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Dal 21 al 23 Giugno si è tenuto a Trieste il meeting internazionale “40#180 Democrazia e salute mentale di Comunità”. Una delegazione di Radio Liberamente ha partecipato ai primi due giorni di convegno. Una grande occasione per scambiare esperienze con tanti esperti per esperienza o per professionalità provenienti da tanti Paesi europei ed extraeuropei, ma col fatto che l’inglese lo parlo solo in delirio, ho perso una buona opportunità. Per fortuna c’era Lucio che ha intervistato Jakko Seikkula, come tutti i grandi innovatori il finlandese è molto gentile e “alla mano”, spiega pazientemente il dispositivo del Dialogo aperto e a me pare che al momento rappresenti l’approccio più vicino allo stile basagliano di dare valore alla prassi. Qualcuno/a lo snobba dicendo che non hanno inventato nulla di nuovo, ma anche fosse “l’uovo di Colombo”, a mio modesto parere tutto ciò che si possa applicare nelle situazioni di crisi e che consenta di evitare un trattamento di cura non consensuale che viola i diritti umani, è ben accetto. Ho cercato di compensare col linguaggio del corpo, dandogli fuori onda un’abbracciatona -e per la mia storia non è così scontato esprimere dimostrazioni fisiche d’affetto- ma volevo dimostrargli la mia sincera gratitudine di “utente sopravvissuta”.

Infatti, la più bella sorpresa del convegno di Trieste, è stato conoscere Jolijn Santegoeds, rappresentante olandese della Word Network of Users and Survivors of Psichiatry (Rete mondiale degli utenti e sopravvissuti alla psichiatria). Purtroppo mi son persa il suo intervento ufficiale, ma mi è giunta voce di lei e ho condiviso con lei lo scandalo per le parole dette da Katerina Nomidou, legale dell’Associazione Utenti “Gamian Europe”. Costei sosteneva che non sia opportuno manifestare per le strade per i propri diritti di utenti e che sia meglio collaborare coi medici per ottenere un livellamento della salute mentale al resto della medicina. Al che ci siamo alzate e uscite entrambe dalla sala e, nella rabbia, ho scambiato due battute in inglese con Jolijn. Lei è molto determinata, così con l’aiuto provvidenziale di Lucio abbiamo anche la sua intervista perchè non volevo mancare di portare alla conoscenza dei modenesi questa forza della natura per l’attivismo dei diritti. Ho cercato di carpire il suo segreto per farsi ascoltare da tanti esimi professionisti del settore che le chiedono di tenere workshops riconoscendole anche una grande capacità di mediazione.

Viva testimone di un altro modo di curare, educare, amare, abbiamo intervistato brevemente Alberta Basaglia, figlia di Franca Ongaro e Franco Basaglia, psicologa veneziana e vice-presidente della Fondazione Basaglia. Alberta ha scritto un libro in cui riporta i suoi ricordi di bambina e racconta agli altri bambini cosa sia stata la liberazione degli internati dei manicomi.(Le nuvole di Picasso) Lei sottolinea come sia importante trasmettere il ricordo altrimenti le cose vanno dimenticate. Ha scelto di andare ounque venga chiamata per evitare con la presenza che di Franco venga fatto un” santino”, in effetti la sua presenza ricorda molto quella del padre. Lei dice che a Trieste è come”venire a casa”, con un dovere in più, continuare a dimostrare che la libertà è terapeutica. Parca di parola, dà ancora più valore al suo esserci.

Sempre nella parte iniziale della conferenza dedicata alle radici, ho ascoltato Mario Novello, della situazione che trovò a Udine dove, oltre al manicomio fisico, trovò anche quello degli adolescenti del Diagnosi e cura, ma ciò che mi ha incuriosito maggiormente è il riferimento al”terzo manicomio”, cioè quello della Psicologia che deve essere riformata ancora ,ma il discorso sarebbe lungo e non ha avuto tempo di spiegarmelo.

Molti gli interventi di delegazioni di altri Paesi che han riferito dell’influenza basagliana, tra cui il Brasile. Mi ha impressionato la relazione di un medico italiano che lavora in Francia e pur riconoscendola come patria dei diritti civili e umani, ha denunciato un ricorso alla degenza altissimo rispetto il numero di posti letto presenti in Italia,a parità di pazienti in cura.

Tante le sessioni parallele dedicate alla cooperazione sociale, alla deistituzionalizzazione e alla rete delle buone pratiche, Coproduzione, REMS, e i network per le riforme come il Mental Health Europe(MHE) presentato da Jan Berndsen che alla sera ha offerto la pizza a una bella tavolata di convenuti.

In una sessione NO-RESTRINT ho apprezzato il racconto di Antonio Luchetti che ha letto il resoconto delle sue impressioni di medico specializzato che entrava per la prima volta in un reparto chiuso e notava tutti i segni di interdizione che il personale presente considerava routine ,tra cui la legatura; ma nel descrivere tutte quelle porte chiuse mi ha fatto rivivere il disagio del mio internamento. Nella stessa conversazione Giovanni Rossi e Giovanna del Giudice han fatto un parallelismo insolito fra il non-legare e la possibilità di bere l’acqua pubblica, fresca , sana ,gratuita e che deve essere disponibile dalle fontanelle come al ristorante a dispetto di chi mette in giro notizie false che non si possa bere acqua del rubinetto o che sia necessario legare.

Ho partecipato a un workshop sull’approccio di genere condotto dalle psichiatre e operatrici che costituiscono una rete transfrontaliera con la Slovenia, dove è pesante ancora l’impostazione maschilista e la istituzionalizzazione . A Trieste dagli anni ’90 c’è un’attenzione sulla specificità femminile del disagio psichco e si sono attuate pratiche di solidarietà e democrazia che han visto la partecipazione delle donne della città alle iniziative culturali e di auto mutuo aiuto presso gli appartamenti in cui ci si incontra. E’ stato comunque sottolineato che occorre ancora battersi perchè gli studi di genere diventino più assidui e nella clinica e nel linguaggio scientifico. La professoressa Patrizia Romito, insegnante all’università, ci ha parlato delle sue ricerche sulla violenza di genere, di come per esempio il 60% delle donne alcoolizzate abbia subito violenza nella storia personale, oppure come le anziane vedove abbiano meno fattori di rischio per la salute mentale. Bisogna che all’ accettazione del Pronto Soccorso diventi consueta la domanda sull’eventuale violenza subita prima d’iniziare cura psichiatrica.

Per finire vorrei ricordare le pietre di Trieste che ho accarezzato trovandole consone alla mia lentezza e vive ,vive di ricordi e risolute a chiedere che non ci sia più guerra . Apprezzabile l’intervento tanto piaciuto a Tilde Arcaleni di un signore triestino che ha letto una perorazione per la proposta della Scuola Basaglia al Nobel prize per la pace, ricordo infatti che Basaglia aveva definito “crimini di pace” i trattamenti subiti dai pazienti psichiatrici internati.

Lucia

 

Incontro Parma

Venerdì 22 giugno una delegazione di Social Point, Radio liberamente e di Idee in Circolo è andata al convegno di Parma di Parole Ritrovate. In quest’incontro abbiamo potuto ascoltare diverse testimonianze di varie realtà nazionali. Dopo i primi due interventi è toccato a noi parlare dei nostri vari progetti, si è iniziato parlando del Social Point illustrando il percorso svolto in questi anni, soprattutto sull’inclusione sociale degli utenti, attraverso le statistiche che hanno dato manforte al lavoro intrapreso fino ad ora e sui risultati conseguiti in questi anni, anche nelle varie province modenesi. Successivamente si è presentata Radio Liberamente spiegando la sua evoluzione, e i ssuccessi conseguiti ad oggi, dal momento in cui dieci anni fa si avviò come progetto con una sola trasmissione settimanale, per poi evolversi nella realtà attuale con varie trasmissioni alla settimana coinvolgendo nuovi soggetti: trasmissioni con migranti, trasmissioni con i bambini e i ragazzi frequentanti il doposcuola e tutto il percorso fatto con “Giving Voice”.

Dopo è toccato presentarsi a Idee in circolo ricordando la nascita dell’associazione, gli obiettivi che si prefigge continuamente, i risultati conseguiti in questi anni: dal servizio civile, al coinvolgimento delle scuole, all’ospitare percorsi di alternanza scuola lavoro, il percorso svolto in redazione con l’aggiornamento delle pagine Facebook. In particolare è stato sottolineato il grande lavoro svolto quest’anno dalla redazione sui 40 anni della legge Basaglia e sulla pubblicazione dei testi che andranno a riempire il libro che uscirà fra poco. Infine si è parlato dei gruppi A.M.A (auto mutuo aiuto). Sono state portate testimonianze lette delle persone che frequentano il gruppo che hanno voluto mettere in risalto l’importanza del frequentare questo gruppo.

La giornata che abbiamo vissuto a Parma con le varie realtà nazionali che hanno valorizzato l’importanza del’inclusione sociale, nel variegato mondo della salute mentale, accanto alle testimonianze delle varie persone, è stata una giornata interessante, di confronto e aggiornamento tra realtà che condividono i valori dell’inclusione sociale e del fare assieme.

Piz

Il metodo delle streghe

L’oggetto proprio, unico e perpetuo del pensiero è ciò che non esiste.
Una cosa compresa è una cosa falsificata
Una difficoltà è un bene. Una difficoltà insormontabile è un sole

Paul Valery

Il delirio ti porta certezze. Ti offre una spiegazione unica e completa del mondo. Una spiegazione che non concepisce falsità, se non negli altri. La logica del delirio è lucida, geniale chiarissima, ma appiattisce i particolari che non tornano nell’ordine del discorso.
Secondo il metodo scientifico, una delle caratteristiche che rendono una teoria vera è la possibilità di una sua falsificazione, che porta così a sviluppare sempre nuove teorie, portandoci sempre più vicini alla verità.
Cos’è la Verità, chiese Pilato per scherzo, poi andò fuori e si impiccò.
Jean Luc Nancy dice che da quando dio è morto la verità è con noi e quindi diventa una realtà di narrazione.
Chomsky ci dice che la verità non è quella che ci viene raccontata dai media. Lo dice anche Trump, ma Trump è un’illusionista.
Il male, quando ci si è dentro non è percepito come male ma come necessità, ma come dovere.
Gli Indiani vivono in un multiverso da tempo. Noi ci siamo arrivati più tardi.
Il recente pensiero scientifico suggerisce che il tempo non esiste . Noi vediamo in cielo stelle morte da milioni di anni.
Sarebbe bello poter vedere l’inizio.
La poesia è una verità mantica, come dimostra il fatto che secondo i Greci i poeti erano ciechi e si passavano la poesia per via orale.
Gli aborigeni australiani si passano questa conoscenza nei sogni disegnando le vie dei Canti , che percorrono il territorio e lo mantengono sano. Cantare il territorio come maniera di risanarlo.
Il Poeta diventa Oracolo, voce della follia che fa male, che è difficoltà che è sole. Quindi abbaglia e ci lascia nel calore del mistero e dell’amore bruciante.
La verità è duttile in continua trasformazione. La trasformazione è la verità.

Lucia e Alessia

Medusa e diotima

 

Iniziando la rubrica “Mappa della tenerezza”, ho un’immagine, quella di Medusa, una delle tre Gorgoni (notare che quando si presentano tre figure femminili insieme, siamo in “odore” de La Grande Dea, che veniva rappresentata spesso in forma trina per alludere al dinamismo nascita-morte-nascita). Precisamente mi riferisco alla descrizione fatta da P.B. Shelley, marito di Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein, vedendo un quadro attribuito a Leonardo. Scrive il poeta romantico:
“ Essa giace-fissando il cielo della mezzanotte- supina su un picco montano coperto di nubi;(…) l’orrore e la bellezza in lei sono divini. Su le sue labbra e le sue palpebre, sembra posare la Grazia come un’ombra da cui risplendono- ardenti e livide, dibattendosi sotto di loro,- l’agonia dell’angoscia e della morte.
Pure è meno l’orrore che la grazia, quello che muta in pietra lo spirito di chi la fissa(…), è il melodioso color della bellezza gettato a traverso le tenebre e il bagliore della sofferenza che armonizza e umanizza quest’intimo sforzo.” Insomma c’è un compassionevole stupore e una sorta di tenerezza verso quel volto di donna con trecce di serpenti che nella morte fissa il cielo e tutto l’attorno pare più pericoloso di quel simulacro.
Sì, vorrei partire dal “mostro”,da questa “potenza”che atterrisce paralizzando, senza bisogno di combattere, basta uno sguardo e la fuga e l’attacco sono impediti. Pare avere a che fare col divino, ma anche col beluino, ed il poeta insinua che la bellezza stessa sia terribile(di questo parlerà molto Rilke nella sua elegia). Medusa è figura sapienziale di una cultura squalificata dalla cultura greca olimpica per cui Athena, dea dell’intelletto, nata dalla testa del Dio padre Zeus, anela portarsi al collo, come trofeo di vittoria, la testa della rivale Gorgone ,la quale può ancora spaventare i nemici ed è retaggio della potenza tellurica della dea Madre. Poi c’è la questione dello specchio, i muscoli di Perseo a poco varranno se egli non saprà fare specchio dello scudo per non incrociare gli occhi tremendi.
Rimane impressa nello sguardo di quella che ora è divenuta vittima(vedi l’icona del Caravaggio), la ferocia che Medusa ha visto nel suo assassino e ne ha orrore.
Per me Medusa allude alla follia, a quella che prima del trionfo della Ragione solare, apollinea, era vista come Sapienza. Ne parla Eraclito a proposito della Sibilla:”Sibilla con la bocca della follia dà suono a parole che non hanno sorriso né abbellimento né profumo, e giunge con la voce aldilà di mille anni, per dio che è in lei”(Oracolo della Sibilla).

Un’altra sapiente vorrei evocare per completare il quadro: Diotima di Mantinea, convocata da Socrate a istruire sull’ Amore nel Simposio di Platone. Molte filosofe asseriscono che sia veramente esistita perchè latrice di una sofia di cui esistono altre testimonianze. Come abbiamo visto nel laboratorio Amore e Psiche svoltosi presso l’associazione, Diotima , la”straniera”, perchè dice cose diverse dal consueto, ci insegna di che natura sia Eros, egli è un demone figlio di Poros, cioè espediente, e di Penia, povertà, mancanza; non è né bello né brutto, né buono né cattivo. Per Diotima, la sacerdotessa, Eros è un principio di mediazione tra ciò che è umano e carnale e lo spirituale, il desiderio di bellezza e fisicità muove l’energia, scatena un desiderio di conoscenza della verità cui la relazione, la dialettica con l’amato, può far tendere. Dal rapporto tra Amore e Psiche nasce Piacere, dunque la via erotica all’appagamento sensuale è lo stesso della passione spirituale: si deve uscire da se stessi, finchè il bene sia di entrambi.
Per finire mi collego alla fiaba di Amore e Psiche di Apuleio, ma anche “La bella e la bestia”; Psiche, l’anima, temendo di coricarsi ogni notte con una creatura mostruosa, accende una lampada, vuole uscire da un inconsapevole rapporto fusionale che minaccia la propria identità, ma così facendo sveglia il proprio amante che fugge perchè non ha più il dominio della situazione, comincia un rincorrersi che scoprirà il proprio donarsi ,ma anche il riconoscimento della bisognosità di ciascuno, amarci ci espone alla possibilità di un contagio, di un differente sentire che amplia la nostra potenza ma ci rivela dei limiti.

La geometria dei sentimenti

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Nel ‘600 in Francia, accadde che la vita pubblica, soprattutto culturale, entrasse nelle camere da letto delle dame aristocratiche. Famosa fu la camera blu, dove riceveva Madame de Rambouillet, nell’ala del palazzo da lei abitato. Il ricevimento avveniva proprio nella ”piccola strada” (così veniva chiamato il corridoio fra il letto e il muro attiguo) dove si svolgeva la discussione degli invitati attorno a un tema; così lo spazio più intimo diveniva il più pubblico.I salotti divennero una moda, da Parigi si diffusero anche in provincia, nei piccoli centri e anche presso alcune signore della borghesia, fino a che Luigi XIV decise di spostare la corte a Versailles.Più che in altri periodi storici, la cultura femminile non è concentrata in pochi nomi, portatori di un pensiero autonomo e innovativo, ma è al contrario sostenuta da molte donne che guidano i salotti, discutono di cosa sia il modello di vita per una dama e un gentiluomo, e scrivono. Una dama disegnava una trama generale: un canovaccio; questo veniva poi discusso da tutti i partecipanti e per quanto riguarda la stesura, le singole parti venivano affidate spesso alle dame. Chiaro che l’idea di “autore” o”autrice” non faceva parte del loro modo di pensare, loro desideravano che il momento più importante fosse quello dell’arricchire il vivere assieme.

Dice Carla Lonzi, critica d’arte, teorica del femminismo, “inventrice“ dell’autocoscienza e autrice di ricerche sull’argomento: ”La domanda a questo punto è: come poteva esistere un gruppo condotto da donne ma comprendente anche uomini? E che tipo di uomini li frequentavano? Corneille, La Rochefoucault, La Fontaine erano della partita, ma ci sono un sacco di autori sconosciuti con cui sembra le Preziose (così venivano chiamate queste dame) avessero rapporti più stretti. Come questi uomini accettavano un orientamento femminile? E perché? Era bello, divertente, piacevole dipendere dal giudizio di dame attente e piene di risorse? Fino a che punto?” (da Armande sono io, Carla Lonzi,1992).Le Preziose definirono dei canoni d’amore ispirati in parte al modello cortese della cavalleria che richiedeva di prestare attenzione ai sentimenti della donna amata, per cui era richiesta una prova di fedeltà, nel cercare una comunione di sentimenti e di interessi intellettuali: quella che potremmo chiamare intesa dell’anima. Un amore che assomigliasse sempre più ad una amicizia affettuosa, ad una complicità. Era convinzione profonda di queste donne che l’intelligenza di un uomo fosse più ampia e più profonda se almeno una volta nella sua vita egli avesse amato una donna. E che la capacità di comportarsi con gusto e delicatezza era una qualità di cui solo le donne potevano essere insegnanti. Esse elaborarono una vera e propria grammatica dei sentimenti; ogni sfumatura di sentimento veniva distinta da un’altra e descritta con molta precisione. E tuttavia non abbandonarono mai il valore di una misura ragionevole nei sentimenti. Niente a che vedere con l’amore folle, che rende ciechi. L’amore era per loro una intesa di cuore e ragione.

Negli scritti più radicali sostennero-ma non tutte- che questo amore doveva bandire ogni rapporto carnale. Questa loro posizione le portò a rifiutare il matrimonio come una istituzione inutile, lo definivano come shoc, alcune sostennero il divorzio. Discussero molto sul significato per loro di mettere al mondo i figli. Proposero di purificare il linguaggio parlato e quello scritto, volevano renderlo meno volgare. La loro riforma del linguaggio ebbe molta influenza sulla cultura del tempo.

Fu Madelaine de Scudéry ad avviare lo stile di pensiero delle Preziose attorno al 1650.
In seguito Moliere prenderà di mira questo movimento delle Preziose ridicolizzandole nella commedia “Le femmes savantes”, un po’ come è successo qualche secolo dopo al femminismo, ma è chiaro che cambiare suscita sempre una reazione e ci troviamo ancora a ridere davanti a una comica che recita:”Voleva il mio corpo, ma non la mia anima!” Intanto siamo ogni giorno a contare i casi di femminicidio.

La mappa della tenerezza M.LLE DE SCUDERY

Carte-du-tendre-Carte-de-Tendre-—-Wikipédia

La carta del Paese di Tenerezza inventata da Madeleine de Scudéry, e pubblicata nel romanzo Clelia nel 1654, descrive una specie di fotografia della casistica dell’amore in cui si snodano i percorsi degli amori felici e infelici.
Vediamo un estratto dal suo testo:
“… ella (Clelia) ha immaginato che si potesse provare della tenerezza per tre diverse cause: o per una grande stima o per riconoscenza o per inclinazione; ciò l’ha obbligata a porre le tre città di Tenerezza su tre fiumi che portano i nomi e di tracciare tre strade diverse per arrivarvi. Così come si dice Cuma sul mar Ionio e Cuma sul Tirreno, ella le ha chiamate Tenerezza su Inclinazione, Tenerezza su Stima e Tenerezza su Riconoscenza.
Tuttavia, poichè ha presupposto che la Tenerezza che nasce dall’ Inclinazione non ha bisogno di null’altro per esistere che se stessa, Clelia non ha posto alcun villaggio lungo i bordi di questo fiume che corre così rapido che basta dimorare lungo le sue rive per andare da Nuova Amicizia a Tenerezza. Il percorso è diverso per andare a Tenerezza- su- Stima, poichè Clelia ha ingegnosamente posto altrettanti paesi quante piccole e grandi cose possono contribuire a far nascere sulla base della stima quella tenerezza di cui intende parlare. In effetti da Nuova Amicizia si passa a un luogo che si chiama Sommo Ingegno poichè con esso che di solito inizia la Stima; noti poi quei piacevoli paesi di Versi Graziosi, Biglietto Galante e Biglietto Tenero che rappresentano le operazioni più comuni del Sommo Ingegno all’inizio di un amicizia.
In seguito, per progredire ulteriormente su questa strada, troviamo Sincerità, Gran Cuore Probità, Generosità, Rispetto, Puntualità e Bontà, che si trova proprio di fronte a Tenerezza, per far sapere che non ci può essere vera stima senza possedere questa preziosa qualità. Dopo ciò, Signora, bisogna ritornare a Nuova Amicizia per vedere per quale strada si va da quel punto a Tenerezza- su -Riconoscenza. Notare come sia necessario andare prima da Nuova Amicizia a Compiacenza; poi al piccolo paese Sottomissione che ne tocca un altro molto grazioso chiamato Piccole Attenzioni. Da lì si deve passare per Assiduità, per fare intendere che non è sufficiente avere per qualche giorno quelle piccole attenzioni obbliganti che producono tanta riconoscenza, se non le si ha assiduamente. Si passa al Paese di Sollecitudine e non si devono imitare certe persone placide che non si danno mai premura, quali che siano le richieste fatte loro e che sono incapaci di avere quella sollecitudine che talvolta obbliga cosi fortemente. Si passa poi per Grandi Servigi e , per sottolineare che ci sono poche persone che ne rendono di così grandi, questo villaggio è più piccolo degli altri. E’ poi necessario passare per Sensibilità per far sapere che bisogna condividere anche i più piccoli dolori dell’ amato. Per arrivare a Tenerezza, devi esercitare Tenerezza, poichè l’amicizia attira l’amicizia. Quindi si va a Obbedienza non essendoci quasi null’altro che impegni di più il cuore che farlo ciecamente per quelli a cui si obbedisce ; per arrivare infine alla meta, bisogna passare per Amicizia Costante che è senza dubbio il cammino più sicuro per arrivare a Tenerezza- su- Riconoscenza.
Ma, signora, poichè non c’è sentiero in cui non ci si possa sperdere, Clelia ha fatto in modo, che se quelli che sono al paese di Nuova Amicizia prendono un po’ più a destra o a sinistra si sperderranno immediatamente; poichè se ha partire da Grande Spirito si andasse a Negligenza, proprio qui di fronte, e continuando in questa deviazione si va a Diseguaglianza, a Freddezza, Leggerezza, Dimenticanza, invece di andare a Tenerezza su Stima ci si troverebbe al Lago di Indiferrenza… Dall altro lato, se a partire da Nuova Amicizia si prendesse un po’ troppo a destra e si andasse ad Indiscrezione, Perfidia, Orgoglio, Maldicenza o Cattiveria, invece di trovarsi a Tenerezza- su – Riconoscenza, ci si troverebbe al mare di Inimicizia ove tutti i vascelli naufragano e che, per l’agitazione delle sue onde, conviene certo molto bene a questa impetuosa passione che Clelia vuole rappresentare. (…)Questa saggia fanciulla volendo far sapere che non ha mai avuto amori e che non potrà avere altro nel cuore che tenerezza, ha voluto che il fiume di Inclinazione si gettasse in un mare chiamato Mare Pericoloso poichè è davvero pericoloso che una donna vada oltre gli ultimi confini dell’ amicizia; ella fa si che poi aldilà di questo mare ci siano quelle che chiamano Terre Sconosciute… Clelia ha trovato cosi il modo di fare una piacevole morale d’ amicizia mediante un semplice motto di spirito, e di far capire in modo molto particolare che ella non ha avuto amori e non può averne”.

Quando i sogni diventano realtà.

Giovedì 7 Giugno si è tenuta allo Spazio Nuovo la Seconda Assemblea Pubblica per decidere cosa fare allo Spazio Nuovo.

Abbiamo avuto il contributo di Chiara Capretti di Je so pazzo Ex OPG Occupato di Napoli, che ha portato la loro esperienza di creare uno spazio veramente pubblico, che include veramente tutte le realtà della zona, mettendo fianco a fianco realtà diverse come le parrocchie e Potere al Popolo.

Uno dei grandi risultati di questa assemblea è stata la presenza di rappresentanti della parrocchia e di abitanti della zona, che hanno espresso le loro necessità, come ad esempio luoghi di ritrovo per anziani e adolescenti.. La discussione è stata animata e sono venute fuori molte idee.

Notevole poi è stata la presenza di Mercatino Bio Fossalta con i loro prodotti biologici. Io ho preso delle zucchine buonissime per un gran prezzo.

La prossima assemblea avrà luogo il 9 Settembre e speriamo che sia ancora più frequentata, ma soprattutto che le idee diventino realtà. Lo Spazio Nuovo è nato dai sogni di molti che ci hanno lavorato duramente ed è bello vedere quei sogni diventare realtà.

 

 

 

Abbiamo il libro

Dopo sette mesi di lavoro, dall’ideazione alla presentazione del manuscritto alla casa editrice, finalmente abbiamo il libro di Parole Ritrovate quasi finito. Manca ancora il via della Casa Editrice ma speriamo di presentarlo al pubblico il 23 Ottobre per Màt. Vi stiamo preparando un pomeriggio con i controfiocchi.

In un’assemblea meno affollata del solito, ma comunque agguerrita, abbiamo deciso il nostro titolo: E adesso Parliamo Noi. Terapia al bisogno per il pregiudizio.

Un titolo forte per un libro pieno di storie a volte difficili, ma sempre raccontate con speranza nel cuore. L’introduzione è del Dottor Giuseppe Tibaldi, esperto in storie di Recovery ed autobiografia..

Un grande ringraziamento al comitato di redazione: Manuela, Michela, Martina, Alessia e Clelia, che hanno dedicato tempo e devozione a questo progetto.

Che comunque rimane un bellissimo viaggio in comune di tutte le realtò della salute mentale della provincia ed oltre, con un brillante contributo dei nostri amici parmensi.

Adesso il libro va nelle mani dell’Editore. Tenete le dita incrociate per noi.

La mappa della tenerezza

La mappa della tenerezza:

Mappa vivente, solo apparentemente rappresentativa di uno spazio fisico, reale, in parte topografia in parte paesaggio. “La mappa di Madame de Scùdery tracciava un paesaggio di emozioni che andavano sperimentate come una serie di movimenti sensazionali. In questa ‘emozionante’ maniera, dava senso alla posizione degli affetti. Dava inoltre senso allo spaesamento sentimentale” (Atlante delle emozioni. G. Bruno, 2006).

Partendo dalla Mappa della tenerezza ci piacerebbe realizzare una rubrica che segnali dei percorsi di orientamento all’interno della intricata rete delle emozioni umane e dei sentimenti, tracciando anche una differenza tra emozioni passeggere e invece sentimenti duraturi e profondi.

L’intento è quello di creare un linguaggio e un’attenzione verso sentimenti capaci di provocare una visione differente dei rapporti. Quello di generare un riconoscimento e un rispetto per l’altro nella relazione e nella comunicazione, lasciando spazio, come diceva Basaglia, al dialogo tra medico e paziente, tra donna e uomo, genitore e figlio, imparando a vivere la contraddizione, non annullandola. A tal fine vorremmo proporre un percorso che ci aiuti a fare emergere come i fili della violenza fisica e/o psicologica si intreccino con quelli dell’amore, generando a volte sofferenza e disagio. Vorremmo interrogarci sui vari contesti in cui queste dinamiche si sviluppano e si vanno a perpetrare (ad es. ci interroghiamo sulla connessione tra salute mentale e pericolosità, è statisticamente vera?, sulla pericolosità degli ex, che pare stiano reagendo in maniera assolutamente aggressiva e prevaricante nei confronti delle partner che vogliono lasciarli, sulla questione legata alla violenza di genere ma anche a quella legata all’omofobia).

Vorremmo intervistare persone che vivono una dimensione di coppia soddisfacente perchè si ritiene siano un fermento positivo per la società, recensire romanzi di formazione sentimentale (Jane Austen, Sibilla Aleramo ecc.), coinvolgendo anche altre associazioni che vogliano portare il loro contributo su queste tematiche per competenza o per loro stesso interesse sull’argomento.

Vorremmo partire dalla creazione di questa rubrica su questo blog, rispetto ai temi proposti per arrivare a proporre dei momenti di incontro e scambio aperti alla cittadinanza per condividere quanto emerso e aprire un confronto.