Convegno sulla Recovery

 

Convegno sulla Recovery

Nella giornata di mercoledì 10 Ottobre abbiamo partecipato ad un convegno sulla Recovery tenuto da Julie Repper, utente e docente di Mental Health presso l’Università di Nottingham oltre che direttrice e fondatrice dell’associazione ImROC (Implementing Recovery through Organisational Change).

Inizialmente, Julie Repper, è stata brevemente introdotta dal Dott. Fabrizio Starace, Direttore  del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Modena.

Julie ha cominciato sottolineando le differenze del significato di Recovery in Uk e in Italia; in generale si tratta di un termine fortemente personale che contiene un’accezione di “discovery”, ovvero scoperta di cose precedentemente sconosciute di sé stessi e una tipologia di servizio di questo genere pone i bisogni di tutti i coinvolti, specialmente gli utenti al centro. Per Julie tutti noi siamo impegnati in un processo di Recovery Inoltre vi è uno spostamento del focus di attenzione dalla diagnosi, effettuata successivamente, ad un percorso di conoscenza creato insieme alla persona verso l’emancipazione.

Successivamente la prof.ssa Repper ha esposto le dieci sfide necessarie per passare da un servizio tradizionale prettamente clinico ad uno orientato alla Recovery, tra queste ad esempio è indispensabile cambiare la natura delle interazioni quotidiane insieme alle dinamiche di potere. Alle persone vengono dati gli strumenti necessari (come la WRAP, Wellness Recovery Action Plan) per consentire loro di arrivare alle soluzioni con maggiore autonomia, passando da un controllo direttivo ad una condivisione di una risposta comune e offrendo corsi mirati ad insegnare come gestire i vari problemi quotidiani tra cui il controllo e la gestione dei propri sintomi.

Un altro cambiamento necessario dovrebbe essere quello di valorizzare la coproduzione a tutti i livelli dell’organizzazione, affiancando agli operatori del settore gli esperti in supporto tra pari, arricchendo così le competenze del servizio.

Inoltre diviene importante formare lo staff con occasioni di crescita e promuoverne il benessere e la resilienza ed offrire aiuto e supporto a famigliari ed amici.

 

Verso la fine della mattinata si è lavorato separati in cinque gruppi divisi per tematiche (capacità di entrare in connessione, speranza ed ottimismo verso il futuro, identità positiva, significato ed empowerment) per discutere degli obiettivi dei servizi e di come implementarli nell’arco di tempo di dieci anni.

Nel pomeriggio si sono definite le priorità tra le dieci sfide esposte precedemente e, a seguito di due votazioni, è emerso che principalmente è necessario lavorare e produrre cambiamento nella coproduzione, nell’inclusione sociale, nell’impegno organizzativo, nel supporto e nella resilienza dello staff e nella condivisione del rischio.

In conclusione, dopo esserci nuovamente divisi in gruppi, si è cercato di trovare soluzioni per il supporto degli obiettivi da raggiungere in un anno.

Il giorno prima Julie è venuta a visitare Idee in Circolo e RadioLiberamente dove abbiamo avuto l’occasione di un dialogo informale. Julie ci ha spiegato come tutti noi siamo facendo un percorso di Recovery, perchè ogniuno ha vissuto esperienze traumatiche nella sua vita. Ha raccontato l’esperienza dei recovery colleges, che lei ha iniziato in Uk. Questi college sono esperienze di cittadinanza attiva. Per esempio a Notthingam una rete di comunità che produce 120 corsi disponibili a tutti. Questi corsi vanno da Safe Dating a Gestire la tua Ansietà. Corsi nati per gli utenti della salute mentale e diventati popolari tra la cittadinanza aiutando così a ridurre lo stigma. Quando abbiamo chiesto se potevamo visitare il Recovery College Julie ci ha chiesto di portare in cambio l’esperiena di Radioliberamente. E’ stata un’esperienza molto bella incontrarla. E’ una persona molto umana e gentile, disposta a condividere le sue idee e ad ascoltare gli altri.

 

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