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Lunedi  17 Dicembre si è tenuta l’annuale cena di antifinanziamento organizzata dalle  associazioni Insieme a noi e Idee in circolo. La partecipazione è stata come al solito molto numerosa,abbiamo potuto sentire l’ottimo dj set di Radioliberamente che ha accompagnato e animato la serata. Abbiamo assistito ad un breve concerto di alcuni dei ragazzi di Caleidos che si sono esibiti sul palco. Nel finale di serata è stato letto lo speciale oroscopo di Radioliberamente. Penso sia stata una bella serata in cui abbiamo potuto ritrovarci insieme.

Augurandovi un buon 2017 Marco.

 

Stage studenti Istituto Fermi 1°parte

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IMPRESSIONI DEI PRIMI GIORNI

Andrea F.
Appena entrati in redazione, io e il mio “socio” Andrea C. abbiamo notato subito l’ambiente caldo e accogliente, ma non nel senso che c’era il riscaldamento acceso e sembrava di essere alle Maldive, ma quello di un ambiente dove ci si potesse sentire parte di una squadra.
Durante la mattinata, abbiamo conosciuto i vari membri di questa “squadra” (dagli scrittori ai dj, dai rappresentanti agli speaker, dai redattori ai produttori ecc.), tutte persone molto accoglienti e che cercavano un po’, anche con una minima timidezza, di presentarsi e di fare conoscenza. Successivamente, abbiamo aiutato a caricare e a scrivere i vari post sul blog o sulla pagina Facebook, i quali si riferivano a varie iniziative e feste a cui i cittadini potrebbero partecipare; finito questo lavoretto è arrivata l’ora di andare a casa.
Come giornata non è staya particolarmente stancante o complessa e, sinceramente, avrei voluto eseguire alcuni incarichi in più.
Il secondo giorno abbiamo iniziato  la giornata più lunga del nostro periodo di stage; la mattina partecipammo ad un’oretta di formazione sull’utilizzo di alcuni programmi per creare un blog.
Non è stato particolarmente interessante per il semplice fatto che non era rivolto a noi, ma ai redattori dei social e quindi noi assimilavamo informazioni di cui magari avevamo perso la parte iniziale la volta prima e non riuscendo a capire a cosa si riferisse la frase.
Il pomeriggio, dopo aver pranzato, ci siamo recati al luogo dove trasmette la Radioliberamente; dopo averci spiegato un po’ come era composto il loro impianto e la spiegazione storico-musicale di concerti e serate svolte al Vibra ( il luogo di trasmissione), ci siamo messi al lavoro per trovare degli argomenti da trattare nella puntata,alcuni fatti interessanti da poter raccontare agli ascoltatori. Durante la ricerca degli argomenti, Chiara, il tecnico della radio, speaker e dj, ci ha sorpresi dicendo che gli Andreas( nomignolo affibbiato a me ed al mio socio Andrea C dalla redazione) avrebbero dovuto partecipare alla puntata intervenendo con una curiosità che potesse interessare agli ascoltatori. Presi dal panico totale, abbiamo iniziato a cercare la curiosità meno imbarazzante che si potesse trovare cercando di prepararci  qualcosa di sensato da dire. Dopo milioni di impappinamenti, silenzi imbarazzanti e suppliche rivolte a Chiara per rifare il pezzo o di editare completamente la nostra orribile performance, abbiamo lasciato il microfono al grande MR. Hollywood che insieme a Chiara ha intrattenuto con ottima musica e interessanti argomenti.
Verso le sei del pomeriggio la trasmissione è giunta al termine e noi abbiamo atteso i ragazzi che partecipano ad uno stupendo corso per dj; l’insegnate è stato fenomenale, ma anche gli allievi hanno fattodegli abbinamenti tra le varie canzoni che non scherzavano affatto.
Alle sette e mezza siamo andati a casa, personalmente ero stanchissimo ma l’ho preferita come giornata perché è quella dove, per ora, abbiamo “lavorato” di più.

ANDREA C. :PRIME IMPRESSIONI

LA REDAZIONE

La prima volta che entrerete in redazione vi salterà subito all’occhio , ancora prima di vedere l’ambiente stesso , ancora prima di vedere il laborioso e instancabile lavoro di questo gruppo di personalità completamente diverse tra di loro, che insieme collaborano senza mai quasi fermarsi, sentirete un pungente freddo che quasi quasi si stava meglio fuori. A parte gli scherzi i ragazzi della redazione fanno un ottimo lavoro ognuno ci mette il suo con quello che può dare e ognuno con le proprie difficoltà. Certo non mancano quelle che si possono definire, scolasticamente parlando, le assenze non giustificate (Giulio con il suo immancabile caffè ahah). Ogni tanto appare Eugenio, tanto esuberante quanto divertente vecchietto, all’apparenza ultra centenario, che porta i mobili per “abbellire” e ampliare l’arredamento della redazione. L’aiuto reciproco forse è la base del gruppo, dove non arriva uno arriva l’altro, l’esempio più lampante lo danno Marco e Andrea che lavorano con un computer in due,due menti che ne danno una, programmano i post per la pagina di Facebook . Ottimo lavoro di squadra.

 

RADIO LIBERAMENTE

 

Prima di parlarvi di radio Liberamente dobbiamo parlare del Vibra, il locale dove si appoggiano come sede della radio. Il locale è fantastico, è forse il locale più hip-hop/reggae di Modena, è anche la sede di un corso per diventare dj dove Dj Cec con le sue perle di musica insegna le sue tecniche, incontrerete anche Ferdinando (il dj di punta al Vibra ). In un angolo del locale si colloca la radio con Chiara che coordina, con grande professionalità, tutto e tutti mentre Mr. Hollywood, re del funky e a mio dire identico a Vasco Rossi, dispensa consigli e bizzarre traduzioni dei testi mandati in radio, semplicemente mitico. Davvero un bellissimo ambiente e anche molto rilassante.

IN CONCLUSIONE

Io e il mio compagno ci troviamo molto bene e impariamo molto anche guardando. Buona esperienza.

Incontro con gli studenti dell’istituto Sacro Cuore

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Martedì 20 dicembre abbiamo incontrato le ragazze e i ragazzi del Sacro Cuore, facendo conoscere la nostra realtà associativa, i nostri eventi e tutte le iniziative. L’ incontro è stato molto interessante perchè abbiamo trovato da parte degli studenti grande interesse e curiosità su un mondo che conoscevano poco. Da gennaio per due settimane due ragazze del Sacro Cuore verranno a fare lo stage nella nostra associazione, incontrandole sono sembrate molto determinate e incuriosite a partecipare alle iniziative dell’associazione, in generale ha destato molto interesse il progetto della radio. Sperando che anche il 2017 sia un anno di collaborazione fruttuosa fra le scuole e l’ associazione. Marco.

 

Diario di viaggio: Gorizia

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Agosto1942
Campo di smistamento di Westerbork-Olanda

“Lo sentiamo dire ogni giorno e in tutti i toni:non vogliamo pensare, non vogliamo sentire, vogliamo dimenticare il più possibile. E questo mi sembra molto pericoloso(…).
Se non sapremo offrire al mondo impoverito dal dopoguerra nient’altro che i nostri corpi salvati ad ogni costo-e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione- allora non basterà.” Cit.

Queste splendide parole, scritte da Etty Hillesum , che hanno risvegliato la mia coscienza riguardo la guerra mondiale molti anni orsono, mi sono risuonate dentro quando mi sono aggirata per i sentieri del parco Basaglia, che circonda l’ex-manicomio di Gorizia, condotta assieme agli amici di Larghe Vedute, da un “Virgilio”d’ eccezione, come ha sottolineato Marcello di Radio Ohm, cioè il dott.Perrazza che fortemente vuole il recupero storico e culturale di questo sito.
Continua la lettera:”Dai campi stessi (da gli ex-manicomi,dico io),dovranno irraggiarsi nuovi pensieri, nuove conoscenze dovranno portare chiarezza oltre i recinti di filo spinato(…)
Aloora forse, sulla ricerca comune e onesta di chiarezza su questi avvenimenti oscuri, la vita tratta fuori dai suoi cardini potrà di nuovo spostarsi in avanti, di un timido passo.”
Due realtà concentrazionarie che possono essere accostate ,due abissi dell’ anima ancora da sondare per concepire il valore nouminoso della libertà.
Ringrazio di cuore il Social Point di Modena poiché ha consentito di compiere assieme a Giulio e Lucio , quali rappresentanti della radio, mentre gli altri erano impegnati nell’agire locale, questo viaggio ai confini della nazione e della mente, andando a inaugurare una radio, succursale di Radio Fragola di Trieste e facente parte del circuito LARGHE VEDUTE,che riunisce le radio della mente sparse in Italia che si erano trovate a Chieri numerose a Luglio.
Purtroppo questa volta, nonostante avessimo rimandato causa terremoto,poche hanno potuto essere presenti alla diretta che trasmetteva dal parco presso un padiglione adibito attualmente a sala prove dei gruppi musicali ;alcune han mandato un messaggio vocale. La sfida che i redattori della radio di Gorizia si son dati è notevole: produrre radio-documentari da trasmettere nelle varie radio ,nell’occasione ci han dato un’anteprima della prima parte di tre riguardante il lavoro di recupero delle cartelle dei pazienti dell’ex-manicomio dagli anni ’30 al ’61 quando Franco Basaglia è stato”spedito” dall’ Università dove dava noia, ai confini; analogicamente mi viene in mente Don Lorenzo Milani a Barbiana,solo che Franco aveva vicino a sé Franca dell’Ongaro, che come ci ha raccontato Perrazza, fu lei a motivarlo ad accettare la sfida. Dunque dalle periferie partono le rivoluzioni.
Sotto quei magnifici cedri camminavamo tra i padiglioni che sono stati degli Agitati, Furiosi, Sudici, i quali, attraverso il lavoro di attuali utenti in cooperativa, guidati da un’archivista, riprendono corpo e vanno a comporre l’ affresco di una storia che la città di Gorizia ha cercato di rimuovere prendendo spunto dall’incidente di cronaca che oscurò il lavoro legittimo e studiato in tutto il mondo dello stuff basagliano. Ai confini con l’attuale Slovenja, che più volte abbiamo attraversato per mangiare o dormire,liberamente, abbiamo inteso, noi radianti, ilvalore del FUORI-DENTRO, di come si possa giocare con questo movimento della vita,lasciatemi un po’ delirare; pensate alla cellula, alla sua membrana, contenitiva, ma selettivamente permeabile, estensibile e includente. La possibilità di “danzare” fra aggregazione e raccoglimento, fra identità e fusione, fra pazzia e regolarità, sconfiggendo la paura, nel rispetto che ci viene dalla reciproca conoscenza, abbracciando l’ombra senza pretendere di capirla. Ciò non è poetico oppure lo è nel senso creativo della parola che viene dalle viscere e come chi dà la vita sa, si partorisce con dolore. Allora torniamo all’inizio:Etty Hillesum, una donna di confine :laica e mistica, amante delle gioie del corpo,come dello spirito, avrebbe voluto scrivere, ebrea,porta con sé la Bibbia e Rilke,in pochi anni, sotto la pressione dell’occupazione nazista in Olanda, compie un percorso di maturazione che pochi santi han saputofare:Diventare il “cuore pensante”della baracca”,dove gli ebrei venivano ammassati prima dell’ultimo viaggio per la Polonia. Lei aiutava, mantenendo un angolo per sé nella giornata in cui scriveva lettere ad amici . Continuava a vedere la bellezza ,e a provare gioia perchè era una donna innammorata, il suo amante era morto ,ma aveva ancora in sé Dio con cui era in dialogo continuo, lo voleva aiutare perchè vedeva che non era onnipotente(quante donne innamorate di Lui ho incontrato nei miei ricoveri),delirio di onnipotenza direte voi,ma con quale lucidità ha saputo guardare a ciò che era in corso senza fuggire, vedendo il male senza odiare il nemico, vivendo in vita l’eternità.
Il pellegrinaggio a Gorizia ha dato sangue a un ricordo e una consapevolezza che portavo dentro delle vite schiantate da due guerre e dall’internamento degli improduttivi e scandalosi per la società, quando poi ci siam trasferiti, visto che eravamo pochi, a Trieste, seguendo le orme basagliane,al Parco di S.Giovanni da dove va in onda Radio Fragola,ho benedetto la Vita che risorge dalle macerie della Storia. Basaglia, come una brava madre si è fatto da parte ed è andato a liberare i matti di Trieste perchè la VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA, come recita la scritta sulla palzzina dirimpettaia alla radio, non si può trattenere, al pari dell’acqua che scorre carsica e riappare slovena magari,infatti Perrazza ci ha anticipato che un “rizoma “ di follia liberatrice sta viaggiando verso alcune strutture contentive ancora presenti nella ex-Jugoslavia . In un momento di nazionalismi riemergenti, di muri e chiusure mentali varie, ora tocca a Noi Matti prenderci la responsabilità di scardinare la Storia dall’idolatria della FORZA per alimentare l’energia debole che connette l’universo, l’amore, che significa dedicarsi, lottare. Non è retorica ma Persuasione, infatti a Gorizia Ho incontrato il simulacro di Carlo Micheldstatter, caro amico,che ha scritto la tesi di laurea sull’ argomento e poi si è suicidato.Il suo modello, il cristallo, che matura lentamente raffreddandosi nella pancia della terra.la trasparenza il segreto per riportare fedelmente la luce,l’io opacizza; quindi chi vuole affermare la sua visione,magari seducendo,usa la rettorica ma non la attua,mentre ilpersuaso aderisce con la sua vita alle parole che crede lasciando passare la luce della verità. Certo un modello alto che nasce nel profondo e impiega tutto il tempo che ci vuole per sviluppare l’attenzione, non ci sono scorciatoie, chi ha patito male nell’ anima lo sa,il peggior nemico è dentro di noi, accettiamo quel dittatore interiore che urla, diamogli la mano e come un bambino verrà fuori a giocare , nel giardino delle rose magari che insieme fioriscono anche a ottobre regalandoci un profumo che va dritto al nostro cervello animale che nonvuole essere, ma si accontenta di essere volentieri , In questa piccola differenza si giocano millenni di sopraffazione.
Lucia di Trieste ci ha accolti salutati caldamente, promettendoci collaborazione e solidarietà,e il manifesto giallo che fa da logo dell’ iniziativa di Gorizia con la scritta:LA LIBERTA’ E’ TERAPEUTICA,scritta cancellata da Trieste da un restauro non conservativo,ho deciso di portarlo in cammino alla Marcia della pace nata nel 61come me, nell’anno in cui entrava dai cancelli di Gorizia Basaglia.
Prima sono andata a rendere omaggio a quelli di Trento che hanno iniziato il movimento delle parole ritrovate e a tutti dico grazie, grazie grazie.
Questo non è turismo, bensì un viaggio iniziatico ai confini della mente per ricucire lapropria storia alla grande storia,il mio prozio è morto sullìIsonzo,ha scritto una lettera alla sua mamma terribile che non so come ha passato la censura e, per farla breve,è arrivata a me.la prossima volta vi passerò il testimone. Un suo fratello, del’99ha scampato la prima guerra mondiale per ritrovarsi nella seconda coi nazisti in casa, 3 figli partigiani, 2 piccoli,il C.L.N. Clandestino nel suo negozio, ebrei e disertori nascosti,ma tempo dopo si è suicidato, lasciando problemi ai figli.Da lì son nata e quando avrò sciolto quel nodo sarò pace, ci vorrà altro viaggetto di recovery.
L.F.

Incontri scuole

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Anche quest anno come idee in circolo abbiamo potuto far conoscere la nostra realta nei vari istituti scolastici che ci hanno invitato a parlare dell associazione ,abbiamo parlato a molti studenti di 16 -17 anni della nostra associazione e di tutte le iniziative fatte in questi anni. Quello che ho potuto notare in questi mesi partecipando a molti di questi incontri è come i ragazzi dei vari istituiti  avessero una visione della salute mentale come di un mondo chiuso è ne avessero un idea un po stereotipata.quando abbiamo parlato dell’associazione e delle iniziative che vengono fatte come ad esempio i corsi, o il progetto della radio i ragazzi delle varie scuole coinvolte  sono rimasti piacevolmete sorpresi è hanno potuto capire come il mondo della salute mentale è fatto di tante realta una diversa dall’altra ,anche le ragazze è i ragazzi che hanno  partecipato  allo stage nell’ associazione ,è che hanno visto  in prima persona il lavoro dell associazione hanno  potuto notare come molti utenti abbiano tantissima competenza in tanti  ambiti. Augurandoci che anche il 2017 possa essere un anno di importante collaborazione fra idee in circolo e le scuole.Marco

Parole Ritrovate – Impressioni

Il collettivo Parole Ritrovate verso la piazza, per una salute mentale di comunità
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Sabato 17/12/2016 ci siamo riuniti, sempre in cerchio a discutere di noi … ancora in tanti, ma meno dei soliti e questo ci impone di riflettere …. Riportiamo il verbale del bellissimo confronto della giornata.

 

 

L: Questa è la nuova sede di iic ottenuta con sforzo ed impegno in una sede centrale vicina all’arci, vibra, e luoghi con cui facciamo tante cose…

Ci svolgiamo varie attività, se nello specifico qualcuno ha voglia di sapere cosa si fa lo si può chiedere ed è un piacere….

Siamo un circolo arci che raccoglie persone con disagio psichico, cittadini volontari, che vogliono costruire una salute mentale di comunità, siamo impegnati ad incoraggiare iniziative che possano facilitare una responsabilizzazione dei singoli …. Sul territorio organizziamo corsi, eventi, attività,

attività che hanno il vantaggio di stare con gli altri, socializzare, imparare qualcosa e non stare chiusi in casa…. Noi lottiamo contro l’isolamento e siamo per la partecipazione di tutte le persone alla vita dell’associazione… noi abbiamo una riunione fissa il giovedì alle 17.30 qua e chiunque può venire…uno viene arriva ed è benvenuto. Lo stesso per il lunedì mattina dove ci sono persone che si occupano dei social network, sia per essere informati su ciò che si fa sia per interagire con l’esterno. L’ufficio mani sporche si tiene il venerdì pomeriggio dalle 15 qua. Ci si rilassa in un clima sereno e ciarliero …

 

Oggi ci troviamo qua per riflettere , c’è stato un calo di partecipazione, ci siamo chiesti, servono nuovi stimoli? Vogliamo fare altre cose? Perché dalle grandi assemblee di una volta osserviamo questo calo di interesse…è un segnale e quindi vogliamo riflettere se stiamo procedendo sulla strada giusta o se possiamo intraprendere altri percorsi …

Quindi l’invito è riflettere cosa possiamo introdurre di innovativo, sinora abbiamo proceduto col metodo di darci un tema su cui abbiamo riflettuto nel corso dell’anno, è stato un buon metodo che ci ha permesso di dialogare senza giudizi e censure….tuttavia possiamo innovarci?

Qualcuno aveva riportato che la giornata di convegno era stata un po’ pesante, lunga…. E un po’ sempre uguale …

Quindi vorremmo fare un’analisi della situazione ed iniziare a valutare su come procedere…

 

 

R.: io parlo dal punto di vista della periferia: c’è confusione su cosa siano le parole ritrovate. A vignola è un’assemblea che organizza eventi, si fanno cose, è di tipo organizzativo .. quando qualcuno pensa alle parole ritrovate pensa a qlc di organizzativo. Nessuno riesce a capire la differenza del le parole ritrovate a Modena. Bisognerebbe distinguere …

 

F.: dovremmo ritornare al senso di qs cosa de le parole ritrovate che era il fare assieme del movimento. Quindi credo che il modo del fare possa continuare a chiamarsi parole ritrovate con anche il fare operativo. Un fare di testa, di pancia e di cuore. A volte rischiamo di perdere il fare assieme. Si rischia di perdere il vero fare assieme e si rischia di diventare istituzionali e a quel punto perdiamo identità e spontaneità. La giornata che prepariamo è un fare assieme, io sarei per individuare un tema e portare la riflessioni che sono frutto di queste espansioni. Tema: il tempo.

 

L: ho partecipato a pochissimi convegni di parole ritrovate, due/tre. È sempre stato basato su dialoghi tra utenti ed operatori. Dal mio punto di vista se si parlasse del tempo, dovremmo prendere in considerazione il tempo come malato, che per noi è qualcosa di diverso. Riguardo la giornata di mat, io l’ho trovata inconcludente, gli interventi non hanno portato a un filo conduttore della tematica. Non ho colto il filo logico. Non vorrei che tutto il lavoro dell’anno si perdesse in un convegno che non lo rappresenti.

 

L: si potrebbe pensare ad una diversa struttura del convegno, varie realtà che riportavano ciò che fanno ma non dialogavano tra loro, l’unico momento di sunto è stato quello della tavola rotonda. Più che riportare quello che si è fatto, si converga tutti a riflettere, dividendosi in commissioni e poi ci si riunisce sullo stesso argomento e le diverse delegazioni portano il frutto della loro esperienza.

 

L: cioè dividersi in gruppi e poi ritrovarsi in una tavola rotonda a portare la sintesi del lavoro dei gruppi.

 

L: molte persone hanno portato testimonianze del loro impegno e del loro lavoro, ma non vissuti personali. Mi è sembrato che si sia scorporato il discorso de le parole ritrovate fatto sinora.

 

M:  forse dobbiamo essere più chiari coi “nuovi” che si iscrivono su come portare le cose.

 

R: quando mi è stato chiesto di parlare alla tavola rotonda mi sono trovato un po’ a disagio. Sul tema dei diversi gruppi penso che ogni contesto abbia la sua caratterizzazione di qs tipo di esperienza, ogni realtà ha una sua specificità, dei territori, delle storie dei territori, dei singoli e sono tutte variabili da tenere conto. Il fatto di poter pensare a cosa può diventare l’ass. di p.r. nei diversi territori deve essere fatto nei territori, non può essere qlc che è fatto da fuori. Poi c’è la storia di questo movimento, io mi chiedo: si dice parole ritrovate, le persone parlano, però poi ad unc erto punto ci si chiede, con qs parole cosa ci facciamo? Noi possiamo discutere, parlare, ma poi cosa ne facciamo? Dove portano? Cosa possono modificare? Possono creare nuove possibilità? Allora qs secondo me è un punto importante su cui dobbiamo ragionarci sopra. Cosa ne facciamo di qs storie che si intrecciano? Arriva anche il momento in cui ci si scontra con un altro piano: come qs persone si rapportano coi servizi, con le istituzioni? Qs è un punto cardine. Siamo a buon punto, intanto abbiamo voce..il passo successivo potrebbe essere: cosa accade se mi confronto con i servizi? Forse che metto in crsi il loro ruolo di potere, perché il mio inizia a salire. Ma fino a quando? Finchè sto bene, perché se sto un po’ meno bene l’operatore, la psichiatria torna a fare ciò che faceva prima.

Dobbiamo uscire dal mondo della sola salute mentale, ma dobbiamo stare nel mondo di tutti.

 

F: p.r e fare assieme a quel punto abortiscono. Battuta di pancia perché è un po’ ciò che ho vissuto io in qs utlimi 2/3 aa. Parole ritrovate è il fatto che con queste parole si comunica alla pari. Fare assieme tra utenti, familiari, cittadinanza, operatori tutti alla pari, quindi non che troviamo altre parole ma che rinasce un dialogo alla pari. Quindi ho davanti a me chiunque, ci dialogo alla pari. Da qui nasce anche il fare assieme. Questo processo è nato, è cresciuto, poi è calato … non c’è sempre stato il fare assieme alla pari. Da oggi la realtà di Modena è cambiata molto, ma rispetto a quello che si poteva fare mi sembra ci sia stato uno stop. Forse c’è perché stiamo ripetendo p.r. come convegno ma forse non tutti ne abbiamo + ben chiaro qual è il significato di p.r. e del fare assieme e quindi perdiamo il senso di ritrovarci.

Forse ci stiamo un po’ parlando addosso, non è una cosa negativa per noi, è un processo per chiarirci, però abbiamo la possibilità di evolvere. E forse il tema di quest’anno può essere le parole ritrovate stesse e quindi ritrovarlo, rinnovarlo, chiarendo.

La commistione tra i vari protagonisti di qs parole, il dialogo è il centro della cosa. Dobbiamo cercare il dialogo, diventiamo dialogo ritrovato.

 

L: fa parte della crescita.

 

C: trovare le parole, trovare il coraggio di parlare e di mettersi in gioco, trovare il dialogo, con gli operatori, con gli altri utenti dell’appartamento x riuscire ad essere presenti.

 

L: a me sembra che il convegno sia andato bene, partecipato, ricco, emozionante, si sn messi in gioco tante persone, anche degli operatori che non hanno fatto discorsi tecnici ma hanno portato i loro vissuti. Dobbiamo cercare di rendere sempre + vivo qs movimento, crederci ma soprattutto saperle condividere, fidarci di + gli uni e gli altri. Avere parole anche di affetto, empatia, unione, saper essere + coesi. Ho la sensazione che uno si senta solo a portare la sua esperienza. Se vogliamo continuare con la metafora di nascita, procreazione, crescita di questo collettivo dobbiamo nutrirlo bene perché possa avere quella forza di confrontarsi anche con realtà fuori + difficili. Ci deve essere ancora + fiducia, coesione, costruire una sicurezza.

C: dobbiamo avere + coraggio

L: ce lo dobbiamo dare assieme, il discorso dell’auto mutuo aiuto deve infiltrarsi sempre +.

C: nella quotidianità

R: son arrivata due anni fa, la situazione è molto diversa, c’erano gli appartamenti, c’era veramente tanta gente e portata qua.

Veramente il servizio non ci sta più credendo? Non so bene, mi sembra che il servizio non ci sia, mi sembra si sia tirato indietro. Forse col fatto che social sia formalizzato il csm delega tutto al social, non lo so. Poi forse il titolo di quest’anno era troppo complicato.

È bellissimo che abbiamo qs nuova sede di iic ma forse dobbiamo fare le pr in piazza grande. Se no ce le raccontiamo ma alla fine il nostro vicino di casa nn sa di cosa parliamo.

L: facciamo parole ritrovate su una piazza. Facciamolo un sabato pm quando c’è molta gente. Durante l’inverno sarebbe carino fare dei c.s. che invitino la popolazione

L: rifacendosi al Màt Pride,

 

Assemblea Parole Ritrovate 17/12/16

Ricordandovi che sabato 17 dicembre torna Parole Ritrovate!!!

 

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Assemblee Parole Ritrovate … un pò di storia … E, COME PROCEDIAMO? 

Dal 2009 Social Point, progetto di inclusione sociale del Dipartimento di salute mentale di Modena, è entrato nel movimento de Le Parole Ritrovate, partecipando ai coordinamenti nazionali, ai incontri annuali ed organizzando in quel di Modena, assemblee e convegni.

 

Da ormai 4 anni Idee in circolo ha ereditato l’organizzazione delle Assemblee de Le Parole ritrovate mensili e dell’incontro Nazionale Annuale, che si tengono a Modena.

 

L’ascolto ed il ritrovare le parole, mira ad un’apertura del confine, mette in evidenza le reali problematiche non solo della salute mentale, ma quelle dell’intero contesto sociale … per questo ci ritroviamo sempre in cerchio a dar voce a chiunque abbia voglia di raccontare la sua esperienza o dirci il suo punto di vista …

 

Ogni anno l’incontro nazionale approfondisce tematiche differenti: inclusione sociale, la famiglia, la crisi, il lavoro e l’abitare, la cura oltre il farmaco, la sessualità e l’affettività ….

quindi troviamoci tutti SABATO 17 ALLE 10.00 PRESSO L’ASSOCIAZIONE IDEE IN CIRCOLO, VIA IV NOVEMBRE 40/A per:

 DECIDERE IL TEMA DELL’ANNO NUOVO E RAGIONARE ASSIEME SU COME RINNOVARE IL NOSTRO CONVEGNO!!!

VI ASPETTIAMO!!!

ANCORA SULL’INCONTRO NAZIONALE DI “LE PAROLE RITROVATE”

Martedì 25 Ottobre 2016

“La cura, si-cura?” Io non lo so, ma martedì 25 Ottobre, alla Tenda, si sono sentite tante voci di “guarenti” che si guariscono che si è sparsa la voce, e c’era talmente tanta gente che qualcuno ha tentato di entrare dal tetto! E’ vero! Circola una foto on-line a testimonianza di questo (chiedere a Salvatore).

Ho capito che ci sono due tendenze nell’uso dei farmaci: c’è chi preferisce che gli si metta “la cera nelle orecchie” per continuare a remare e navigare, e chi (ma si tratta di un’esigua minoranza) si fa legare al palo della nave dai compagni di viaggio e ascolta il canto delle Sirene, che non erano bellissime creature metà donne e metà pesce, ma uccellacci con artigli dal volto femminile che conoscevano segreti da un’altra dimensione. Il rischio di ascoltarle è di inabissarsi, ma se c’è attorno una comunità che si fa responsabile, allora ci sarà un mutuo scambio, quell’Ulisse che sonda mondi sconosciuti, potrà riportare informazioni utili per tutti. I presentatori americani del docufilm Healing voices (proiettato in prima visione all’interno di Màt) parlano dei malati mentali come di “canarini della miniera”, cioè piccole creature che cantano e, se smettono, vuol dire che non c’è possibilità di vita per nessuno.

A me piace partire dall’inizio o dalla fine, due momenti catartici nella vita di una persona, invece partirò dal mezzo di questo evento immaginativo e fisico che avviene ogni anno a Màt: Le Parole Ritrovate, che ogni anno ha un carattere tutto suo, quindi possiamo antropomorfizzarlo come un supercorpo fatto di tanti corpi.

Sto guardando il materiale che mi è stato donato o che ho acquistato e mi viene da dire che partendo da ModestaMente, giornale delle comunità psichiatriche di Bergamo, c’è un forte incontro col desiderio, il desiderio di star bene e di condividere che ha unito i corpi femminili e maschili delle persone che hanno partecipato al convegno.

Avrei voluto dare un’impostazione linguistico-grammaticale al mio resoconto per fare certi discorsi ma sono stata interrotta da una crisi d’ansia dopo essermi esaltata all’intensità della giornata di martedì alla Tenda. Oggi invece parto dal mezzo della ferita, che è una valle, una valle in cui scorre l’acqua, il flusso della nostra coscienza che inesorabilmente porta al mare dell’inconscio collettivo o della comune origine. Ma ciò che vi domando è questo: si può camminare lungo entrambe le sponde del fiume allo stesso tempo? Possiamo essere uniti e non divisi? E’ questa la grande scommessa, la vera rivoluzione.

E’ successo qualcosa di erotico, nel senso della conoscenza. Si è creata una via d’accesso al bisogno di bene e di accettazione per cui molte/i si sono esposti anche nella parte tenera, delicata, quella che proteggiamo sempre per paura che non sia compresa o che venga disdegnata. Anche chi era lì per lavoro, ha sentito il desiderio di unire la propria piccola storia al racconto corale delle storie, racconto che salva la vita. Notte dopo notte, oscurità dopo oscurità, ed ecco, sei nel sangue. L’acqua e il sangue uscivano dal costato di Cristo. Acqua e sangue, l’identità, il sangue, e l’acqua, la comune origine dove perdi te stesso; lì c’è l’incontro, la passione patita e agente, la gioia-sofferenza unite.

Ci si può lasciare andare in questo clima d’accoglienza e allora si può piangere e ridere; le lacrime lavano e il calore dell’amore permette di sciogliere il metallo di certe convinzioni che ci siamo fatti nel tempo: rigide, sbagliate, quel super-Io sempre pronto a giudicarci e giudicare. Allora si fa un timido passo in avanti e ci si sente un pochino più liberi. Liberi come Sherazade che ha vinto quel re, ferito egli stesso, imperioso e desideroso, che la vuole ammazzare, ma è catturato dalle sue storie seducenti. Ai bambini non viene raccontato che nelle Mille e una notte Sherazade nel frattempo è rimasta incinta e alla fine salva se stessa ma anche la vita del re regalandogli una bellissima bambina. E se qualcuno ricordasse l’edizione dell’anno scorso de “le Parole Ritrovate” , chiesi a tutti di immaginare di essere nell’utero, nella pancia di una mamma, ad esempio quella della Manu, che allora stava per partorire. Ora che Alice è nata e ha un anno e succhia tanto latte, e più succhia e più ce n’è, immaginiamo di darci tanto Amore e così usciranno parole nuove dalle nostre viscere. Seguiamo la via lattea e il nostro umore sarà alle stelle!

L.F.