Voci da Chieri

Cari lettori/lettrici pubblichiamo le impressioni e i contributi di RadioLiberamente sul raduno nazionale delle radio della salute mentale che si è svolto a Chieri.

“UNA VOLTA AL SECOLO QUALCOSA DI SERIO E DI PULITO PUO’ ACCADERE ANCHE IN QUESTO PAESE”

E’ una frase di Giorgio Agosti, magistrato di Torino che partecipò alla Resistenza, amico di Calamandrei. Ecco, avvicinandomi per la prima volta a CHIERI, a Questo consesso di Radio un po’folli, che si sono riconosciute come avamposti dell’ inclusione e della rinascita sociale, mi è venuta in mente la citazione e l’ ho condivisa con Luciano di Radio senza muri di Jesi, una radio che sarà a novembre, mese della rivoluzione russa, a Mosca, assieme a due rappresentanti di radio Ohm che sono stati eletti dall’assemblea delle radio di Larghe Vedute riunite a Chieri. Prima di questo evento torneremo a incontrarci probabilmente l’8 settembre a Gorizia all’ inaugurazione di una nuova radio associata a Radio Fragola.

A proposito di radio Fragola, che ha fatto la prima diretta venerdì sera nel cortile del Comune assieme a Radio Ohm, con Marcello di PRO LOCO nello stile della “COLIFATA” con tanta musica dal vivo, Lucia di Trieste ha ricordato tre “colonne” del processo di Apertura e socializzazione del del disturbo mentale iniziato dal movimento basagliano: sono 3 frasi diventate BENE COMUNE:

-LA VERITA’ E’RIVOLUZIONARIA.

-LA LIBERTA’ E’ TERAPEUTICA

-LA COMUNICAZIONE NECESSARIA.

Come dice Lucio, Radio Liberamente è quella che ha seguito maggiormente tutte le dirette. In effetti io ero curiosa di conoscere i componenti delle altre radio e come lavorano. La seconda diretta si è svolta accanto la piazza del mercato e un inviato di radio Ohm, Matteo, era tra la gente a coinvolgere i passanti commentando le parole contenute nelle buste che venivano aperte a sorpresa e stimolavano col gioco la riflessione su certi termini che caratterizzano categorie con le quali designiamo le persone senza farci troppe domande; ad esempio, DIVERSO o UGUALE. C’ è stato poi un momento di discussione comune di Larghe Vedute. Personalmente  ho trovato molto stimolante e all’avanguardia il pensiero e il modo di operare di Alfredo Oliveira che ha iniziato 25 anni fa questo movimento delle radio per l’ espressione e la condivisione dei problemi delle persone con disagio con assemblee pubbliche in cui ci si conosce e racconta.Dice Oliveira:”Penso che le radio della mente portino in sè un progetto che potremmo chiamare etico-clinico, politico ed estetico e che con le loro attività contribuiscano a creare nuovi territori per l’ arte, nuove condizioni per la politica e nuove possibilità per la salute.” Sono state condivise domande tipo da rivolgere alla popolazione per innescare un processo di auto- consapevolezza delle barriere che ci portiamo dentro e dei timori nei riguardi del “diverso”, sia che sia straniero o sofferente(dimmi chi escludi e ti dirò chi sei).

I francesi di Radio Sin Nombre hanno evidenziato il problema delle barriere linguistiche e lo psicologo di Radio Ueb di Roma(di cui purtroppo non ricordo il nome), ha citato Primo Levi de” I sommersi e i salvati”per ricordare che nei lager se non conoscevi il tedesco era difficile salvarsi, forse per questo Levi ha sentito l’ importanza dello studio antropologico delle culture “altre”curando la traduzione di un saggio di Levy-Strauss intitolato” la via delle Maschere”sul ruolo delle maschere nelle società totemiche del Nord America.L’ attenzione al ruolo delle diversità nella comunicazione è fondamentale per salvaguardare la molteplicità nella cultura. Le dirette si sono succedute tutte diverse e rallegranti, se volete potete recuperarle sul sito di larghe Vedute, su radio Ohm. L’accoglienza davvero ragguardevole, eravamo sistemati nella foresteria del convento domenicano, ben organizzato e silenzioso, Giulio ha potuto consumare colazioni ad libitum,e a me,nella mia “cella”,

è venuta questa riflessione : meglio autoescludersi dal trambusto sociale in un convento che essere esclusa a forza con un T.S.O.

Dulcis in fundo gli Stati Generali di Large Vedute.Peccato che molti erano già partiti o in partenza. Secondo il metodo ideato da Harrison Owen che consente che siano gli stessi partecipanti a un convegno, col supporto di un facilitatore, a scegliere gli argomenti e a organizzare la discussione, ci siamo divisi in 5 tavoli. Chi voleva poteva “volare” di tavolo in tavolo come un’ ape. C’ erano dai tavoli “tecnici” come quello dedicato ai rapporti con magistrati,C.S.M.,assistenti sociali, a quello a cui mi sono aggiunta, molto frequentato da utenti, in cui si parlava di rapporti con gli altri, di caos emotivo, di bisogno di sincerità. S’ è visto come esprimersi con musica, attività redazionale in radio, scrittura creativa aiuti a uscire dal proprio guscio di malessere: quando c’è opera non c’è follia, diceva Foucault. Siccome tornava spesso il tema delle RADICI, ho fatto presente che la radice è la mente della pianta, quindi, procedendo per via analogica, che la gente matta è abituata a frequentare i sotterranei dell’ anima, gli inferi,e a riportare parole e suoni da quel mondo come Orfeo, Enea, Dante; molti di noi infatti scrivono o fanno versi, ma anzichè fissarci sull’identità costruendo alberi genealogici del dolore, facciamo come quelle radici che si estendono orizzontalmente costruendo un RIZOMA, una rete di comunicazione.

Ho suggerito a quelli di Radio senza muri di portare all’incontro internazionale di Mosca il fiore all’occhiello delle Marche e dell’ Italia tutta, parlo dl “giovane favoloso”, di Giacomo Leopardi, che potrebbe divenire un nostro emblema in quanto nella sua debolezza, fragilità ha illuminato il mondo con la consapevolezza che gli esseri umani devono unirsi “IN una social catena”  per affrontare i cataclismi naturali; fare come la ginestra che senza piegare il capo e senza ergersi superba, può essere un’erba pioniera dove c’è distruzione. Caldeggio l’unione dei “Giacomini”, anziché dei Giacobini, che si sono traditi credendo nelle “magnifiche sorti progressive” dell’umanità e ora siamo all’orlo dell’autodistruzione.I Giacomini guardano in faccia il Vero, ma parlano con la Luna.

Lucia F.

 —————————
L’8 -9-10 Luglio siamo andati a Chieri per il raduno delle radio del network larghe vedute,ospiti di Radio Ohm.
Il venerdì e il sabato si sono alternate le varie dirette radio in vari punti della città ,e in queste dirette si e riusciti  a coinvolgere anche la cittadinanza ,andando in giro a fare domande sui temi della salute mentale ,le varie dirette sono state tutte molto piacevoli e anche divertenti . La nostra diretta si e svolta in un accaldato sabato pomeriggio ,insieme a Radio UEB di Roma ,con cui abbiamo trovato una grande intesa e molti temi in comune,fra i quali il tema della immigrazione, per noi la diretta e stato un momento molto piacevole ed emozionante perchè ci ha consentito attraverso i nostri racconti , i nostri jingle, e le nostre interviste portate per l’occasione  di far capire l’importante evoluzione che abbiamo avuto come radio, è l’importanza per noi di far parte di questo network.
In quei giorni siamo stati con tutte le radio del network  sotto lo stesso tetto in un accogliente convento di Chieri facendo colazione, e pranzando poi insieme  è questo e stato molto bello, perchè ci ha concesso la possibilità di conoscerci meglio e di socializzare,come si e potuto notare nella giornata conclusiva  quando sono stati organizzati gruppi misti delle varie radio, sui vari temi di “Larghe vedute”come ad esempio come immaginiamo il futuro del network , e come vediamo l’evoluzione della cittadinanza sui temi , e sono state portate tante proposte di miglioramento  aprendo  un bel dibattito fra i membri delle varie radio, che si sono aperti fra di loro raccontando le proprie esperienze personali ,è che cosa ha significato fare radio per noi è questo ci ha uniti come persone.  Di questa 3 giorni ricorderemo  sicuramente la grande disponibilità, e la grande accoglienza e l’organizzazione avuta da Radio OHM con cui ci siamo trovati in ottima sintonia,’unita di intenti e la grande partecipazione e l’interesse  che si e creata nelle varie radio nel proporre proposte  che possano ulteriormente migliorare il network “larghe vedute” la voglia di far conoscere le proprie idee anche al di fuori del mondo della salute mentale , un interesse da parte delle istituzioni e della cittadinanza a i temi affrontati in questi 3 giorni , la città carina e accogliente, la conoscenza anche di realtà internazionali (come la radio francese ospite per l’occasione) ,penso che da questi 3 giorni ne siamo usciti tutti più ricchi di conoscenze  delle persone che lavorano nelle varie radio  è consapevoli dell’ importanza di far parte di  questo network.
Marco P.
chieri1
chieri2
chieri3

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.