“Dipendenza da cibo o voglia di cibo?”

– Così Alessandra Borelli, nutrizionista, ospite Lunedì 19 Ottobre a Lo Spazio Nuovo alle ore 18.30 per l’evento “Ecologia della mente: una saggezza sistemica” ci introduce il ruolo del cibo sull’umore –

“Dipendenza da cibo o voglia di cibo?”

Alcune persone credono che alimenti ricchi di grassi o zuccheri creino dipendenza, portando i consumatori al sovrappeso e all’obesità. Dovremmo forse considerare il cibo alla stregua dell’alcol o del fumo? O si fa forse confusione tra termini quali “dipendenza”, “voglia” e “disordini alimentari”.

Perchè alcune persone parlano di “dipendenza” riferendosi al consumo di cibo?

La dipendenza è caratterizzata dall’impellenza di utilizzare una sostanza, da un consumo incontrollato e dall’esistenza di sintomi di astinenza (come ansietà e irritabilità) quando viene impedito l’accesso alla sostanza. Le persone che soffrono di disordini alimentari come ‘la sovralimentazione’, la bulimia nervosa e l’anoressia nervosa tendono a mostrare questi sintomi, indicando una similitudine tra come il corpo reagisce all’uso di droghe e all’alimentazione compulsiva.

Si ritiene che vie cerebrali comuni siano responsabili della sensazione di piacere derivata dall’assunzione di cibo e dall’uso di droghe. Per esempio, studi effettuati su ratti di laboratorio hanno mostrato che la ripetuta ed eccessiva assunzione di zuccheri possa sensibilizzare i recettori cerebrali alla dopamina (una sostanza prodotta nel cervello quando si prova piacere) in modo simile all’abuso di droghe illecite. Alcuni studi su persone utilizzando tecniche di neuroimaging cerebrale, che permettono di visualizzare la struttura e la funzione del cervello, mostrano delle somiglianze tra le risposte fisiologiche all’anticipazione di alimenti appetibili e a quella dell’abuso di droghe – ad esempio la dopamina viene rilasciata nelle medesime aree cerebrali.

Contro la “dipendenza da cibo”

Nonostante questi fattori in comune tra l’alimentazione e l’uso di droghe, l’ampia maggioranza dei casi classificati come “dipendenza da cibo” non dovrebbero essere considerati come comportamenti di dipendenza. Mangiare è un comportamento complesso che coinvolge diversi ormoni e sistemi nell’organismo, non solo il sistema piacere/ricompensa. Uno studio recente ha mostrato alcune differenze nei cambiamenti prodotti in diversi neurotrasmettitori da parte delle droghe e da una impellenza compulsiva verso il cibo1. Inoltre, virtualmente ogni piacere che incontriamo – la bellezza, la musica, il sesso, persino l’esercizio – è associato a picchi di dopamina simili a quelli causati da un pasto ricco di grassi. Tuttavia noi consideriamo questi dei piaceri, non delle dipendenze, e gli studiosi hanno proposto spiegazioni alternative.

Il forte desiderio di un alimento appetibile (come il cioccolato) è in conflitto con la necessità, imposta dalla società, di diminuire l’assunzione degli alimenti, rendendo così il desiderio per il cibo più pronunciato e considerato come una dipendenza (ad es. il «cioccolatismo»). Si potrebbe anche ipotizzare che in alcuni individui vi siano differenze su come il cervello processi gli stimoli per l’alimentazione che sono simili agli stimoli della dipendenza, inducendo il consumo di differenti quantità o tipi di alimenti.

Voglie di cibo e disordini alimentari

Il termine “food craving (desiderio insaziabile di cibo)” è spesso più appropriato di “dipendenza da cibo”. Si tratta di «un intenso desiderio di consumare un alimento particolare o un tipo di alimento a cui è difficile resistere.» In effetti, le voglie di cibo sono comuni. Quasi tutte le donne e la maggior parte degli uomini provano una sorta di voglia di cibo ad un certo punto della propria vita. Le voglie più spesso riportate sono per il cioccolato (40% delle donne) o, più in generale, per alimenti ricchi di grassi e/o zuccheri o di carboidrati.

Le voglie di cibo sono significative perchè possono avere un ruolo nella sovralimentazione, nella bulimia e nell’obesità, sebbene la questione rimanga aperta. Esistono varie teorie per spiegare la relazione tra voglie di cibo e disordini alimentari; a seconda degli autori, si enfatizzano l’omeostasi fisiologica, studiando i meccanismi che coinvolgono gli aspetti sensoriali del cibo o altri principi psicologici correlati alle emozioni. Ad esempio, è stato suggerito che le persone ingeriscono carboidrati nel tentativo di migliorare l’umore – il meccanismo sottostante è un aumento nella serotonina cerebrale (una sostanza che ha un ruolo importante nella regolazione dell’umore e dell’appetito). In modo simile, si ipotizza che le sostanze psico-attive nel cioccolato causino la voglia, ma la ricerca mostra che le proprietà sensoriali sembrano essere i determinanti più importanti del desiderio per il cioccolato.

Cosa significa questo per la maggior parte della gente?

Anche se il termine ‘dipendenza’ è inappropriato, porta a riflettere su un aspetto importante di un comportamento alimentare salutare – la capacità di mantenere il controllo sulla propria alimentazione.

Mentre l’esercizio e le abitudini alimentari sane sono vie ben note alla gente per avere una buona salute, la ricerca corrente sulla neuroscienza e nuovi dati secondo cui il più potente circuito cerebrale conosciuto per il controllo dell’assunzione di alimenti regola anche il metabolismo lipidico periferico possono aiutare i professionisti della salute a sostenere meglio le persone che trovano le proprie abitudini alimentari in contrasto con le proprie intenzioni.

Bibliografia

1. Fallon S et al (2007). Food reward-induced neurotransmitter changes in cognitive brain regions. Neurochemical Research 32: 1772-1782.

2. Nogueiras R et al (2007). The central melanocortin system directly controls peripheral lipid metabolism. The Journal of Clinical Investigation doi:10.1172/JCI31743.

3. Rada P, Avena NM and Hoebel BG (2005). Daily bingeing on sugar repeatedly releases dopamine in the accumbens shell. Neuroscience. 134:737-44.

4. Rogers PJ and Smit HJ (2000). Food Craving and Food «Addiction». A Critical Review of the Evidence From a Biopsychosocial Perspective. Pharmacology Biochemistry and Behaviour. 66:3-14.

5. Yanovski S (2003). Symposium: Sugar and Fat-From Genes to Culture. Sugar and Fat: Cravings and Aversions. Journal of Nutrition 133:835S-837S.

 

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