Skate e studio: vivi la domenica a “Lo Spazio Nuovo”

Domenica mattina, il 24 Novembre dalle 11 alle 12 è cominciato il Corso di Skateboard per Bambini organizzato da Lo Spazio Nuovo e l’associazione Palazzetto skateboard ASD. Il corso proseguirà per le prossime due settimane e riprenderà poi dopo Natale.

E’ stata una bella esperienza, i bambini si sono divertiti molto compiendo acrobazie che le nostre più adulte giunture non potrebbero neanche provare.

Al pomeriggio dalle 14 alle 22 lo Spazio diventa “Y-Rum Lo Spazio Nuovo” per studiare. Studenti venite a studiare con noi.  Bar e free Wi-Fi con tessera Arci.

Il bar è aperto tutte le domeniche mattine per colazioni.

Insomma la nostra domenica è dedicata ai giovani.

Lo sportello del Venerdì

A volte hai bisogno di parlare ad uno sconosciuto.

Sei solo, la tua famiglia stressa, il lavoro non c’è o se c’è è una fatica e non un piacere, la sera ti abbandoni davanti al computer o alla televisione. Il telefono domina il tuo mondo, ma non ti fa sentire più vicino a nessuno.

E così hai bisogno di parlare, parlare, parlare, senza giudizio o pregiudizio. Magari hai solo bisogno di un abbraccio.

Nato per aiutare gli utenti della salute mentale, gestito da esperti per esperienza, persone che hanno vissuto e vivono il disagio e si mettono a disposizione degli altri, Lo sportello di Idee in Circolo fornisce informazioni su occasioni di aggregazione, su come cercare e trovare aiuto

Siamo qui tutti i Venerdì dalle 10 alle 12, ma siamo sempre disponibili per appuntamento al 3452833360 o a associazioneideeincircolo@gmail.com

I miei abbracci sono epici.

 

Un pomeriggio a “ Ufficio Mani Sporche”

 

E’ una giornata d’autunno già iniziata, da oltre quaranta giorni, però non fredda e neppure grigia. Un venerdì pomeriggio come gli altri, dalle 15:00 alle 17:30 a Idee in Circolo in via IV Novembre a Modena, edificio con vari locali, ingressi e attività ospitanti, all’interno del comparto ex Macello. Predominano colori chiari, specie il bianco, che permette di lavorare in ambienti più luminosi: a mio parere l’attività e l’umore sono influenzati dalla maggiore o minore quantità di luce disponibile.

Mi guardo attorno in una stanza tranquilla, che dispone di tavolo adatto e varie sedie attorno e lungo le pareti dove si nota pure un secondo tavolo, di colore più chiaro del primo al centro, di colore grigio.

Ogni venerdì pomeriggio nei locali lavorano varie persone d’età e provenienza differenti (anche stranieri). Qui cuciono indumenti e borse utilizzando macchine da cucire. Il clima è dato dai colori, dal movimento e dalla collaborazione, più o meno accentuata. Più che parlare mi sembra si cerchi di fare una buona cosa!

Il laboratorio “Ufficio Mani Sporche” si ritrova il Martedì dalle 17.00 alle 19.00 per costruire giocattoli rivolti ai bambini per “Lo Spazio Nuovo” e il Venerdì dalle 15.00 alle 17.30 con la sartoria. Tra i gadget che stiamo promuovendo quest’anno ci sono anche le nostre agende che racchiudono il tema della narrazione che ci ha accompagnato tutto l’anno grazie a vari progetti che si sono incrociati tra di loro. Se desiderate fare un regalo a qualcuno chiamate il numero: 3452833360.

Maddalene: Non più oppresse!!!!!!!!!

Da alcuni mesi tutti i giovedì dalle 18 alle 20 presso Idee in Circolo si tiene un corso di teatro che è più che un corso, è un’esplorazione del nostro io di donne, oppresse da una società patriarcale. E’ il Corso delle Maddalene Matte.

Il per-corso ha prodotto uno spettacolo intitolato “Fantasicidio” presentato con successo a Màt.

Adesso iniziamo un nuovo ciclo, quindi è il momento perfetto per saltare sul carro delle vincitrici.

Per darvi un esempio di quello che facciamo, Liliana racconta l’ultimo incontro:

Luciana, il nostro Giolli, ci ha fatto ritornare alla nostra infanzia, abbiamo ricordato momenti in cui dovevamo fare le brave bambine. Per esempio io ho messo in scena i movimenti di quando mi facevano dire le preghiere,della pressione di essere sempre brava a scuola e di stare in silenzio in casa. Ognuno ha inglobato questi movimenti in una danza che si è poi mescolata ed unita con quella della compagna.

In un altro momento Luciana e Lucia hanno scritto una canzone ispirata dai nostri movimenti e alla fine abbiamo prodotto uno spettacolino.

Questo è solo un esempio di quello che facciamo.. E’ profondo, arricchente e pure divertente. Venite a trovarci!!!!!

“Lavorare creativamente con le voci”

Vorrei fare un piccolo reportage su una incursione al convegno nazionale degli  Uditori di Voci svoltosi a Corropoli il 18 e 19 ottobre, ospitato dall’ASL di Teramo.

Lavorare creativamente con le voci”, questo il titolo del corso formativo riservato al personale medico sanitario e alla Rete italiana Noi e le voci. Mi era stato raccomandato dal Dr. Marcello Macario, quando l’incontrai a Trieste al convegno sulla 180.

Ero curiosa di conoscere questo mondo della psichiatria che rimane un po’ a parte a mio parere.

Nonostante l’incombere del Màt, sentivo una voce che mi spingeva ad andare e conoscere certi esponenti del movimento degli uditori molto noti che  non avevo avuto l’opportunità di ascoltare come Ron Coleman e Cristina Contini , che però non ha potuto essere presente.

Robert Whitaker, famoso giornalista statunitense che ha osato mettere in discussione l’uso dissennato degli psicofarmaci avvalendosi di studi scientifici, ha dialogato con Giuseppe Tibaldi, primario CSM di Carpi, sulle prospettive alternative alla psicofarmacologia forzata.

Probabilmente ero condotta dal desiderio di trovare un nucleo solido di persone che non si fan vincere dal sistema di rapporti di potere e di estrema razionalizzazione degli interventi nel campo salute mentale secondo modelli di tipo aziendale e oggettivizzazione dei soggetti sofferenti, provare a guardare davvero la sofferenza mentale come una condizione umana e non patologia come tutte le altre che sembra il massimo che si possa chiedere dalla chiusura dei manicomi.

Infatti Macario ha sottolineato che il Movimento degli Uditori di voci sia nato non per cambiare la psichiatria, ma per trasformare se stessi stando in relazione di mutuo aiuto con gli altri; ha ricordato  il primo incontro con Coleman a Trento a Parole Ritrovate, di come il gruppo italiano di uditori abbia pian piano cominciato a fidarsi di sé e sia arrivato a comporre una rete. Per esemplificare il tipo di lavoro che li aspetta ha letto una fiaba, niente presentazione Power Point , bensì La zuppa di sasso. Una “stupida” gallina una notte apre la porta a un vecchio lupo, che dice di non volerla mangiare, ormai senza denti, ma chiedendo solo di poter cucinare una zuppa con un ingrediente speciale (il sasso appunto). Il pennuto compie il folle atto di fidarsi andando contro il principio di precauzione : apre la porta e accende il fuoco sotto la pentola, e aggiungerà un ingrediente da lei gradito; poco alla volta arriveranno altri  animali della fattoria che pensano la gallina in pericolo invece diverranno commensali portando ognuno la verdura preferita, passati dalla paura alla condivisione e scoperta, il  lupo lascerà la casa per un altro convito. Storia un po’ alchemica (la pietra filosofale), per cambiare le nostre oscure fobie in strumenti di conoscenza e godimento del reale. Così il convegno proponeva di lavorare creativamente con le voci e questa parte è stata approfondita da Ron Coleman e Karen Taylor in un workshop di cui è stata fatta una presentazione in mattinata. Karen , infermiera, ci ha fatto ridere quando ha raccontato che 19 anni fa ,  quando era ancora in servizio, le avevano detto che le sarebbero capitate cose terribili se avesse parlato a qualcuno con esperienze di voci, infatti ha sposato Ron. “Bisogna essere professionali, c’è un muro che non va oltrepassato”le dicevano, ma lei , come la gallina che ha aperto la porta al lupo, asserisce che se mostriamo i nostri sentimenti in un percorso di guarigione assieme, accadono cose magiche.

Ron diagnosticato schizofrenico quaranta’anni fa, dopo dieci anni ha abbandonato l’idea che sarebbe stato malato per sempre ed è stato meglio. Recovery non è guarigione, ma riuscire a vivere bene anche con qualcosa che non va. In seguito i dottori han cominciato a dire che non era veramente schizofrenico, che era border-line, ma lui non si preoccupa più, anche ora che gli han diagnosticato una demenza minore, si comporta allo stesso modo, si gode la sua famiglia e spera di portare la figlia all’altare. Son passati quindi a illustrare il metodo autoprodotto da Coleman e Taylor per lavorare con le voci avvalendosi delle visioni di Michael White sulla terapia narrativa e di Sandra Esher sul significato delle voci.

E’ stata inscenata una conversazione con le voci ,con la partecipazione dei presenti, che ha portato i conduttori a formare delle sculture di voci per meglio rappresentare la mappa di ogni singolo caso.

I misunderstanding che si creavano con la traduzione mi han riportato alla mente la mia esperienza unitaria di voci tanto tempo fa, quando sentivo l’esigenza di un traduttore che spiegasse agli altri i messaggi che percepivo molto velocemente in forma visionaria ed enigmatica ,a mo’ di Pizia per intenderci, dimenandomi e parlando anche inglese. Come dice Sandra Esher, la differenza più significativa fra le diverse spiegazioni che sono state date al fenomeno delle voci è tra le prospettive che vedono le voci come maestre di un percorso interiore e quelle che le interpretano come sintomo di malattia.  Ron cita Einstein:”La follia è aspettarsi risultati diversi facendo sempre le stesse cose”, ripetiamo sempre la stessa sequenza: ricovero, farmaci, si sta un po’ meglio poi si ricomincia, ricovero , farmaci, di nuovo e di nuovo. Perchè non diciamo che per questo caso non funziona, facciamo qualcosa di diverso. Guardiamo la psicosi in modo diverso; abbiamo passato tanti anni ad allontanare le voci, ma è troppo difficile; le voci si arrabbiano ancor di più portando a una dissociazione.Quello che si può imparare è di aggirarle, di andare verso un luogo più sicuro, di uscire dalla trappola creata dal senso di colpa indotto e auto indotto , confermato dalla diagnosi e dalle interazioni familiari,spostando l’attenzione verso una voce positiva che in genere è soverchiata da quelle giudicanti e comandanti. Lasciando parlare queste ultime e ispirandosi alla voce positiva per allontanarci, possiamo uscire dalla trappola e può darsi che le voci abusanti si spengano.

Sentire come Coleman ha lavorato e lavora coi suoi traumi mi ha molto sollecitato a riguardare i miei e l’ho molto ringraziato.

 

E’ seguito un dialogo a tre fra Raffaella Pocobello, ricercatrice , Robert Whitaaker, giornalista, e Giuseppe Tibaldi , psichiatra. Tilolo: Niente è per sempre, neanche i farmaci; le disposizioni anticipate di trattamento.Raffaella ha detto una cosa interessante: la rete uditori si è sviluppata anche attorno a diversi fallimenti. “Con Marcello avevamo cercato di fare il progetto a livello europeo, ma è fallito. Ora però il movimento esiste, del Dialogo Aperto me ne aveva parlato per primo Whitaker, dopo l’unione a livello europeo, oggi qui c’è Tibaldi a parlare di diminuzione di farmaci, lo scambio c’è.”   In effetti  Tibaldi alla fine del suo intervento ha spontaneamente ammesso di aver imparato a diminuire l’uso dei farmaci grazie al libretto pubblicato negli Stati uniti dalle associazioni di utenti grazie le inchieste di Whitaker , perchè all’università agli psichiatri non viene insegnato il metodo per scalare e durante la professione gli esperti di farmacologia con cui hanno a che fare sono gli informatori medici (rappresentanti case farmaceutiche).

Oggi finalmente si parla di Nuovi Diritti:

-Il diritto di non essere escluso dalle decisioni che ti riguardano

-Il diritto a vederti garantite aspettative favorevoli

-Il diritto a vedere rispettate le proprie preferenze rispetto alle opzioni di trattamento

-Il diritto a non essere frammentato(tra più operatori dello stesso Servizio, oppure tra diversi servizi).

Tibaldi ha esordito citando una frase che detesta ed è quella che è stata detta anche a Ron:”La schizofrenia è come il diabete, dovrai prendere i farmaci per tutta la vita”.

Ha contestato anche quella sorta di Paternalismo democratico dei servizi ,esito del processo di chiusura dei manicomi;”Stai tranquillo, ti garantiamo noi i tuoi diritti, ti chiedo di fidarti,che prenderò per te la decisione giusta.” Ed è facile adagiarvisi specie se c’è in ballo la pensione d’invalidità rilasciata al primo anno di malattia senza pensare alle possibilità di recovery. Su questo punto ci sono stati dissensi nel pubblico.

Il primario ha illustrato quali siano i vantaggi derivanti dall’applicazione della legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento che in Emilia Romagna è stata approvata e i Comuni son tenuti già a riceverle e trasmetterle ai servizi sanitari. Occorre individuare un fiduciario che negozierà le varie disposizioni col medico nel caso non si sia in grado d’intendere e volere come durante l’applicazione del TSO. La disposizione anticipata di trattamento può servire per gestire la eventuale crisi che temono i professionisti qualora l’utente richieda la riduzione degli antipsicotici, serve a condividere la responsabilità del rischio. Ridurre la percentuale di farmaci serve ad aumentare la possibilità di guarigione, son stati fatti studi i cui dati attestano che le guarigioni aumentano del doppio su una scala di sette anni, anche se dopo due anni può esserci un’incidenza doppia di ricaduta. Qui s’inserisce il discorso di Whitaker, che pur elogiando l’Italia per la riforma basagliana che continua a ispirare a livello internazionale, ha registrato uno stallo nel processo di democratizzazione delle cure, infatti visitando nel 2013 il Paese , ha rilevato un incremento del manicomio chimico, cioè le persone che vogliono ridurre o sospendere gli anti psicotici non trovano medici disponibili a supportarli. Il Ministero della Salute si è impegnato a portare il Dialogo Aperto in Italia, ma c’è un problema: se vai in Lapponia(dove è stato creato il metodo), ti diranno che per l’efficacia del Dialogo Aperto è fondamentale l’uso selettivo dei farmaci, infatti a Tornio non danno subito gli anti-psicotici perchè così il paziente risponde meglio a livello emozionale.

Dopo 5 anni il 67% dei pazienti non è stato mai esposto ad anti-psicotici, il 13% li ha presi per breve periodo, solo il 30% li ha continuati nel lungo periodo. L’80% di queste persone son tornate a studiare e lavorare; preso all’esordio , il disturbo psicotico può non ripresentarsi. Questi dati si riferivano a una ricerca del ’92 a Tornio.

Tornando alla nostra Regione invece, Tibaldi ha messo a fuoco  uno studio voluto dall’associazione  di utenti e familiari, che segnala un uso spropositato a lungo termine di anti-psicotici(si possono trovare i dati nell’articolo di G. Tibaldi del 2016 sulla Rivista sperimentale di Freniatria).

Tutto questo solo nella prima mattina di convegno, son seguiti proiezioni , laboratori e dibattiti in plenaria, tutto accompagnato da massima accoglienza e collaborazione. Purtroppo il Dr. Tibaldi è dovuto rientrare e io con lui. E’ stato un viaggio gradevole con una persona che non teme di mettersi in gioco e molto consapevole che applicare il Dialogo Aperto mette lo specialista in una posizione del tutto diversa dal  solito.

Il mondo degli uditori dunque ha da dirci qualcosa, e per chi non sente le voci si può consolare con … Radio Liberamente, Psicoradio (che ha realizzato interviste ai relatori del convegno), e tutte le Radio di Larghe Vedute!

E Adesso Parliamo Noi: Il Tour

 

Sabato 17 si è tenuto il Coordinamento Provinciale di Parole Ritrovate.

All’ordine del giorno il grande Tour di presentazione del “Nostro” libro “E adesso parliamo noi. Terapia al Bisogno contro il pregiudizio”

Prima data in programma il 30 Novembre alle 18 presso l’Associazione Trame 2.0 in Via Borelli 20 a Modena.

Altra data il 24 Febbraio 2019 a Roma.

Altre potenziali date a venire.

Se volete ospitarci nella vostra Associazione, Libreria od altro tipo di spazio contattateci via Facebook o al 3452833360.

Fanny ha fatto un’interessante proposta: dopo che il libro avrà avuto un buon numero di lettori, potremmo chiedere il loro feedback. Presentare il libro dal punto di vista dei lettori.

Infine abbiamo cominciato a discutere il nostro progetto per quest’anno. Idee sono benvenute. La prossima riunione si terrà il 19 Gennaio 2019.

Tutti sono benvenuti.

Alternanza scuola-lavoro: il punto di vista di due studentesse

La testimonianza di Romina

Sono Romina, ho sedici anni e vado in terza superiore. Frequento l’istituto tecnico Enrico Fermi di Modena con indirizzo chimico. Questo è il primo anno che faccio alternanza e subito mi sarei aspettata una cosa diversa, ovvero che dovessi andare a lavorare con le aziende, per il fatto che fosse un progetto collegato al mio indirizzo scolastico, ma in realtà in assemblea scolastica ho scoperto che avrei passato le mie prossime due settimane a fare volontariato. Tra le varie opzioni ho scelto le realtà: Social Point e Idee in circolo, per il fatto che non avevo mai collaborato in un ente riguardante la salute mentale. Il primo giorno è stato abbastanza stressante, per il fatto che era tutto nuovo e non sapevo come funzionassero queste due realtà. Mi hanno spiegato la maggior parte delle cose che si fanno il primo giorno e tornando a casa avevo capito meno del nulla: mi ero un po’ preoccupata perché avevo paura che non avrei fatto nulla per entrambe le settimane, ma, come dice il proverbio, “non si giudica un libro dalla copertina”.

I giorni successivi sono stati molto più interessanti, soprattutto mercoledì e giovedì, giorni in cui ho parlato alla radio. Mi sono divertita ma per lo più è stata un’occasione molto utile per me stessa, essendo una ragazza molto timida sono riuscita ad esprimere le mie opinioni senza essere giudicata dagli altri.

Ho partecipato anche a delle riunioni che mi hanno fatto comprendere di più le due realtà e la cosa che mi è piaciuta di più è che a queste riunioni partecipano anche gli utenti dell’associazione ed è una cosa molto positiva, soprattutto per gli utenti che possono proporre le loro idee. Ci sono anche tanti altri progetti come per esempio sartoria, dove, insieme agli utenti si fanno lavoretti a mano; c’è il progetto Maddalene Matte riguardante il teatro e tanti altri progetti che devo ancora scoprire perché ho fatto per ora solo una settimana. Sono molto contenta di aver scelto queste realtà e lo consiglio ai prossimi ragazzi che verranno a fare l’alternanza. Si tratta di un’associazione che si impegna veramente ad aiutare gli utenti che ne fanno parte ma anche quelli che si trovano al di fuori di questo contesto. Ci sono persone meravigliose che si impegnano a mandare avanti questa associazione e vi sorprenderete di quanto sia bello dare una mano per migliorare il futuro di questi utenti!

La testimonianza di Lisa

Sono Lisa della classe 3°G dell’istituto Enrico Fermi.
Da circa una settimana, ho iniziato il progetto scolastico di “alternanza scuola-lavoro”, presso le realtà: “Idee in circolo” e “Social Point”. L’alternanza scuola-lavoro nel terzo settore serve per imparare a relazionarsi con le persone, a lavorare in gruppo e ad imparare a chiedere spiegazioni. In sostanza, si può dire che questo progetto sia un approccio al mondo del lavoro dal punto di vista sociale.

Le realtà “Idee in circolo” e “Social Point” si trovano a Modena, rispettivamente, in viale IV novembre 40/b e via cittadella 30, ma, operano anche su una gran parte della provincia.
Queste realtà si occupano di salute mentale, organizzano attività di vario genere, guidate da operatori, utenti e volontari che si attivano per coinvolgere una vasta gamma di cittadini. Questo, per rendere il quartiere un luogo più attivo. Inoltre, queste attività hanno lo scopo di favorirne l’integrazione tra di loro.

Dopo questo piccolo preambolo, racconterò l’accoglienza ricevuta il primo giorno che sono arrivata. Lunedì è stata una giornata davvero faticosa. Iniziando subito con sette ore, essendo appena arrivata, non ho potuto fare nient’altro che ascoltare.
Mi sono ritrovata in una situazione di notevole disagio temendo di passare i restanti giorni con le mani in mano. Martedì ho cominciato a capire cosa osservare e come comportarmi.
Mercoledì invece ho incominciato a rivalutare il tutto, grazie al progetto radio che viene svolto al Vibra. Essendo una vera e propria stazione radio, utenti e cittadini possono parlare, raccontare e fantasticare su tutti gli argomenti che vogliono. Devo ammettere che come progetto è stato molto interessante. Tutti i martedì l’argomento principale è il rock, cosa che mi ha incuriosita e interessata maggiormente.

I progetti svolti successivamente sono stati altrettanto appassionanti e coinvolgenti , come ufficio mani sporche e sartoria , il primo è stato veramente emozionante. L’operatore che se ne occupava, trasmetteva un enorme quantità di energia positiva, come del resto la maggior parte degli utenti! Il secondo progetto è stato altrettanto interessante: si creano fiori di stoffa, sciarpe e cappelli e si passa dal cucito al lavorare a maglia. Se invece piace la recitazione, ci sono le Maddalene Matte, un laboratorio teatrale dove ognuno può essere se stesso.

Alla fine di questa settimana, ho appreso che le vite di un operatore e di un utente sono davvero molto movimentate.
I progetti sono numerosi e alquanto interessanti. Gli utenti sono tutte persone davvero particolari, simpatiche ed affettuose.
A parte l’inizio un pò burrascoso, questa settimana si è rivelata davvero interessante.
Spero che la seconda sarà altrettanto notevole come questa, se non di più!



Una stanza piena di sole

Domenica 18 Novembre si è “celebrata” la Giornata dei sopravvissuti alla perdita per suicidio”, tradotto rozzamente dall’Inglese. Praticamente è la giornata di tutti noi, perchè chi di noi nel mondo della salute mentale non ha sentito il peso di lasciarsi dietro qualcuno che non ce l’ha fatta, che si è lasciato cadere lungo la strada su cui camminiamo tutti i giorni, la strada chiamata recovery. Di solito se ne parla con toni delicati un semplice “Se n’è andato” e tu capisci.

E tiri un respiro profondo ed egoista. Perchè tu stai ancora camminando,nei tuoi giorni buoni e nei tuoi giorni cattivi. Perchè ci hai pensato anche tu di lasciarti cadere lungo la strada. Quanti di noi ci sono passati, semplicemente flirtando con una bottiglietta di medicinali (la ricordo ancora davanti a me, morfina quello che restava dopo la morte di mia madre) altri ci hanno provati e sono stati aiutati a tornare a camminare. Ma ci sono quelli che non ce l’hanno fatta.

E ci hanno lasciati. Lasciati soli, ognuno chiuso nel proprio dolore, nei propri perchè:perchè l’ha fatto, perchè non ha chiesto aiuto, ma non lo sapeva che gli volevo bene, come ha osato pensare che io sarei stato meglio senza di lui? Avevamo un patto: camminare assieme,  ed adesso mi ha lasciato solo.

Le famiglie sono spesso lasciate in silenzio, attonite di fronte al suicidio, tormentate dal sollievo che la persona che hanno visto soffrire e di cui hanno condiviso la sofferenza sia, forse, finalmente in pace. Che la famiglia possa andare avanti quietamente, in normalità. E poi ti basta un niente e ti ritrovi a piangere ed urlare come un bambino perchè non c’è una normalità, non potrà mai esserci.

Io avevo 15 anni un giorno quando sono tornata da scuola un’ora prima, assemblea di istituto. Mi ricordo ancora il sole di primavera che inondava la stanza, La stanza in cui non riuscivo a svegliare mia madre. Ricordo la telefonata al 113, non c’era ancora il 118, io che cercavo di svegliarla, la corsa in ambulanza, la lavanda gastrica, i poliziotti che mi interrogavano, un pò blasè, chissa quante ne avevano viste di alcolizzate che avevano preso una pastiglia in più. E’ stata una fortuna,un caso, quell’ora lì. Fossi uscita da scuola alla solita ora mia madre mi avrebbe lasciato. Così.

Ancora adesso chiudo gli occhi e vedo nella stanza piena di sole. Alle volte è stato tutto quello che mi ha fatto continuare a camminare.

A tutti quelli arrivati un’ora tardi, offro le mie lacrime e la promessa di continuare a camminare in nome dei vostri cari. Che i loro nomi non siano dimenticati, perchè sono eroi caduti nella più feroce delle guerre: la vita.

Nuove conoscenze e nuovi ospiti tra di noi

 

Venerdì 9 Novembre alla scuola Muratori di Modena abbiamo partecipato ad un incontro tematico sul tema della Salute Mentale.

L’incontro è stato richiesto direttamente da una classe di quarta superiore che assieme all’insegnante Carlo Stagnoli sta affrontando un approfondimento preciso sul tema attraverso, ad esempio, la trattazione della Legge Basaglia. In particolare, gli studenti hanno richiesto e invitato persone che hanno vissuto in prima persona un disagio e un percorso all’interno dei servizi che si occupano e fanno carico del bisogno. L’incontro è stato partecipato e si è colorato di un clima confidenziale. Ci siamo disposti intorno a un cerchio e subito ci siamo conosciuti attraverso la presentazione del Servizio Social Point di Modena e l’associazione Idee in Circolo, che da anni operano sul territorio modenese.

Gli studenti hanno poi portato subito avanti le domande che avevano riservato per noi…

Il nostro scopo è quello di far conoscere cosa può offrire il contesto attorno al quale ruota il mondo della Salute Mentale, un contesto che spesso i più giovani non si aspettano, un contesto che va oltre i Servizi, quel contesto che viene creato e costruito direttamente da coloro che vivono o hanno vissuto nel corso della loro vita una sofferenza. Una delle attività che ha riscosso maggiore interesse è la Radio, la nostra RadioLiberamente, una radio della Salute Mentale che va al di là del disagio e che si occupa di temi socio-culturali. Coinvolge utenti, cittadini e operatori. E’ in grado di far divertire i più giovani mettendoli cosi in relazione con diverse tematiche attuali. Ecco che il percorso assieme a questa classe continuerà e farà tappa al Vibra, luogo in cui si tengono le trasmissioni della Radio per far conoscere loro e far toccare loro con mano il lavoro che quel contesto di cui parlavamo sopra opera nella quotidianità.