Pezzi di LUCE

E adesso parliamo noi dalla reclusione
…..Dio disse “sia luce e la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò luce il giorno…..Tobi gli si buttò al collo e pianse dicendo “ti vedo figlio…luce dei miei occhi…”. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia…Egli non era la luce ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo…
I primi scritti, che io ricordi, in cui scoprii la parola “luce” erano i testi della sacra Bibbia. Fin da piccola andavo al catechismo e spesso nel libretto che mi avevano dato da leggere c’erano disegni di persone divine: angeli, santi, Gesù bambino…avvolti o meglio investiti da luce immensa. Il gioco della luce sulle pagine o nei disegni, mi aveva già sedotta, quando, essendo nata con una malformazione congenita, dal letto di ospedale, mia madre mi leggeva fantastici libri di fiabe. Per me quelle letture in quel luogo pieno di sofferenza e bui di paura, erano veramente sassolini di perle luminose. Poi ci sono sempre stati i Presepi di ogni Natale e anche da mamma ho amato tanto questa rappresentazione: lì era pieno di luci: stelline, cometa e ogni 25 dicembre si cantava: Astro del ciel, Pargol Divin, mite agnello Redentor: Tu che i vati da lungi sognar, tu che angeliche voci annunziar….Luce dona alle genti, pace infondi nei cuori…..Nascere, venire al mondo: è una dimostrazione assoluta di grande magnifica LUCE…ho avuto la fortuna nella mia vita di sciogliermi in questo evento gioioso che spazza via tutto…il dolore e le sofferenze, passati, presenti e ti fa immaginare il futuro pieno di bene di sorrisi e speranze…Ma come dice il proverbio: non è oro tutto quello che luccica… è un attimo, uno scatto imprevisto perdere la mitica luce. Un matrimonio fallito, la perdita di un lavoro che ti piace, una devastante malattia prima del padre poi di una madre favolosa, l’allontanamento di un figlio poi la depressione…sono stati interruttori per un blackout totale…La depressione è seducente: ti spaventa e ti attira, tentandoti con la sua promessa di dolce oblio e poi travolgendoti con un potere, quasi sessuale, strisciando al di là delle tue difese, dissolvendo la tua volontà, invadendo la tua anima stanca in modo così completo che diventa difficile ricordare di aver mai vissuto senza di essa. Con scaltrezza satanica, la depressione ti persuade che la sua invasione non è che una tua idea, che l’hai sempre voluta. Annebbia la parte del cervello preposta al ragionamento, che distingue tra il bene ed il male. Ti cattura con i suoi piaceri avvolgenti, colpevoli, destabilizzanti e la cosa peggiore è che diventa familiare. D’un tratto ti ritrovi schiavo di ciò che ti terrorizza. Chissà quanto tempo ancora separa me dalla luce delle origini…forse nell’eternità ritroverò i suoi sentieri…
PB57

 

 

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