminuire questa distanza, di accrescere il proprio potere di negoziazione con i curanti ma anche e soprattutto nei rapporti sociali di tutti i giorni.

M.: a me il titolo “la cura si-cura” piace perché c’è un doppio significato: alla base della cura c’è il prendersi la responsabilità del percorso che stai facendo, tutti si prendono cura dell’attivazione di un nuovo processo. Lascerei anche reciprocità oltre che corresponsabilità, perché il riconoscimento reciproco è alla base della corresponsabilità.

F.: “Il gruppo AMA è una palestra di relazioni umane” disse Paolo ad un incontro di Parole Ritrovate, dove anche questi spazi sono spazi di cura. La base della cura è imparare a relazionarsi con gli altri, ed è una cosa complessissima. Il modo in cui mi approccio con gli altri modifica anche il modo in cui l’altro si relaziona con me. Se mi relaziono in modo meno subordinato allo psichiatra forse anche lui riconoscerà in me delle competenze

L.: io questa dinamica la vedo da una prospettiva più politica, a me non basta parlare dell’individuale-personale, devo essere io a capire la psichiatra e la psicologa? Ogni persona ha la sua cura e la troverà nell’aiutare altri ad aiutarsi, ma non è giusto che l’utente si faccia carico anche della trasformazione dell’altro, soprattutto a livello culturale e anche politico.

F.: io corro il rischio di vivere e di sbagliare se sento una condizione sicura attorno a me, quando sento che l’altro mi riconosce allora posso attivare un percorso di equivalenza.

Altra parola è PARTECIPAZIONE come essere parte e anche avere parte.

L.: stiamo perdendo un sacco di diversità e un sacco di bellezze..io non voglio che D. venga normalizzato perché è stupendo! La ricchezza è coltivare le differenze, anche in modo politico, non si deve risolvere tutto nell’ambito della salute mentale.

TITOLO: Cura e Reciprocità oltre il farmaco : la Cura Si-Cura?

Partecipazione, Co-responsabilità, rischio del delirio, essere parte, avere parte, politica

PROSSIMO INCONTRO SABATO 10 SETTEMBRE ORE 10.30

RUNAWAY SHOW 11 GIUGNO 2016

Sabato 11 Giugno dalle ore 10,30 c/o CPIA, Viale Monte Kosika 76, Modena

vi apettiamo alla festaRunaway show“,

nata da un progetto partecipato e collettivo che coinvolge numerosi soggetti del territorio. Il progetto nasce da un lavoro in rete fra diverse realtà impegnate su tematiche di integrazione, intercultura, pace ma anche sobrietà, stili di vita e sostenibilità.
Questa giornata nasce dall’unione di forze diverse che cercheranno di divulgare una consapevolezza etica in un ottica di tutela della dignità sociale e ambientale.
I laboratori ci hanno dato l’occasione di imparare a vedere e conoscere ciò che è diverso, smantellando i filtri dei pregiudizi, aprendo alla possibilità di scambio e di arricchimento personale.
Lo spazio della scuola, già luogo di scambi interculturali, sarà animato da banchetti di associazioni e mercatini dell’usato, ma anche da attività di laboratorio e musica per tutti i soggetti coinvolti.

L’associazione Idee in Circolo e Social Point saranno presenti con Ufficio Mani Sporche (laboratorio di ciappinismo estremo) e dalle 20,00 Dj set di Radio Liberamente.

PAROLE RITROVATE 11 GIUGNO 2016

Sabato 11 Giugno 2016 ore 10,30

C/O Centro Servizi per il Volontariato viale Cittadella 30

Vi aspettiamo numerosi

all’incontro Provinciale di “LE PAROLE RITROVATE”

per confrontarci ancora sul tema “cura reciprocità: oltre il farmaco”.

È giunta l’ora di cominciare a definire gli interventi del convegno di Ottobre e salutarci augurandoci buone vacanze ed un arrivederci a Settembre!

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