Ciò che non ti aspetti…Grande sorpresa

Domenica 29 marzo ho ricevuto una telefonata da una mia vecchia amica, compagna di classe ai tempi delle superiori che non sentivo da diversi anni.
Grande sorpresa! Di cose da dire ne avevamo tante e ci siamo scambiate tutte le nostre storie, belle e brutte.
Telefonata chilometrica, quindi.
Devo dire che questa inattesa conversazione mi ha dato una grande gioia, ma ciò che mi ha reso ancora più felice è stato sapere che la mia classe aveva creato una chat e mi si chiedeva di partecipare. Ho accettato subito!.
La prima notizia bella è che siamo ancora tutti viventi, e non è poco. La seconda è che lo spirito goliardico di una volta, seppure con qualche acciacco, non è cambiato.
Ho capito subito come funziona, parola d’ordine: ridere.
Tutta la classe del 1977, anno del diploma, ha aderito ed eccoci ancora qua a sfotterci come una volta, grande consolazione che mi solleva in questi difficili momenti.
Non ci mandiamo 2000 ciao al giorno, non spediamo messaggi alle 5 del mattino e neppure raccontiamo dei tempi di ripresa quando ci si svegliava tanto da dover togliere la suoneria per non essere bombardati da cicalini.
Quello che giunge sono sorrisi, voglia di vivere e la consapevolezza che un giorno si rifarà la cena di classe.

Quindi mi permetto un consiglio: rispolverate le vostre vecchie agende telefoniche e cercate perchè la voglia di ridere non è morta.

Liliana

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