PER NON PERDERE LE PAROLE

IL 13 Maggio si è svolto un incontro sperimentale di Parole Ritrovate con una nuova modalità di lavoro. La sessione era guidata da due giovani mediche di Bologna aderenti al C.S.I.(Centro di salute internazionale e interculturale), che ci sono state presentate da Luciana.

La partecipazione era numerosa e, per rompere il ghiaccio, ci sono state consegnate varie foglie diverse per forma e colore da  compilare con una frase che descrivesse il pensiero di ogni singolo riguardo al significato della SALUTE. In breve lo scheletro dell’albero “di gruppo”si è rivestito di una bella chioma che ha mantenuto però il suo “tesoro” di parole perchè non c’era tempo per leggerle.

Siccome il redattore di I.I.C. Ajub ha impiegato il suo tempo per trascrivere il “segreto”di ogni foglia, vi propongo il risultato del  suo lavoro da certosino:

-La salute è partecipazione e diritto di cittadinanza

-Armonie

-Equilibrio Armonia agio

-La salute è la possibilità di trovare ascolto quando si esprimono i propri bisogni ed i propri desideri

-Benessere psicofisico

-La salute è soggettiva, ma insieme ci si allontana dalla malattia

-Pensare, leggere, essere liberi

-La salute è stare bene con se stessi e gli altri

_Allegria, cibo, movimento, compagnia

-La salute è una roba clinica dei medici

-Libertà ( che è difficile)

-E’ con sè e con gli altri all’intorno

-Gioia di vivere

-Tutto ciò che ci dà soddisfazione e ci attiva sensazioni positive

-La salute è un dono di Dio

-E’ un’impossibile

-Garanzia, sicurezza, tabù, obbligo

-La salute è una delle cose più importanti che si possa avere

-Il rapporto con il cibo è molto importante soldi

-Salute è condivisione con persone e natura

-Uno stato di benessere prolungato nel tempo

-La salute è benessere psicofisico  capacità/desiderio di creare e progettare. Voglia di giocare, relazioni giocose/ costruttive. Sperimentare e apprendere cose nuove.

-Benessere psicofisico e armonia nell’insieme

-Stato psicofisico di benessere salute: risposta ai bisogni e la capacità di gestirli

-La vivacità interiore

 

 

festa caleidos

Sabato 24 giugno al circolo arci usl 16 si è tenuta la festa della coperativa caleidos che opera nell’ambito dei servizi alla persona rivolti alla popolazione immigrata ma non solo) alla quale abbiamo partecipato con varie iniziative. Nel pomeriggio si è esibita il gruppo della mattabanda , nella serata radioliberamente che quest’ anno ha tenuto un laboratorio radiofonico con alcuni  ragazzi di caleidos, ha proposto il suo dj set con ritmi regaee e africani.  La serata è andata bene (abbiamo resistito anche al gran caldo) ci siamo divertiti ascoltando buona musica e stando un po insieme.

Parole ritrovate Parma

 

Venerdì 30 giugno, traffico permettendo, una rappresentanza di Idee in Circolo e Social Point parteciperà all’incontro nazionale di Parole Ritrovate che si terrà a Parma. In quell’occasione avremo modo di confrontare le nostre esperienze con le altre realtà aderenti al movimento di Parole Ritrovate.

 

Un’ amicizia nata in palestra

Tra i vari corsi organizzati ogni anno da UISP e CSM, c’è anche un ciclo di palestra. Due membri della nostra Redazione, Alessia e Marcello si sono conosciuti così e vogliono condividere la loro esperienza.

Il corso è tenuto da due insegnanti molto gentili e professionali, Lucia e Laura, brave a far sentire a proprio agio persone non abituate alla palestra.

Gli esercizi erano mirati a persone non abituate al movimento fisico, migliorando postura, equilibrio, peso e in generale il benessere fisico.

Il gruppo che si è creato era molto affiatato, al punto che dopo più di un anno noi siamo ancora amici.

In aggiunta alla palestra, abbiamo frequentato insieme un corso sulla comunicazione.

Nel frattempo ci siamo mantenuti in contatto e adesso abbiamo cominciato questa avventura della Redazione.

L’ambiente è stimolante, la gente è carina e offre l’opportunità di imparare cose nuove.

A&M

Parole Ritrovate 21/06/2017

 

Ciao a tutti ci è appena arrivato il verbale di parole ritrovate tenutosi mercoledì scorso.

Parole Ritrovate 21/06/2017

Presenti: Cristina, Franca, Alberto,Rossella, Mauro, Giancarlo, ahmed, Gilberto, Giulio, Maria, Valerio, Elena, Giovanni, Manto, Brunella, Luciana, Marco P., Paolo, Eleonora, Riccardo, Lucia F., Filomena, Manuela, Michela, Sonia, Lucio, Lorena, Stefano, Michele

 

P e L. ci raccontano il work shop dello scorso incontro (13/05/2017) intitolato “Salute e malattia società giuste e vite sane” per poi estendere la discussione e valutare la possibilità di proporlo a Màt 2017

P: ci si è trovati e insieme a due ragazze che attraverso il computer ci hanno fatto vedere dei dati sulla mortalità della popolazione.

 

L: per accoglierci ci hanno fatto scrivere dei pensieri sulla salute (che cosa è per te la salute) su delle foglie di cartoncino colorato da attaccare ad un albero disegnato. Dopo abbiamo fatto un gioco all’aperto con un confronto per opposti; quindi abbiamo fatto un lavoro di gruppo in piccoli gruppi di 5/6 persone per discutere su “salute e malattia sono per te eventi naturali?” Al termine del lavoro in sottogruppi ci hanno fornito dati rispetto alla salute in ambienti socio economici diversi. I dati sono stati più noiosi rispetto al resto, al termine della mattinata le due signore sono dovute rientrare a Bologna e non c’è stato il tempo del confronto, quindi è rimasto un senso di incompiutezza in quanto i gruppi non hanno potuto confrontarsi su quanto elaborato durante la loro discussione…

 

S: Da quel che ho capito l’inizio è stato interessante per gli input poi però è mancato il tempo per fissare le cose emerse..

 

M: Le cose importanti della giornata sono state che non si parlava solo di salute mentale e il fatto che ci sono degli aspetti su cui ognuno di noi, come cittadino, può incidere oppure no, rispetto a temi di salute pubblica (es. Inceneritore accanto a casa… raccolta firme incide?)

 

R: Per me era già importante che due medici siano venuti a parlare in questo contesto con dei cittadini e anche con persone che hanno un vissuto di malattia. Pochi professionisti hanno il coraggio di mettersi in una situazione di confronto /scontro. Lucia diceva che i medici portano sempre il loro punto di vista da tecnici mentre è importante che anche gli utenti abbiano voce. Se questa cosa rimane qui rimane una situazione individuale mentre invece sarebbe bene che venisse problematizzata nella comunità altrimenti rimane una cosa di questo gruppo.

 

M: io non ci penso a cambiare il mondo, secondo me ognuno dovrebbe lavorare per stare meglio e fare dei piccoli cambiamenti nel proprio piccolo…

 

L: Il tuo pensiero è disfattismo!!!

 

L: io cerco di cambiare nel mio piccolo me stessa e la società in cui vivo. Io non sto con le braccia incrociate perché noi possiamo dire cose importante ai medici. L’eterogeneità porta ricchezza e credo che sia un bene che la pensiamo diversamente.

 

M: io credo che possiamo cambiare noi stessi e le persone che ci stanno attorno ma che non possiamo cambiare il mondo.

 

V: bisognerebbe coinvolgere le utopie…

 

M: quando penso alla salute anche a me viene subito in mente la salute mentale ma esiste anche il corpo e secondo me dovrebbero andare di pari passo… sto cercando di seguire i consigli del mio nutrizionista e di mia sorella. A me piace pensare di poter fare le cose con qualcuno… Adesso che mia sorella abita a Roma ci siamo accordate per alzarci alla stessa ora e andiamo lei a correre ed io a camminare e io non mi sento sola nel fare questa cosa… mi da motivazione e mi soddisfa..

G: anche io vado a camminare ma Mauro spesso non viene…

 

M: mi chiedo spesso anche io quanto le azioni che mettiamo in atto possano produrre un cambiamento nel mondo che ci circonda. D’altronde è vero che devo per prima produrre un cambiamento su me stessa. Concordo che provare a portare questo tema ai cittadini è molto complicato ma è una scommessa e potrebbe essere una evoluzione del mondo di parole ritrovate, vedere se si riesce a per poi fare il punto e decidere in futuro cosa fare…

 

M: Gandhi che non era né egoista né disfattista diceva:” sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.. “se uno cambia se stesso cambia anche il mondo attorno a lui.. io credo che ci siano delle persone che ragionano in grande e io quello non me lo posso permettere mentre io ci sto per il piccolo.

 

R: le grandi trasformazioni che ci hanno portato qui, anche solo il fatto che quarant’anni fa molte persone sarebbero state in un manicomio, sono avvenute per la trasformazione del senso comune. Il cambiamento deve partire da noi ma deve arrivare a creare un livello di coinvolgimento più collettivo. Questo nuovo modo di lavorare è stato quello che potrebbe coinvolgere anche persone esterne al mondo della salute mentale.

 

E: A me è piaciuta molto la giornata perché tutti abbiamo potuto raccontare le nostre storie anche chi non ha malattie mentali e ci siamo sentiti tutti coinvolti. Il tema è molto interessante e può essere interessante anche per la cittadinanza.

 

L: A Parole ritrovate negli scorsi anni mi pareva che ci fosse un format che sembrava più una conferenza mentre questo metodo mi sembra possa coinvolgere maggiormente i partecipanti…

 

M: il fatto di lavorare in piccoli gruppi secondo me da voce a tutti, anche a chi non riesce ad esprimersi in grande gruppo, o a chi è intimorito a salire su un palco, o anche a chi non ha fatto con noi un lungo percorso ma in quella giornata vuole offrire il suo contributo…

 

S: mi pare che la salute sia un tema fondamentale e che possa coinvolgere tutti..

 

L: a Chieri abbiamo fatto una riunione in cui c’era una plenaria, si sono raccolti pensieri con idee da sviluppare, ci si è divisi in gruppi tematici, sulla base dei temi emersi; in questo modo anche le tematiche erano decise insieme…

 

M: lo vogliamo fare o no questo evento?

 

R: secondo me tu Lucia l’evento non lo vuoi fare ma vuoi che ci rivediamo a settembre.. per fare che?

 

L: se lo facciamo dobbiamo farlo bene ed è impegnativo, però credo che l’assemblea debba continuare a riunirsi e a confrontarci..

 

V: secondo me se parliamo tra noi ma non riusciamo a darci un obiettivo rimane un tantino sterile.

 

R: quello che dici tu Lucia è vero se lo facciamo, lo facciamo bene e quindi bisogna impegnarci tutti..

 

M: impegnarci significa promuoverlo in tutte le realtà del territorio e anche nel promuoverlo esternamente alla cittadinanza. Capire se qualcuno di noi si sente di aprire l’evento insieme alle ragazze del CSI ( Centro Salute Internazionale) e che qualcuno di noi dia una mano a facilitare i gruppi…

 

G: non riusciamo a vederci prima con le ragazze oppure andiamo così e buona la prima?

 

M: per questione di costi e tempi sarà difficile incontrarci prima ma quando si organizzano dibattiti e convegni di solitonon è che si facciano le prove prima…

 

L: Se non riusciamo ad incontrarci con loro lo facciamo tra noi, perché se siamo scollegati non si riesce a lavorare, se no potremmo chiamare qualcun’ altro..

 

R: Chi potremmo chiamare?

 

L: io adesso non sto passando un buon periodo però starò meglio, mi do disponibile ad andare a Bologna, anche con qualcuno interessato, per provare a costruirlo la..

 

M: che facciamo?

 

L: io sono per farlo e secondo me queste cose devono anche godere della spontaneità del momento, ogni evento è a se..

 

S: si può anche per fare qui un incontro e poi magari fare con loro un collegamento skype per fare raccordo con CSI

 

M: possiamo incontrarci e tararci per portare delle proposte da girare loro anche via mail…

 

Proposte di titolo: Salute e malattia società giusta e vite strane: la libertà di partecipare

 

In màt l’evento si potrebbe proporre nel pomeriggio verso le 17,30 per fare arrivare dei cittadini esterni al mondo…

living macello

Sabato 17 giugno c’è stato l’ultimo appuntamento con il laboratorio cittadino “vivi il macello”,al fine di continuare il lavoro di riqualificazione dello spazio con le altre realtà che sono attorno all’ex macello, in Via 4 Novembre. In quest’ultima occasione di incontro l’ufficio mani sporche ( progetto di riciclo di materiali e ciappinismo estremo) insieme agli architetti di strada ha concluso i lavori almeno per quest’anno costruendo e pitturando le panchine che andranno ad abbellire il giardino del Vibra. Anche in quest’occasione c’è stata la partecipazione di radioliberamente che ha accompagnato la giornata con musica, rendendo il lavoro più gradevole. E ‘ stata una giornata proficua, ed un occasione per stare un pò insieme, purtroppo in questi incontri non abbiamo avuto una partecipazione attiva dei cittadini, forse dovuta anche al gran caldo avuto in quella giornata.

 

Un amico chiamato ESPeranza

 

 

La donna lasciò cadere le chiavi della macchina raccogliendole nervosamente e trafficando per aprire la porta. Si infilò dietro al volante e cominciò a piangere. Finalmente sapeva. Dopo anni passati a sentirsi strana, viaggiando su una linea diversa dagli altri, creando e rompendo legami con persone meravigliose e perse, finalmente sapeva.

Aveva parlato con un gentile dottore, più o meno della sua età, ma non importava, era competente e dopo aver parlato con lui, lui le aveva dato un perché. Perché pensava di poter volare ed il giorno dopo era in fondo ad un mare nero oleoso che la soffocava. Perché un giorno amava tutto e tutti e poi bastava un niente per far crescere il disprezzo.

Il dottore le aveva spiegato il perché dei suoi comportamenti, dei suoi sentimenti. Le aveva detto che probabilmente aveva un disturbo chiamato bipolare, le aveva dato delle medicine e le aveva presentato una persona che aveva fatto il suo stesso cammino e che la poteva aiutare nel suo nuovo percorso, una speranza, una speranza chiamata ESP.

A.C.

articolo studentesse

Buongiorno lettori,

siamo due stagiste che vorrebbero raccontare la propria esperienza nel campo della salute mentale.

Abbiamo trascorso tre settimane tra Social Point, servizio di inclusione sociale del Dipartimento di Salute Mentale, e Idee in circolo, associazione di utenti della Salute Mentale, e vorremmo concentrare la nostra attenzione sui progetti svolti e sulle nostre impressioni.

 

I nostri primi giorni li abbiamo passati in uno stato di “confusione”, poiché non avendo alle spalle esperienze di questo tipo, non sapevamo che cosa dovessimo e potessimo fare. Quello che provocava il nostro smarrimento era, però, dovuto dal fatto che a scuola ci avessero preparato in maniera più teorica che umana riguardo la salute mentale.

Abbiamo partecipato alle innumerevoli attività proposte da Social Point e dalla associazione e il nostro giudizio generale è molto positivo: sono progetti utili per agevolare la socializzazione tra le persone e, come promuove ‘’ vivi il macello ’’, il miglioramento dell’ambiente circostante.

Gran parte del nostro tempo lo abbiamo condiviso con gli ‘’operatori’’ di radio liberamente, abbiamo imparato a ‘’gestire l’ansia’’ davanti al microfono e inoltre a parlare in diretta radio.

Un aspetto importante, secondo noi, da mettere in luce è il rapporto alla pari tra utenti e operatori. Frequentando questi contesti, ci siamo rese conto di quanto questa realtà sia lontana da quella che ci è stata spiegata a scuola e da quella che pensa il senso comune.

Dai primi giorni, ci eravamo già rese conto che il timore verso il ‘’diverso’’ è in realtà una barriera da abbattere con la conoscenza di questo mondo.

Non nascondiamo che un minimo di paura, prima di iniziare e durante i primi giorni, l’avevamo anche noi; preoccupazione scatenata dall’ansia di non essere in grado, ma dopo qualche giorno dall’inizio ci siamo sentite a nostro agio, serene e tranquille poiché abbiamo incontrato persone disponibili e socievoli.

In conclusione, la nostra alternanza scuola-lavoro sta proseguendo in modo lineare, non abbiamo incontrato alcun tipo di difficoltà e dopo due settimane, iniziamo oggi la terza, possiamo affermare che ci sentiamo più arricchite dal punto di vista umano. Siamo entrate in sintonia con tutti i membri di queste bellissime realtà e non potremmo fare altro che parlarne bene a chi ci chiederà informazioni.

Vi ringraziamo per l’attenzione dedicata a leggere ciò che avevamo da dirvi circa la nostra esperienza, sperando vi possa essere d’aiuto.

ELEONORA & FRANCESCA