Utenti Esperti: Si parte!!!!

Con il primo di gennaio è partita la Convenzione. Gli Esperti del supporto tra pari a Modena sono una realtà.

E’ stata una battaglia lunga quasi 10 anni,  ma adesso grazie al grande impegno di tutti è diventata una realtà. Personalmente non so se sono più eccitata o terrorizzata, ma sono qui e non mollo. Avevo pensato ad un viaggio tra le mie paranoie, ma ho deciso invece di lasciare la parola a qualcuno la cui eredità di Idee in Circolo porta avanti ogni giorno, la nostra prima presidente, la Paolina che a Màt nel 2014 disse:

La crisi, quella economica, ma anche quella umana, di relazioni e valori è uno dei temi principali di questa edizione di Màt.

Noi, che abbiamo attraversato la malattia mentale, conosciamo bene la crisi. Crisi, nel mondo della salute mentale, può significare non riuscire ad alzarsi la mattina, non vedere un futuro, vedere tutto nero, un baratro; non riuscire a risalire in superficie, non voler abbattere i muri che ti sei costruito.

La crisi economica purtroppo ha reso più collettive queste emozioni, sensazioni, sentimenti.

Noi sappiamo bene quanto sia duro uscirne, soprattutto senza rimanere troppo ancorati ai Servizi di Salute Mentale, che sempre più, secondo noi, dovrebbero essere boe di salvataggio al momento del bisogno, per poi restituire la persona alla sua vita, evitando situazioni di cronicità. Cronicità, lunghi ricoveri, eccessive terapie farmacologiche sono uno dei paradossi della crisi.Così come lo è il ridimensionamento economico dei Servizi socio – sanitari, proprio in tempi in cui il bisogno aumenta.

Questo costringe gli operatori ad effettuare interventi basati più sull’urgenza che non su una condivisione di percorsi di cura, che restituiscano le persone alla vita, alla cittadinanza attiva, al lavoro, alla casa propria.

I lunghi ricoveri, i lunghi periodi in centro diurno, i lunghi periodi sotto terapie farmacologiche costano molto di più che non interventi mirati e costruiti con le persone che soffrono.È possibile perseguire la realizzazione di un Servizio di Salute Mentale meno cronicizzante, orientando meglio le risorse, di questo ne siamo convinti e ce ne faremo portavoce in ogni sede possibile.

Come associazione ci stiamo impegnando molto con l’attivazione di nuovi gruppi di Auto Mutuo Aiuto e varie attività, facendo in modo che le persone non si sentano sole ed abbandonate, trovando spazio di cittadinanza attiva sul territorio.

Gli Utenti Esperti sono una risorsa potentissima nel diffondere la consapevolezza che guarire e stare meglio è possibile!

Ma ne parliamo da anni. Noi siamo pronti a lavorare accanto ai servizi come utenti esperti. È giunta l’ora di costruire un progetto concreto che preveda anche una convenzione tra la nostra associazione ed il dipartimento per avere utenti esperti retribuiti in tutti i rami del servizio: accoglienza nei CSM, diagnosi e cura, equipe……Per fare questo bisogna ascoltare di più le rappresentanze degli utenti e dei famigliari che devono essere nei luoghi in cui si determinano le politiche di salute mentale.

Bè, durante Màt avremo occasione di confrontarci su questi temi, ma i tempi dei confronti sono finiti!! ormai devono lasciare spazio alle scelte giuste, perseguibili solo ascoltando realmente le persone che soffrono e ciò che vogliono realizzare coi Servizi!

Dobbiamo essere in prima fila a determinare le scelte della nostra vita! A volte ci chiediamo:ci vedete??? Forse non vi fidate, forse chiediamo un cambiamento troppo grosso, allora continuiamo a lavorare in un clima che non fa stare bene ne utenti nè familiari né operatori ed al contempo a sprecare risorse.

Cito in conclusioni un autore che mi piace molto (Tiziano Terzani)

Ci vuol coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole fantasia, ma le possibilità ci sono. Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. “Ah ma io non posso perché..” Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile, possibile, possibile.

Grazie Paolina e grazie a tutti quelli che dentro e fuori i servizi hanno lottato e lottano per rendere gli ESP una realtà.

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