Tano D’Amico, parole e immagini

 

Mercoledì 13 Marzo, presso Lo spazio Nuovo, abbiamo avuto il gran piacere di accogliere Tano D’Amico. L’accoglienza è stata introdotta da Anna Ferri dell’ufficio comunicazione di Arci Modena, a seguire c’è stato l’intervento di Giovanni Rossi presidente di ODG Emilia Romagna che ha presentato il workshop di Tano D’Amico.

Tano D’Amico è un giornalista foto-reporter professionista che realizza reportage su carceri, manicomi, rom documentando manifestazioni in piazza; racconta la società attraverso immagini usando la fotografia come strumento unico che permette di suscitare una memoria visiva. Documenta cambiamenti storici e fenomeni sociali della realtà quotidiana; preferisce fotografare in bianco e nero perché il colore ha la necessità di trasformazioni e cambiamenti con l’adeguamento tecnico necessario per supportarlo.

Nel corso del workshop sono state poste alcune domande dai partecipanti dando luce al modo in cui Tano D’Amico, utilizza le fotografie nei suoi reportage. I cambiamenti culturali e sociali, come da lui spiegato, prendono vita attraverso le immagini catturate “mimetizzandosi” nei contesti. Ha poi spiegato come costruire una narrazione per immagini e lasciare una memoria visiva necessaria per raccontare cosa succede quando le parole non sono sufficienti.

Dopo una pausa è stato proiettato il documentario “Il fattore umano”, realizzato da Francesco Rossi e Matteo Alemanno, che ripercorre la storia dei movimenti di lotta nella capitale ma non solo attraverso le immagini scattate da Tano D’Amico e il racconto di una voce narrante che riprende alcuni stralci tratti dal libro del fotografo, “Di cosa sono fatti i ricordi”. Un libro che nel prologo afferma “Non è una fotografia che può fare la verità. La verità non è una pallina di tennis che s’intercetta. Non è un rigore che si para con vigoria e prontezza. Non è una farfalla –anche se bellissima- che si può catturare con una retina… .”

Questo lavoro rappresenta attraverso immagini, filmati originali e numerose interviste un arco di tempo partendo dagli esordi del fotografo, quindi dagli anni ’70 , con l’inizio delle lotte per l’occupazione delle case fino ai movimenti del ’77, arrivando fino ai giorni nostri con il G8 di Genova del 2001, gli scontri del 15 ottobre del 2011 a Roma, le manifestazioni antifasciste, passando per una Palestina martoriata dall’occupazione israeliana.

Di notevole importanza sono le testimonianze di diversi protagonisti diretti di quegli anni o di attivisti, giornalisti e intellettuali che hanno saputo interpretare e raccontare l’essenza del lavoro di Tano d’Amico.

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