Prima intervista della rubrica- Ma esiste veramente un “fuori”?-

 

 

Intervista a Paolo Tagliazzucchi

Ha voglia di raccontare la sua storia?

Sono stato 15 anni in Diagnosi e Cura, sono uscito  per 7 mesi e sono andato in albergo, andavo a prendere le medicine al centro di salute mentale che c’era lì dalle torri di Vacilio, c ‘era l’ambulatorio di una psichiatra. Dopo i 7 mesi di albergo sono andato al pensionato Villa Margherita, poi sono andato alla Barca, e il Centro Diurno alla Madonnina. Io ho il problema di farmi da mangiare e lavarmi i vestiti che non sono bravo.

La sua storia ieri e oggi?

Quando avevo 13 anni si sono sposati i miei fratelli, io sono il terzo di tre fratelli ed avevamo 4 anni di differenza l’uno dall’altro. Si sono sposati una settimana l’uno e una settimana l’altro ed io sono rimasto da solo, avevo solo la nonna. Il nonno era morto quando ero piccolo e sono rimasto solo con la nonna ed il papà, la mamma ha avuto un esaurimento nervoso, non voleva andare in ospedale e neanche in manicomio, allora c’erano i manicomi, i genitori di lei non hanno voluto portarla. Lei era legata alla sua mamma e al suo papà ed io ero legata alla mia nonna e al mio papà.

A 12 anni avevo la scuola, fortunatamente ero molto bravo a scuola, ero sempre il migliore, me la cavavo bene perché mia nonna mi ha fatto da mamma, mia mamma vera veniva a casa, non andava d’accordo con mio padre, però veniva a stirare i miei vestiti ed è per questo che io ora sono così attaccato dei miei abiti. E quando tornavo da scuola la prima cosa che facevo era correre da mia madre per darle un bacio perché sapevo che mi veniva a trovare. Poi all’età di 70 anni è morta anche la nonna per un attacco di cuore, perché il medico è andato da lei dopo tre giorni, come facevano gli psichiatri di Basaglia che facevano un colloquio ogni tre anni, me lo ha detto Francesco Corlito , quello che ci ha fatto il corso di facilitazione, e che le persone venivano legate.

Quando è morta la mia nonna ha lasciato un grosso vuoto e lo ha colmato la mia prima ragazza.

A 16 anni ho messo su una ragazza che ne aveva 15, eravamo due ragazzini fantastici, ci volevamo bene, ci vestivamo molto bene, andavamo sempre a ballare, anche la sua famiglia mi ha accolto molto bene, una volta la settimana andavo a casa loro e mi facevano la bistecca. Ce n’erano poche di bistecche in giro, delle bistecche grandi così.. e stavo molto bene, lei mi voleva molto bene, e siamo arrivati a 8/10 atti d’amore. Ho cominciato a 16 anni a misurarmi con il sesso, tolta questa parentesi qua sono andato a militare e a militare è stata un cosa bellissima. Ero molto timido e diventavo tutto rosso, ho fatto una psicoterapia dalla dottoressa Bernardoni e mi ha aiutato molto in breve tempo.

Che cosa rappresenta per lei la legge Basaglia?

Basaglia ha fatto una cosa meravigliosa nel 1978, la data di preciso non la ricordo, ha chiuso i manicomi a Trieste e in tutta Italia. Basaglia è stato un grande liberatore, ha veramente liberato l’Italia dai manicomi. La 180 ha messo in discussione i Servizi di Igiene Mentale. Hanno chiuso i manicomi e hanno emanato una legge che è la 180 che gestisce la malattia mentale. In mano agli psichiatri, se ritengono una persona molto agitata gli danno 7 mesi di Trattamento Sanitario Obbligatorio, disposto dagli psichiatri e dal sindaco, io ci sono stato in questi 7 mesi qua… 3, 4,5 ,6 10 volte ho fatto il Trattamento sanitario Obbligatorio. 15 anni di psichiatria (Diagnosi e Cura) di quella cattiva, non il manicomio ma mi legavano al letto, mi avevano abituato loro a stare nel letto per cui io stavo bene anche a letto, sono stato anche menato una volta. Un altro internato mi ha dato dei cazzotti di un forte, di un forte che per punizione è stato legato per un settimana, non avevano il coraggio di slegarlo, dopo ho preso coraggio e sono entrato da lui e abbiamo fatto amicizia. Ecco la legge Basaglia ha messo al posto dei manicomi dei Servizi di Igiene Mentale che si dividono in dipartimenti (un dipartimento diviso in più distretti), a Modena ci sono quello est e quello ovest, dove ci sono gli adeguati operatori: psichiatri, capo sala, infermieri e OTA .

Quest’estate ho fatto anche la scuola per Utenti Esperti e mi hanno messo a farlo a casa, alla Barca.

Quando sto male divento nostalgico, sento le voci che mi dicono che se bevo questo bicchiere sono un terrorista, ma questa è acqua non è mica terrorismo…

A Giugno avrò il Duvre e mi hanno dato tempo cinque mesi per disabituarmi alla Barca per andare poi alla Sacca, non per niente faccio anche gli incontri in cui sono facilitatore del gruppo di uditori di voci, l’altro facilitatore ha avuto problemi di salute e da tre mesi tengo il gruppo solo io. Questi incontri li prendo come una palestra perché per me è importante che tutti abbiamo lo stesso spazio e che tutti impariamo ad intervenire.

Le voci a volte mi dicono che mi rubano i soldi o i vestiti però ne parlo volentieri perché è giusto che imparino a stare al loro posto.

A militare mi sono trovato benissimo perché la vita in comune mi piaceva, mi piacevano le camerate e si faceva tutto da soli. Lì non c’era posto per il sesso. Una ragazza di Padova mi ha chiamato e mi ha detto che assomigliavo a Mal dei Primitives, e mi ha chiesto di andarla a trovare e ci sono andato con il colonnello che aveva l’auto e abbiamo passato una bella giornata insieme, per il resto il militare mi è servito molto perché, sono diventato subito caporale in prima nomina, insegnavo agli altri a marciare, sono andato in Sardegna, sono andato a Bologna a fare la Festa delle Forze Armate, siamo stati tutta la notte dentro un carro armato aspettando che venisse giorno e ci hanno dato del cognac e del caffè, solo che in psichiatria il cognac lo vietano, se lo imparano gli operatori vanno su tutte le furie!

Terminato il militare sono tornato dalla dottoressa Bernardoni. La dottoressa Bernardoni è un’antipsichiatra e non andava d’accordo con Basaglia poiché ha chiuso i manicomi grandi facendone però tanti piccoli e molto costosi.Nel mio fascicolo c’è scritto che sono malato di psichiatria e devo prendere dei farmaci, così dicono gli psichiatri. Gli psichiatri hanno imparato dai loro pazienti che alcune cose fanno male come la solitudine, la mancanza di rapporti interpersonali, la mancanza di una ragazza, la morte di un parente.

La psichiatria è un ramo secco della medicina perché non ha futuro

L’handicap più grosso della psichiatria moderna sono gli psicofarmaci, sono meglio dei manicomi però sono ancora da accettare, allora la malattia mentale è vera o falsa? Uno sta male davvero o per finta? Chi è che lo ha fatto stare male?

Io vi racconto una cosa del diagnosi e cura, io ero legato e un mio amico e la sua ragazza facevano l’amore davanti e me ed io ero legato e le infermiere non passavano.

Anche in psichiatria si può fare sesso.

Quali sono stati i suoi punti di riferimento che l’hanno spinta ad andare avanti?

Sono alla Barca da 16 anni, posso dire che per me la Barca è stata una famiglia perché mi ha raccolto dal nulla e mi ha fatto diventare grande, proprio grande per la mia storia, dopo 15 anni di manicomio, dico manicomio perché sono andato al manicomio di Reggio e ci sono ancora le stringhe per legare, e lì ( in Diagnosi e Cura) erano uguali precise, pensate che nel mese di Luglio la mia dottoressa è andata in ferie e mi hanno lasciato legato tutto il tempo, mi lavavano a letto con una spugna e questa per me è stata una umiliazione grave, veramente sono da manicomio loro, poi ho avuto un buon rapporto con loro perché io sono veramente buono, sono passato sopra a troppe cose, per questo ci sono rimasto tanto tempo se fossi stato uno che faceva dei casini sarei uscito prima.

Quando mio fratello ha avuto la pensione mi veniva a prendere tutti i giorni e mi ha insegnato a fare la spesa, a comprarmi i vestiti, a fare la lavatrice, è stato fantastico, abbiamo fatto due o tre mesi insieme poi si sono sposate le sue figlie, anche quella che adesso è il mio amministratore.

Ha sogni per il futuro? Fare il bravo utente esperto.

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