“Mi sono fatta tanta forza e tanto coraggio e, almeno questa battaglia, è stata vinta!”

 

 

“Questo mio testo è un lungo viaggio nel dolore, il dolore di chi ha subito un “abuso” con l’inganno e non ha avuto mai risposte alle proprie domande o alle proprie affermazioni da parte di medici troppo sicuri e fermi nelle loro posizioni.

Il mio racconto trova luogo a Pisa ed ha inizio nel gennaio del 1994, mese e anno in cui cominciai ad essere curata da quei medici famosi in tutta Italia per le ricerche ed i progressi fatti in campo psichiatrico.

All’epoca, lo ricordo molto bene, ero solo una ragazzina quindicenne chiusa nella propria immensa sofferenza che non comunicava e non interagiva con nessuno, nè in famiglia e nè al di fuori. Dopo alcuni tentativi con professionisti privati che non andarono a buon fine, i miei genitori decisero di “tentare la strada” di Pisa.

A Pisa fui assegnata alla bravissima Dottoressa S., che tentò in tutti i modi di “smuovermi” soprattutto attraverso l’uso di pesanti e numerosi psicofarmaci. Ma, prima i mesi, poi gli anni passavano senza ottenere alcun risultato e così, nel maggio del 1996, la Dottoressa S. mi propose di sottopormi ad alcune sedute di elettroshock nel tentativo, secondo lei, di potermi aiutare maggiormente.

Ricordo che ci disse di poter riflettere con calma ed informarci prima di prendere una decisione; Per lei non c’era alcun rischio e al massimo la terapia non avrebbe prodotto risultati positivi. Nell’arco di pochi giorni (ero maggiorenne, avevo 18 anni), decisi di sottopormi all’elettroshock e così cominciò l’iter medico che mi avrebbe portato ad iniziare le sedute previste, che inizialmente dovevano essere 6…

EEG, TAC, analisi del sangue…tutto bene; Tracciati e valori regolari; Si poteva cominciare quella che si sarebbe rivelata una brutta e dannosa avventura… (mese di luglio 1996). Mi fecero firmare il consenso al trattamento (cosa che dovetti fare anche prima di ogni seduta) e lessi i “possibili effetti collaterali”: dimenticare numeri di telefono, non ricordare il periodo durante il quale era avvenuto il trattamento, il 3% di possibilità di perdita di memoria nei pazienti sopra gli 80 anni e basta.

Così nel luglio del 1996 mi sottoposi a 6 sedute di elettroshock bilaterale senza ottenere, secondo i medici, ancora una volta nessun risultato…eppure le persone più vicine a me mi vedevano “cambiata”, “strana” oserei dire.

La Dottoressa S. mi propose di continuare con la terapia ed io accettai, contro il parere di tutti. Feci altre due sedute e poi i medici, finalmente, sospesero il trattamento perchè, a loro dire, era del tutto inutile e inefficace.

Segnalai subito dopo alla Dottoressa S. che qualcosa non funzionava più come prima nella mia testa ma lei non mi diede ascolto sostenendo che la mia era solo suggestione.

Se mi avesse ascoltata forse si sarebbe potuto fare qualcosa per “rimediare” a quello che mi avevano fatto. Invece nulla è stato tentato….

Ho riportato danni alla memoria che, a tutt’oggi, permangono. Sono consapevole che una parte di me è stata “persa” per sempre in quel lontano luglio del 1996…

Ho scritto queste poche righe carica di emotività e sofferenza…non è facile mettere nero su bianco il proprio vissuto ed il proprio dolore…ma mi sono fatta tanta forza e tanto coraggio e, almeno questa battaglia, è stata vinta! Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di raccontare la mia storia. Spero possa essere spunto di riflessione.”

Laura

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