Intervista al Dott. Fabrizio Starace

 

La settimana scorsa siamo andati a visitare il Dottor Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, per celebrare la sua nomina a Membro laico per la Salute Mentale alla Consulta Nazionale per la salute.

Il Dottor Starace è stato, come al solito, gentilissimo e generoso con il suo tempo. Il 5 Febbraio al CUFO di Bologna sono stata testimone della sua emozione nel ricevere la notizia, e devo dire che la soddisfazione per questo figlio adottivo di Modena è tanta. Il Servizio di Salute Mentale di Modena è visto come un’eccellenza ed il Dottor Starace è riuscito a far lavorare insieme servizi, associazioni ed altri stakeholders per ottenere risultati come Contenzione Zero e l’introduzione degli Esperti per Esperienza nei servizi.

Abbiamo cominciato parlando di psichiatria, di questa branca della medicina che si basa sul dialogo e la relazione per la sua diagnosi e in cui ci sono quasi tante diagnosi quanti sono i pazienti. Il suo lavoro gli piace molto ed è coerente coi suoi pensieri e si ritiene fortunato ad aver trovato qui un ambiente ricettivo. Venire a Modena è stata una scelta difficile ma gratificante soprattutto nel lavoro.

Ritiene di avere un’etica lavorativa molto anglosassone. Qui devo ammetterlo sono stata un pò il Fantozzi al suo mega direttore generale ringraziandolo per la sua importante parte nel rendere realtà gli Esperti per Esperienza, altra idea nata nel mondo anglosassone.

A Roma vuole mettere in luce il tema della Salute Mentale, trascurato negli ultimi anni. Una delle ragioni per cui è stato scelto per il ruolo è il suo lavoro con la SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) nel portare l’attenzione alla carenza di medici ed in particolare a quella degli psichiatri che sembra destinata a peggiorare nel tempo.

Nei suoi progetti per il futuro c’è un maggiore coinvolgimento degli utenti nel percorso di cura e lo sviluppo di risorse come le disposizioni anticipate di trattamento. Nel futuro sognato c’è il superamento delle differenze tra psichiatria, psichiatria infantile, servizi sociali e dipendenze per creare tante unità di quartiere e dare alla psichiatria un volto umano.

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