Una quarantena in allenamento sul PC

 

 

Ed eccoci nuovamente a raccontarvi come abbiamo trascorso il periodo di quarantena, tra passioni, hobby, cucina e molte altre scoperte.

Quest’oggi siamo in compagnia di Carlo Alberto che dopo circa due anni è rientrato a far parte del mondo della redazione dell’Associazione Idee in Circolo.

In questi due anni mi sono impegnato in un corso di disegno meccanico all’interno di uno studio di progettazione meccanica. Due anni sicuramente intensi ma che mi hanno insegnato tanto.

Al contrario di molti altri che hanno sofferto nel periodo di lockdown io son stato bene perchè non dovevo uscire di casa. L’idea di prendere un mezzo pubblico mi portava ansia.

Ho trascorso questi mesi studiando un programma denominato “Inventor”, un softwer per la progettazione meccanica 3d. Parallelamente ho dedicato il mio tempo allo studio della teoria nel disegno tecnico e alla grammatica di base dell’inglese.

Di solito studiavo in media tra le due e le cinque ore al giorno.

La mia passione è nata circa vent’anni fa. All’epoca mi resi conto che potevo provare ad inseguire il sogno di diventare un grafico 3d.

Mi avevano particolarmente colpito gli effetti speciali del film “Matrix” che all’epoca fu premio Oscar per gli effetti speciali. In particolare mi avevano colpito le scene d’azione che combinavano l’informatica con le arti marziali.

Quest’ultime tra l’altro costituiscono un’altra mia grande passione. Infatti, mi sono appassionato ad esse perchè mi piacevano molto i film di “Van Damme” e di “Jackie Chan”.

In conclusione l’insieme delle mie passioni mi hanno permesso di vivere al meglio il periodo di quarantena. Passioni che continuerò a sperimentare e ad inseguire!

Attenzione, dimenticavo…tutte le mattine per schiarire le idee ed essere pronto ad affrontare la giornata dedicavo una mezz’oretta alle camminate nell’isolato del quartiere. Queste ultime mi hanno anche permesso di smaltire qualche chilo di troppo!

 

“The story of God”

Per Freeman, che ricordiamo già nei panni dell’Altissimo nel film “Una settimana da Dio” al fianco di Jim Carrey, la serie di National Geographic ha rappresentato una grandissima sfida con una problematizzazione della fede che non ha precedenti nel racconto televisivo. In ogni puntata ci sarà spazio per un grande tema: dal mistero della creazione alla promessa di resurrezione, dai punti interrogativi su cosa c’è dietro la morte al significato di Apocalisse, passando per il potere dei miracoli e l’esistenza del Diavolo.

Mi piace definirmi un eterno studente di religione, ma non sono mai arrivato a una vera conclusione”, ha dichiarato l’attore, qui nelle vesti di presentatore. “Mi sono spesso posto le domande che molti di noi si fanno a un certo punto della loro vita. Durante l’intero viaggio ho visitato i luoghi di culto senza farmi un’idea premeditata perché volevo essere il più imparziale possibile. Non voglio nemmeno imporre il mio punto di vista, voglio solo raccontare la storia nel migliore dei modi. Questo documentario non riguarda me ma la storia di Dio. Non sono qui per dare opinioni sulla religione, cerco invece di interrogarla facendo domande mirate agli esperti”.

Da amante dei gialli, documentari, fantasy mi sento di affermare che questa serie tv mi è piaciuta molto in quanto mi ha entusiasmato. Come ha entusiasmato me, sono molte le persone che ne sono rimaste affascinate. In particolare, interessante è la ricerca di quei quesiti sulla vita dopo la morte. Diverse sono le credenze antiche e nuove!

Una quarantena da Nerd

Durante il lockdown molte persone Nerd come me hanno approfittato per fare maratone di anime e serie tv, e io non sono stata da meno.

Tra questi mi voglio soffermare su un film d’animazione intitolato “I figli del mare”:

La storia si svolge durante le vacanze estive e parla di una ragazza ribelle di nome Ruka che dopo un litigio con il club scolastico facendo del male a un’ altra ragazza rifiutandosi di chiedere scusa e venendo cosi sospesa fino a quando non riconoscerà il suo errore; presa dalla noia si ritrova a curiosare nell’acquario dove lavora il padre; qui incontrerà un ragazzo di nome Umi e suo fratello Sora entrambi cresciuti dai Dugonghi ( animali acquatici simili alle foche a rischio estinzione) con cui scoprirà di condividere un misterioso legame, sopratutto quando assisteranno alla caduta di una meteora.

I due fratelli non possono vivere fuori dall’acqua per molto tempo essendo che la loro pelle è molto fragile e sono destinati a trasformarsi in creature marine, per via di un misterioso rito che avrebbe garantito la salvezza del mondo.

Nella seconda parte del film ho faticato a capire la trama per via di una forte componente psichedelica che mi ha lasciato grosse perplessità sopratutto verso il finale a mio parere insensato. Nel complesso il film gode di un ottimo “character design” e di una buona regia, lasciando a volte lo spettatore con il fiato sospeso. Il mio voto al film è un 8 e lo consiglio a chi vuole un film dalla trama semplice e complessa allo stesso tempo.

Apri il tuo cassetto dei ricordi e tira fuori la tua Damiera!

In questi mesi in cui siamo stati rinchiusi dentro casa per cause maggiori, molti di noi hanno rispolverato vecchi o nuovi giochi che erano rimasti chiusi in una scatola da molto tempo.

Tra le tante riscoperte il gioco tradizionale della Dama che vede due giocatori disposti ai lati opposti del campo che muovono alternativamente le proprie pedine su una Damiera. Come ogni gioco, anche la Dama ha le sue regole e allo stesso tempo nascono e si creano strategie per “imbrogliare l’avversario” e in base poi alle partite il tempo può variare.

Per la dama esistono due varianti quella italiana e quella internazionale; In quella italiana le pedine non possono essere mangiate tornando indietro mentre, nella variante internazionale si possono “mangiare” le pedine anche tornando indietro.

Nei giorni di lockdown chi non ha avuto la possibilità di avere accanto a sè una persona che potesse divertirsi a giocare assieme, si è rifugiato nel computer… Perchè? Perchè esiste anche la versione online della Dama con le stesse regole in cui puoi sfidare un’ altra persona o lo stesso computer.

Questo gioco può divenire un divertimento diverso da come eravamo abituati, con la speranza di non tornare a metterlo di nuovo dentro a un cassetto ma anzi cercando di tenere viva la tradizione del gioco.