Parole Ritrovate 21/06/2017

 

Ciao a tutti ci è appena arrivato il verbale di parole ritrovate tenutosi mercoledì scorso.

Parole Ritrovate 21/06/2017

Presenti: Cristina, Franca, Alberto,Rossella, Mauro, Giancarlo, ahmed, Gilberto, Giulio, Maria, Valerio, Elena, Giovanni, Manto, Brunella, Luciana, Marco P., Paolo, Eleonora, Riccardo, Lucia F., Filomena, Manuela, Michela, Sonia, Lucio, Lorena, Stefano, Michele

 

P e L. ci raccontano il work shop dello scorso incontro (13/05/2017) intitolato “Salute e malattia società giuste e vite sane” per poi estendere la discussione e valutare la possibilità di proporlo a Màt 2017

P: ci si è trovati e insieme a due ragazze che attraverso il computer ci hanno fatto vedere dei dati sulla mortalità della popolazione.

 

L: per accoglierci ci hanno fatto scrivere dei pensieri sulla salute (che cosa è per te la salute) su delle foglie di cartoncino colorato da attaccare ad un albero disegnato. Dopo abbiamo fatto un gioco all’aperto con un confronto per opposti; quindi abbiamo fatto un lavoro di gruppo in piccoli gruppi di 5/6 persone per discutere su “salute e malattia sono per te eventi naturali?” Al termine del lavoro in sottogruppi ci hanno fornito dati rispetto alla salute in ambienti socio economici diversi. I dati sono stati più noiosi rispetto al resto, al termine della mattinata le due signore sono dovute rientrare a Bologna e non c’è stato il tempo del confronto, quindi è rimasto un senso di incompiutezza in quanto i gruppi non hanno potuto confrontarsi su quanto elaborato durante la loro discussione…

 

S: Da quel che ho capito l’inizio è stato interessante per gli input poi però è mancato il tempo per fissare le cose emerse..

 

M: Le cose importanti della giornata sono state che non si parlava solo di salute mentale e il fatto che ci sono degli aspetti su cui ognuno di noi, come cittadino, può incidere oppure no, rispetto a temi di salute pubblica (es. Inceneritore accanto a casa… raccolta firme incide?)

 

R: Per me era già importante che due medici siano venuti a parlare in questo contesto con dei cittadini e anche con persone che hanno un vissuto di malattia. Pochi professionisti hanno il coraggio di mettersi in una situazione di confronto /scontro. Lucia diceva che i medici portano sempre il loro punto di vista da tecnici mentre è importante che anche gli utenti abbiano voce. Se questa cosa rimane qui rimane una situazione individuale mentre invece sarebbe bene che venisse problematizzata nella comunità altrimenti rimane una cosa di questo gruppo.

 

M: io non ci penso a cambiare il mondo, secondo me ognuno dovrebbe lavorare per stare meglio e fare dei piccoli cambiamenti nel proprio piccolo…

 

L: Il tuo pensiero è disfattismo!!!

 

L: io cerco di cambiare nel mio piccolo me stessa e la società in cui vivo. Io non sto con le braccia incrociate perché noi possiamo dire cose importante ai medici. L’eterogeneità porta ricchezza e credo che sia un bene che la pensiamo diversamente.

 

M: io credo che possiamo cambiare noi stessi e le persone che ci stanno attorno ma che non possiamo cambiare il mondo.

 

V: bisognerebbe coinvolgere le utopie…

 

M: quando penso alla salute anche a me viene subito in mente la salute mentale ma esiste anche il corpo e secondo me dovrebbero andare di pari passo… sto cercando di seguire i consigli del mio nutrizionista e di mia sorella. A me piace pensare di poter fare le cose con qualcuno… Adesso che mia sorella abita a Roma ci siamo accordate per alzarci alla stessa ora e andiamo lei a correre ed io a camminare e io non mi sento sola nel fare questa cosa… mi da motivazione e mi soddisfa..

G: anche io vado a camminare ma Mauro spesso non viene…

 

M: mi chiedo spesso anche io quanto le azioni che mettiamo in atto possano produrre un cambiamento nel mondo che ci circonda. D’altronde è vero che devo per prima produrre un cambiamento su me stessa. Concordo che provare a portare questo tema ai cittadini è molto complicato ma è una scommessa e potrebbe essere una evoluzione del mondo di parole ritrovate, vedere se si riesce a per poi fare il punto e decidere in futuro cosa fare…

 

M: Gandhi che non era né egoista né disfattista diceva:” sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.. “se uno cambia se stesso cambia anche il mondo attorno a lui.. io credo che ci siano delle persone che ragionano in grande e io quello non me lo posso permettere mentre io ci sto per il piccolo.

 

R: le grandi trasformazioni che ci hanno portato qui, anche solo il fatto che quarant’anni fa molte persone sarebbero state in un manicomio, sono avvenute per la trasformazione del senso comune. Il cambiamento deve partire da noi ma deve arrivare a creare un livello di coinvolgimento più collettivo. Questo nuovo modo di lavorare è stato quello che potrebbe coinvolgere anche persone esterne al mondo della salute mentale.

 

E: A me è piaciuta molto la giornata perché tutti abbiamo potuto raccontare le nostre storie anche chi non ha malattie mentali e ci siamo sentiti tutti coinvolti. Il tema è molto interessante e può essere interessante anche per la cittadinanza.

 

L: A Parole ritrovate negli scorsi anni mi pareva che ci fosse un format che sembrava più una conferenza mentre questo metodo mi sembra possa coinvolgere maggiormente i partecipanti…

 

M: il fatto di lavorare in piccoli gruppi secondo me da voce a tutti, anche a chi non riesce ad esprimersi in grande gruppo, o a chi è intimorito a salire su un palco, o anche a chi non ha fatto con noi un lungo percorso ma in quella giornata vuole offrire il suo contributo…

 

S: mi pare che la salute sia un tema fondamentale e che possa coinvolgere tutti..

 

L: a Chieri abbiamo fatto una riunione in cui c’era una plenaria, si sono raccolti pensieri con idee da sviluppare, ci si è divisi in gruppi tematici, sulla base dei temi emersi; in questo modo anche le tematiche erano decise insieme…

 

M: lo vogliamo fare o no questo evento?

 

R: secondo me tu Lucia l’evento non lo vuoi fare ma vuoi che ci rivediamo a settembre.. per fare che?

 

L: se lo facciamo dobbiamo farlo bene ed è impegnativo, però credo che l’assemblea debba continuare a riunirsi e a confrontarci..

 

V: secondo me se parliamo tra noi ma non riusciamo a darci un obiettivo rimane un tantino sterile.

 

R: quello che dici tu Lucia è vero se lo facciamo, lo facciamo bene e quindi bisogna impegnarci tutti..

 

M: impegnarci significa promuoverlo in tutte le realtà del territorio e anche nel promuoverlo esternamente alla cittadinanza. Capire se qualcuno di noi si sente di aprire l’evento insieme alle ragazze del CSI ( Centro Salute Internazionale) e che qualcuno di noi dia una mano a facilitare i gruppi…

 

G: non riusciamo a vederci prima con le ragazze oppure andiamo così e buona la prima?

 

M: per questione di costi e tempi sarà difficile incontrarci prima ma quando si organizzano dibattiti e convegni di solitonon è che si facciano le prove prima…

 

L: Se non riusciamo ad incontrarci con loro lo facciamo tra noi, perché se siamo scollegati non si riesce a lavorare, se no potremmo chiamare qualcun’ altro..

 

R: Chi potremmo chiamare?

 

L: io adesso non sto passando un buon periodo però starò meglio, mi do disponibile ad andare a Bologna, anche con qualcuno interessato, per provare a costruirlo la..

 

M: che facciamo?

 

L: io sono per farlo e secondo me queste cose devono anche godere della spontaneità del momento, ogni evento è a se..

 

S: si può anche per fare qui un incontro e poi magari fare con loro un collegamento skype per fare raccordo con CSI

 

M: possiamo incontrarci e tararci per portare delle proposte da girare loro anche via mail…

 

Proposte di titolo: Salute e malattia società giusta e vite strane: la libertà di partecipare

 

In màt l’evento si potrebbe proporre nel pomeriggio verso le 17,30 per fare arrivare dei cittadini esterni al mondo…

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