Abbiamo ritrovato le parole, adesso cosa ne facciamo?

 

20170121_110958Sabato ci siamo incontrati per le parole ritrovate, eravamo meno del solito, questo ha offerto spunti per riflettere su: metodo di coinvolgimento delle persone, efficacia del metodo utilizzato. Di seguito il verbale della giornata con le riflessioni emerse e con le date dei prossimi appuntamenti:

Incontro del 21/01/2017

Dobbiamo riflettere sul come mai, dalle 50 – 70 persone siamo diventati una ventina …..

Siamo in meno, facciamo il punto sulla cosa …

Proviamo a ricapitolare le realtà che c’erano ed oggi non ci sono:

La Barca, potrebbero avere difficoltà organizzative;

Parma, in difficoltà organizzative;

Appartamenti di Modena;

Sottosopra;

F: probabilmente ci sono questioni organizzative e di tempo; dall’altro probabilmente abbiamo diffuso una metodologia, un approccio che le realtà hanno fatto loro e forse ora non riescono a fare entrambe le cose. …

Proviamo a riflettere su noi, sul collettivo e su come vorremmo continuare …

F: secondo me l’apice di pr c’è stato quando il DSM ha fatto suo social point… il rischio attuale è che, passato l’entusiasmo, ci sia lìappiatimento del non si può far tutto, la stanchezza, ecc ecc …

Diventa ordinario, una cosa che era straordinaria diventa ordinaria, più quotidiana, meno esaltante…e allora rischiamo di avere la delusione xche siamo in meno …. Per cui la ripresa di contatti può riattivare una quotidianità faticosa e costruttiva…

R: noi, ci crediamo? Allora dobbiamo noi con il nostro entusiasmo a coinvolgere le persone, dove è andato il ns entusiasmo non quello degli altri …

L: io ricordo che venivo, questo per me è un momento sorgivo, non organizzativo

R: ma perché non facciamo un’assemblea di pr mensile itinerante?

L: secondo me anche l’inverno incide, soprattutto per chi viene lontano.

R: secondo me deve essere uno stimolo ad andare avanti in modo ancora + convinto!

F: personalmente c’è stato un inizio che ha coinciso con la mia ripresa dalla malattia e con una crescita di pr. Il movimento mi coinvolgeva moltissimo livello di entusiasmo sia per i temi che x l’ambiente che c’era… c’erano molti operatori, oltre che utenti. Era un percorso molto costruttivo. E qs ha permesso la nascita di progetti, come l’intervento al diagnosi cura, i gruppi ama. Negli ultimi anni c’è stato un cambiamento, la parte di interazione forte coi servizi e con gli operatori anche a livello umano si è ridotta. A oggi di operatori non ne vengono più, questo probabilmente ha avuto una ricaduta anche su di noi, perché c’è un calo di ricadute in mondi diversi … Se questo è vero, non so bene quali soluzioni mettere in campo, di certo è complesso coinvolgere gli operatori.

S: il contattare le persone, lo vedo come una soluzione possibile; sentirli, capire che c’è, come va? Noi in qualche modo qualcosa ci riporta qui, per chi non viene, cosa non ti riporta qui? Altra valutazione importante, una riflessione sul percorso: prima era tutto nuovo, stimolante, e quindi come op mi sentivo motivatrice, guida, …. Ora possiamo vedere che abbiamo fatto molte conquiste e che forse in virtù di questo possiamo essere meno utili, perché certe cose già ci sono … quindi credo che come p.r. dobbiamo fare una lettura di cosa abbiamo bisogno ora che è diverso dall’inizio. Oggi abbiamo bisogno di cose diverse che allora. Secondo me a oggi, ci sta che il servizio non sia presente fisicamente, deve però essere presente nel coinvolgere le persone. È imprescindibile che noi siamo chiari su che direzione vogliamo prendere così che possano coinvolgere persone.

Sul ruolo di operatori, decidiamo assieme se dobbiamo rimanere sullo sfondo o se il collettivo ci chiede una presenza maggiore.

M: condivido sia l’analisi di F che di S. Abbiamo fatto dei passi, quindi molte cose sono cambiate. Nei servizi c’è un grande cambiamento, anche di operatori…. Quindi dobbiamo continuare a tenere aggiornati i servizi perché ci sono anche molti op nuovi.

L: quando sono arrivata a p.r. non credevo nemmeno che centrassero gli op. ma vedevo che era una cosa dei diretti interessati ed era bello parlare dei ns problemi e vedere come rivolgersi alla cittadinanza; poi nel tempo ho visto montar su sempre di + gli operatori e sempre – gli utenti; io non sono d’accordo con f., è utile che gli op ci siano ma poi dobbiamo essere noi che ci prendiamo in mano le cose x cambiare. Spesso siamo noi che coltiviamo il ns stigma. Probabilmente l’argomento dell’ultimo pr sempre attorno alla medicina probabilmente ha dato questo senso di rimanere sempre attorno al mondo medico e quindi ha allontanato le persone. Io insisto secondo me dobbiamo andare verso un discorso di essere profetici. Dobbiamo migliorare nel collaborare. Dobbiamo capire a cosa non possiamo rinunciare.

R: il titolo dello scorso anno era da psicopatici.

G: Se siamo in diminuzione, mi auguro che non sia solo per l’avanzare dell’età, ma per il miglioramento delle condizioni di salute mentale…

F: Abbiamo ritrovato le parole, adesso cosa ne facciamo? Forse è anche fisiologico che ogni realtà si insedi nelle sue realtà …. Oggi p.r. ha un senso diverso, si tratta di chiarircelo a noi, che siamo i + fedeli, che ci crediamo ad oltranza.

Ridandoci il senso di percorso, ricarburiamo il motore …

M: secondo me noi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo se “non serviamo più” …. La metodologia di pr è stata assorbita da diversi contesti, gli utenti hanno ripreso parola in molti posti. Dobbiamo capire come rimodularci, se ha senso portarla avanti o se è superata … dobbiamo capire se x esempio possiamo rivolgerci ad utenti nuovi ….

L: vorrei riprendere l’idea di fare pr in spazi aperti coinvolgendo la città. La parola è legata alla persona, io vengo qui per incontrare le persone. Che le vedo molto volentieri, per me è importantissimo incontrare le persone di fuori che vedo meno. Incontrarsi, anche senza avere un fine preciso, è importante incontrarsi, perchè poi il fine nasce dalla ns interazione….

S: A Pavullo incontro con la tecnica del word caffè con le realtà del Frignano. I facilitatori lanciavano un tema sotto forma di domanda alle persone sedute ai vai tavolini, attraverso una facilitazione le persone si sono confrontate problematizzando e riflettendo, gli appunti si scrivevano su un pezzo di carta e si lasciavano in eredità a chi occuperà quel posto nella rotazione, quindi si doveva prendere spunti dagli appunti altrui e riaprire il tema parlandone con nuovi stimoli. Viene data una prima restituzione sulla base degli appunti scritti, al momento. In seguito è stato dato un feed-back più organizzato.

Potrebbe essere interessante fare un incontro del genere alla tenda perché noi non portiamo soluzioni ma domande su cui poi pensare soluzioni o anche costruire progetti. I soggetti coinvolti erano diverse associazioni del mondo associativo del Frignano. Potrebbe essere uno spunto per un lavoro durante l’anno.

M: si può provare a ricoinvolgere le persone che mancano per parlarne e provare a lavorare negli incontri successivi anche perché serve una minima formazione per strutturarlo.

C: anche secondo me questi incontri è un modo per rivedere le persone che non si vedono mai. Credo che non verrò più perché io preferisco fare che parlare e ascoltare. Credo che sia giusto il detto “con le chiacchiere non si impastano frittelle”…Anche se a volte sono riuscita a portare con me cose belle dette da altri incontri.

M: il 4 febbraio coordinamento nazionale PR, si parlerà ancora della legge e poi altri progetti . SP va con Lucio ed una macchina e si andrebbe solo il sabato in giornata. Se ci fosse lo spazio potrebbe essere utile sentire dalle altre realtà se altri hanno vissuto questo momento e come è stato affrontato per trovare altri spunti. Potrebbe portare anche una bella riflessione al coordinamento nazionale.

Fanny va e resta a dormire, nel caso di difficoltà nostra a venire puoi darci un feed-back.

M: forse bisognerebbe riprendere dei contatti più diretti con i singoli per poter avere, almeno a febbraio, una rappresentanza di coloro che hanno sempre partecipato in modo che così si possa decidere in modo più partecipato e non decidono per default coloro che partecipano in modo più assiduo.

R: E’ inutile che stiamo qui noi a cercare di capire cosa pensano gli altri bisogna contattarli e sentire da loro.

F: bisogna informare di nuovo gli operatori dei servizi perché io sono stato informato da loro che c’erano queste riunioni.

S: potresti, nel dare loro un feed-back sulla tua partecipazione, ricordare loro che possono coinvolgere altre persone.

M: magari anche solo la mail non è più un metodo efficace perché è diventata routinaria e magari la considerano meno.

L: in realtà ascoltare e parlare è un esercizio di democrazia. Noi qui stiamo sperimentando un esercizio di democrazia dal basso. In democrazia tu deleghi qualcuno a rappresentarti ma tu indirettamente verifichi ciò che fanno coloro che hai delegato a parlare per te.

Per il prossimo incontro proviamo a coinvolgere di nuovo le realtà assenti per condividere con loro le riflessioni emerse ed avere il loro punto di vista.

Calendario prossimi incontri di Parole Ritrovate Sabato ore 10,30 c/o Associazione idee in circolo via IV Novembre 40/b:

25 Febbraio 2017

25 Marzo 2017

22 Aprile 2017

20 Maggio 2017

17 Giugno 2017

20170121_111007

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