La circolarità della natura e della salute

Quando mi dedico al lavoro di casalinga al mattino, mi succede di entrare in uno stato di “illuminazione” per cui mentre do lo straccio in ginocchio per terra o pelo una cipolla dorata e bellissima o metto l’acqua di lavaggio dell’insalata sui fiori del balcone sento connesso il microcosmo della casa col macrocosmo della biosfera.

Mi rendo conto che tutti i gesti di riassetto della casa sono legati ai cicli naturali e al susseguirsi continuo e circadiano di costruzione e distruzione della materia.

Questa miniatura del codice “Liber divinorum operum” del dodicesimo secolo, conservata a Lucca, rappresenta l’influenza esercitata sulla terra dalle sfere del fuoco, dell’aria e dell’acqua.

I venti, rappresentati da testa di animale, hanno un’influenza sul microcosmo e la circolazione degli umori nel corpo umano, ma regolano anche il corso dei pianeti, la lunghezza del giorno durante l’anno.

E’ la traduzione iconografica fatta da un monaco delle visioni di Ildegarda di Bingen, badessa e fondatrice di conventi, mistica, naturalista, medica, politica, filosofa e musicista. Intrattiene relazioni dirette o epistolari con frati e imperatori (es. Federico Barbarossa).

La sua azione tiene sempre presente le indicazioni teologiche, ma fa tesoro delle sue osservazioni e rivelazioni interiori che vedono ciò che succede intimamente connesso con il rispetto dell’etica della creazione, e le malattie degli essere viventi collegate ad azioni non virtuose degli umani che vanno contro le indicazioni divine.

Ildegarda riesce ad avere una visione “enciclopedica” della realtà, coglie tutte le connessioni possibili riuscendo a sintetizzare lo spirito del mondo, a determinare “le cause e le cure”.

L.F