La poesia del corso di poesia….

 

 

Perché si scrive Poesia?
Questa la domanda di esordio di Milena al primo “corso di poesia” di Idee in Circolo.
A cosa serve ?
A niente. Infatti la poesia è un vero lusso della persona, la possibilità di esplorare quello spazio esistente fra le parole e le cose, quel “gioco”inesauribile che ci rende adamitici nel rinominare il mondo come fosse la prima volta, ed ecco, volendo, ci fa riappropriare del linguaggio secondo il nostro gusto in quanto nasciamo che siamo” parlati dal linguaggio”.

E’ emerso dai partecipanti, molti dei quali redattori di radio Liberamente, che spesso si preferisce una bella canzone a una poesia; in realtà Orfeo si accompagnava con la lira e la prima poesia era fatta per rammentare la storia della comunità quando non c’era una cultura scritta, il tutto doveva essere orecchiabile, ripetitivo e seguente il ritmo cardiaco.

Milena ci ha subito incantati con la sestina di Dante, IL POETA, colui che ha dato più vita al volgare italiano ispirato da una necessità interiore e mosso da una visione spirituale, si trattava del capitolo di Francesca da Rimini della Commedia. “Siede la terra dove nata fui…” ,quante cose ci può comunicare un verso così “semplice”!

Allora voglio citare Emily Dickinson, appena trattata da me nell’ultima puntata di “Dieci alle cinque”su radio liberamente:
I dwell in Possibility-
A fairer House than Prose-
More numerous of Windows-
Superior- for Doors-(…)

Io vivo nella Possibilità/ una casa più bella della prosa,/ di finestre più adorna/ e più superba nelle sue porte.(…)

Milena ci ha poi condotti come un Virgilio attraverso la lingua e i versi dei più rappresentativi autori italiani come Foscolo, Leopardi, Pascoli, Ungaretti, Montale, “smontando” qualche poesia in modo coinvolgente indicandoci alcune tecniche dell’arte poetica e invitandoci a ricercare da noi stessi vari artifici con le opportune domande.
Siamo arrivati alla contemporaneità leggendo e apprezzando poesie di due poetesse viventi di cui M.P che conosce la sofferenza psichiatrica, l’altra, A.Farabbi, molto attenta ad attivare laboratori di poesia presso realtà di sofferenza e isolamento come carceri, cliniche psichiatriche, non vedenti, sordo-muti.
Il suo impegno è illuminato dall’esperienza di profeti della terra in cui “Siede”, l’Umbria, che vide agire Chiara , Francesco, Aldo Capitini, che seppero combattere il male del loro tempo con l’Apertura e la non-violenza usando la persuasione della parola, anche poetica.
(…) Laudato sì, mi’ Signore, per nostra madre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

Leggere poesia è il primo passo per amarla ed eventualmente impararla a memoria, perché a volte può essere utile avere “un gelato” (come dice la nostra tutor), da gustare davanti paesaggi mozzafiato o situazioni molto gravi, così come accadde purtroppo al nostro Primo Levi che nel campo di concentramento ebbe vantaggio dal ricordarsi il canto di Ulisse “Fatti non foste per viver come bruti…).

Scrivere viene da sé, se si è consapevoli di essere nani sulle spalle dei giganti, ma se la Musa urge, buon lavoro. M. alla fine ci ha presentato i suoi inediti che concorreranno a un premio di poesia promosso dal dipartimento , è stato un bel momento di condivisione.
Come ultima suggestione, vorrei proporre la visione di un film di Marina Spada del 2009 intitolato “Poesia che mi guardi”, mette in parallelo la poesia di Antonia Pozzi , morta suicida nel1938 a soli 26 anni e un gruppo di poeti di strada milanesi, gli H5N1(sigla dell’ aviaria), che credono nella poesia come contagio virale e clandestinamente fanno attacchinaggio di poesie proprie ed altrui come controcultura.

Come suggestione aggiungo link al trailer del film:  https://www.youtube.com/watch?v=FMmvMLTr4jg
L.F.

Laboratorio givingvoice

Vi proponiamo un articolo degli amici di radioliberamente per il progetto di Giving voice.

E’ ormai da più di un mese che Radio LiberaMente, col progetto Giving Voice, va a dare voce (e da qui il nome) a diverse realtà. Una delle quali, che non poteva mancare dopo le nonnine, è la scuola d’infanzia Edison di Modena.

L’obiettivo è di far conoscere il nostro mondo radio ai bambini, ma è secondario rispetto a quel che, effettivamente, è ben più importante. Ciò che ci interessa è lasciar scaturire la loro fantasia e sentire come si approcciano a problemi difficili.

Inizialmente ci siamo presentati a sorpresa, non abbiamo detto loro quale argomento saremmo andati a trattare… abbiamo lasciato un po’ di suspence, che non fa mai male! E, una volta fatte le dovute conoscenze, abbiamo provato a spiegare loro il funzionamento del microfono, di farci raccontare un po’ la loro giornata e infine, canto libero sulle loro canzoni preferite. Temi leggeri per superare la timidezza iniziale.

Nelle giornate successive, ci siamo fatti raccontare cosa hanno fatto durante il carnevale a scuola, o con amici e genitori, e, durante le spiegazioni sul funzionamento delle radio, sono venute fuori anche delle tesi interessanti! Come, per esempio, che gli speaker che parlano in radio sono tanti piccoli omini che che parlano intrappolati all’interno di questi terribili apparecchi o che le onde radio, non si vedono… perché sono timide!

Insomma… noi siamo li per “insegnare” loro queste cose, ma è molto probabile che ,alla fine di questa esperienza, quelli ad aver imparato di più saremo proprio noi…!

Maratona givingvoice

Il pomeriggio di giovedì 30 Marzo si è svolta la maratona organizzata da Radio LiberaMente, al fine di farci conoscere e di raccogliere voti per la nostra partecipazione al context di Aviva.com. La giornata si è rivelata particolarmente stimolante, faticosa ma stimolante. Durante la prima ora, quando noi di Radio LiberaMente eravamo ancora in pochissimi, abbiamo iniziato la trasmissione alternandoci negli interventi e proponendo i vari pezzi musicali. Chiara ha spiegato il perché della manifestazione, invitando naturalmente gli ascoltatori a votare e a seguire con partecipazione il nostro pazzo pomeriggio. Ha anche proposto a tutti coloro che ci sentivano in diretta di raggiungerci al Vibra, aprendo così concretamente le porte della radio al pubblico dei fans. Sono poi sopraggiunte verso le 15 le persone che in genere partecipano al laboratorio radio del mercoledì, e anche a loro, naturalmente, è stata data l’occasione di partecipare in modo attivo alla trasmissione.

Inutile dire che, rispetto ai soliti programmi che registriamo durante la settimana, ci si è concessi la possibilità di improvvisare molto di più. In teoria si era pensato di esporre un cartellone bianco in cui i partecipanti avrebbero dovuto segnare il loro intervento, al fine di procedere con un ordine maggiore e con più precisione, ma si è rivelato tutto abbastanza inutile, nel senso che le persone tendevano a consultare Chiara e a mettersi d’accordo con lei. Si era comunque anche pensato ad un tema conduttore ( sogni notturni ricorrenti e sogni della vita, intesi come obbiettivi e ambizioni ), ma in realtà poi solo alcuni ne hanno parlato in modo approfondito.

L’organizzazione più libera della trasmissione ha concesso anche una maggiore autonomia di iniziativa, consentendoci, ad esempio, di permettere l’esibizione dal vivo della nostra Marcy Darcy, la quale ha cantato un pezzo scritto da lei accompagnandosi con la chitarra. Naturalmente durante un pomeriggio così lungo era anche necessario ricaricare le energie, per questo sono state acquistate patatine e bevande, subito prese d’assalto soprattutto da me, Rolly e Giulio ( anzi propongo per la prossima volta una maggiore abbondanza di viveri ).

Verso le 17.30 sono arrivati i volontari di “Idee in Circolo”, e quello si è rivelato l’orario dal quale è stato registrato, sino alla fine, un maggior numero di presenze. Il Vibra si è davvero animato, l’eccitazione era palpabile. Alcuni salivano sul palco per osservare come funzionava il mondo della radio, altri chiacchieravano tra loro, trascorrendo così un pomeriggio sicuramente diverso, all’insegna della musica e del divertimento.

Durante l’ultima ora di trasmissione Radio LiberaMente ha ospitato, come era previsto, il gruppo musicale “M.A.D.” tra i cui componenti, ci teniamo a ricordare, figurano i mitici Cecco e Gianluigi, grandi membri della radio e nostri amici. La band ha suonato dal vivo alcuni suoi pezzi per poi essere intervistata in modo molto informale da Chiara e Marco Pizzirani. Durante gli ultimissimi minuti, assieme agli inevitabili saluti di commiato, io ne ho approfittato per intonare il ritornello de “I migliori anni della nostra vita” ma, chissà perché, la gente intorno non è sembrata grdire più di tanto ( d’ altronde anche Van Gogh in vita, non era apprezzato…).

In complesso quindi la giornata è andata molto bene, ci sono stati partecipazione e divertimento fino alle 20, orario in cui tutto si è concluso. L’unico neo è stato il mancato arrivo delle persone coinvolte nel progetto “Giving Voice”, ai quali avevamo rivolto l’invito di partecipare. Peccato. La prossima volta cercheremo eventualmente di essere più convincenti.

Viva le maratone, viva Radio LiberaMente, sempre e comunque. Amen.

corso fotografia

Avete letto ultimamente dei curriculum vitae? Sempre più spesso, tra le note in calce ed in fondo alle pagine, si trovano frasi del tipo: “Appassionato di fotografia”. Il più delle volte tali epiteti definiscono coloro che, spinti dalla tecnologia che oggi ci pervade, immortala immagini con il proprio telefonino. Fare fotografia vorrebbe etimologicamente significare invece: disegnare con la luce. Ecco quali erano gli obbiettivi che i partecipanti agli incontri del corso base di fotografia per eventi live, tenuti grazie all’associazione Idee in Circolo, hanno messo a fuoco. Letteralmente.

Nove i partecipanti, di età comprese dal “liceo” alla “pensione”. Tre le lezioni di carattere teorico, ed altrettante le “uscite” per l’applicazione pratica. Alla mia prima esperienza come insegnante diretta, posso riscontrare che gli incontri si sono svolti in un clima di assoluta distensione. L’affiatamento del gruppo è stato confermato dai partecipanti, evolvendosi nella richiesta di alcuni di passare ad un livello avanzato sempre con le stesse caratteristiche di confronto. Ogni lezione si concludeva con una “missione”, che richiedeva ad ogni partecipante di esprimersi nella fotografia, secondo i suggerimenti tecnici che venivano spiegati. Il corso ha infine portato all’avventura di “sentirsi” fotografi professionisti per una sera durante il concerto tenuto dagli “Almamegretta” presso il Vibra Music Club. Grandi le emozioni provate durante la condivisione degli scatti della serata, e notevoli i miglioramenti che ho potuto riscontrare dai primi lavori riportati. L’esperienza è stata sicuramente positiva e, dal mio punto di vista, ripetibile, al fine di poter un giorno dividere gli “appassionati di fotografia” schiavi dello smartphone dalla schiera dei “fotografi”: veri disegnatori di luce.

Lucia Montagna.

Corso ESP (ven.07/04-Sab.08/04)

E’ partito  il corso ESP (Esperti in supporto tra pari)!!

Tanti l’attendevano ma adesso è realtà!

Il corso è promosso dal Dipartimento di Salute Mentale di Modena in collaborazione con Centro Servizi per il Volontariato, e Consorzio di Solidrietà Sociale.

Venerdì  dalle 14.00 alle 19.00 come primo appuntamento (ritrovo al CSV) si è fatta la presentazione di ognuno dei partecipanti delle varie associazioni di cui molti fanno parte, che sostengono questo progetto di Esperti-Supporto-tra Pari. Eravamo in una quarantina tutti “assetati”di conoscenza e in “attesa” da mesi (se non da anni) di questa opportunità e apertura per dare agli utenti esperti una mappa dei servizi che ruotano intorno al mondo della salute mentale e alcune nozioni che possano essere loro utili nello svolgimento del  lavoro. A tele propositosi è parlato del servizio di inclusione sociale “Social Point”,  del “Percorso Casa”e del “Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL).

La giornata di Sabato mattina dalle 09.00 alle 14.00 con relatore il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena Fabrizio Starace si è trattato della divisione dei vari distretti della Provincia e di come essi operano. In seguito ci ha parlato della storia della Psichiatria.

Questa due giorni  è stata molto bella perchè oltre a trovarsi con persone che “vivono” il disagio psichico e altre che ne parlano “sapendo”di cosa parlano è stata molto formativa,con tantissime domande ai relatori e viva partecipazione di tutti.

Giving voice

 

 

Da un po’ di tempo è iniziato Giving voice, un progetto di Radioliberamente e Vibra, che vede l’apertura di vari laboratori radiofonici con realtà che solitamente non avrebbero avuto voce. Come associazione e come redazione, pur non facendo attivamente parte dell’iniziativa,  ci sembra importante sostenere il progetto dedicando una piccola rubrica settimanale alle testimonianze dei protagonisti.

 

Ore 4 e 14, mentre provo inutilmente a scrivere qualcosa, parte col suo scooter come ogni giorno da anni, un immigrato “integrato”a fare il suo lavoro che pagherà le nostre pensioni.

Gli ho dedicato una poesia ma non conosco il suo volto,sempre coperto dal casco. Fa parte del paesaggio sonoro del giorno, quando è ancora bambino, che io spio nel suo farsi dal caldo lettuccio.

Le migrazioni, dall’Africa di oggi, di africani  ma anche bengalesi,trovano un’Italia impoverita e in crisi, per cui l’accoglienza suscita contrasti da parte di forze populiste legate a un discorso identitario contro la globalizzazione che distrugge il tessuto economico e sociale delle comunità locali.

Purtoppo non si considera che non possiamo più permetterci discorsi settoriali: il benessere economico raggiunto da certe parti del mondo si è basato sullo sfruttamento coloniale di altre. Non voglio addentrarmi in discorsi storici, macroeconomici, anche se a mio modesto parere ci vuole una potente svolta spirituale per potere afferrare il senso di ciò che sta accadendo. Questo perchè il cambiamento che sta investendo il pianeta corre a un ritmo superiore all’umana comprensione per cui, o la specie umana si adatta e muta paradigma, vale a dire passa dal competere al collaborare, o non sarà.

Mi spiego meglio: ricordate la teoria del battito d’ali di farfalla? Bhè, è tremendamente vera. Il riscaldamento climatico prodotto dall’effetto serra nei paesi ad alto incremento agricolo-industriale causa danni maggiori nei paesi poveri dove si abbattono eventi climatici a forte intensità come siccità e nubifragi. Fin dal 2004 infatti, nei comunicati ufficiali del Pentagono…, e anche già ventanni prima, Greenpeace dava avvertimenti: pericoli di sicurezza globali deriverebbero da migrazioni e conflitti dovuti all’accaparramento di risorse quali acqua e terre coltivabili, diminuite per innalzamento dei livelli marini, salinizzazione dei terreni, siccità, incremento demografico.

Bene, questo non è uno scenario apocalittico. Oppure lo è, nel senso del significato reale dell’aggettivo che si riferisce a rivelazione. C’è difatti ancora spazio per una conversione ecologica della mente che qualche minoranza,il famoso “resto”cui accennano i profeti, cerca di portare avanti, ad esempio il progetto GivingVoice di radio Libera mente: “Collaboriamo con la cooperativa Caleidos per dare la possibilità ai ragazzi di MARE NOSTRUM di produrre trasmissioni radio per raccontare la loro storia, i loro problemi, le difficoltà ad essere anche emigrati economici, ma anche i loro gusti musicali, i desideri”.

Presentarsi, farsi conoscere e conoscere è un passo importante per aprire porte all’arrichimento reciproco. Divine , Balla, Camara, Sanyaan sono persone coraggiose e gentili che hanno compiuto un viaggio “per trovare fortuna” che noi ci immaginiamo ormai solo attraverso le vecchie fiabe.

Essi ci insegnano a dare valore a cose che noi diamo un po’ per scontate come l’istruzione e la gratitudine; e han più forte un senso spirituale che nel mondo consumista si è perso.

Che delle persone con disagio mentale diano voce ad altri diseredati della terra ha un decisivo significato simbolico; ma è veramente azione intesa, secondo Hanna Arendt, cooperare e non rivaleggiare per una posizione che ci garantisca come vorrebbe il Mercato, questa entità che si pretende sostituire alla Natura, dandogli in pasto anche tutti i nostri dati sensibili.

Stiamo praticando l’intercultura, cosa che le insegnanti che si formano nella regione sono istruite a fare. Ciò produce Metissage, quindi è un divenire che schiude ad altro, a un non so che(Jankelevitch, filosofo e musicista), lì c’è incontro, c’è spirito.

La cultura occidentale e l’arte hanno preso spunto per rinnovarsi dalla cultura africana: vedi Picasso, Matisse, Klee, Modigliani, Brancusi, Nolde, ecc… Questo perchè l’arte africana ha imboccato la via dell’astrattismo prima di noi. E come anche aveva messo in luce Marcel Griaule, nel suo “Dio d’acqua”,la cultura di un popolo come i Dogon che è talmente complessa che gli sono voluti parecchi anni perchè potesse essere completamente istruito ed esserne degno.

Per concludere vorrei citare il parlato di un brano di film girato da Spielberg, il quale ha più volte dimostrato di saper rappresentare l’incontro con l’altro,l’extra…, da AMISTAD:

“(…)Parlavo dei miei antenati,mi rivolgerò al mio passato indietro fino all’origine dei tempi e li pregherò di venirmi ad aiutare, li tirerò a me e li farò entrare in me e loro devono venire perchè in questo momento io sono l’unica ragione per cui loro sono esistiti.”

Chi parla è il figlio di un capo africano che viene processato negli Stati Uniti nel1841per ammutinamento e diviene un exemplum giuridico della lotta contro lo schiavismo. Egli riesce a risvegliare nel vecchio ex-presidente ,che lo difende di fronte una Corte spiegata in senso opposto, il valore originario di libertà che ha animato i padri fondatori americani dicendo “Ciò che siamo è ciò che eravamo”.

Questo a indicare il valore della PERSUASIONE nella lotta per la Realtà Liberata di TUTTI,

dove Tutti è di più che Tutto, perchè l’AGGIUNTA del valore di ognuno si somma nella COMPRESENZA dei vivi e dei morti(CAPITINI).

l.f.

 

 

Relazione porta aperta

Molto interessanti ed effervescenti le mattinate di Radioliberamente presso il centro di accoglienza di Porta Aperta S.Cataldo Modena. Dal confronto con i giovani volontari che provengono per lo più dall’Istituto Enrico Fermi indirizzo chimica di Modena scaturiscono tantissime cose: idee, spunti, racconti, ricordi, sili e chi più ne ha più ne metta. La bravissima e impareggiabile collaboratrice di porta aperta, Laura Solieri nonché giornalista della gazzetta incalza senza sosta i ragazzi con domande argute spigliate e interessanti facendo nascere un dialogo tra chi ha più o meno inconsapevolmente le informazioni e tra chi ne é avido. Le informazioni riguardanti gli stili, i passatempi, le musiche ascoltate, gli sport praticati, in modo da fornire un quadro il più esaustivo possibile della situazione, dei giovani e adolescenti di oggi. Non che noi siamo vecchi però a questo punto il futuro più prossimo è rappresentato da loro. Oltre a loro vengono sovente intervistati anche gli ospiti e utenti del centro di accoglienza vero e proprio di Porta Aperta persone un pò indigenti che vivono ai margini della società e che trovano lì un rifugio, un conforto che spesso consiste in cibo, la possibilità di lavarsi e di riposarsi. Da quello che mi è sembrato di capire però non sono ammesse le donne.