Il problema più “bruciante”

 

 

“Perché le tue piume sono di tutti i colori e le mie foglie sono soltanto verdi?” Chiese l’albero.

“Credo che il tuo colore sia un colore che connette tutte le strutture di questo pianeta” rispose il saggio pappagallo e continuò:

“Dai tempi della nostra nonna alga azzurra la Terra ha imparato ad usare il colore verde. Le piante e gli animali per vivere e riprodursi hanno bisogno di un flusso continuo di energia”

L’energia della Biosfera**, che ha origine nell’energia luminosa del Sole, viene catturata dalle piante e passa da una forma alimentare all’altra attraverso le catene alimentari. L’energia luminosa è captata dalla clorofilla, il pigmento verde delle piante, immagazzinata nei carboidrati, molecole ricche di energia, secondo un processo che si chiama Fotosintesi, termine che significa ”fare cose con la luce”. Questa luminosa strada che mette a nostra disposizione grandi quantità di cibo, di fibre di energia- il tutto di origine solare- esiste da circa 4 miliardi di anni, cioè da un’epoca antichissima, se si pensa che gli ominidi sono comparsi sulla terra solo circa tre miliardi di anni fa e che la storia conosciuta copre solo circa dieci mila anni. Gli antenati delle attuali piante furono le alghe azzurre, i  ciano-batteri, che cominciarono a praticare la fotosintesi, assumendo così in ruolo fondamentale nell’evoluzione biologica.

I boschi e le foreste- tutta la vegetazione, naturale o coltivata che sia- continuano a catturare l’energia del sole e a trasformarla in cibo, in fibre, in materiali, in lavoro, dando all’intera biosfera la possibilità di vivere.

“E i tuoi colori?”

  • Nella storia della Terra la creatività e la bellezza sono importanti come il cibo e l’energia.

Tutto è connesso a tutto su questo pianeta, nel tempo e nello spazio.

  • Perchè tutte le nostre forme sono rotonde? -chiese l’albero- E perchè l’uomo parla sempre di linee dritte e dice che quelle curve sono da asini?
  • Perchè l’uomo tecnologico è un asino -rispose il pappagallo- crede che semplificando, riducendo, eliminando le qualità e le grandezze frattali *della natura, si possa vivere meglio e va nella direzione opposta

*Frattali: relativo a oggetti geometrici aventi dimensione non intera e che in ogni loro parte ripetono la forma originale secondo diverse scale di grandezza.

**Biosfera: Involucro esterno alla superficie terrestre  ove sussistono le condizioni di vita per vegetali e animali

Questo dialogo fantasioso, tratto da un articolo di Enzo Tiezzi, chimico fisico dell’università di Siena, parlamentare e membro di Lega Ambiente, uscì sulla rivista: Ecologia della Mente nel 1999. Fa parlare specie non dotate di eloquio e considerate scontate nel migliore dei casi, o invisibili d’abitudine agli occhi della specie dominante su questo pianeta, non per numero, ma per impatto.

Ecco, trovo che le persone che rimangono ai margini del grande sviluppo produttivo umano, divoratore di energie, corpi e tempo, possano, volendo, meglio osservare e dire la loro su quello che sta succedendo a livello globale. Parlo dei diseredati di questa terra, che all’inizio della prima Rivoluzione industriale erano i poveri e i colonizzati solamente. Oggi, oltre i malati, le donne allontanate dal loro potere e i giovani a cui è stato sottratto il diritto a un futuro . Essi devono spingere quel che rimane della Storia, poiché ormai è solo Economia fare i conti con i limiti biofisici del pianeta. Una nota filosofa, Luisa Muraro, diceva: ”Approfittare dell’Assenza” riferendosi alle donne che sono mancate dalle scene del potere, per promuovere buone pratiche e pensieri differenti .

Allora la proposta che è emersa dalla discussione in sede di Parole Ritrovate di Modena, è di riconoscere solidarietà delle persone con disagio psichico alle lotte delle nuove generazioni per una giustizia generazionale e per cambiare un modello di sviluppo che non è più sostenibile a meno di grandi violenze ed estinzioni di massa. Se riuscissimo a imparare a coalizzarci e a sostenere tutte le lotte degli esclusi e a capire come bisogna sviluppare una mente che sappia collegare tutte le discipline umanistiche e tecniche, per soddisfare tutti i piani di relazione che rappresentano la realtà, sarebbe bello, sarebbe Vita. Si tratta di divenire Ecologi della Mente.  Bisogna tornare all’origine, come dice il pappagallo, il movimento deve essere circolare; diceva Eraclito da cui inizia la filosofia: ”Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà poiché chiuso alla ricerca e a esso non porta nessuna strada”

Capito? La strada la dobbiamo tracciare noi con altra mente.

Dobbiamo chiederci seriamente cosa significhi il comandamento”non uccidere”quando un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere”. Se lo sono chiesti i vescovi della Nuova Zelanda citati nell’Enciclica”Laudato sii”e Bergoglio conclude: ”Non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo. Non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia”. E ancora -Il degrado ambientale e il degrado umano ed etico sono intimamente connessi-

DUNQUE CI TROVIAMO MERCOLEDI’ 22 maggio, NELLA SEDE DI IDEE IN CIRCOLO, PER DISEGNARE I NOSTRI CARTELLI CHE PORTEREMO ALLA SFILATA DEL GLOBAL STRIKE FOR FUTURE CHE SI TERRA’ IL 24 MAGGIO ALLE 9 IN PIAZZA S.AGOSTINO.

SE NON POTETE VENIRE ALLA MARCIA, PORTATE LE VOSTRE PAROLE RITROVATE MERCOLEDI’.

Questo divenire in Parole Ritrovate mi fa pensare che forse la mia malattia iniziata da ragazzina ha a che fare con la consapevolezza storica dei miei genitori che uscivano dalla guerra e scarsità con forti ideali di giustizia e di liberazione, che il benessere raggiunto, il boom portato dagli americani, avveniva a discapito della bellezza e purezza del paesaggio agricolo italiano, con la sua povera economia circolare ancora, e con la distruzione di culture autoctone (come gli Indiani d’America), che ci stavamo tutti imborghesendo e pensavamo solo ad avere la pancia piena, dimenticando i principi della rivoluzione che mi avevano tanto infiammato. Mi sentivo sola e impotente contro l’ipocrisia che mi circondava, avete presente la serietà e inflessibilità dei ragazzini come Greta Thunberg? Solo che i miei genitori erano anziani e malati, così anche io ho preso quella strada. Son uscita dal tunnel appoggiandomi alla natura soprattutto, mi sono ribellata, ma il lutto di mia madre che alla fine mi aveva capita, mi ha fatto sentire di nuovo sola, le amicizie sì, ma mi sentivo indebolita, diversa, non ho preso strade di droga grazie al conforto che trovavo nella natura, il primo fidanzato, ma la depressione in agguato, poi di nuovo in montagna facevo la mia famiglia, sempre a contatto con la natura, con tanti errori, ma tanto coraggio, ho rischiato il delirio, la morte, ma ho capito che ci dobbiamo curare l’un l’altro, avere cura del nostro ambiente, non solo della casa, di noi e che la cura di noi umani è la parola, perchè è nella nostra natura, una parola che cura, che crea ponti e sinapsi nel nostro cervello, la parola creatrice, profetica, la buona parola.

Grazie Parole Ritrovate

E se non credete nelle parole, allora venite a comminare col gruppo di Urban Walking di Idee in

Circolo, sarà la bellezza della natura nei parchi stessa a convincervi che il respiro ci connette a tutto.

L.F.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.