ARTICOLO LUCIA – PAROLE RITROVATE A PARMA

 

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,

fa voti che ti sia lunga la via,

e colma di vicende e conoscenze.

Questo l’incipit della poesia di kavafis che ha ispirato il gruppo A.M.A. di sole donne Itaca, attivo a Parma e che raccoglie signore di diverse provenienze, centri diurni, residenze,ecc.,

che hanno il piacere di trovarsi in compagnia uscendo insieme in modo conviviale o per gite stabilendo una confidenza insospettata e un senso di humor che ha contagiato la platea quando una di loro presentandosi ha paragonato la loro esperienza a Sex and the city, per la solidarietà e il bisogno di riscatto che esprimevano.

Appena giunta a Vigheffio di Parma, in un podere ampio e alberato con la casa rurale risistemato a laboratorio, centro sociale con ristorazione e zona per concerti e incontri sportivi, ho respirato un’ aria di casa (forse perchè mia madre è originaria di quelle parti). La prima persona incontrata si chiama Benedetta, era molto impegnata a esporre come dovuto le sue opere di Ikebana, ben riuscite, lottando con un po’di vento che poteva disturbare. Questo inizio floreale così curato e ricco di sapienza botanica e compositiva mi ha messo subito di buon umore e ha acceso la mia curiosità per l’autrice di codesta bellezza, molto compresa nel suo ruolo, mentre la madre aveva quello sguardo un po’ perso che ho visto tante volte nei familiari di utenti.

Ma il tema che ha caratterizzato questa puntata del “Giro d’Italia”nel dipartimento di Parma lo ha dato un senatore intervistato da Matteo della radio”Non ci sto più dentro”, che dopo una vita passata a proporre leggi migliori e avere assistito alla territorializzazione della salute dopo la chiusura del manicomio di Colorno ai tempi di Basaglia, parla del fareassieme con una metafora che ho trovato molto suggestiva e simbolica: operare così “come si fa il pane”. E’ un processo che richiede l’energia di un’intera comunità, a partire dalla preparazione del terreno per la crescita del cereale, per finire con la sapienza di chi prepara l’impasto e di chi lo cuoce.

Così Massimo che conduceva , ha presentato le diverse esperienze parmiggiane chiamando i diversi relatori di gruppi del fareassieme fornai.

A me è tornato in mente un aneddoto di Eraclito, il filosofo presocratico,che si scalda presso il fuoco di un fornaio, arrivano dei viaggiatori aristocratici per vedere la sua straordinarietà; rimangono delusi, ma lui sentenzia:”Anche qui (proprio qui)sono presenti gli Dei”. Lo straordinario vive nell’ordinario.

Il greco probabilmente era influenzato daiMisteri, culti per iniziati che si rifacevano a una cultura precedente in cui la capacità generativa della donna e della terra erano adorate. Questi Misteri eleusini o orfici hanno lasciato attraverso la cultura alessandrina tracce anche nei vangeli, ed è per questo che i discepoli più legati all’ebraismo si scandalizzano al punto che Gesù stesso chiede loro se vogliono andarsene dopo che Egli li ha invitati a mangiare la sua carne e a bere il suo sangue(vedi Giovanni). Ancora Gesù paragona il Verbo, la Parola al seme. “Se il chicco di grano non muore…” é nell’aratore che muore veramente, dice SimoneWeil, una filosofa francese che amo molto, continua: ”il fuoco di Eraclito procede dal sole, la stessa energia solare lavora nel chicco, nello stelo del grano e nell’aratore. L’energia prodotta con la fotosintesi, che l’uomo prende dalla terra, deve a sua volta restituirla.(…)”se il chicco di grano non muore…”, anche noi dobbiamo morire per liberare l’energia che aderisce a noi . La consacrazione fa di questo pane la carne del Cristo. I lavoratori lo mangiano e con la digestione la carne del Cristo diventa la loro carne. Il ciclo si chiude.”Questi sono pensieri religiosi che vengono dalla cultura contadina,ma è osservabile che anche essendo atei, per far sì che un bene il più possibile condiviso sia, occorre spesso che dobbiamo rinunciare a una parte egoica di noi stessi, così magari rinunciare al proprio intervento perchè uno che non ha mai parlato abbia più spazio per esprimersi.

Ecco, se devo fare un appunto è che il pane deve lievitare il giusto tempo, non cadiamo nella tentazione di voler fare troppe infornate per avere più pane, ma di scarsa qualità, ricordiamoci di lasciare la parola ai più lenti, ai più disagiati che se no ci”annoiamo”. Le Parole ritrovate devono essere per loro, semmai rimuovere gli ostacoli che impediscono la loro partecipazione, come dice la Costituzione di tutti.

Quindi con le pagnotte nello zaino si cammina e i gruppi che già praticano sono diversi, con eccellenti risultati. Che si chiami “montagna terapia oppure semplicemente escursionismo l’importante è mettersi in cammino, e non conta la meta ma quello che succede nel percorso mettendosi in gioco e incontrando il mondo.

L’appuntamento per tutti è la Francigena il prossimo anno.

L.F.

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