Incontro con una classe IV° del Liceo Muratori

 

Mercoledì 20 Dicembre, con gran piacere, siamo ritornati al Liceo Muratori grazie all’invito della IV° classe che già ci aveva accolti. Continuando il loro lavoro di approfondimento, nell’ora di religione, sul tema della salute mentale chiedevano la partecipazione di persone che raccontassero la loro storia,  come è cominciato il loro disagio e come si sono approcciate alla realtà dei Centri Salute Mentale.

Seduti in cerchio, il gruppo era composto da Martina che portava l’esperienza del Servizio Civile, approfondendo gli studi che sta intraprendendo per stare a fianco a chi soffre di disturbi psichici, ma anche perché avendo una storia di disagio in famiglia ha fatto sì di poter affacciarsi a questi studi che sono sempre in via di aggiornamento.

Accanto c’era Michela che, come Operatrice, raccontava con visione esterna, come viene approcciato il suo lavoro a contatto con persone che chiedono il suo aiuto, tramite Associazioni o Progetti d’Inclusione  cui contribuisce. Ogni momento e situazione che affronta in questi ambienti l’ arricchiscono di un bagaglio di esperienze, ma anche di nuove emozioni che la spingono a continuare il suo lavoro cominciato anni fa.

A seguire ci sono state Lucia, Alessia e Cristina che con grande emozione hanno raccontato la loro storia, la loro diagnosi e come stanno continuando il loro cammino di vita pur portando con sé un peso che non le fa sentire leggere come vorrebbero. Una ha raccontato ciò che aveva vissuto nel pieno della sua inadeguatezza con persone che le stavano intorno ma soprattutto come la viveva in prima persona. Un’altra ha narrato le emozioni che prevalevano come libero sfogo,  la tristezza che ha riaperto alcune ferite, e c’è chi è stata vaga nel raccontare la sua storia per non star male più di tanto. Tutte desiderose di capire perché si è arrivate a quel segno indelebile che si porta nel quotidiano. Nell’ora passata insieme si è venuta a creare un’atmosfera di solidarietà ed intensa amicizia che ci univa ancora di più sostenendoci nel dolore che faceva da protagonista.

Il cerchio era chiuso dal docente di religione e dagli studenti presenti. Tutti molto attenti ed interessati alle storie che venivano via via raccontate ma anche portando tanta emozione. Si è creato fin dall’inizio un clima di piacevole accoglienza facendo si che ogni partecipante a questo gruppo si sentisse a suo agio e ben accolto. La maggior parte del tempo è stato dedicato  ai vari racconti ma alla fine c’è stata la possibilità di rispondere a due domande formulate dagli studenti: la prima era come ci sente ora ad incontrare e/o a vivere certe situazioni che in passato ci hanno fatto star male. E’ stato risposto loro che in alcuni casi sei costretta a vivere in quelle determinate condizioni ma man mano che passa il tempo,  grazie a persone che ti stanno accanto, ti hanno aiutato, e ti aiutano tutt’oggi, riesci a condividere il tempo di chi in passato ti ha fatto del male o ti ha fatto star male cadendo in un dirupo che pian piano sei riuscita a risalire grazie a nuove conoscenze in grado di farti sentir meglio e a tuo agio. La seconda ed ultima domanda formulata da una studentessa riguardava in specifico una diagnosi che nei racconti è emersa spiegando  come si manifestava e cosa comportava, si è arrivati alla conclusione che ogni persona è un caso a sé quindi non ci si deve preoccupare se il racconto di una persona descriveva particolari sintomi, preoccupazioni ed emozioni. Questo può essere causa di malessere e disagio  per si sentiva coinvolto in prima persona, ma si è voluto trasmettere il messaggio che ognuno è diverso e le diagnosi sono una identificazione dei vari sintomi e caratteristiche che si manifestano nella persona nel momento del disagio che si ritrova ed al momento della cura che dovrà essere intrapresa dal medico.

In conclusione quello che si può trarre da questa esperienza e che per molti è stato un privilegio poter assistere a questi racconti, le emozioni continuano a prendere il sopravvento e fanno si di continuare in questa realtà che non smette di darti insegnamenti e stimoli per continuare nell’ambiente lavorativo ma anche in quello sociale, il grande interessamento da parte di tutti ha fatto si di creare un clima piacevole per sentirsi a proprio agio e sentirsi accolti, ognuna ha raccontato ciò che si sentiva senza l’obbligo di essere giudicata o quant’altro e se anche il tempo è stato poco per le loro domande avevamo la facoltà di rispondere oppure no. Un arricchimento di esperienze augurandoci che continui con altri incontri.

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