Diario di viaggio: Gorizia

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Agosto1942
Campo di smistamento di Westerbork-Olanda

“Lo sentiamo dire ogni giorno e in tutti i toni:non vogliamo pensare, non vogliamo sentire, vogliamo dimenticare il più possibile. E questo mi sembra molto pericoloso(…).
Se non sapremo offrire al mondo impoverito dal dopoguerra nient’altro che i nostri corpi salvati ad ogni costo-e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione- allora non basterà.” Cit.

Queste splendide parole, scritte da Etty Hillesum , che hanno risvegliato la mia coscienza riguardo la guerra mondiale molti anni orsono, mi sono risuonate dentro quando mi sono aggirata per i sentieri del parco Basaglia, che circonda l’ex-manicomio di Gorizia, condotta assieme agli amici di Larghe Vedute, da un “Virgilio”d’ eccezione, come ha sottolineato Marcello di Radio Ohm, cioè il dott.Perrazza che fortemente vuole il recupero storico e culturale di questo sito.
Continua la lettera:”Dai campi stessi (da gli ex-manicomi,dico io),dovranno irraggiarsi nuovi pensieri, nuove conoscenze dovranno portare chiarezza oltre i recinti di filo spinato(…)
Aloora forse, sulla ricerca comune e onesta di chiarezza su questi avvenimenti oscuri, la vita tratta fuori dai suoi cardini potrà di nuovo spostarsi in avanti, di un timido passo.”
Due realtà concentrazionarie che possono essere accostate ,due abissi dell’ anima ancora da sondare per concepire il valore nouminoso della libertà.
Ringrazio di cuore il Social Point di Modena poiché ha consentito di compiere assieme a Giulio e Lucio , quali rappresentanti della radio, mentre gli altri erano impegnati nell’agire locale, questo viaggio ai confini della nazione e della mente, andando a inaugurare una radio, succursale di Radio Fragola di Trieste e facente parte del circuito LARGHE VEDUTE,che riunisce le radio della mente sparse in Italia che si erano trovate a Chieri numerose a Luglio.
Purtroppo questa volta, nonostante avessimo rimandato causa terremoto,poche hanno potuto essere presenti alla diretta che trasmetteva dal parco presso un padiglione adibito attualmente a sala prove dei gruppi musicali ;alcune han mandato un messaggio vocale. La sfida che i redattori della radio di Gorizia si son dati è notevole: produrre radio-documentari da trasmettere nelle varie radio ,nell’occasione ci han dato un’anteprima della prima parte di tre riguardante il lavoro di recupero delle cartelle dei pazienti dell’ex-manicomio dagli anni ’30 al ’61 quando Franco Basaglia è stato”spedito” dall’ Università dove dava noia, ai confini; analogicamente mi viene in mente Don Lorenzo Milani a Barbiana,solo che Franco aveva vicino a sé Franca dell’Ongaro, che come ci ha raccontato Perrazza, fu lei a motivarlo ad accettare la sfida. Dunque dalle periferie partono le rivoluzioni.
Sotto quei magnifici cedri camminavamo tra i padiglioni che sono stati degli Agitati, Furiosi, Sudici, i quali, attraverso il lavoro di attuali utenti in cooperativa, guidati da un’archivista, riprendono corpo e vanno a comporre l’ affresco di una storia che la città di Gorizia ha cercato di rimuovere prendendo spunto dall’incidente di cronaca che oscurò il lavoro legittimo e studiato in tutto il mondo dello stuff basagliano. Ai confini con l’attuale Slovenja, che più volte abbiamo attraversato per mangiare o dormire,liberamente, abbiamo inteso, noi radianti, ilvalore del FUORI-DENTRO, di come si possa giocare con questo movimento della vita,lasciatemi un po’ delirare; pensate alla cellula, alla sua membrana, contenitiva, ma selettivamente permeabile, estensibile e includente. La possibilità di “danzare” fra aggregazione e raccoglimento, fra identità e fusione, fra pazzia e regolarità, sconfiggendo la paura, nel rispetto che ci viene dalla reciproca conoscenza, abbracciando l’ombra senza pretendere di capirla. Ciò non è poetico oppure lo è nel senso creativo della parola che viene dalle viscere e come chi dà la vita sa, si partorisce con dolore. Allora torniamo all’inizio:Etty Hillesum, una donna di confine :laica e mistica, amante delle gioie del corpo,come dello spirito, avrebbe voluto scrivere, ebrea,porta con sé la Bibbia e Rilke,in pochi anni, sotto la pressione dell’occupazione nazista in Olanda, compie un percorso di maturazione che pochi santi han saputofare:Diventare il “cuore pensante”della baracca”,dove gli ebrei venivano ammassati prima dell’ultimo viaggio per la Polonia. Lei aiutava, mantenendo un angolo per sé nella giornata in cui scriveva lettere ad amici . Continuava a vedere la bellezza ,e a provare gioia perchè era una donna innammorata, il suo amante era morto ,ma aveva ancora in sé Dio con cui era in dialogo continuo, lo voleva aiutare perchè vedeva che non era onnipotente(quante donne innamorate di Lui ho incontrato nei miei ricoveri),delirio di onnipotenza direte voi,ma con quale lucidità ha saputo guardare a ciò che era in corso senza fuggire, vedendo il male senza odiare il nemico, vivendo in vita l’eternità.
Il pellegrinaggio a Gorizia ha dato sangue a un ricordo e una consapevolezza che portavo dentro delle vite schiantate da due guerre e dall’internamento degli improduttivi e scandalosi per la società, quando poi ci siam trasferiti, visto che eravamo pochi, a Trieste, seguendo le orme basagliane,al Parco di S.Giovanni da dove va in onda Radio Fragola,ho benedetto la Vita che risorge dalle macerie della Storia. Basaglia, come una brava madre si è fatto da parte ed è andato a liberare i matti di Trieste perchè la VERITA’ E’ RIVOLUZIONARIA, come recita la scritta sulla palzzina dirimpettaia alla radio, non si può trattenere, al pari dell’acqua che scorre carsica e riappare slovena magari,infatti Perrazza ci ha anticipato che un “rizoma “ di follia liberatrice sta viaggiando verso alcune strutture contentive ancora presenti nella ex-Jugoslavia . In un momento di nazionalismi riemergenti, di muri e chiusure mentali varie, ora tocca a Noi Matti prenderci la responsabilità di scardinare la Storia dall’idolatria della FORZA per alimentare l’energia debole che connette l’universo, l’amore, che significa dedicarsi, lottare. Non è retorica ma Persuasione, infatti a Gorizia Ho incontrato il simulacro di Carlo Micheldstatter, caro amico,che ha scritto la tesi di laurea sull’ argomento e poi si è suicidato.Il suo modello, il cristallo, che matura lentamente raffreddandosi nella pancia della terra.la trasparenza il segreto per riportare fedelmente la luce,l’io opacizza; quindi chi vuole affermare la sua visione,magari seducendo,usa la rettorica ma non la attua,mentre ilpersuaso aderisce con la sua vita alle parole che crede lasciando passare la luce della verità. Certo un modello alto che nasce nel profondo e impiega tutto il tempo che ci vuole per sviluppare l’attenzione, non ci sono scorciatoie, chi ha patito male nell’ anima lo sa,il peggior nemico è dentro di noi, accettiamo quel dittatore interiore che urla, diamogli la mano e come un bambino verrà fuori a giocare , nel giardino delle rose magari che insieme fioriscono anche a ottobre regalandoci un profumo che va dritto al nostro cervello animale che nonvuole essere, ma si accontenta di essere volentieri , In questa piccola differenza si giocano millenni di sopraffazione.
Lucia di Trieste ci ha accolti salutati caldamente, promettendoci collaborazione e solidarietà,e il manifesto giallo che fa da logo dell’ iniziativa di Gorizia con la scritta:LA LIBERTA’ E’ TERAPEUTICA,scritta cancellata da Trieste da un restauro non conservativo,ho deciso di portarlo in cammino alla Marcia della pace nata nel 61come me, nell’anno in cui entrava dai cancelli di Gorizia Basaglia.
Prima sono andata a rendere omaggio a quelli di Trento che hanno iniziato il movimento delle parole ritrovate e a tutti dico grazie, grazie grazie.
Questo non è turismo, bensì un viaggio iniziatico ai confini della mente per ricucire lapropria storia alla grande storia,il mio prozio è morto sullìIsonzo,ha scritto una lettera alla sua mamma terribile che non so come ha passato la censura e, per farla breve,è arrivata a me.la prossima volta vi passerò il testimone. Un suo fratello, del’99ha scampato la prima guerra mondiale per ritrovarsi nella seconda coi nazisti in casa, 3 figli partigiani, 2 piccoli,il C.L.N. Clandestino nel suo negozio, ebrei e disertori nascosti,ma tempo dopo si è suicidato, lasciando problemi ai figli.Da lì son nata e quando avrò sciolto quel nodo sarò pace, ci vorrà altro viaggetto di recovery.
L.F.

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