“Dobbiamo assediare la realtà con la cultura”

Venerdì 14 Giugno e Sabato 15 Giugno a Roma si è svolta la Conferenza Nazionale per la Salute Mentale presso l’Università della Sapienza. All’inizio dei lavori e stato ricordato che proprio 18 anni fa ci fù il primo incontro nazionale sulla salute mentale ricordando i progressi fatti in questi anni, ma anche le criticità che aumentano di volta in volta.

Dopo l’apertura dei lavori abbiamo avuto una tavola di rotonda condotta da Massimo Cirri giornalista di Radio 2, hanno raccontato la loro esperienza alcune realtà di regioni italiane, fra le quali la cooperativa la Collina di Trieste, Radio Onde Corte di Cagliari, e Movimento Rompiamo il Silenzio Puglia. Le persone che hanno portato le loro testimonianze hanno iniziato con un percorso di cura che poi li ha visti attivi nei vari percorsi che offriva il loro territorio. Dà qui hanno iniziato a stare meglio è ad oggi li vede più autonomi nei percorsi lavorativi e sociali. Non sono mancate critiche nei confronti dei servizi come ad esempio gli incontri molto lunghi, e tempi molto prolungati per le dimissioni dai servizi, e stata fatta richiesta di più posti lavorativi e anche di avere più possibilità di fare attività ricreative per reinserirsi nella società, molta più prevenzione e di essere un punto di riferimento anche nella politica per non essere emarginati.

Successivamente sono intervenuti le autorità politiche e dei sindacati che hanno parlato di incrementi di risorse per i Centri di Salute Mentale di evitare tagli al settore Sanitario e fare in modo che le Residenze siano più accoglienti. E’ stato sottolineato come il clima politico degli ultimi anni rischi di farci arretrare sul tema dei diritti già acquisiti.

I lavori della mattinata si sono conclusi con l’ intervento di Fabrizio Starace Presidente Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica Siep, fra i punti sottolineati ha parlato di come bisogna investire di più sulla Salute Mentale perche in Italia si spende solo lo 0.2% del Pil. Bisogna specializzare di più i professionisti , fare una campagna di sensibilizzazione nella società.

Nel pomeriggio c’e stato il dibattito che si è diviso in sei sessioni tematiche, la prima riguardava le diseguaglianze e le risore dei LEA, la seconda lavoro nel DSM, la terza la residenzialità, la quarta i trattamenti necessari e le cattive e buone pratiche, la quinta il lavoro nel sociale, il sesto sugli OPG.

Sabato mattina all’apertura dei lavori e stato ricordato come la contenzione sia uno strumento non idoneo per le persone con disagi.  Dall’universita della Sapienza partirà un nuovo corso di economia sulla salute per conoscere meglio l’ambiente sanitario e il territorio. A seguire è intervenuto Don Luigi Ciotti  vorremo sottolineare alcune dei passaggi più intensi di un discorso che ha visto le persone partecipi a ciò che diceva. “Mai come in questo momento la speranza per il domani poggia sulla resitenza di oggi, La salute l’istruzione la casa il lavoro la cultura la scuola i servizi sociali sono l’ossatura di una comunità sono fonte di vita e senza questo la comunita non vive , Le leggi devono tutelare i diritti non il potere  e il consenso , è necessaria una sfida culturale, la conoscenza  e la via maestra del cambiamento, La prevenzione e la grande dimenticata a piu di 40 anni della Legge Basaglia e ancora incompiuta, Vogliono far credere che la legge è errata e invece la legge è giusta e deve essere applicata forse anche aggiornata , la qualtà non può essere ridotta a quantità nei servizi sociali, non possiamo continuare a tollerare un sistema dove le cose contano più delle persone , il recupero di un autonomia vuol dire dignità. E’ possibile bisogna evitare il rischio della cronicizzazione,  ci vuole un approccio ecologico che diventa un approccio sociale, accanto alla giustiza per ascoltare il grido della terra e dei poveri.”

Al termine della giornata c’è stata la restituzione in plenaria dei vari argomenti affrontati nella giornata precedente nei sei gruppi portando i punti più salienti,alcune delle quali citate anche nelle 10 proposte per la salute mentale, fra le quali si prevede da parte del governo l’obbligo di presentare una relazione annuale al Parlamento sullo stato dei servizi salute mentale, fare in modo che i cittadini che utilizzino i servizi con i loro familiari nelle forze sociali e sindacali negli organismi decisionali a tutti i livelli.

 

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