Workshop “Le Parole Ritrovate”

 

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso

Tra i numerosi incontri e convegni che si sono susseguiti nel corso della settimana della Salute Mentale “Le Parole Ritrovate” si sono incontrate nuovamente per riflettere e discutere sulla domanda “Salute e Malattia sono eventi naturali?”. Per facilitare la discussione e la partecipazione attiva di tutti i partecipanti ci siamo divisi in diversi gruppi di lavoro e abbiamo iniziato a discutere sulla domanda che ci siamo posti. Ci siamo presentati e a partire da alcune esperienze personali e dalle nostre individuali idee ed opinioni abbiamo iniziato a confrontarci. I gruppi, poi, attraverso il metodo dell’acquario, suggerito dalle nostre amiche antropologhe, hanno esposto le riflessioni che sono sorte, suscitando così nuove domande e riflessioni.

Per la maggior parte di noi “Salute e Malattie” sono determinate dai contesti di vita in cui la persona è cresciuta ed è venuta a contatto nel corso della propria vita. In altri casi, invece, secondo alcuni certe malattie sono determinate dalla natura, ossia, dalla genetica. La natura stessa, con i suoi paesaggi e il clima ambientale, può determinare un livello più alto o più basso di benessere. Allo stesso tempo, il contesto di vita può essere fonte di malattia come di salute. Un abbandono, un ambiente familiare fragile può comportare, probabilmente, un rischio maggiore di sofferenza e viceversa un ambiente accogliente, di dialogo e scambio, di ascolto empatico può comportare un livello di benessere maggiore.

La domanda “Salute e Malattia sono eventi naturali?” rimane una questione aperta, oggi e domani. Tale questione è aperta anche all’interno delle diverse comunità scientifiche. Anche noi, cittadini di diversificate realtà, abbiamo potuto confrontarci e dare voce alle nostre idee per poter tenere ben saldo il valore ad una cittadinanza attiva.

Il Workshop “Le Parole Ritrovate” si è concluso con il bellissimo ed emozionante monologo di Luciana che, a mio parere, ha espresso attraverso la propria interpretazione le sfumature della sofferenza e del benessere immersi nei contesti che abitano la comunità.

M.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, scarpe e spazio all'aperto

 

 

 

 

 

Mutina on the Road

 

Mutina on the Road

Di sguincio dal portico comunale le linee
architettoniche di cattedrale
e torre che s’ incontrano
per subsidenza prima
dell’orazione di pace
nonviolenta, dopo
colgo un calore interiore
al sacro che accende
una piccola croce
sull’abside che torno torno
abbraccia.
Per via tamburi
blu ufficiali, a via quelli gialli
dei matti, il suono in levare
possibile, possibili le linee
degli sguardi che s’incrociano
si dischiudono le labbra
e la vita è la via
risorgiva

LF.

Alternanza scuola lavoro

Ciao a tutti sono Luca lo stagista del liceo scientifico Tassoni che ha fatto alternanza presso le sedi ospitanti social-point ed idee in circolo. In questa settimana ho imparato cose nuove: dal rapportarmi con persone “speciali” al diventare un regista in radio. Ho conosciuto persone che non potrò mai dimenticare dai miei tutor: Michela e Marco a Emanuela e Cristina passando per Lucio,Chiara e Martina i direttori della radio e tanti altri. E’ stata un’ esperienza creativa, originale e che mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti della vita. Inoltre ha abbattuto anche i miei pregiudizi sulle persone con dei problemi mentali.

Vorrei concludere con: I “matti” sono persone come noi soltanto che si rapportano e si mostrano come sono realmente senza vergognarsi. Tutti noi siamo un pò “pazzerelli” chi di più chi di meno.

Alternanza scuola lavoro

Ho fatto l’alternanza presso il Social Point dal 23/10 al 27/10 e mi sono trovata molto bene. Personale competente e molto disponibile, gli utenti carinissimi e disponibili al dialogo. Penso che questa esperienza mi sia stata molto utile perché mi ha convinta ancora di più sul ramo che vorrò prendere all’università, ovvero la psicologia.

Martina Rovatti, Liceo Scientifico Tassoni.

Le nostre impressioni… Curare senza legare: MISSIONE POSSIBILE?

 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute e spazio al chiuso

X Convegno Nazionale SPDC No Restraint

Curare senza legare: MISSIONE POSSIBILE?

Durante la settimana del Màt abbiamo partecipato al convegno sulla posizione rispetto la contenzione. Si sono susseguiti diversi relatori. Uno degli interventi che ci ha colpito maggiormente è stato quello della ricercatrice Lene Lauge sulla “De Escalation”. La ricercatrice attraverso delle immagini ci ha mostrato come svolge il proprio operato in un ospedale caratterizzato da vetrate che mettono in relazione le persone con disagio e gli operatori al di fuori da una logica di controllo.

La “De Escalation” si compone di diverse fasi che danno importanza ad elementi quali: il tempo, il rispetto e inizialmente la distanza dalla persona che vive un momento di crisi, l’ascolto, l’osservazione del linguaggio corporeo, la creazione di un nuovo contesto per sorprendere la persona e mettersi nei suoi panni per comprendere il momento di crisi senza dover utilizzare la contenzione.

 

La contenzione è una delle questioni più dibattute in Italia e nella comunità internazionale. Tutti siamo coinvolti in prima persona e crediamo che bisognerebbe divulgare un approccio simile a quello sopra descritto. Si sono infatti presentate diverse realtà italiane che sostengono un approccio volto alla prevenzione della contenzione, attraverso metodologie che accolgono l’ascolto, la fiducia, la capacità di far emergere le risorse delle persone. Tutti gli operatori coinvolti nell’ambito della Salute Mentale dovrebbero essere educati a tale cultura.

Abbiamo avuto l’occasione di ascoltare anche il punto di vista delle persone con disagio le quali hanno esposto il bisogno di essere ascoltati attraverso atteggiamenti non giudicanti, rispettosi della sofferenza e il bisogno di ritrovare all’interno dei Servizi la figura dello psicologo e non solo la figura dello psichiatra che molto spesso si concentra esclusivamente nella prescrizione di farmaci. Le persone sofferenti, inoltre, testimoniano l’importanza che assumono le associazioni presenti all’interno della comunità che escono totalmente da una logica medica.

 

Curare senza legare? Sì, missione possibile.

L. M.

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, salotto e spazio al chiuso

Esperti del supporto tra pari: Ultimo giorno di corso, un po’ di tristezza, tante speranze.

Ed ecco Màt. L’ultimo giorno del corso, con tanti invitati. Gli ESP (o facilitatori sociali come li chiamano alcune province) di tutta la Regione, il Dottor Starace, capo supremo e noi gli ESP un poco tristi, un po’ nervosi ( soprattutto noi che abbiamo parlato dal palco, del resto parlare dopo due oratori come i Dottori Vistoli e Melati non può che fare tremare).

Modera Isabella Morlini, mitica Coordinatrice del corso a cui va la nostra più grande riconoscenza.

Introduce Melati raccontando del corso e della sua esperienza come docente. Segue Vistoli, brillante oratore come sempre, poi Simona Nicolini , di CSV, parlando della loro prima esperienza nel campo della salute mentale.

Poi arriviamo noi, gli ESP: Gilberto, Maurizio ed Io. Nervosi, un poco terrorizzati, un poco impappinati, ma abbiamo parlato della nostra esperienza, mettendo al centro l’utente, che è un poco il focus di Màt.

Quindi il Dottor Starace che ci porta buone notizie: questo è l’anno in cui si lavorerà sul riconoscimento istituzionale degli ESP, con una eventuale possibilità di remunerazione (che in altre province avviene già).

Infine un confronto con le esperienze delle altre province, molto diverse tra di loro, ma sempre interessanti e stimolanti.

E poi… il corso è finito. Ma c’è ancora il tirocinio, quindi potremo  essere finalmente Esperti del Supporto tra pari.

IL FUMETTO COLLETTIVO

 

IL FUMETTO COLLETTIVO

SONO PATRIZIA, FACCIO PARTE DEL FUMETTO COLLETTIVO IDEATO DA LUCA BOZZOLI, OPERATORE DEL CSM DI MODENA EST. IL FUMETTO PARLA DI SALUTE MENTALE, DI CUI I TEMI PARLANO DI BULLISMO, BULIMIA, INSONNIA, DEPRESSIONE, IPOCONDRIA, ANSIA ECC ECC ……

IL 25 OTTOBRE ALLA TENDA ABBIAMO AVUTO LA PRESENTAZIONE DI QUESTO EVENTO FUMETTISTICO CHE VERRA’ DISTRIBUITO NELLE SCUOLE SUPERIRI DI MODENA E PROVINCIA.
MENTRE PARLAVAMO C’è STATO LA PROIEZIONE DEL VIDEO DEL PROGETTO FUMETTO COLLETTIVO, ABBIAMO CONCLUSO CON UN INTERVISTA DA PARTE DEI RAGAZZI DI RADIO LIBERAMENTE.

PATRIZIA

 

MAT Weekender

Venerdì e Sabato si è conclusa la settimana di MAT (settimana della Salute Mentale) con i classici appuntamenti al Vibra dei Mat Weekender e con due serate di concerti, tenute da alcune tra le band più interessanti del panorama nazionale.
Venerdì, nella serata “Notte Brava”, abbiamo potuto ascoltare i M.A.D. (Music Against Disorder), band nata nel progetto Social Point. Con la loro energia e il loro carisma musicale hanno aperto la serata. A seguire si sono esibiti i VALLANZASKA, la più popolare delle band ska in attività, che con la loro musica hanno travolto il pubblico, suonando i loro pezzi più classici e presentando anche alcuni pezzi del loro nuovo album “Orso Giallo”.
Sabato, nella serata “Italindie”, si sono esibiti in apertura gli EVO, band modenese emergente, che ha suonato pezzi ispirati al rock classico. Hanno proseguito l’animazione della serata i GIORGINESS, che hanno presentato il loro nuovo album e hanno concluso alla grande una settimana intensa, ma piena di iniziative e ricca di contenuti.

CORSO DI YOGA (riflessioni di Lucia)

Si è avviato il nostro #corso di #yoga …
partecipato ed intenso, ci impone alcune riflessioni …
ecco le prime di Lucia, che tiene il corso
“La pratica yoga si rivolge ad ogni età, sesso ed etnia. Nello studio dei movimenti e della respirazione si impara a convivere con se stessi: è quindi una risposta sia per coloro che intendono allontanarsi dallo stress quotidiano, sia per quelli che soffrono di determinate patologie muscolari. Ma non è solo il corpo coinvolto in tale pratica: esso è infatti lo strumento per arrivare al controllo della mente, principale artefice della sensibilità di ciò che ci circonda. La serenità dell’anima porta infatti la salute del corpo, ecco perché la pratica dello yoga non conosce limiti di età, di estrazione o di cultura.”