Giving voice

 

 

Da un po’ di tempo è iniziato Giving voice, un progetto di Radioliberamente e Vibra, che vede l’apertura di vari laboratori radiofonici con realtà che solitamente non avrebbero avuto voce. Come associazione e come redazione, pur non facendo attivamente parte dell’iniziativa,  ci sembra importante sostenere il progetto dedicando una piccola rubrica settimanale alle testimonianze dei protagonisti.

 

Ore 4 e 14, mentre provo inutilmente a scrivere qualcosa, parte col suo scooter come ogni giorno da anni, un immigrato “integrato”a fare il suo lavoro che pagherà le nostre pensioni.

Gli ho dedicato una poesia ma non conosco il suo volto,sempre coperto dal casco. Fa parte del paesaggio sonoro del giorno, quando è ancora bambino, che io spio nel suo farsi dal caldo lettuccio.

Le migrazioni, dall’Africa di oggi, di africani  ma anche bengalesi,trovano un’Italia impoverita e in crisi, per cui l’accoglienza suscita contrasti da parte di forze populiste legate a un discorso identitario contro la globalizzazione che distrugge il tessuto economico e sociale delle comunità locali.

Purtoppo non si considera che non possiamo più permetterci discorsi settoriali: il benessere economico raggiunto da certe parti del mondo si è basato sullo sfruttamento coloniale di altre. Non voglio addentrarmi in discorsi storici, macroeconomici, anche se a mio modesto parere ci vuole una potente svolta spirituale per potere afferrare il senso di ciò che sta accadendo. Questo perchè il cambiamento che sta investendo il pianeta corre a un ritmo superiore all’umana comprensione per cui, o la specie umana si adatta e muta paradigma, vale a dire passa dal competere al collaborare, o non sarà.

Mi spiego meglio: ricordate la teoria del battito d’ali di farfalla? Bhè, è tremendamente vera. Il riscaldamento climatico prodotto dall’effetto serra nei paesi ad alto incremento agricolo-industriale causa danni maggiori nei paesi poveri dove si abbattono eventi climatici a forte intensità come siccità e nubifragi. Fin dal 2004 infatti, nei comunicati ufficiali del Pentagono…, e anche già ventanni prima, Greenpeace dava avvertimenti: pericoli di sicurezza globali deriverebbero da migrazioni e conflitti dovuti all’accaparramento di risorse quali acqua e terre coltivabili, diminuite per innalzamento dei livelli marini, salinizzazione dei terreni, siccità, incremento demografico.

Bene, questo non è uno scenario apocalittico. Oppure lo è, nel senso del significato reale dell’aggettivo che si riferisce a rivelazione. C’è difatti ancora spazio per una conversione ecologica della mente che qualche minoranza,il famoso “resto”cui accennano i profeti, cerca di portare avanti, ad esempio il progetto GivingVoice di radio Libera mente: “Collaboriamo con la cooperativa Caleidos per dare la possibilità ai ragazzi di MARE NOSTRUM di produrre trasmissioni radio per raccontare la loro storia, i loro problemi, le difficoltà ad essere anche emigrati economici, ma anche i loro gusti musicali, i desideri”.

Presentarsi, farsi conoscere e conoscere è un passo importante per aprire porte all’arrichimento reciproco. Divine , Balla, Camara, Sanyaan sono persone coraggiose e gentili che hanno compiuto un viaggio “per trovare fortuna” che noi ci immaginiamo ormai solo attraverso le vecchie fiabe.

Essi ci insegnano a dare valore a cose che noi diamo un po’ per scontate come l’istruzione e la gratitudine; e han più forte un senso spirituale che nel mondo consumista si è perso.

Che delle persone con disagio mentale diano voce ad altri diseredati della terra ha un decisivo significato simbolico; ma è veramente azione intesa, secondo Hanna Arendt, cooperare e non rivaleggiare per una posizione che ci garantisca come vorrebbe il Mercato, questa entità che si pretende sostituire alla Natura, dandogli in pasto anche tutti i nostri dati sensibili.

Stiamo praticando l’intercultura, cosa che le insegnanti che si formano nella regione sono istruite a fare. Ciò produce Metissage, quindi è un divenire che schiude ad altro, a un non so che(Jankelevitch, filosofo e musicista), lì c’è incontro, c’è spirito.

La cultura occidentale e l’arte hanno preso spunto per rinnovarsi dalla cultura africana: vedi Picasso, Matisse, Klee, Modigliani, Brancusi, Nolde, ecc… Questo perchè l’arte africana ha imboccato la via dell’astrattismo prima di noi. E come anche aveva messo in luce Marcel Griaule, nel suo “Dio d’acqua”,la cultura di un popolo come i Dogon che è talmente complessa che gli sono voluti parecchi anni perchè potesse essere completamente istruito ed esserne degno.

Per concludere vorrei citare il parlato di un brano di film girato da Spielberg, il quale ha più volte dimostrato di saper rappresentare l’incontro con l’altro,l’extra…, da AMISTAD:

“(…)Parlavo dei miei antenati,mi rivolgerò al mio passato indietro fino all’origine dei tempi e li pregherò di venirmi ad aiutare, li tirerò a me e li farò entrare in me e loro devono venire perchè in questo momento io sono l’unica ragione per cui loro sono esistiti.”

Chi parla è il figlio di un capo africano che viene processato negli Stati Uniti nel1841per ammutinamento e diviene un exemplum giuridico della lotta contro lo schiavismo. Egli riesce a risvegliare nel vecchio ex-presidente ,che lo difende di fronte una Corte spiegata in senso opposto, il valore originario di libertà che ha animato i padri fondatori americani dicendo “Ciò che siamo è ciò che eravamo”.

Questo a indicare il valore della PERSUASIONE nella lotta per la Realtà Liberata di TUTTI,

dove Tutti è di più che Tutto, perchè l’AGGIUNTA del valore di ognuno si somma nella COMPRESENZA dei vivi e dei morti(CAPITINI).

l.f.

 

 

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