Il mio rapporto col mondo del lavoro

Per quanto riguarda il lavoro ho avuto dei periodi più o meno lunghi di attività, alternati dai miei problemi psicologici che mi hanno impedito di avere una costanza lavorativa. Ne ho fatti vari e li vado a descrivere: ho cominciato come magazziniere alla M.W. dove ho imparato ad usare il muletto e aiutavo i colleghi nelle varie mansioni che c’erano da fare. Il mio contratto era di quindici giorni e nel periodo delle festività natalizie, periodo dove c’era più bisogno di manodopera. Finiti i giorni purtroppo sono stato lasciato a casa con la consolazione, mi dissero, che in un’altra occasione con più tempo a disposizione sarei potuto diventare un bravo magazziniere.

Ho lavorato alla G.G.&F. ditta per lo smistamento di giornali alle varie edicole della città. Ero in catena di montaggio e dovevo caricare sui rulli le scatole vuote per essere riempite dai giornali e riviste e, nello stesso tempo, togliere le scatole rotte e metterle da parte su di un pallet. La catena andava avanti ad un ritmo molto veloce e a sera quando tornavo a casa ero disfatto, a pezzi. Cosicchè a breve ho dovuto rinunciare e mi sono licenziato.

Ho lavorato per due mesi alla T. in catena di montaggio nell’assemblare cucine. Io ero subito dopo il pre-montaggio e montavo le ventole. Era bello andare a fine catena a vedere la cucina finita e pronta per essere imballata. Ho provato a fare tutte le parti della cucina. Però i ritmi stremanti creavano in me disagio tanto che la mattina mi veniva da vomitare al pensiero di tornare a lavorare lì. Poi mi sono anche ammalato e ho lasciato tutto. Dopo due esperienze in catena ho deciso che non mi sarei fatto andar bene tutto ma avrei cercato un impiego meno torturante.

Sono così tornato in magazzino in una ditta di nome D.G. che lavorava dentro e per conto di un’altra ditta chiamata T.E. nella gestione di componenti elettronici, c’erano circa 5000 tipi di componenti con cui avere a che fare. Il lavoro consisteva nel leggere delle distinte con l’elenco dei componenti da preparare e mettere questi nelle commesse che erano scatole con l’etichetta descrittiva della scheda dove andavano i componenti preparati. La preparazione consisteva nel contare i componenti nelle quantità necessarie e chiuderli in appositi sacchetti. Dopo alcuni anni l’azienda è stata spostata a Bazzano, nel bolognese, così ci siamo spostati anche noi operai che ci lavoravamo. Anche qui ho lavorato per alcuni anni poi i miei disturbi psichiatrici si sono fatti sentire, sono stato ricoverato alla Villa Igea e poi siccome non stavo ancora bene sono stato a casa e così ho perso il lavoro. Purtroppo causa i miei problemi psicologici come ho detto all’inizio non ho avuto un lavoro continuativo e il mio rapporto con il lavoro è sempre stato a periodi.

Perché ”Letteriamo”?

Libri di testo per l’a.s. 2020/21

Ciao a tutti, con questo articolo voglio inaugurare la nuova rubrica ”Letteriamo”, rubrica di recensioni letterarie e consigli di lettura.

Il motivo? I libri sono la mia più grande passione. Fin da piccola, in particolare tra i 7 e i 10 anni, ero una gran lettrice. Come dico spesso, in quel periodo di forte sofferenza per me, i libri mi hanno salvato la vita, perché mi davano la possibilità di evadere in una realtà alternativa e ripararmi da quello che succedeva nel mondo esterno.

Tutt’oggi i libri per me sono rimasti dei compagni fidati di avventure, quindi ho deciso di condividere con voi questa mia passione sperando di trasmettervela!

Marta

 

 

 

 

La Ghirlandeina!

Cos’ è il dialetto?

Il dialetto è un sistema linguistico di ambito geografico limitato, la storia di un paese, una città, una provincia o una regione.

In Italia ci sono ben 31 dialetti tra cui il mio, quello modenese, che secondo me marca il proprio territorio coinvolgendo la sua storia!

Sono appassionato del dialetto e dei poemi ed ecco che vi propongo delle poesie dialettali!

 

O Ghirlanèna bèla e case luntàna

mo tante chiara,mo sculpida in Corso,

come la mama,come al primo amor,

come lastràlla in zèl a tramontana,

fa sentirla to vòs,la tò campàna

e sòna allègra un bel salut per lor,

pr’i nostr’amig,parent e genitor

ch’i aspèten indurci sovra l’altlana

I aspèt’n e i Còr i bat6t’n insàmm din dan

insàmm content d’averse’ uni in na zèna

tott i tao fino lunato, o ghirlandèna;

perché,per quanta dègga a sàmm tòtt fradèe,tòtt italian,

as vlàmm piô bin perô s’a sàmm Mudnés

 

 An n’hò piò vos

Ecco la panna,chèrta e calamer:

canta bèn quell’orologio! perché t’en vo can

tar.

finì l’è al temp ed gioventù’,d’amòrs….

csa votch’a canta mai,s’an n’ho pio vos?

t’en sè Cuba canter? mo guard bèn!

Canta i beerai fiorai véed,la primavera,

canta i bas, el caràzz di to put-on,

ch’it stan dintorni,insàmm a to muterà.

mo l’è la vos che ch’emem manca….an son pio bòn

e invece ed fèr n’acuì….a prÉvv scruchhèr

 

Tott a finess

In’etèr temp,che vetta,che alegria,

che carnevel, che fest,che mascared,

quant bèe vigliom,che còrs làng a la via,

che spirit,che mattana, che buièd !

a gh’era dl’èrt ingenua , dla poesia,

dal brio,dl’inzagn, dal cor in chel troved,

e as seinted tott stèl cos là nostalgia,

anch s’el per’nadèss del paiazèd

an t’avlir , Sandron stèn n’è piu gnu’,

dal boschcu la Pulonia e cun to fiòl,

come in di tèmp dla nostra gioventu’

cusa vot mai,tòtt a finèss pian pian

e l’è grassa s’as resta fin ch’as pol,

la tombola in dal gior’n ed San Zeminian

 

 

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Le Avventure di Super Mat

Super-Mat, l’eroe dei giorni nostri che difende i diritti dei pazienti psichiatrici.

Con la sua vista da lince e con l’udito da uditore di tremila voci

ne capta una sola: la voce di chi ha bisogno d aiuto!

Entra nella sua cabina telefonica e chiama il 118 per un ricovero coatto in diagnosi e cura,

però anche Super-Mat ha i suoi limiti, per ricordarci che è un utente qualsiasi che ha bisogno del “Kripto-Valium”.

 

Wonder Woman 1984 Non Solo Lynda Carter…

wonder woman 1984 film

Ambientate negli anni Ottanta, le avventure di Wonder Woman, che si ritrova ad affrontare nuovi pericolosi nemici come Cheetah, formabidabile combattente dall’agilità di un felino.

La regista è Patty Jenkins, che è stata corteggiata per anni e doveva girare una serie di film epici senza fine. Finora ha dato ottima prova di se stessa. Fino al primo Wonder Woman incluso. A me personalmente wonder woman 1984 mi è piaciuto molto anche andando contro le critiche dove si dice che non è proprio uguale alla serie televisiva degli anni 70 è una delle poche supereroine del XXI secolo portate sulle piattaforme streaming perchè in teoria doveva uscire nei cinema ma il covid non l’ha permesso. Il super potere che preferisco di wonder woman è il lazzo che quando viene a contatto con le persone come quando ha fatto con max il cattivo per fare annullare il suo desiderio di possedere sempre di più è quello di dire sempre la verità anche se è legato ha un semplice lazzo. Ci sono anche le ambientazioni suggestive degli anni 80 fatte molto bene e realistiche. La parte che mi è piaciuta di più del film è quando il figlio di max come desiderio imposto dal padre perchè era assetato di possesso è di far ritornare il padre dal figlio dalla parte buona così tutto e bene quel che finisce bene.

Wonder Woman è un’icona della prima ondata del femminismo, il cui vero superpotere era la distanza tra il suo ruolo, la società al femminile dove è cresciuta e la capacità di essere autonoma e fare scelte non dettate da padri, fratelli, amanti o figli maschi. Questo in un’epoca, gli anni Quaranta, in cui gli Usa crearono la donna-oggetto e la commercializzarono su scala industriale (rivedetevi Mad Men per capire quello di cui sto parlando, e siamo già agli anni Sessanta).

Marco

Cos’è il disturbo borderline e come ci si convive

Il disturbo borderline è uno dei disturbi della personalità.

Vivere con il disturbo borderline è come essere perennemente su delle montagne russe emotive; sono infatti molto frequenti all’interno della giornata degli sbalzi umorali, è presente una forte paura dell’abbandono (reale o immaginario che sia) e inoltre c’è una visione delle cose in bianco e nero, senza sfumature.

Io ho 23 anni e convivo con questo disturbo da quando ne avevo 15. Al momento della diagnosi credevo di soffrire di depressione perchè i miei sbalzi emotivi sono più spesso verso il basso, verso una fase down.

Lavorando dapprima con la neuropsichiatra infantile e, una volta maggiorenne, con la mia psichiatra, sono arrivata ad una buona conoscenza dei miei meccanismi di funzionamento e riesco a gestire meglio le miei crisi. Durante le crisi non mi sento me stessa; non sento l’attaccamento alla vita, piango, urlo, ho pensieri svalutativi nei miei confronti e in quelli di chi ho attorno; spesso durante questi momenti sto talmente male che desidero morire affinché il dolore svanisca.

Ci sono però dei lati positivi nell’avere una così forte emotività, se ben gestita: ad esempio, questa emotività, mi rende molto empatica e mi permette di comprendere le persone anche da semplici piccolezze.

Un altro aspetto del disturbo borderline è una marcata impulsività, che ad oggi è il sintomo che riesco a gestire meno bene.

Oltre a fare psicoterapia, prendo anche una terapia farmacologica: un antidepressivo, due stabilizzatori dell’umore e un ansiolitico. Io li considero come una stampella, so che da soli non bastano ma danno una mano a rimanere più stabili.

Il messaggio che vorrei far passare è che questo disturbo non è una condanna, ma un modo di vivere, sentire e pensare alternativo che se ben gestito non è così problematico.

 

 

FAHIM, THE LITTLE CHESS PRINCE

Anche questo lunedì vi propongo il film Fahim in italiano Qualcosa di Meraviglioso.

Qualcosa di meraviglioso

Trama

Costretto a fuggire dal suo nativo Bangladesh, Fahim, prodigio degli scacchi di otto anni, arriva a Parigi con suo padre. Asilo rifiutato, poiché gli immigrati clandestini si trasformano in una spirale di senzatetto e disperazione. Per un colpo di fortuna, Fahim viene presentato a uno dei migliori allenatori di scacchi francesi, Sylvain (vero nome: Xavier Parmentier), che lo fa da tutore e gli dà un senso di scopo: le sue lotte sulla scacchiera rispecchiano sia le sue vittorie che le sue schiaccianti sconfitte nella sua battaglia per una vita normale. Fahim risale quindi ai tornei locali e nazionali per poi essere incoronato Campione di scacchi Under 12 di Francia nel 2012. Il film racconta la storia di un bambino che impara a vivere senza la madre e senza il padre, lontano da casa, dalle sue radici e dalle sue linguaggio. Il racconto di Fahim non è solo un racconto commovente delle tristi realtà che sono alla base di una società apparentemente premurosa, ma anche una commovente testimonianza della determinazione di un padre, della gentilezza degli estranei e della coraggiosa volontà di avere successo di un bambino.

Commento:

Per me questo film lo definirei un film intelligente e ben studiato riguarda anche la politica dell’europa attuale in particolar modo qualla della francia sul tema della migrazione. Questo film parla di un ragazzo di nome Fahim che è un ragazzo del Bangladesh che si è riscoperto un giovane talento degli scacchi un po’ a modo suo.

In Francia, dove si trasferisce con il padre in fuga dalle difficoltà, è il primo (e unico) a imparare il francese. È essenziale per comunicare con l’esterno, un esterno non più gentile degli avversari che trova nei tornei di scacchi. Gli stessi tornei che, peraltro, mal sopportano un concorrente privo di documenti di identità. Ma c’è sempre una prima volta…

Gerard Depardieu interpreta il suo maestro di scacchi, Sylvain Charpienter, il classico burbero dal cuore d’oro che non rinuncia mai a insegnare ai suoi piccoli allievi. È alla sua controparte nel mondo reale (prematuramente scomparsa) che è dedicato il film, tra l’altro: la sua solerzia permette al piccolo Fahim di crescere, dentro e fuori dalla “guerra” degli scacchi, è come un Obi Wan Kenobi meno in pace con la Forza.

Marco

 

 

Le mie paure

Da alcuni mesi mi sono tornate fuori delle paure. Ma questa volta in maniera un pò diversa: ho paura di aver mangiato tutte le cose che mi si pongono davanti e che abbiano una dimensione abbastanza piccola da potere essere ingoiate.

Certe cose cerco di non toccarle nemmeno sempre per lo stesso motivo. Per fare un esempio quando sono in cucina mentre sto mangiando e vedo una bottiglia davanti a me mi viene paura di aver mangiato il tappo, che sia di plastica o di sughero. Oppure ho sul tavolo dei gancini di ferro ricoperti di plastica, quelli che si ripiegano per chiudere i sacchetti e mi sembra di averli messi nel bicchiere e di averli bevuti.

Oppure quando sono in sala e mi siedo davanti al tavolo vedo che ci sono delle graffette per tenere i fogli uniti e mi sembra di averle messe in bocca. Altro ancora di aver bevuto il contenuto di boccette di profumo che sono nella camera dei miei genitori.

In più mi è ricomparsa la paura di aver toccato dei detersivi o oggetti che possono nuocere alla mia salute. Di averli toccati con gli occhi, ad esempio.  E queste cose mi portano a lavarmi spesso le mani e a consumare molte saponette cosa che fa innervosire i miei genitori.

Il fatto è che mi sento le mani sporche e mi viene il bisogno di pulirle più spesso. Anche il passare da una stanza all’altra mi fa lavare le mani ogni volta. E mi vengono paure anche fuori di casa come aver toccato il tubo di scappamento di una macchina accesa, della mia macchina, sporcandomi in questo modo; oppure mi rimane la paura delle siringhe, di averle toccate e di contaminarmi.

E mi viene da pensare che queste siano un pò dappertutto. La cosa positiva è che una paura scaccia l’altra e tendo col tempo a dimenticarmi delle precedenti. Ultimamente sono meno intense e mi lasciano la testa libera e di essere più tranquillo. So che è questione di tempo e che mi passeranno come è già accaduto in passato rendendomi più sciolto nel fare le cose e toccare oggetti.

Come una foglia volerò leggiadra…

Libro, Paesaggio, Natura, Vento, Meteo
Come una foglia volerò leggiadra, staccandomi da un corpo che si è arreso …
camminerò su fili d’erba grazie al vento …
nessuno si accorge di me.
Mi staccherò da un corpo che si è arreso alle circostanze e come una foglia volerò cercando speranze.
In mille pezzi andrà quel corpo …
disperdendosi nel vento che soffia forte.
Sono diventata una foglia che resta lì in attesa che qualcuno mi colga.