Cittadinanza attiva a Modena: testimonianze di Idee In Circolo

Nasce dalla volontà di alcuni utenti della salute mentale che dal 2011 decisero di fondare l’associazione per promuovere una buona salute mentale. Ovvero fare in modo di far conoscere il mondo della salute mentale ai cittadini che non la conoscono, uscendo dai soliti pregiudizi di assistenzialismo, paura, imprevedibilità cercando di fare assieme dei progetti.
Ci è venuto subito spontaneo affiliarci all’arci, realtà che ci ha supportato negli anni di costruzione dell’associazione.
Quindi si è pensato di attivarsi con vari progetti: attività corsistica, eventi di sensibilizzazione tipo concerti in collaborazione al vibra, dibattiti, conferenze, gruppi di auto mutuo aiuto e progetti nelle scuole, con le scuole…
Nello specifico, si sono creati spazi di cittadinanza attiva per gli utenti attivi, che erano anche un po’ spaventati e preoccupati dal mettersi in gioco su cose che nessuno mai aveva pensato che potessero fare, come per esempio:
corso di pizzica, di dj, di home recording, di fotografia, da barman, di joga, di tecnico audio, di tamburello, di sartoria…. Tutti questi corsi sono partecipati sia da utenti che da cittadini, sono tenuti da volontari, che hanno un minimo di rimborso spesa, che sono cresciuti nella nostra associazione o al vibra, e sono organizzati da utenti attivi nell’associazione, che si occupano di aprire e chiudere la sede, fare le iscrizioni, tenere la segreteria delle prenotazioni e tutte le varie necessarie.
Inoltre molti utenti hanno partecipato a questi corsi come formazione interna mettendo poi a disposizione le competenze acquisite all’associazione, per esempio: competenze in ambito fotografico, da barista, da tecnico audio, di sartoria,…….
I corsi sono molto diversi e chiamano in causa una responsabilità individuale e collettiva su diversi aspetti: 1. Gestione delle chiavi, 2. La gestione dei soldi ed il rendiconto delle ricevute, 3. Gestione del gruppo e delle richieste dei partecipanti, 4. Per alcuni corsi, la gestione di ambiti che potrebbero mettere qualcuno un po’ in difficoltà come il corso da barista che ha a che fare con bevande alcoliche.
Un altro aspetto molto importante è la popolarità che hanno i corsi che proponiamo: le tariffe di iscrizione sono piuttosto basse e per chi ha difficoltà si cerca di andare in contro, fino anche a non far pagare il corso, in cambio di un aiuto volontario… questo ovviamente implica un impegno di tutti, sia di chi tiene il corso, sia dei volontari attivi che sanno che possono avere piccoli rimborsi, ma che non sono garantiti.
Eventi di sensibilizzazione:
come associazione proponiamo diversi eventi sul tema della salute mentale, sia nell’ambito di Màt che non, partecipiamo ai vari eventi organizzati a livello locale, regionale e nazionale. Questo preparandoci gli interventi e confrontandoci sulla gestione dei viaggi e delle spese, tra noi e con Social Point.
Sugli eventi musicali, collaboriamo in particoalre col Vibra, ma non solo, sono varie le realtà con cui progettiamo eventi coinvoglendo in particolare Radio Liberamente, di cui poi vi dirà Alberto.
Rispetto a Màt siamo sicuramente stati tra i soggetti promotori e che più fortemente ogni anno sostengono l’organizzazione sia come volontari, sia per gli spazi (il progetto de Lo Spazio Nuovo che dopo vi racconterò), sia per il supporto che offriamo con Radio Liberamente.
Al momento in associazione abbiamo 1 gruppo ama uditori di voci e due gruppi ama generici, li chiamiamo così perché nel tempo abbiamo scelto di non categorizzarli per diagnosi ma lasciarli aperti a chiunque attraversi momenti di difficoltà variopinti… l’accesso al gruppo avviene tramite un colloquio con il facilitatore, che poi confrontandosi col gruppo convdivide il momento migliore in cui la persona possa entrare. Tutti i facilitatori sono utenti, non ci sono operatori nei gruppi e i facilitatori hanno fatto formazioni sull’auto mutuo aiuto con il dipartimento o con il centro servizi volontariato. Partecipiamo ad un coordinamento provicniale di gruppi ama, occasione di confronto sull’andamento complessivo.
Rispetto alle scuola:
ospitiamo studenti in alternanza scuola lavoro e nell’ambito di un progetto con il centro servizi per il volontariato, nonché tirocinanti e ragazzi in tesi di laurea. Inoltre cooprogettiamo interventi nelle classi o in assemblea d’istituto, sia tematici (es sulla Legge Basaglia) sia come volontari attivi dentro a un’associazione di questo tipo. Molti ragazzi che arrivano hanno l’aspettativa di un contesto assistenziale / ospedaliero poi se ne vanno dicendoci che non hanno capito bene chi è utente e chi è cittadino … questa ovviamente per noi è una grande vittoria!
Un altro progetto legato ai giovani è quello del servizio civile, per il 3 anno ospitiamo un giovane, siam partiti da me, poi sono arrivate altre due ragazze. Probabilmente nel prossimo anno faremo un progetto che ne prevede due.
Un altro elemento fondamentale di cittadinanza attiva è la partecipazione al Cufo, alle riunioni di direzione della salute mentale adulti ed alla consulta regionale. Questi ovviamente sono contesti dove abbiamo bisogno di crescere ancora, per acquisire maggior potere e protagonismo.
Nell’ultimo anno abbiamo preso in gestione un nuovo spazio che abbiamo appunto chiamato “Lo Spazio Nuovo”. Si trova in pieno centro cittadino, accanto alla nostra sede e a quella di Arci e del circolo giovanile vibra.
Da prima della fondazione di Idee in Circolo, ai tempi del progetto “Fare Assieme la nostra scuola a Muyeye” gli amici che l’hanno fondata sognavano di gestire uno spazio sociale e creativo, dove si potesse fare assieme.
Lo spazio che avremmo voluto era sempre nell’area Ex Macello di Modena, dove hanno sede la nostra associazione e il Circolo Culturale Left – Vibra, con cui dal 2007 molti di noi collaboravano grazie a vari progetti, come Radio Liberamente e Social Point.
Ci siamo riuniti in assemblea più volte a ragionare di noi, delle nostre forze e di come avremmo potuto sostenere uno spazio nuovo, immenso, sia da un punto di vista umano che economico.
Tanti di noi hanno barcollato fortemente, ma uniti abbiamo pensato di provarci.
Ed è così che è nata, all’inizio del 2018, questa nuova avventura: “Lo Spazio Nuovo”.
Quando ci siamo entrati, sembrava un girone dell’inferno dantesco: mobili, materassi, reti, comodini, tavoli, un delirio di quelli più belli. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo iniziato a svuotarlo, abbiamo recuperato 100 pallet e li abbiamo levigati uno ad uno grazie all’aiuto di tanti cittadini e degli amici dell’ufficio mani sporche.
La sartoria ha fatto i rivestimenti per i materassi che sono diventati divani. Chi ha levigato, chi ha cucito, chi ha impregnato, saldato … insomma un sogno che sempre più assumeva forma, grazie all’aiuto di tutti, grazie ad un impegno collettivo.
Verso la primavera abbiamo fatto un laboratorio intensivo “El arte de la basura” aperto al quartiere per finire di riparare i mobili che ci sono stati donati, sistemare e decorare i tavoli, costruire il bar.
Il 23 marzo, grazie al Vibra, abbiamo animato il comparto con street art e musica rap e un gruppo di writer ci ha donato dei graffiti meravigliosi che arredano i muri dello spazio.
In parallelo la rete di realtà che aderiscono è aumentata ed abbiamo incontrato le reti degli studenti medi e universitari.
Queste azioni collettive ci hanno portato a intraprendere vari percorsi di assemblee pubbliche, ancora in atto, che hanno visto il coinvolgimento di centinaia di persone che hanno portato idee: ass pubbliche “lo spazio che vorrei”, ass giovani “c’è spazio per tutti”, assemblee genitori, educatori, insegnanti “un villaggio in crescita”. Le assemblee ci hanno permesso di ascoltare realtà nazionali e regionali, chi vive il quartiere e la città, di accogliere il comitato dei genitori delle scuole vicine.
Così da inizio giugno2018, abbiamo avviato un centro estivo, grazie alla collaborazione con l’ Arci di Modena. Centro estivo che abbiamo ripetuto anche quest’anno ed è ora in atto.
Chi lo avrebbe mai detto, noi a gestire uno spazio aggregativo in centro a Modena? A gestire un centro estivo?
Abbiamo anche creato, su richiesta dei genitori, un doposcuola di 3 pomeriggi alla settimana, gestito dai volontari e creiamo vari appuntamenti settimanali di dibattiti, presentazioni di libri, conferenze, mercato biologico e laboratori per i bimbi.
Abbiamo dato spazio a temi per noi rilevanti, proiettando “Sulla mia pelle” che racconta la storia di Stefano Cucchi, ospitando Cluadia Lodesani, che ci ha raccontato del lavoro di medici senza frontiere, ospitando Tano D’amico che ha approfondito il tema dell’inchiesta sociale, e tanti tanti altri…

Il fare assieme è sempre stato alla base di tutto, la valorizzazione del sapere di chiunque, delle energia di chi poteva, ci ha permesso di accogliere tanti nuovi utenti interessati a collaborare su lo spazio nuovo e con idee in circolo….
D’altro lato la collaborazione con il Comune, con ARCI, con Legacoop, con il Dipartimento di Salute Mentale ci sta permettendo di costruire nuovi progetti ed eventi .
Lo Spazio Nuovo sta offrendo agli utenti percorsi di recovery fuori dai canonici percorsi dei Servizi di Salute Mentale.. Stiamo vedendo tante persone crescere e assumersi responsabilità.

La presenza di tanti cittadini provano la fame di spazi liberi in cui chiunque può partecipare alla pari: spazio di esercizio di cittadinanza attiva per tanti di noi, per gli studenti che hanno uno spazio autogestito di aula studio, assemblee di giovani e per la costruzione di eventi.

Per noi utenti che abbiamo in mano la gestione, alla pari di tutti, proponiamo progetti, idee, eventi e soprattutto lavoriamo attivamente nel quotidiano implicando molta crescita sulla responsabilità
La fatica della crescita. Ci stiamo provando giorno dopo giorno, cresciamo col rischio di calare su altre progettualità dell’associazione.
Imparare a tollerare la Frustrazione che alle volte ci sono pochi partecipanti, anche se poi riflettendo assieme ci accorgiamo che in un anno abbiamo comunque fatto un grande percorso.
La bellezza della rete è indiscussa, ma anche accettare una cogestione in tante teste ha implicato perdere di noi per accogliere del nuovo e questo non sempre è semplice.

Un ultimo aspetto, fondamentale sulla cittadinanza attiva è Come sta in piedi l’associazione? Come possiamo essere veramente autonomi?
Gli spazi che abbiamo sono in concessione tramite bando d’appalto del comune; paghiamo un affitto calmierato al 70% come prevede la legge per le associazioni, e le utenze.. poi abbiamo il rimborso spese ai volontari che tengono i corsi, ad alcuni volontari attivi a lo spazio nuovo, le spese di promozione, di eventuali attrezzature tecniche, …
Questo implica che dobbiamo prevedere delle forme di entrate che permettano di coprire questi costi, in particolare le utenze sono piuttosto alte, e sono:
le quote di iscrizione ai corsi, il tesseramento, la partecipazione a bandi comunali, regionali e nazionali, la partecipazione a bandi della fondazione cassa di risparmio di modena, la partecipazione alla coprogettazione di Social Point, ….
Ovviamente per fare questo ci vuole:
chi scrive i progetti: alcuni utenti stanno affiancando alcuni cittadini che lo sanno fare, per imparare a scrivere i bandi:
chi tiene i rendiconti: alcuni utenti stanno imparando a tenere i rendiconti; un utente redige il bilancio dell’associazione.
Fondamentale per la gestione di tutto questo attivismo è l’assemblea aperta che si tiene ogni lunedì pomeriggio dove chiunque può partecipare e dove si parla di tutti i vari progetti, i turni da fare, i bandi in scadenza, ecc…..
In tutte queste attività è ovviamente fondamentale la relazione che riusciamo ad instaurare tra noi ed in particolare con le persone più in difficoltà, che magari preferiscono partecipare a laboratori più “chiusi” come per esempio la sartoria o il recupero per poi piano piano affacciarsi anche ad altre realtà ….
Che alle volte capita che presi dalle tante cose qualcuno possa “sfuggire” anche se si cerca poi sempre di recuperarlo …

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