Incontro con una classe del Liceo Muratori

Mercoledì 8 Novembre siamo stati invitati presso il Liceo Muratori di Modena per confrontarci con gli studenti sul tema della salute mentale. Il desiderio di approfondire questo tema era nato anche a seguito di un lavoro di sensibilizzazione nel corso delle ore di religione svolto anche attraverso la visione di  documentari su Basaglia e sul funzionamento dei centri diurni in alcune città del Nord Italia.

Il nostro gruppo era composto da rappresentanti di  Social Point e Associazione Idee in Circolo e ciascuno ha presentato se stesso, il proprio ruolo e la realtà di appartenenza. Si è subito creato un clima di interesse e partecipazione suscitato dalle diverse testimonianze e da alcune questioni sollevate nell’ambito della nostra presentazione.

Una studentessa, ad esempio, ha posto una domanda sul tema della contenzione: ” Se una persona si presenta così agitata da far temere che possa fare del male a se stessa o agli altri come è possibile evitare la contenzione?”

Abbiamo risposto ponendo l’attenzione sugli elementi fondamentali per prevenire o affrontare al bisogno situazioni di crisi. Tra questi risulta essenziale la presenza di un numero adeguato di operatori  in formazione continua e capaci di condividere i valori della dignità della persona e le metodologie di intervento volte al superamento della fase di crisi: ascolto empatico, cambiamento del contesto, darsi del tempo nell’ambito della relazione di aiuto per capire da che cosa sia stato provocato un determinato comportamento.

Un altro studente, interessato alle attività da noi descritte durante la presentazione ci ha chiesto come poter entrare in contatto con noi e che tipo di aiuto avrebbe potuto dare.

In risposta, abbiamo invitato lo studente a conoscerci attraverso facebook e il blog dell’Associazione Idee in Circolo, invitandolo alla assemblea settimanale dell’Associazione, come occasione per dare il proprio contributo anche solo con la presenza attiva di volontario. Il fine di questo incontro è, infatti, anche quello di continuare a promuovere una cultura di inclusione sociale attraverso la comunità.

Un’altra domanda che ci è stata posta riguardava il ruolo della famiglia a partire dall’esordio del malessere. La famiglia dovrebbe essere il primo canale di comprensione, aiuto e sostegno alla persona. Tuttavia, questo molte volte non avviene, dunque la persona si aggancia ad altre reti di supporto.

Possiamo quindi concludere che lo scambio è stato partecipato da tutti e ha arricchito tutti noi. Ci auguriamo tanti altri nuovi incontri.

L.M.

 

 

 

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