Ben ritrovate, parole ritrovate

Sabato mattina 17 Febbraio ha avuto luogo, nella sede di Idee in Circolo, il primo incontro modenese del 2018 di Parole Ritrovate. E’ stata una giornata piena di idee positive ed interventi interessanti.

La partecipazione è stata numerosa, con amici provenienti da Modena, provincia e anche da fuori provincia: Parma, Castelfranco, Carpi, Mirandola, Sassuolo, i ragazzi della Barca, Castelnuovo Rangone e Idee in Circolo. In molti hanno espresso il loro piacere di vedere una riunione così ben partecipata, come non si vedeva da un pò.

 

Ragioniamo sulla possibilità di fare una pubblicazione che raccolga le storie di vita di chi il disagio psichico lo vive… e che possa essere uno strumento di diffusione del ns mondo alla cittadinanza, nelle scuole, ….

C: non so se sono d’accordo di fare una pubblicazione.

L: era arrivata una mail x dare disponibilità entro una certa data … a me piacerebbe scrivere ho scritto un libro mio “il viaggio interiore”

F: buttiamo giù degli argomenti, e approfondiamoli e mettiamo giù tutto quello che pensiamo su quel tema …

Lp: un po’ quello che abbiamo fatto a modena per anni, solo che era su un tema…

L: stiamo parlando della proposta venuta da Castelfranco di fare un libricino su temi legati al mondo della salute mentale, per fare una pubblicazione.

Si è parlato anche di stigma legato alla salute mentale.

M: sono tutte tematiche che possono essere inserite lì dentro..

L: un argomento che mi interessa molto è: la ns piccola comunità all’interno di una comunità + grande.

F: il bambino interiore…

R: a noi di Carpi piace, è già un mesetto che ci stiamo lavorando.. io ho parlato di come relazionarsi con gli altri pur avendo patologie psichiatriche e l’altro è il disagio della solitudine..

M: un altro tema è stato il fatto di sentirsi sminuiti da parte della società

L f: ci sono molti piani, secondo me dobbiamo stare attenti a non categorizzare, porre tutto sul piano malato/non malato. Ma nelle interazioni umane conta molto anche la sociologia, i rapporti di forza che si creano, i rapporti di classe. E soprattutto ci sono dei meccanismi che scattano coi gruppi, coi gruppi grandi: cosa succede quando un gruppo si infantilizza ed ha bisogno di un uomo forte, di un padre. Dobbiamo stare attenti di non autostigmatizzarci. Quindi è importante parlare di questi fatti, allora quello di macerata era matto o no? O rientra nello stigma?

L: molti problemi che ci creiamo noi sono legati al fatto che si è troppo concentrati su quello che succede intorno e basta, che so una voce, che si va subito in allerta.

S: avevo capito l’idea del libro, e mi è piaciuto subito. Abbiamo l’esperienza x fare questa cosa.

F: quest’anno compio 70 anni. Sono una socia originaria di pr, quello che amo di questo movimento è che è sempre aperto, per cui c’è sempre qualcuno di nuovo. Fare un libro sintesi non mi piace, perché ingessa. Non so se partire con l’obiettivo di fare un libro.. sento il pericolo di chiudere anziché di aprire.

L: ho un privilegio, quello di aver vissuto come etichettata psicotica. E di esserne uscita. E quindi mi sento di far cultura su questo tema. È il mio obbligo in quanto cittadina italiana, il mio dovere sociale di pormi in questo. Noi siamo una comunità, qua dentro stiamo creando comunità, a me piacerebbe che con questo libro si facesse questo, cioè cercare di togliere gli stigmi che ci pesano. Io sono una pazza consapevole e orgogliosa di esserlo perché secondo me è un privilegio poter vedere il mondo anche in altro modo. Sono orgogliosa nel senso che secondo me non deve essere una colpa o una vergogna a me piace rompere il pregiudizio e dichiararmi apertamente come una etichettata psicotica. È rompere le idee che gli altri hanno di te.

G: siamo esseri umani.

L: il ns compito dovrebbe essere rivendicare la ns follia x rompere i pregiudizi della società.

A: io faccio parte del gruppo di pr da 11 aa. Vivo solo in un paese a 40 km da pr. Sono un ex infermiere. Vivo per i miei cani e i miei gatti. Io quando vengo a modena, sento molti di voi che mettono avanti lo stigma. Cioè dicono io sono malato, ho le pastiglie, …. Io da quando ho fatto le scuole medie mi hanno classificato come disagio sociale. Però io mi chiamo Alfredo, sono un ex infermiere. Ho problemi economici, questo è il mio problema, non che sn matto. La gente non deve piangersi addosso, alla mattina ci si alza e si fa. Io valgo.

L: quello che + mi dà fastidio è che la gente fa troppo caso a come vestiamo.

C: l’ultima volta che sn stata qui mi sn resa conto che avevo bisogno di una revisione. Oggi mi sto trovando bene. Pr mi ha fatto capire delle cose, l’ho capito da me e dal ritorno che ho avuto dagli altri.

M: un obiettivo comune ci rende comunità, gruppo. Per questo io sostengo il gruppo.

L: pr di mirandola vorremmo trattare l’argomento del cambio medico. Io ho cambiato 4 dottori. Anche questo è un problema grosso. Noi vorremmo inserire la possibilità di scegliere il medico.

A. Noi stiamo iniziando ora e x il prossimo appuntamento vorremmo scrivere qualcosa senza dover rimanere in un argomento preciso. Non dobbiamo farlo diventare un compito a casa.

F: condivido l’esigenza di mantenere un equilibrio tra la spontaneità e l’obiettivo. Ho sentito questo gruppo positivo che di nuovo mi apre possibilità.

S: mi sembra che abbiamo fatto convergenza su spontaneità/obiettivo. Mi piacerebbe che qualcuno leggesse quello che ha scritto.

R di Carpi legge il suo contributo che ha scritto sul tema della solitudine, di come spesso dall’esterno si crede che uno voglia isolarsi ma non è così. Un altro contributo è su come relazionarsi con gli altri e gestire certe situazioni quando si sta male, si hanno attacchi d’ansia, etc. Il suo testo farà parte della futura pubblicazione

C chiede se yoga e meditazione possono essere utili.

LF. sottolinea la forza che hanno le letture di queste esperienze fatte dal vivo in prima persona rispetto a leggerle in modo freddo su una pagina. Si rischia di perdere spontaneità a fare ognuno per conto proprio un compito scritto, è più importante trovarci di persona.

L: l’anno scorso è stata dura venire qui e trovarci in quattro gatti a riflettere sul perché non veniva più nessuno.

S: mi era piaciuto molto la modalità workshop di mat 2017 quando si sono mescolati i vari gruppi di lavoro tra persone che prima non si conoscevano, potremmo riproporla anche quest’anno.

S: mi sono emozionato a sentire il contributo di Rosario. Sono contento che sia ricominciato Parole ritrovate che mi riporta al contatto con le persone.

Ci diamo dei temi, per poi dividerci a lavorare in gruppi mescolando le esperienze e provenienze.

TUTTI POTREMMO PENSARE INDIVIDUALMENTE E IN GRUPPO A DEI TEMI. PER POI COLLETTIVIZZARLI ALLE PROSSIME RIUNIONI.

PROSSIMI APPUNTAMENTI

ore 10 c/o idee in circolo:

17/03 riunione

7/04 riunione modena

28/04 riunione modena

19/05 riunione modena

16/06 riunione modena

8/09 riunione modena

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