“Fare assieme per migliorare la qualità della vita”

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Martedì 21 Febbraio,l’ Associazione Idee in circolo è stata invitata a Bologna all’ evento “Laboratorio di pratiche, le piazze dellesperienza”, sono andato in rappresentanza dell’associazione insieme a Sonia che rappresentava Social Point. L’ incontro prevedeva la suddivisione del gruppo in tavoli tematici, noi eravamo nel tavolo “promozione della salute e qualità della vita”. Abbiamo costruito e portato con noi un poster intitolato “Fare assieme per migliorare la qualità della vita” in cui era descritta l’esigenza da cui siamo partiti, la metodologia di lavoro e la rete con cui collaboriamo. Nella prima parte abbiamo descritto alle persone, chiamate per l’occasione “Esploratori “, radunate davanti alla nostra piazza le attività e le iniziative dell’associazione, in questo ambito abbiamo potuto conoscere operatori e varie realtà associative che si sono rivelate attente alle iniziative da noi promosse, in particolare il tema degli utenti esperti e il progetto dell’abitare hanno suscitato il grande interesse. Ho notato molta curiosità nei confronti dei nostri progetti anche da parte degli studenti universitari. Nella seconda parte della giornata, durante la tavola rotonda si è parlato del tema “Rendere visibile l’ invisibile” ,in questo contesto abbiamo potuto ascoltare realtà che operano in Brasile nell’ ambito della salute mentale, una testimonianza su cosa significa essere un uditore di voci, e l’esperienza di realtà che operano per la difesa dell’ambiente, confrontando le diverse esperienze nei vari ambiti . Questo incontro mi è piaciuto molto, abbiamo potuto confrontarci e prendere contatto con altre realtà, è stato un incontro molto partecipato ed è stato significativo vedere l‘intervento di molti operatori, utenti della salute mentale,studenti e cittadini che non operano nel mondo del sociale ..

Da questa iniziativa secondo me usciamo con un bagaglio di conoscenza maggiore e con importanti spunti per le nostre future iniziative.

Marco

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Alternanza scuola – lavoro Muratori

Dal 20 al 25 febbraio 2017 ho avuto l’opportunità di trascorrere una bellissima esperienza a contatto con una “realtà” che prima di allora probabilmente non avrei mai potuto vedere.

Colgo l’occasione dicendo che mi sono divertita tanto e ho scoperto e conosciuto cose nuove, quali idee, attività, pensieri che non avrei mai pensato di conoscere.
Anche se è stata una esperienza di pochi giorni, sento comunque di aver arricchito una parte di me, come se avessi trovato quel “pezzo di puzzle” che prima mi mancava.

Tutte le persone che ho avuto modo di conoscere sono state disponibilissime nei miei confronti, simpatiche e gentili. Ringrazio tanto Michela per avermi spiegato fin dall’inizio in cosa consisteva l’attività che avrei dovuto intraprendere, e ringrazio tutti i partecipanti di Radioliberamente che mi hanno fatta divertire e da una parte, anche, fatto uscire una parte di me, quella piccola parte timida che mi impedisce di esprimermi e comunicare; è stato difficile infatti, in un primo momento, sentirmi dire che avrei dovuto parlare in radio.
Perché conoscendo me stessa, la mia personalità e anche le mie debolezze, mi sembrava un ostacolo impossibile da superare.
Sono felice quindi di dire che sono riuscita anche ad aprimi a questo “nuovo mondo”, perché mi sono sentita bene e nel posto giusto.

Mi è piaciuta tantissimo l’attività di Mattabanda, mi piaceva l’idea che degli strumenti potessero diventare qualcosa di importante. Mi sarebbe piaciuto partecipare un’altra volta a questa attività, perché è stata veramente divertente.
Sono felice di dire che sia stata una esperienza estremamente positiva, che mi porterò sempre dentro e che non mi abbandonerà mai.

Grazie a questa esperienza penso anche di aver consolidato le mie idee future per ciò che vorrò fare dopo gli studi.
Mi sento soddisfatta di me stessa e anche estremamente grata per aver avuto la possibilità di conoscere persone così.
Ringrazio veramente e sinceramente tutti quelli che ho conosciuto e auguro a tutti loro tantissime belle cose, e spero anche che le attività dell’associazione Idee In Circolo e di Social Point possano avere sempre più un grande numero di partecipanti, perché sono veramente dei mondi che meritano di essere scoperti e vissuti!

Federica

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Pericoloso chi?

 

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Venerdì 17 Febbraio alcuni speakers di Radioliberamente hanno partecipato al Compleanno di Psicoradio (Bologna) che ha organizzato per l’occasione un convegno sul tema difficle, controverso e spesso rimosso della pericolosità sociale.

Riportiamo di seguito alcune riflessioni…

 

Si è mai visto un titolo come “Diabetico uccide la ex moglie” ? Invece leggiamo “schizofrenico uccide una volontaria”, questo titolo non sta raccontando un falso, ma sottolineando la diagnosi, istituisce una correlazione ed induce a pensare che “gli”  schizofrenici uccidano. Che le persone con disturbio psichici siano pericolose.Ma esiste una correlazione comprovata da ricerche, dati tra delitti commessi ed il fatto di avere una diagnosi psichiatrica?  Si può parlare di una pericolosità statisticamente certa?

Perchè, se proprio vogliamo individuare una “categoria” di persone pericolose dobbiamo rassegnarci  al fatto che è quella degli uomini, in particolare degli ex: mariti o fidanzati che non sopportano di essere lasciati, o che sono gelosi, e che per questo uccidono o feriscono la compagna; in media ogni tre giorni in Italia una donna muore così. Questo però per fortuna, non ha prodotto una paura indifferenziata verso tutti i maschi, e tutti gli ex non sono considerati pericolosi.

Permane invece un timore diffuso, un’attribuzione – anche inconsapevole – di “pericolosità” nei confronti di chi ha una diagnosi psichiatrica.
E’ un’idea che ha radici profonde, ed è stata l’origine della “legge manicomiale” d’ispirazione lombrosiana (L.36 del 1904) che ha preceduto la Legge 180.
Il testo del 1904 arrivava a contraddire il principio costituzionale dell’ugualianza dei cittadini di fronte alla legge, perchè distingueva quelle persone che, anche senza aver commesso nessun reato, erano ritenute “pericolose per sè e per gli altri” oppure “di pubblico scandalo” a causa di loro supposte caratteristiche biologiche.

Poi nel 1978 la legge 180 ha chiuso i manicomi e cercato di reinserire nella vita le persone ordinaria le persone con sofferenza psichica, e più in generale di considerarle, come diceva Basaglia, persone prima che diagnosi.

L’articolo 133 del codice penale sulla pericolosità sociale ha una applicazione, secondo la legge 81 detta “legge Marino”, per la chiusura degli OPG, che prevede che i casi residuali che non possono essere curati sul territorio vengano ricoverati nelle REMS.
I pazienti nelle REMS e in tutta Italia sono 500, distribuiti in 150 strutture, soprattutto nelle regioni del Nord.

Dunque, l’Immaginario collettivo da cosa è influenzato?
Nella seconda parte del convegno sono stati relazionati i dati di una ricerca attuata negli Stati Uniti dagli anni ’60 sulle serie televisive, dove si evidenziava che è facile associare a un paziente psichiatrico un’attitudine violenta.
Questa rappresentazione entra “distrattamente” a far parte del nostro subconscio.

I pregiudizi non sono solo dolorosi per chi li subisce; producono danni culturali ed economici. Per esempio, diventa più difficile avvicinarsi ai servizi per una persona che pensa di avere un disturbo psichico.

Possiamo dire che la redazione di Psicoradio ha realizzato il suo progetto di discussione pubblica su questi temi in maniera encomiabile. Veramente possono essere i paladini dell’Orgoglio contro il Pregiudizio.

FESTA DI PACE

 

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“Invito a leggere questo foglio solo con animo ben disposto.

Così sicuramente non risulterà né incomprensibile, né tanto meno scandaloso. Se, tuttavia, alcuni dovessero trovare troppo poco convenzionale un simile linguaggio, devo confessare loro che non so fare altrimenti. In una bella giornata si può ascoltare quasi ogni forma di canto e la natura, dalla quale esso proviene, in sé lo accoglie di nuovo.

L’autore intende presentare al pubblico una raccolta intera di simili fogli, e questo ne vorrebbe essere un saggio.

Di suoni celesti, vibranti nell’eco tranquilla,

Di suoni che vagano quieti è ricolma

E rinfrescata da brezze la sala antica,

Dimora dei beati.(…)

(…)Qui, nell’ora della sera, si sono

Dati convegno amorevoli ospiti.(…)” Holderlin

Questo è l’ingresso di un poeta che ha cambiato la cultura tedesca lasciando una traccia molto gentile; si avverte la sua umiltà, nonostante fosse insegnante di Estetica e di Greco, a contatto coi migliori intellettuali dell’epoca come Schiller, Hegel, iniziatore dello Spirito romantico e sensibilissimo dopo che, morta la segreta amata, colei che nominava Diotima, delusi gli ideali politici di rivoluzione culturale che Napoleone non poteva certo rappresentare, si lasciò progressivamente andare a una deriva umana dopo aver toccato, grazie all’Amore e alla Poesia, la divinità nella Bellezza della natura. Si dice che Holderlin sia impazzito e che la sua opera sia annegata nella schizofrenia; io protendo più per un suo divenire doloroso che ha spezzato certi legami sociali di prestigio, mantenendo integro un nucleo misterioso e orfico sempre presente in lui.

Perché citare questo Inno (in onore della pace di Luneville), a proposito dell’ approfondimento sulla salute mentale nel territorio con la classe 4C dell’istituto Sigonio di Modena?

Forse perché Friederich Holderlin ha provato a conciliare nella sua carne cose distanti come la cultura greca nell’emblema del vino (Dioniso),e quella cristiana in quello del pane (Pane e vino è un suo poema).

Semplicemente avrei voluto raccontare a quelle studentesse e studenti che ospitavano rappresentanti di Idee in circolo, Insieme a Noi e Social Point che il pensiero poetante obbliga ad abbeverarsi a una fonte che è la stessa della Follia, cioè la Mantica (come ci ha insegnato Giorgio Colli in La nascita della filosofia), e Hidegger vedeva in Holderlin colui che più di tutti si è esposto per trovare parole nei tempi di povertà, parole per “la casa dell’Essere”, cioè il linguaggio.

Si legge ancora in Festa di pace:

Legge del destino è questa, che tutti si conoscano,

Perché, quando torni la quiete,ci sia pure un linguaggio.”

Inoltre:

Molto ha dal mattino,

Da quando siamo un colloquio e udiamo l’uno dell’altro

Esperito l’uomo,ma presto, saremo canto.

Bene, niente di questo ho declamato in classe anche se mi saettava dentro, i ragazzi venivano da una verifica di Chimica, così salita con l’immaginazione sulla montagna dell’elegia, mi son lasciata cadere nel vuoto di un discorso elementale, citando una legge della crescita in agronomia secondo cui la velocità di crescita di una pianta è data dal livello di elemento chimico più carente nel terreno e non serve concimare con altri complessi chimici: è la legge dell’anello debole della catena e da essa dipende la robustezza dell’intera catena. Così per la società globale, tutti interconnessi, non ci sarà crescita finché ci saranno dei “diseredati”.

Forse ho reagito alla percezione di pericolosità della persona con disagio psichico che emergeva dai discorsi sollecitati da un gioco che è stato fatto in apertura. Avrei voluto portare con me i ragazzi a un convegno svoltosi a Bologna PERICOLOSO CHI? Il 17 febbraio, ma questo vi sarà raccontato un’altra volta

P.S.: Eugenio Borgna ha scritto il saggio “Noi siamo un colloquio – Gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria” edito da Feltrinelli, a partire dai versi di Holderlin.

Incontro Nazionale Le Parole ritrovate

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Parole Ritrovate 4 e 5 febbraio 2017

Mattina:
sono presenti rappresentanti di Trento Roma, Parma, Modena, Forlì, Napoli, Morbegno, Mestre, Bologna, Gemona del Friuli, Gubbio, Città di Castello, Prato, Barletta, Tiene

ODG: Stato del movimento
Proposte 2017

Mattina 4.2
Iniziano subito alcune discussioni sul pro e contro la scelta (libera e concordata durante il convegno) di supportare il DDL 2233 anche attraverso la scesa in campo per il referendum (che avrebbe favorito, se ci fosse stata la riforma, il passaggio della DDL alla Camera).
Il DDl 2233 si è ora trasformato nel DDL 4174 con articoli integrati dalla proposta Rotelli, come da suo impegno specifico alla riunione per la presentazione della DDl il 7 Aprile scorso nella saletta alla Camera dei Deputati. Nel nuovo DDL, si mantengono intatti i principi fondamentali del DDL 2233. Attualmente giacciono in comissione entrambi nell’attesa che si decida il destino del Governo. L’on. Casati, in diretta telefonica, dà delle caute speranze di calendarizzare la discussione del DDL in caso di elezioni nel 2018, nessuna in caso di elezioni anticipate. Si concorda che, nonostante le difficoltà di legare un movimento così “leggero” alla politica, la scesa in campo con la nostra proposta di legge è sicuramente una azione coraggiosa e importante perché, se verrà discussa e approvata significa far entrare Utenti e famigliari in modo strutturale all’interno dell’istituzione e dunque unire esperienza, teoria e politica.
Si concorda per rafforzare il Movimento di PR, sulla necessità di implementare il reciproco scambio e la programmazione di qualcosa di “fattoasieme” sull’onda della bella tradizione di PR: Pechino, Mujeje, giro d’Italia etc…

Pomeriggio 4.2:
Continua la discussione sul movimento e su quali azioni fare in quanto tale. Sarebbe giusto trasformarci? diventare associazione? forse i tempi del “movimento leggero” sono finiti?
Si dice che una qualche forma organizzativa va intrapresa, anche se “leggera” soprattutto per facilitare la comunicazione e lo scambio d’idee ed esperienze. In molti vivono in solitudine questa realtà nel proprio servizio/territorio e faticano a “sentirsi parte” di un organismo più grande.
Renzo: Movimento di PR, ha una storia che mal si colloca con una organizzazione di tipo associativo. In questi anni le situazioni che maggiormente hanno funzionato sono i coordinamenti regionali, che hanno prodotto buoni risultati.
Dunque rilancia questa idea di leggerezza e di organizzazione regionale e solo per l’organizzazione generale, ritrovarsi in forma nazionale.
Tutti si impegnano a rilanciare i coordinamenti regionali.
Mila propone di rafforzare lo scambio comunicativo e di implementare l’utilizzo consapevole dei social curando aspetto grafico e contenuti. Importante anche ripartire con progetti concreti capaci di coalizzare anche altre realtà.
Giovanni dice che dovremmo “mapparci”, facendo un’azione di ricognizione con incontri ad hoc in ogni luogo dove c’è ad esempio, gli Ufe.
Roberto ricorda il Giro d’Italia come una delle occasione di sentirsi parte e potrebbe essere un idea da ripetere magari in modo diverso.
Patrizia Gubbio, riconoscimento delle cose positive, del valore che siamo e ripartire da lì. Passaggio a cose concrete per poter coinvolgere e motivare.
Si dedica la seconda parte del pomeriggio alla discussione di progetti di cui si era parlato al convegno PR.

Luciano Giusti: A Prato si sono fatti due grandi cammini, il primo a Santiago in bici, in due settimane (600 km) e iI viaggio sulla via Francigena partendo da Monteriggioni fino a Roma per il Giubileo del 2016 (circa 230 km), intitolando dalla “Terapia alla Terra Pia”. Creare curiosità crea confronto e durante il percorso si sono incontrati molti pellegrini con i quali si è condiviso il progetto.
Nella loro esperienza la media delle tappe è andata dai 20 ai 23 km al giorno.
Per l’allenamento, durante l’anno vengono fatte camminate settimanali e due trekking al mese di uno o due giorni. L’organizzazione logistica per un viaggio così, è importante quanto il camminare. L’accoglienza può essere “povera” o “abbondante”. In quelle povere, il costo giornaliero per persona si aggira intorno ai 23 euro comprensivo del cibo. L’intero viaggio si è fatto con il pulmino d’appoggio.
Da Clavier a Roma sono 38 giorni e circa 900 kilometri, attraversa 5 regioni e sono percorribili in bici o a piedi.
Libro consigliato: Guida alla Via Francigena ed. Terre di Mezzo. Vedere anche il sito.
E’ necessario svolgere il cammino in giornate che abbiano luce a lungo e non siano troppo calde, quindi in primavera.
Mila per problemi legati al lavoro, non partirà come previsto in primavera e forse l’intero viaggio sarà spostato a settembre o al 2018.
Renzo De Stefani, dice che pare complicato riuscire a far la via Francigena quest’anno, non solo per l’organizzazione logistica ma anche e soprattutto, per la divulgazione mediatica che deve diventare una cassa di risonanza per l’intero movimento.
Il giro d’Italia fatto sul modello di quello già fatto in una ventina di tappe a suo dire parrebbe più fattibile.
Mila propone di fare il cammino il prossimo anno e quest’anno potremmo organizzare una settimana di via Francigena di “prova”.. Quest’anno si potrebbe fare il giro d’Italia nei luoghi in cui sono partiti progetti di fareassieme. Prato si dimostra disponibile a condividere l’organizzazione di una settimana di camminata.

Mattina 5.2
Seguendo quanto detto nella giornata precedente si parla del Giro d’Italia e di come proporlo.
Si parla del rischio di autocentrarsi.
Sabrina propone il titolo “Il Giro d’Italia del Fareassieme: stato dell’arte”.
Tutti concordiamo sulla necessità di ricontattare tutti i movimenti a noi vicini.
L’idea comunque rimane da sempre quella di non “pretendere” ma “offrire”.
Renzo dice che ognuno conosce la propria esperienza e generalizza ma ogni territorio è molto diverso. In molte situazioni è difficile parlare di collaborazione, ma in altre realtà si sono già iniziate collaborazioni.
Riassumendo:
PR nazionale si presta a fare la regia per organizzare incontri locali su base regionale di una giornata, allargando la nostra esperienza ad altre esperienze.
Massimo dice che si immaginava di fare incontri con gli UFE e loro declinazioni come expert, esp, Es.Co. Renzo, riprende il concetto dicendo che le giornate ufologiche attraggono gli “addetti ai lavori” ovvero l’effettivo mondo degli UFE, mentre in Italia si sono sviluppate molte realtà in cui il sapere per esperienza ha assunto altre forme che sarebbe importante comunque conoscere. Renzo propone una giornata nazionale in cui queste esperienze si confrontano.
Cosa fare da domani in poi?
– riprendere i contatti con le persone vicine a PR, per organizzare una giornata di discussione allargata sul fareassieme.
– cercare di contattare più realtà possibili che hanno sviluppato esperienze e che si avvicina al nostro mondo.
– Sarebbe importante avere un format comune in tutte le giornate del giro d’Italia: mattina in cui confrontarsi tra esperienze fareassieme e pomeriggio incontri di parole in cerchio Renzo riassume le finalità:
ricompattare frange del movimento che si sono defilate, rilanciare i coordinamenti regionali e allargare la conoscenza e la collaborazione con altri mondi limitrofi.
Ogni persona che vuole partecipare all’organizzazione nelle varie regioni, o ha contatti nelle regioni non di appartenenza, le comunichi a Parole Ritrovate. Le regioni sono le seguenti con tra parentesi il referente:
Veneto (Sabrina)
Friuli (aps fareassieme)
Umbria (Gubbio)
Emilia Romagna (Massimo)
Trentino (Renzo)
Lombardia (Luciano di Morbegno + altre realtà da contattare)
Lazio (Giovanni)
Toscana (Cristina)
Piemonte (Cuneo – lo contatta Renzo)
Campania (Dora)
Sicilia (Ufe palermo e mila può contattare Messina)
Sardegna (Renzo contatta Cagliari)
Molise (al momento non abbiamo contatti)
Val d’aosta (al momento non abbiamo contatti)
Alto adige (al momento non abbiamo contatti)
Calabria (Mila ha un contatto)………..
Basilicata (Mila ha un contatto) ……….
Puglia (Mila ha un contatto, Renzo sentirà chi ha organizzato PR lo scorso anno) )
Abruzzo (al momento non abbiamo contatti)
Liguria (Renzo contatterà persone e gruppi a noi vicini)
Marche (al momento non abbiamo contatti)

Si fissa incontro a Bologna per sabato 4 marzo.
Saranno in particolare presenti i referenti regionali per chiudere il calendario degli incontri e fare comunque il punto della situazione.

Naturalmente prima del 4 marzo nelle varie regioni ci si dovrà attivare per mettere in pista idee, alleanze, prime date etc.

Si chiude alle 11.45

Ha verbalizzato Mila

Mercatino @ Vibra

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L’11 Febbraio al Vibra dalle ore 15:00 torna il Little Market il mercatino dell’ riuso e dell’usato,in questo evento troverete anche le creazioni dell’ufficio mani sporche realizzate con materiali di recupero e l’ingegno delle persone che aderiscono a questo progetto. Il vibra è in via 4  novembre 40/a Modena Vi aspettiamo numerosi a questa iniziativa!!!