Pericoloso chi?

 

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Venerdì 17 Febbraio alcuni speakers di Radioliberamente hanno partecipato al Compleanno di Psicoradio (Bologna) che ha organizzato per l’occasione un convegno sul tema difficle, controverso e spesso rimosso della pericolosità sociale.

Riportiamo di seguito alcune riflessioni…

 

Si è mai visto un titolo come “Diabetico uccide la ex moglie” ? Invece leggiamo “schizofrenico uccide una volontaria”, questo titolo non sta raccontando un falso, ma sottolineando la diagnosi, istituisce una correlazione ed induce a pensare che “gli”  schizofrenici uccidano. Che le persone con disturbio psichici siano pericolose.Ma esiste una correlazione comprovata da ricerche, dati tra delitti commessi ed il fatto di avere una diagnosi psichiatrica?  Si può parlare di una pericolosità statisticamente certa?

Perchè, se proprio vogliamo individuare una “categoria” di persone pericolose dobbiamo rassegnarci  al fatto che è quella degli uomini, in particolare degli ex: mariti o fidanzati che non sopportano di essere lasciati, o che sono gelosi, e che per questo uccidono o feriscono la compagna; in media ogni tre giorni in Italia una donna muore così. Questo però per fortuna, non ha prodotto una paura indifferenziata verso tutti i maschi, e tutti gli ex non sono considerati pericolosi.

Permane invece un timore diffuso, un’attribuzione – anche inconsapevole – di “pericolosità” nei confronti di chi ha una diagnosi psichiatrica.
E’ un’idea che ha radici profonde, ed è stata l’origine della “legge manicomiale” d’ispirazione lombrosiana (L.36 del 1904) che ha preceduto la Legge 180.
Il testo del 1904 arrivava a contraddire il principio costituzionale dell’ugualianza dei cittadini di fronte alla legge, perchè distingueva quelle persone che, anche senza aver commesso nessun reato, erano ritenute “pericolose per sè e per gli altri” oppure “di pubblico scandalo” a causa di loro supposte caratteristiche biologiche.

Poi nel 1978 la legge 180 ha chiuso i manicomi e cercato di reinserire nella vita le persone ordinaria le persone con sofferenza psichica, e più in generale di considerarle, come diceva Basaglia, persone prima che diagnosi.

L’articolo 133 del codice penale sulla pericolosità sociale ha una applicazione, secondo la legge 81 detta “legge Marino”, per la chiusura degli OPG, che prevede che i casi residuali che non possono essere curati sul territorio vengano ricoverati nelle REMS.
I pazienti nelle REMS e in tutta Italia sono 500, distribuiti in 150 strutture, soprattutto nelle regioni del Nord.

Dunque, l’Immaginario collettivo da cosa è influenzato?
Nella seconda parte del convegno sono stati relazionati i dati di una ricerca attuata negli Stati Uniti dagli anni ’60 sulle serie televisive, dove si evidenziava che è facile associare a un paziente psichiatrico un’attitudine violenta.
Questa rappresentazione entra “distrattamente” a far parte del nostro subconscio.

I pregiudizi non sono solo dolorosi per chi li subisce; producono danni culturali ed economici. Per esempio, diventa più difficile avvicinarsi ai servizi per una persona che pensa di avere un disturbo psichico.

Possiamo dire che la redazione di Psicoradio ha realizzato il suo progetto di discussione pubblica su questi temi in maniera encomiabile. Veramente possono essere i paladini dell’Orgoglio contro il Pregiudizio.

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