Radio Liberamente a Jesi

E’ come avvolgere il filo di Arianna, quel filo rosso che unisce i diversi labirinti di sofferenza mentale d’Italia che si danno un “cavo” per raccontare come si esca dalla violenza del Minotauro estraniante da se stessi e dagli altri seguendo una melodia interiore con un accompagnamento comune.

A Jesi siamo andati, delegazione di Radio Liberamente, venerdì 12 maggio all’evento “NON SOLO CURA: nuove esperienze di promozione della salute”; a cui partecipavano diverse realtà del territorio che orbitano attorno al mondo della salute mentale.

L’incontro si svolgeva in un centro sociale e la tavola rotonda era condotta attraverso il “DRG” dispositivo radiofonico gruppale*

*è presidio medico -chirurgico, l’abuso può causare effetti indesiderati.

Io non avevo mai partecipato in prima persona e ho sentito immediatamente, arrivando che era già iniziato , la potenza di questo stile di far radio, così differente da quello “nostrano”.

Infatti il dispositivo, così semplice e così efficace, consente di entrare subito in medias res.

Lo strumento è stato ideato da Alfredo Olivera nel 1991 a Buenos Aires, all’interno di un manicomio, perfezionato e ancora utilizzato da Radio La Colifata.

In Italia ci sono Radio Senza Muri di Jesi e Pro Loco di Torino che utilizzano questo modo particolare di fare radio.

E’ un dispositivo aperto e permeabile di tipo assembleare , si sta allo stesso livello in cerchio ascoltando e parlando tramite due microfoni che vengono passati dai facilitatori e tutti gli intervenuti possono avere parola dopo essersi presentati. NIENTE DI SPECIALE.

Eppure qualcosa di “magico” accade, c’è comunicazione vera.

A me è venuto in mente il QUASI NIENTEdi Vladimir Jankelecitch, filosofo e musicologo che curava trasmissioni alla radio di Tolosa in Francia, e descriveva così “il non so che” , il fascino(lo charme dice lui), che ci cattura nella musica, che è inespressiva ed espressiva al tempo stesso.

E’ potuto accadere che utenti, psichiatri, educatori, accompagnatori di montagna, studentesse, curiosi, potessero esprimersi alla pari a partire dalla propria conoscenza diretta.

Un ragazzo ha rivendicato il diritto all’integrazione ed è stato applaudito, ma con calma, sinceramente e convintamente mi son permessa di dissentire perchè non voglio essere integrata in una società che , come ha detto uno psichiatra, è malata e profondamente ingiusta, preferisco la povertà e la possibilità di incontrarmi con altre persone come quelle presenti con cui lottare e condividere. Ciò ha scatenato un dibattito che ha ridefinito il rapporto tra soggettività e gruppo in modo soddisfacente. Un altro ha dato un nome alla malattia della società: normalità, e ha raccontato che da tempo combatte contro l’omologazione della moda. Un ragazzo di Jesi, non chiedetemi i nomi, ha parlato di quanto sia benefico il contatto con la natura e dei successi ottenuti coi pazienti,e con irresistibile incanto ha descritto il piacere di scoprire la biodiversità; parola magica, dopo poco ero con lui che mesceva vino verdicchio del centro sociale a parlare dell’argomento.

Tornando al dibattito, Chiara e Lucio han suscitato interesse per le iniziative intraprese da Radio Liberamente verso una maggiore autonomia facendosi portatrice di più voci della comunità.

Dulcis in fundo, il talentuoso Luciano , poeta di Radio senza muri, ci ha dilettato con un carme all’ impronta.

Dopo un pranzo vegetariano ottimo e a prezzo politico offerto dal centro sociale, siam andati a fare i turisti per Jesi, terra di grotte e di Pergolesi, musicista del settecento morto giovane , famoso per la musica sacra. Alberto ha potuto condividere la passione sfrenata per l’attrice argentina Colmenares con lo psichiatra Alfredo Oliveira ,ma ci ha poi massacrato nel viaggio di ritorno sul tema dell’immortalità dell’anima. Al pomeriggio abbiamo atteso l’arrivo di Psicoradio per coordinarci sull’ intervento di Larghe Vedute, il network delle radio della mente, alla biennale di prossimità che si terrà a metà giugno a Bologna.

IMPARI CHE SEI UNA RADIO CONFRONTANDOTI CON LE ALTRE RADIO, per questo è importante ritrovarsi con gli altri amici d’Italia, si vive il senso profondo di quello che stiamo facendo che aiuta ad affrontare le difficoltà locali.

L.F:

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