Approfondimento tematico sulla salute mentale al Liceo di Scienze Umane C. Sigonio

 

Diverse People Friendship Togetherness Connection Aerial View Concept

Per rompere il ghiaccio abbiamo fatto un gioco che si chiama “la terra sta morendo” in cui le studentesse dovevano salvare 7 persone da portare in un nuovo mondo scelte fra dodici personaggi di cui conoscevano solo una caratteristica fra loro ad esempio: il matto, il volontario,l’insegnante, il profugo etc.. Alcune ragazze avrebbero portato in questo nuovo mondo queste due categorie,il gioco è stato molto carino e si è avuto subito modo di interagire e ragionare con il gruppo . Subito dopo abbiamo raccontato cosa fanno le realtà che rappresentiamo,alcuni di noi hanno portato le proprie esperienze personali, su cosa vuol dire far parte dell’associazione e far parte di un mondo così vasto com’è quello della salute mentale. La classe si è mostrata interessata e partecipativa, hanno fatto molte domande mostrandosi curiose.

La partecipazione degli studenti in stage è stata una ottima opportunità poiché c’è stato uno scambio alla pari in cui gli uni hanno potuto portare la propria esperienza personale a ragazze della stessa età, le altra, che intraprenderanno il medesimo percorso di stage nelle stesse associazioni hanno potuto confrontarsi con coetanei che hanno già vissuto l’esperienza .

L’incontro secondo me è andato bene abbiamo trovato interesse nelle cose che facciamo le aspettiamo per lo stage che faranno con noi.

M.P.

“La malattia entra ed esce dal corpo come da una porta”e non è soltanto squilibrio o disarmonia e anche da una disarmonia e anche sopratutto sforzo della natura nell’uomo per ottenere un nuovo equilibrio

Professore di filosofia della scienza di Sorbona, Canguilhelm, rieditò le sue tesi di dottorato in Medicina nel libro “Il Normale è il Patologico “ per lanciare un attacco alla medicina positivistica soprattutto per ciò che riguardava le definizioni di malattia e /o anomalia , di normale e di patologico .

La postfazione di questo testo è di un autore molto più conosciuto , cioè di Michel Foucault, che è stato suo allievo e ha saputo sviluppare efficacemente questi temi in tanti testi importanti come la “Storia della Follia” , che le studentesse di 4°C della scuola Sigonio hanno presente perché sono state adeguatamente preparate dall’ insegnante Benuzzi di scienze umane.

Spesso si completano da “grandi” intuizioni o idee che concepiamo da studenti ed è utile stabilire una genealogia delle materie cosi come ha fatto Foucault. Dunque l’atto di educare e di imparare è assai importante ed è per questo che “Idee in Circolo” partecipa alla formazione delle persone nelle scuole discutendo le idee, i principi della conoscenza ,l’epistemologia insomma.

Ad esempio soggetto medio e soggetto normale sono due concetti che vengono confusi in medicina. Il soggetto normale è colui che rientra nella frequenza statistica più alta .

Secondo C. lo stato patologico si manifesta nel momento in cui l’individuo non si adatta all’ambiente in cui vive e alle norme culturali e storiche che lo caratterizzano . La sua incapacità non viene mai considerata come un tentativo di interazione secondo schemi diversi o alternativi, ma viene interpretata come “stato patologico” e “anormalità”.

La patologia è vista come errore. F. definisce C filosofo dell’errore perché per lui l’errore è il nodo concettuale che tiene unita la vita e la conoscenza della vita.

La vita stessa è definita come ciò che è capace di commettere un errore(come la scienza sperimentale del resto). In altre parole, il processo di evoluzione dell’essere umano e la storia della vita sono geneticamente determinati dalla possibilità costante che si verifichi un errore.

L.F

CORSO DI SCRITTURA CREATIVA

Vi piace scrivere, amate leggere poesie?

Dal 17 marzo per quattro venerdì partirà il corso di scrittura creativa.

Iscrizioni entro il 13 marzo, è prevista una quota di 25 euro – 20 euro con tessera idee in circolo.

Per iscrizioni e informazioni: associazioneideeincircolo@gmail.com oppure telefonare al numero 345-2833360

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L’importanza di raccontare….

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La redazione multimediale frutto di un progetto in collaborazione tra Idee in circolo e Social Point, è composta da utenti e operatori, si occupa di aggiornare il blog e la pagina facebook della associazione Idee in circolo.

Scriviamo e raccogliamo articoli, post, poesie,scritti riguardo le attività proposte dalla associazione o con essa correlate.

Il gruppo che al momento è composto da 7 persone, si riunisce il lunedì mattina dalle 9,30 alle 12,30 presso la sede di Idee in circolo, .

Se volete conoscerci meglio per toccare con mano ciò che facciamo potete passare a trovarci, oppure contattarci via mail: associazioneideeincircolo@gmail.com se volete inviarci testi e immagini per contribuire al nostro lavoro. Per leggere i nostri articoli: www.associazioneideeincircolo.wordpress.com, fb: Associazione Idee in Circolo

Per contattarci e saperne di più:

tel: 059 212003

e-mail: socialpointmo@gmail.com

CORSO BASE DI DISEGNO

Avete voglia di disegnare ? Bene perchè a breve (11 marzo) inizierà il corso di disegno .

E’ prevista una quota di iscrizione di 30 euro / 25 euro con tessera idee in circolo.

Per iscrizioni ed informazioni scrivere alla mail: associazioneideeincircolo@gmail.com oppure chiamare il numero: 345-2833360

partecipate numerosi!

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Un sogno realizzato: camminare sulle montagne in social catena

Mercoledi 18 gennaio, all’ associazione INSIEME A NOI presso la Fonte, si è svolta la proiezione del documentario SEMUS FORTES di Mirco Giorgi e Alessandro Dardani, che i rappresentanti dell’associazione ANDALAS DE AMISTADE TREKKING di Villacidro, appartenenti all’ asl SANLURI, sono venuti a presentare.

(…) A queste piagge

venga colui che d’ esaltar con lode

il nostro stato ha in uso, e vegga quanto

è il genere nostro in cura

all’ amante natura. E la possanza

qui con giusta misura

anco estimar potrà dell’ uman seme,

cui la dura nutrice, ov’ ei men teme,

con lieve moto in un momento annulla

in parte, e può con moti

poco men lievi ancor subitamente

annichilare in tutto.

Dipinte in queste rive

son dell’ umana gente

le magnifiche sorti e progressive.

Ecco, non ho fatto a meno di ripensare a questi versi scolpiti nella storia della letteratura mondiale, ma così solitamente ignorati perché scomodi dal 1837 da Giacomo Leopardi nella Ginestra,

a proposito delle ultime emergenze dovute al maltempo e leggendo il libro che mi è stato in dono dagli amici sardi venuti a presentare il loro documentario.

Camminando sui sentieri ripidi ed esposti della montagna, questi giovani che portano nello zaino anche disturbi psichici gravi, prendono coscienza della fragilità umana e al tempo stesso della necessità di unirsi “ in social catena “, come dice il Leopardi per soccorrersi vicendevolmente e affrontare con solidarietà i problemi del vivere con dignità la condizione mortale senza cadere nella aggressione reciproca per predominare.

Da “Non ci scusiamo per il disturbo” leggo : “ Scambiarsi il saluto quando ci si incontra in un ambiente tanto estraneo diventa un atto spontaneo. Come è possibile ignorarsi? Io esisto in questo mondo che non è il mio mondo, ti sono solidale. Ti guardo e ti dico che sono con te“.

Questi “guarenti “ infatti sono stati dopo i primi inizi in Sardegna, in Corsica e in Nepal. Raccontano la loro crescita esistenziale e han scoperto il valore della “povertà”: “la malattia non mi ha tolto ma mi ha dato tanto, come scoprire il senso delle cose veramente importanti, la malattia e la sofferenza mi han dato il potere di poter vedere oltre quello che la maggior parte delle persone abituate a vivere vede”.

Poi si legge :“Mi venne da pensare che in quella povertà, in quella semplicità vi era un’ immensa ricchezza costituita dall’ autenticità delle persone che vi abitavano (…), così pensai al nostro modo di vivere, alle preoccupazioni che talvolta rivolgiamo a problemi che tali non sono e alle tante cose materiali di cui ci circondiamo e che di fatto tutte indispensabili non sono”.

La curatrice dice :”La vera povertà è quella spirituale, in fondo abbiamo bisogno solo di un po’ d’amore.” I ragazzi sono riconoscenti verso medici ed infermieri che li hanno saputi guidare ed ascoltare per essere più coraggiosi ed uscire dall’isolamento.

L.F.

Esperienza di alternanza scuola lavoro

Dal 2016 è stata introdotta in tutte le scuole l’iniziativa dell’alternanza scuola-lavoro,consiste in uno stage presso diverse realtà come associazioni di volontariato e aziende. In questo modo gli studenti possono avvicinarsi al mondo del lavoro e del volontariato, acquisendo conoscenze tecniche e morali.

Abbiamo svolto questa attività presso l’associazione “Idee in circolo” e il servizio di inclusione sociale del DSM-DP, Social Point, a Modena, collaborando principalmente con i nostri referenti Michela Campioli e Marco Pizzirani che hanno svolto un ruolo di tutor nei nostri confronti.

Queste realtà collaborano con persone che sono o sono state seguite dai servizi di Salute Mentale, credendo nel raggiungimento della recovery delle persone e impegnandosi a divulgare le informazioni su questa tematica ai cittadini, portando così a una riduzione dei pregiudizi attorno a questo ambito, e attuando una azione il più possibile preventiva, in ogni caso di sostegno.

Lo svolgimento dell’alternanza ha avuto luogo nel periodo dal 16 Gennaio 2017 al 28 Gennaio 2017, durante il quale abbiamo collaborato a diversi progetti:

  • Radio Liberamente
  • Matta Banda
  • UMS (ufficio mani sporche)
  • Parole Ritrovate

Il primo progetto seguito, Radio Liberamente, si svolge presso il locale Vibra che ospita numerose serate.

In questo viene allestita tre volte a settimana una postazione radio, in cui gli interlocutori propongono argomenti e canzoni a loro discrezione svolgendo così un attività liberatoria e rilassante, sentendosi liberi di esprimersi.

Le registrazioni che vengono incise durante il corso della settimana vengono poi caricate in streaming sul sito “Spreaker” nella sezione “Radio Liberamente”, eccetto quelle registrate il Martedì che vanno in onda il Venerdì su “K-Rock”.

Matta Banda è un laboratorio che parte dalle “murghe”, ovvero una forma di teatro di strada che lega musica, teatro e danza portando alla formazione di un gruppo stabile che impari a conoscere il senso del ritmo così da poter prendere parte alla fine del corso ad eventi e iniziative a tema.

Il Venerdì pomeriggio si può invece svolgere il progetto UMS, il quale consiste in un’attività creativa, finalizzata alla costruzione di oggetti attraverso il riutilizzo dei materiali di scarto. Il progetto mira a portare le persone ad utilizzare al meglio la propria fantasia.

Parole Ritrovate è un incontro mensile dove ognuno ha l’occasione di riscoprire la propria voce su concetti che vengono proposti di volta in volta e che sono cari al mondo della salute mentale, così da poter aprire l’intero confine del contesto sociale.

L’obbiettivo è aiutare sé stessi e gli altri partecipanti a prendere conoscenza della propria esperienza psichiatrica e portare la propria testimonianza.

Il motivo che ci ha spinte a scegliere di prestare i nostri servizi presso “Idee in circolo” e Social Point è stata soprattutto la curiosità riguardo all’ambito della salute mentale della quale, prima dell’esperienza, sapevamo poco o niente.

Questa curiosità ci ha spinte a prendere parte a questo percorso facendoci rivalutare l’inutilità dei pregiudizi e dello stigma che spesso vengono affibbiati alle persone con problemi di salute mentale.

Questa esperienza ci ha dato molto a livello personale ed è stata particolarmente positiva, sotto tutti i punti di vista.

I progetti a cui abbiamo preso parte sono stati tutti molto coinvolgenti e stimolanti, in particolar modo Radio Liberamente, un’ attività che non avremmo mai avuto l’opportunità di svolgere al di fuori di questo contesto.

Sin da subito ci siamo sentite molto a nostro agio grazie alla sollecitazione e all’appoggio dei tutor favorendo una partecipazione più attiva da parte nostra.

Alice Barbati e Gioia Margaria, Istituto Sacro Cuore di Modenafoto-stage

Incontro per parlare del progetto di coabitazione

Giovedi 19 Gennaio,  all’ assemblea dell’associazione, sono venuti a trovarci Ale e Leo i quali condivideranno, per un periodo, un appartamento che rientra in un progetto di coabitazione in capo ad Ausl e Comune di Modena. Le associazioni Idee in circolo e Insieme a noi sono state coinvolte per cercare di organizzare insieme a loro momenti di aggregazione e partecipazione alla vita associativa. I due ragazzi sono sembrati molto carichi e interessati alla nuova avventura. Ognuno dei due avendo le proprie passioni , Alessandro per la musica infatti suona con la Mad Band, legata a Social Point, creando insieme a loro testi e musica. Invece Leonardo lavora al Factory Lab  ed è un gran tifoso del Foggia.

Auguriamo loro una felice convivenza!

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Abbiamo ritrovato le parole, adesso cosa ne facciamo?

 

20170121_110958Sabato ci siamo incontrati per le parole ritrovate, eravamo meno del solito, questo ha offerto spunti per riflettere su: metodo di coinvolgimento delle persone, efficacia del metodo utilizzato. Di seguito il verbale della giornata con le riflessioni emerse e con le date dei prossimi appuntamenti:

Incontro del 21/01/2017

Dobbiamo riflettere sul come mai, dalle 50 – 70 persone siamo diventati una ventina …..

Siamo in meno, facciamo il punto sulla cosa …

Proviamo a ricapitolare le realtà che c’erano ed oggi non ci sono:

La Barca, potrebbero avere difficoltà organizzative;

Parma, in difficoltà organizzative;

Appartamenti di Modena;

Sottosopra;

F: probabilmente ci sono questioni organizzative e di tempo; dall’altro probabilmente abbiamo diffuso una metodologia, un approccio che le realtà hanno fatto loro e forse ora non riescono a fare entrambe le cose. …

Proviamo a riflettere su noi, sul collettivo e su come vorremmo continuare …

F: secondo me l’apice di pr c’è stato quando il DSM ha fatto suo social point… il rischio attuale è che, passato l’entusiasmo, ci sia lìappiatimento del non si può far tutto, la stanchezza, ecc ecc …

Diventa ordinario, una cosa che era straordinaria diventa ordinaria, più quotidiana, meno esaltante…e allora rischiamo di avere la delusione xche siamo in meno …. Per cui la ripresa di contatti può riattivare una quotidianità faticosa e costruttiva…

R: noi, ci crediamo? Allora dobbiamo noi con il nostro entusiasmo a coinvolgere le persone, dove è andato il ns entusiasmo non quello degli altri …

L: io ricordo che venivo, questo per me è un momento sorgivo, non organizzativo

R: ma perché non facciamo un’assemblea di pr mensile itinerante?

L: secondo me anche l’inverno incide, soprattutto per chi viene lontano.

R: secondo me deve essere uno stimolo ad andare avanti in modo ancora + convinto!

F: personalmente c’è stato un inizio che ha coinciso con la mia ripresa dalla malattia e con una crescita di pr. Il movimento mi coinvolgeva moltissimo livello di entusiasmo sia per i temi che x l’ambiente che c’era… c’erano molti operatori, oltre che utenti. Era un percorso molto costruttivo. E qs ha permesso la nascita di progetti, come l’intervento al diagnosi cura, i gruppi ama. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento, la parte di interazione forte coi servizi e con gli operatori anche a livello umano si è ridotta. A oggi di operatori non ne vengono più, questo probabilmente ha avuto una ricaduta anche su di noi, perché c’è un calo di ricadute in mondi diversi … Se questo è vero, non so bene quali soluzioni mettere in campo, di certo è complesso coinvolgere gli operatori.

S: il contattare le persone, lo vedo come una soluzione possibile; sentirli, capire che c’è, come va? Noi in qualche modo qualcosa ci riporta qui, per chi non viene, cosa non ti riporta qui? Altra valutazione importante, una riflessione sul percorso: prima era tutto nuovo, stimolante, e quindi come op mi sentivo motivatrice, guida, …. Ora possiamo vedere che abbiamo fatto molte conquiste e che forse in virtù di questo possiamo essere meno utili, perché certe cose già ci sono … quindi credo che come p.r. dobbiamo fare una lettura di cosa abbiamo bisogno ora che è diverso dall’inizio. Oggi abbiamo bisogno di cose diverse che allora. Secondo me a oggi, ci sta che il servizio non sia presente fisicamente, deve però essere presente nel coinvolgere le persone. È imprescindibile che noi siamo chiari su che direzione vogliamo prendere così che possano coinvolgere persone.

Sul ruolo di operatori, decidiamo assieme se dobbiamo rimanere sullo sfondo o se il collettivo ci chiede una presenza maggiore.

M: condivido sia l’analisi di F che di S. Abbiamo fatto dei passi, quindi molte cose sono cambiate. Nei servizi c’è un grande cambiamento, anche di operatori…. Quindi dobbiamo continuare a tenere aggiornati i servizi perché ci sono anche molti op nuovi.

L: quando sono arrivata a p.r. non credevo nemmeno che centrassero gli op. ma vedevo che era una cosa dei diretti interessati ed era bello parlare dei ns problemi e vedere come rivolgersi alla cittadinanza; poi nel tempo ho visto montar su sempre di + gli operatori e sempre – gli utenti; io non sono d’accordo con f., è utile che gli op ci siano ma poi dobbiamo essere noi che ci prendiamo in mano le cose x cambiare. Spesso siamo noi che coltiviamo il ns stigma. Probabilmente l’argomento dell’ultimo pr sempre attorno alla medicina probabilmente ha dato questo senso di rimanere sempre attorno al mondo medico e quindi ha allontanato le persone. Io insisto secondo me dobbiamo andare verso un discorso di essere profetici. Dobbiamo migliorare nel collaborare. Dobbiamo capire a cosa non possiamo rinunciare.

R: il titolo dello scorso anno era da psicopatici.

G: Se siamo in diminuzione, mi auguro che non sia solo per l’avanzare dell’età, ma per il miglioramento delle condizioni di salute mentale…

F: Abbiamo ritrovato le parole, adesso cosa ne facciamo? Forse è anche fisiologico che ogni realtà si insedi nelle sue realtà …. Oggi p.r. ha un senso diverso, si tratta di chiarircelo a noi, che siamo i + fedeli, che ci crediamo ad oltranza.

Ridandoci il senso di percorso, ricarburiamo il motore …

M: secondo me noi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo se “non serviamo più” …. La metodologia di pr è stata assorbita da diversi contesti, gli utenti hanno ripreso parola in molti posti. Dobbiamo capire come rimodularci, se ha senso portarla avanti o se è superata … dobbiamo capire se x esempio possiamo rivolgerci ad utenti nuovi ….

L: vorrei riprendere l’idea di fare pr in spazi aperti coinvolgendo la città. La parola è legata alla persona, io vengo qui per incontrare le persone. Che le vedo molto volentieri, per me è importantissimo incontrare le persone di fuori che vedo meno. Incontrarsi, anche senza avere un fine preciso, è importante incontrarsi, perchè poi il fine nasce dalla ns interazione….

S: A Pavullo incontro con la tecnica del word caffè con le realtà del Frignano. I facilitatori lanciavano un tema sotto forma di domanda alle persone sedute ai vai tavolini, attraverso una facilitazione le persone si sono confrontate problematizzando e riflettendo, gli appunti si scrivevano su un pezzo di carta e si lasciavano in eredità a chi occuperà quel posto nella rotazione, quindi si doveva prendere spunti dagli appunti altrui e riaprire il tema parlandone con nuovi stimoli. Viene data una prima restituzione sulla base degli appunti scritti, al momento. In seguito è stato dato un feed-back più organizzato.

Potrebbe essere interessante fare un incontro del genere alla tenda perché noi non portiamo soluzioni ma domande su cui poi pensare soluzioni o anche costruire progetti. I soggetti coinvolti erano diverse associazioni del mondo associativo del Frignano. Potrebbe essere uno spunto per un lavoro durante l’anno.

M: si può provare a ricoinvolgere le persone che mancano per parlarne e provare a lavorare negli incontri successivi anche perché serve una minima formazione per strutturarlo.

C: anche secondo me questi incontri è un modo per rivedere le persone che non si vedono mai. Credo che non verrò più perché io preferisco fare che parlare e ascoltare. Credo che sia giusto il detto “con le chiacchiere non si impastano frittelle”…Anche se a volte sono riuscita a portare con me cose belle dette da altri incontri.

M: il 4 febbraio coordinamento nazionale PR, si parlerà ancora della legge e poi altri progetti . SP va con Lucio ed una macchina e si andrebbe solo il sabato in giornata. Se ci fosse lo spazio potrebbe essere utile sentire dalle altre realtà se altri hanno vissuto questo momento e come è stato affrontato per trovare altri spunti. Potrebbe portare anche una bella riflessione al coordinamento nazionale.

Fanny va e resta a dormire, nel caso di difficoltà nostra a venire puoi darci un feed-back.

M: forse bisognerebbe riprendere dei contatti più diretti con i singoli per poter avere, almeno a febbraio, una rappresentanza di coloro che hanno sempre partecipato in modo che così si possa decidere in modo più partecipato e non decidono per default coloro che partecipano in modo più assiduo.

R: E’ inutile che stiamo qui noi a cercare di capire cosa pensano gli altri bisogna contattarli e sentire da loro.

F: bisogna informare di nuovo gli operatori dei servizi perché io sono stato informato da loro che c’erano queste riunioni.

S: potresti, nel dare loro un feed-back sulla tua partecipazione, ricordare loro che possono coinvolgere altre persone.

M: magari anche solo la mail non è più un metodo efficace perché è diventata routinaria e magari la considerano meno.

L: in realtà ascoltare e parlare è un esercizio di democrazia. Noi qui stiamo sperimentando un esercizio di democrazia dal basso. In democrazia tu deleghi qualcuno a rappresentarti ma tu indirettamente verifichi ciò che fanno coloro che hai delegato a parlare per te.

Per il prossimo incontro proviamo a coinvolgere di nuovo le realtà assenti per condividere con loro le riflessioni emerse ed avere il loro punto di vista.

Calendario prossimi incontri di Parole Ritrovate Sabato ore 10,30 c/o Associazione idee in circolo via IV Novembre 40/b:

25 Febbraio 2017

25 Marzo 2017

22 Aprile 2017

20 Maggio 2017

17 Giugno 2017

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