Tarantismo: “la storia di un rito che cura”

Venerdi 26 Ottobre durante la settimana di Mat presso lo Spazio Nuovo abbiamo potuto assistere a un incontro sulla storia del tarantismo promosso dall’associazione Idee in Circolo in collaborazione con Associazione Kosmo e circolo culturale Left Vibra. Ne abbiamo discusso con Massimiliano Morabito del canzoniere Grecanico Salentino. In questo incontro e stato analizzato il tarantismo pugliese attraverso filmati e video storici in cui abbiamo potuto assistere che fenomeni come Musicoterapia, danzaterapia considerati oggi moderni rimedi contro i nostri mali abbiano in realtà radici molto antiche, difatti nei filmati proposti  abbiamo potuto assistere come il “tarantato” veniva aiutato a liberarsi dei propri demoni interiori con la musica dentro una comunità accogliente, Morabito ha spiegato che anche nell’attualità la danza ha un valore curativo è di come sia importante il valore dell’accoglienza è dell’inclusione, non e mancato in conclusione anche un dibatitto con i partecipanti su questo argomento. Questo incontro nella cornice dello Spazio Nuovo che durante Mat ha visto numerosi convegni ha visto la presenza di numerosi cittadini interessati all’argomento che hanno anche attivamente partecipato al confronto ponendo domande e confrontadosi con Morabito.

 

Màt! The Musical!!!!

La settimana scorsa, dal 20 al 27 Ottobre è stata La Settimana, quel tempo dell’anno in i “matti” vengono fuori a ballare, cantare, recitare, parlare e possibilmente coinvolgere tutti nel loro mondo fatto di lotta allo stigma, no restraint, lavoro, abitare, ma anche di socialità e narrazione di storie. Questi sono solo alcuni degli argomenti “seri” trattati in convegni, spesso guidati dai prodi vincitori della coppa “Omnipresenza” Categoria Psichiatri : Dott. Fabrizio Starace IL DIRETTORE e Dott. Gian Maria Galeazzi Prof. Ass UNIMORE.

Vincitori assoluti di presenze collezionate sono gli speakers di Radioliberamente, organizzati e spalmati per coprire il maggior numero di eventi possibili, quest’anno dotati anche della loro traduttrice, cioè me.

Questo è stato il mio primo vero Màt. L’anno scorso ho messo il naso fuori e poi sono ritornata alla calma della mia casetta. Quest’anno è stata full immersion. Non mi sono avventurata nelle province, ma ho avuto una serie di belle esperienze a Modena. Del resto c’erano 88 eventi tra cui scegliere. Troppi? Forse? Ci sono stati eventi in cui c’erano 50/100 persone ed eventi in cui c’erano 20 persone. A me hanno interessato tutti.

E’ stato bello vedere tanta gente coinvolta. Il Màt Pride è stato un trionfo di musica e colori con persone che guardavano perplesse l’invasione della loro “vasca” del sabato pomeriggio e poi si univano a noi ai sindaci, ed ai tamburi.

Qusto è stato il primo anno in cui Idee in cirolo ha ospitato eventi in una delle “sue” sedi, Lo Spazio Nuovo, il nostro team si è dimostrato eclettico e polivalente, dal buffet per i 10 anni di Radioliberamente al workshop di autobiografia, al PastaParty coi ragazzi della Torre. Grande aiuto tecnico dei ragazzi di Radioliberamente e grande sostegno dei nostri compagni del Left Vibra, che ci hanno dato, tra l’altro, spazio per ballare e cantare.

L’altro nostro contributo, con il Collettivo Modenese de Le Parole Ritrovate, è stato il libro “E adesso parliamo noi. Terapia al bisogno per i pregiudizi” che abbiamo presentato a L,o Spazio Nuovo ad una devota folla, caricata dallo spettacolo delle Maddalene Matte, con presentazione e letture con chitarra.

Sono un poco imbarazzata di mettere tra i successi di Idee in Circolo la mia presenza in qualità di Vicepresidente al programma di TRC “Detto tra di noi”, ma ci ha dato la possibilità di fare conoscere alla gente ciò che siamo e facciamo e ad invitarli a partecipare alle nostre attività che stanno diventando sempre più inclusive e variate. Quindi vi aspettiamo da noi sempre più numerosi e curiosi per partecipare ad un mondo fantastico e profondo.

“La narrazione come strumento di azione”

 

 

La settimana della Salute Mentale ha accolto tra i suoi eventi, incontri e dibattiti il tema della narrazione che, quest’anno, ha visto diverse realtà coinvolte sul suo valore ed efficacia. L’incontro ha animato e reso vivo Lo Spazio Nuovo grazie alla partecipazione di tutti gli attori coinvolti: il collettivo modenese Le Parole Ritrovate, Aliante Cooperativa sociale, Idee in Circolo, Social Point Modena e lo  Spazio Ripresa. Tra tutte queste realtà però, qualche attore mancava, attori che ci aspettavamo ci fossero: gli operatori dei servizi. Operatori che avrebbero dovuto ascoltare il potere della parola delle persone che attraversano i loro stessi servizi.

L’incontro ha avuto inizio dalla restituzione del cantiere di socio analisi narrativa “il potere della parola” condotto nella primavera 2018, presso Lo Spazio Ripresa, seguito da un dibattito e confronto con l’esperienza del cantiere di socio analisi narrativa presso l’Asl 2 Bari.

Originale e profonda la rappresentazione delle MADdalene, un gruppo di donne che attraverso una vera e propria storia si sono sperimentate in diversi ruoli, invitando il pubblico a prendere parte direttamente alla rappresentazione e cambiare la scena, la storia e le modalità comunicative dei diversi personaggi. La rappresentazione incisiva e sorgente di riflessioni ha offerto al pubblico un qualcosa di innovativo per la maggior parte dei presenti. La ricerca delle alternative, la capacità di comprendere l’origine dei comportamenti dei personaggi ha messo in discussione coloro che hanno raggiunto la scena.

Lo Spazio Nuovo, nella stessa giornata, ha accolto gli autori del libro “E adesso parliamo noi – terapia al bisogno per il pregiudizio”. Per tutto l’anno il collettivo modenese di Parole Ritrovate si è incontrato e ha maturato assieme il bisogno di scrivere la propria storia e trasmettere quella autenticità attraverso il potere della parola di chi ha attraversato direttamente o indirettamente il mondo della salute mentale. Quel potere della parola dovrà crescere sempre di più e sarà l’energia e la passione che accompagnerà il collettivo modenese di Parole Ritrovate in tour per l’Italia.

 

 

Duccio Demetrio docet

 

 

Nella giornata di martedì 23 Ottobre si sono susseguiti un workshop chiuso e una lezione magistrale a cura dell’accademico e saggista Duccio Demetrio. Questi avevano l’obiettivo di far riscoprire l’importanza di ritrovare sé stessi attraverso percorsi collettivi di scrittura autobiografica. Dal momento che nella quotidianità c’è spesso poco tempo per riflettere sulle proprie esperienze, la promozione di questa attività diventa utile per condurre la persona ad una ricostruzione della propria identità e ad un recupero di senso del proprio vissuto.

 

Durante entrambe le attività c’è stata molta partecipazione, in particolare nella lezione magistrale si è visto un grande coinvolgimento da parte dei cittadini accorsi per questo evento e attivi nel porre domande e chiedere chiarimenti.

Duccio Demetrio è stato in grado di creare un clima disteso, mettendo le persone a proprio agio e lasciando loro la libertà di decidere se condividere o meno le proprie esperienze. Questo ha fatto sì che in numerosi decidessero di raccontare i propri momenti di vita con particolare enfasi sui sentimenti. Si è diffusa una grande complicità tra operatori, utenti, cittadini e studenti capace di legare, attraverso la scrittura autobiografica, gente molto diversa con vissuti molto lontani tra loro.

Noi personalmente abbiamo riscoperto il piacere della scrittura come mezzo per fare chiarezza e mettere in ordine dentro noi stesse pensieri, riflessioni e ricordi; molto spesso questi vengono raccontati e tramandati a voce, ma non hanno lo stesso impatto emotivo del produrre un elaborato scritto. Abbiamo trovato come la scrittura autobiografica possa essere utilizzata come intermediaria tra la realtà e la percezione di essa, permettendo di esperire attraverso un diverso punto di vista i propri ricordi.

Consigliamo vivamente, se si dovesse presentare l’occasione, di prendere parte a simili attività per riscoprire sé stessi in un modo diverso dal solito.

Convegno sulla Recovery

 

Convegno sulla Recovery

Nella giornata di mercoledì 10 Ottobre abbiamo partecipato ad un convegno sulla Recovery tenuto da Julie Repper, utente e docente di Mental Health presso l’Università di Nottingham oltre che direttrice e fondatrice dell’associazione ImROC (Implementing Recovery through Organisational Change).

Inizialmente, Julie Repper, è stata brevemente introdotta dal Dott. Fabrizio Starace, Direttore  del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Modena.

Julie ha cominciato sottolineando le differenze del significato di Recovery in Uk e in Italia; in generale si tratta di un termine fortemente personale che contiene un’accezione di “discovery”, ovvero scoperta di cose precedentemente sconosciute di sé stessi e una tipologia di servizio di questo genere pone i bisogni di tutti i coinvolti, specialmente gli utenti al centro. Per Julie tutti noi siamo impegnati in un processo di Recovery Inoltre vi è uno spostamento del focus di attenzione dalla diagnosi, effettuata successivamente, ad un percorso di conoscenza creato insieme alla persona verso l’emancipazione.

Successivamente la prof.ssa Repper ha esposto le dieci sfide necessarie per passare da un servizio tradizionale prettamente clinico ad uno orientato alla Recovery, tra queste ad esempio è indispensabile cambiare la natura delle interazioni quotidiane insieme alle dinamiche di potere. Alle persone vengono dati gli strumenti necessari (come la WRAP, Wellness Recovery Action Plan) per consentire loro di arrivare alle soluzioni con maggiore autonomia, passando da un controllo direttivo ad una condivisione di una risposta comune e offrendo corsi mirati ad insegnare come gestire i vari problemi quotidiani tra cui il controllo e la gestione dei propri sintomi.

Un altro cambiamento necessario dovrebbe essere quello di valorizzare la coproduzione a tutti i livelli dell’organizzazione, affiancando agli operatori del settore gli esperti in supporto tra pari, arricchendo così le competenze del servizio.

Inoltre diviene importante formare lo staff con occasioni di crescita e promuoverne il benessere e la resilienza ed offrire aiuto e supporto a famigliari ed amici.

 

Verso la fine della mattinata si è lavorato separati in cinque gruppi divisi per tematiche (capacità di entrare in connessione, speranza ed ottimismo verso il futuro, identità positiva, significato ed empowerment) per discutere degli obiettivi dei servizi e di come implementarli nell’arco di tempo di dieci anni.

Nel pomeriggio si sono definite le priorità tra le dieci sfide esposte precedemente e, a seguito di due votazioni, è emerso che principalmente è necessario lavorare e produrre cambiamento nella coproduzione, nell’inclusione sociale, nell’impegno organizzativo, nel supporto e nella resilienza dello staff e nella condivisione del rischio.

In conclusione, dopo esserci nuovamente divisi in gruppi, si è cercato di trovare soluzioni per il supporto degli obiettivi da raggiungere in un anno.

Il giorno prima Julie è venuta a visitare Idee in Circolo e RadioLiberamente dove abbiamo avuto l’occasione di un dialogo informale. Julie ci ha spiegato come tutti noi siamo facendo un percorso di Recovery, perchè ogniuno ha vissuto esperienze traumatiche nella sua vita. Ha raccontato l’esperienza dei recovery colleges, che lei ha iniziato in Uk. Questi college sono esperienze di cittadinanza attiva. Per esempio a Notthingam una rete di comunità che produce 120 corsi disponibili a tutti. Questi corsi vanno da Safe Dating a Gestire la tua Ansietà. Corsi nati per gli utenti della salute mentale e diventati popolari tra la cittadinanza aiutando così a ridurre lo stigma. Quando abbiamo chiesto se potevamo visitare il Recovery College Julie ci ha chiesto di portare in cambio l’esperiena di Radioliberamente. E’ stata un’esperienza molto bella incontrarla. E’ una persona molto umana e gentile, disposta a condividere le sue idee e ad ascoltare gli altri.

 

Intervista a Rossella Botti sul corso yoga bimbi

 

1) Come si svolgerà il corso?

Il corso si articolerà in 4 lezioni da 45/60 minuti circa, a partire dal 6 novembre per 4 incontri, il martedì dalle 17 alle 18. È destinato ai bambini delle elementari, fascia 6-10 anni. La lezione tipo è un flusso sinusoidale, che vede l’alternanza di momenti dinamici e momenti più tranquilli per accompagnare naturalmente il bambino attraverso la libera espressione della propria vivacità a un ascolto profondo di sé.

Nello specifico: 

  1. Prima parte ludica e dinamica: giochi di gruppo o a coppie, esercizi di respirazione e riscaldamento con lo scopo di portare al massimo l’energia del bambino.
  2. Respiro
  3. Asana e breve auto massaggio finale per abituare il bambino al contatto con il proprio corpo
  4. Rilassamento con visualizzazioni mentali, ascolto di storie per crescere o meditazione a seconda della fascia d’età. La meditazione è un modo per educare al silenzio e all’ ascolto di Sé.

2) Come ti sei approcciata a questa tecnica?

Pratico yoga da 12 anni. Sto frequentando il terzo anno di un corso triennale per insegnanti di yoga. L’anno scorso ho intrapreso una formazione specifica per lo yoga bimbi, con il metodo Balyayoga, dopodiché ho iniziato a insegnare nelle scuole, all’ interno di un’associazione di volontariato e in un centro privato. Ho due figlie che da mesi fanno da “cavia” alle mie lezioni. Lo yoga si configura come un percorso che aiuta i bambini a sviluppare in modo consapevole il proprio io più autentico e profondo.

3) Quali sono le maggiori aspettative dei bimbi che partecipano al corso? Le tue?

Di solito i bambini non hanno aspettative. Si vogliono divertire e vogliono giocare. Io mi aspetto che si divertano. La lezione è incentrata sul gioco. Il gioco è la via di accesso principale al cuore del bambino. Il gioco occupa l’80% di una lezione di yoga ma non si tratta mai di attività ludiche casuali o fini a se stesse. Attraverso ogni singolo gioco vengono raggiunti fini secondari (psicomotori o relazionali) e soprattutto si porta al massimo l’energia dei bambini per poi canalizzarla verso l’interiorità nei brevi momenti di rilassamento. Ci sono giochi di conoscenza, di contatto, di fiducia, di coppia e sintonia, di animazione. Poi esercizi propedeutici di ritmo e coordinazione, di respirazione. Ogni gioco affronta un tema legato alla fisiologia del corpo o alla pedagogia. I bambini prendono contatto con il loro corpo, imparano a conoscerlo, ad ascoltarlo, a percepirlo, a toccarlo con gentilezza (attraverso massaggio e auto massaggio). I bambini prendono contatto con il loro respiro, ne acquisiscono consapevolezza, lo esplorano. 

4) Cosa ti ha spinto a collaborare con noi?

Sono venuta a contatto con la vostra realtà tramite una carissima amica. Mi è piaciuto moltissimo quello che fate, la vostra storia, le attività, il fatto di essere radicati in un quartiere molto particolare e di lavorare verso l’integrazione e l’accoglienza. Sono rimasta stupita dalle innumerevoli attività che proponete e mi sono lasciata coinvolgere. Sto ancora scoprendo tutte le vostre potenzialità.

Se è autunno deve essere Trento

 

Venerdì 12 Ottobre, come tutti gli anni, Idee in Circolo migra per un giorno a Trento per il convegno di Le parole ritrovate. Venerdì da Modena siamo partiti davvero in tanti, un pulmino e due macchine per un totale di diciassette persone. Siamo stati persino capaci di non perderci fino al ritorno.

Quest’anno avevamo un obiettivo particolare: pubblicizzare il nostro libro: “E adesso parliamo noi. Terapie al bisogno per i pregiudizi.” Questo libro è stato il nostro progetto per la stagione 2017-2018. Nato dal fascicolo “Come sopravvivere al CSM” del gruppo di Castelfranco è diventato un vero e proprio libro pubblicato dalla casa editrice Sensibili alle foglie e disponibile persino nelle librerie. Questo testo comprende interventi, racconti e poesie scritti da utenti e volontari della salute mentale.

Siamo tutti saliti sul palco ed alcuni di noi hanno parlato dello Spazio Nuovo, di Màt e soprattutto del libro che ha riscosso con un buon successo, ne abbiamo venduto 23 copie.

Parole Ritrovate a Trento è un’occasione gioiosa in cui realtà da tutt’Italia si riuniscono per condividere i loro progetti e successi. E’ bello vedere utenti, familiari e operatori insieme sul palco che parlano con entusiasmo dei loro che  vanno dal coro, alla pittura, al teatro, portando avanti il concetto fondamentale di Parole Ritrovate: il fareassieme.

Fareassieme vuol dire collaborare alla pari tutti utenti, familiari, operatori, volontari, e cittadini attivi su progetti e idee collaborative. Da sempre è uno dei principi su cui si basa Idee in Circolo.

E’ stata una bellissima giornata e siamo ritornati a casa stanchi, ma pieni di energie per il nuovo anno. Che cosa ci inventeremo?

Maddalene Matte Prova generale

 

 

Ieri,07 Ottobre, a Lo Spazio Nuovo, il Gruppo Teatrale delle Maddalene Matte si è trovato per un workshop durato tutto il giorno. Si è lavorato per mettere a punto il Forum Teatrale che verrà proposto durante Màt il 22 ottobre alle 17:30 pressoLo Spazio Nuovo, nel corso dell’evento “La narrazione come strumento di azione”.

La giornata è stata molto stancante, ma vivace con un continuo scambio di idee tra le teatranti ed un pranzo condiviso con amore.

Utile e divertente è stata anche la prova aperta al pubblico  con una partecipazione ispirata degli astanti, che speriamo si ripeta il 22.

 

 

Le Parole Ritrovate

 

 

Sabato 6 Ottobre il collettivo modenese Le Parole Ritrovate si è riunito presso lo Spazio Nuovo per ideare la presentazione del libro “E adesso parliamo noi”, frutto del lavoro di un gran numero di voci che con entusiasmo hanno partecipato alla sua stesura.

La prima presentazione ufficiale si terrà durante la settimana della salute mentale, all’interno dell’evento: “La narrazione come strumento di azione”, il 22 Ottobre alle ore 18:30 presso lo Spazio Nuovo.

Durante la mattinata di sabato alcuni degli autori del libro si sono cimentati nella performance da mettere in campo il giorno della presentazione ufficiale. Alcuni degli autori si impegneranno nell’introdurre la genesi del movimento, altri nel restituire al pubblico l’idea da cui è nato il desiderio di dare voce alle proprie storie ed esperienze personali e, ancora, si cercherà di trasmettere le sensazioni che si sono provate nel liberare un pensiero, un racconto e un’emozione. Il nostro intento, infatti, è quello di far conoscere al cittadino il mondo di chi vive in prima persona la salute mentale.

Il focus della presentazione verterà sulla lettura di alcuni dei testi contenuti nel libro e le voci saranno accompagnate dalle note di uno strumento musicale. Non possiamo svelarvi di più ma quello che potete fare è venire a trovarci ed ascoltarci.

Inoltre l’intero collettivo si è dato tra gli obiettivi quello di far conoscere la propria voce a diverse realtà italiane.