The Social Dilemma

 

The Social Dilemma presenta allo spettatore attraverso una serie di interviste un ritratto dei social media e delle problematiche che causano sostenendo siano una minaccia.

Il primo problema è il fatto che miliardi di persone vengono influenzate da pochi cervelli che stanno dietro alle aziende come Facebook, Google e Twitter. Tristan Harris afferma che «Mai prima d’ora nella storia, cinquanta designer hanno preso decisioni che avrebbero avuto un impatto su due miliardi di persone».

Il secondo problema è quello della dipendenza dai social. Gli intervistati spiegano che il creare una sorta di dipendenza verso i social è una caratteristica voluta e non un errore. La manipolazione del comportamento umano a scopo di lucro è di primaria importanza per le aziende e ciò viene attuato grazie allo scorrimento infinito e alle notifiche push, che mantengono gli utenti costantemente impegnati. I consigli personalizzati forniti da questi siti aiutano non solo a prevedere le azioni svolte dagli utenti, ma anche a influenzarle, rendendo gli utenti delle facili prede per inserzionisti pubblicitari o propagandisti.

Il documentario inizia con gli intervistati, mentre in sottofondo viene presentato l’elenco degli effetti negativi dei social.

Nelle interviste vengono esaminate le diverse problematiche relative ai social media, mentre nella parte d’invenzione viene spiegata la funzione principale dei social media.

Nel documentario si afferma anche che l’espansione nelle nostre vite dei social non ha soltanto lati negativi, ma anche lati benefici:

  • La facilitazione nel connettersi con altre persone
  • L’agevolazione nella ricerca di informazioni
  • La ricerca di lavoro attraverso siti come LinkedIn

Il documentario continua presentando Ben, un ragazzo con una chiara dipendenza da social media, che, costretto dalla madre a non utilizzare il cellulare per una settimana, entra in uno stato di crisi. I sintomi sono legati alla dipendenza da internet, ossia la necessità di stare sempre più connessi per raggiungere uno stato di temporanea soddisfazione personale. L’astinenza provoca in Ben una sensazione di disagio psicofisico e un vero e proprio craving, ovvero il desiderio incontrollabile di qualcosa che porta gratificazione all’utilizzatore, caratterizzato dall’aumento di pensieri fissi e da forti impulsi. Il protagonista cerca in tutti i modi di sfuggire all’attenzione della madre per connettersi; da questo si capisce quando i sintomi assomiglino a quelli di una qualsiasi altra dipendenza.

Il documentario mostra in parallelo le vicende di un gruppo di esperti che attraverso l’utilizzo di impulsi, immagini e informazioni personalizzate manipolano l’attenzione di tre avatar diversi che corrispondono a Ben.

Ora vi Presento i protagonisti del film:

         

Tristan Harris:Presidente e co-fondatore del Center for Humane Technology, ha lavorato come esperto di etica del design in Google. 

Aza Raskin:Co-fondatore del Center for Humane Technology e dell’Earth Species Project. È anche scrittore, imprenditore e inventore.

Tim Kendall:CEO dell’app Moment

Janor Lanier:Padre della realtà virtuale,è anche un compositore, informatico e saggista.

Roger McNamee: Socio fondatore della società di venture capital Elevation Partners. Prima di co-fondare la società, ha co-fondato la società di private equity Silver Lake Partners e ha diretto il T. Rowe Price Science and Technology Fund.

Justin Rosenstein:Creatore del “Mi piace” su Facebook, ingegnere per Facebook e Google. 

Justin Rosenstein in 2018.jpg

 

Marco R.

 

 

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