Digital divide

“Il divario digitale è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. In Italia rappresenta ancora un problema per una buona fetta di popolazione. Infatti, mai come oggi, a seguito della pandemia di Covid-19 è risultato chiaro quanto sia profonda la differenza tra chi può accedere a mezzi tecnologici e chi no, in un paese come l’Italia. La discriminazione presente nel mondo della tecnologia è derivata in sostanza da tre fattori: i privilegi economici e sociali, la mancanza di infrastrutture adeguate, e l’analfabetismo informatico.

Per quanto riguarda il primo fattore esso consiste nella mancanza di denaro. I costi per dotarsi di infrastrutture, ma anche solo semplicemente di un pc, rendono lo sviluppo digitale un appannaggio delle comunità più ricche e, all’interno di esse, solo dalle classi più abbienti. Attualmente 3,8 miliardi di persone non hanno accesso al web. Per quel che riguarda le infrastrutture il digital divide è dovuto alla velocità di trasmissione dati più che ad una reale mancanza di connessione. E per quanto concerne l’analfabetismo informatico esso intende la totale o parziale incapacità di utilizzare strumenti informatici quali un pc o un cellulare. In questo caso il divario è culturale e dipende da fattori sociali, anagrafici e di istruzione. Il divario digitale culturale rappresenta l’ostacolo più particolare per il nostro paese. Una parte degli italiani ha scelto di non stipulare alcun abbonamento ad internet e non usa neanche la rete mobile per accedere al web. Tra le fasce di popolazione più inclini al divario digitale culturale ci sono gli anziani (digital divide intergenerazionale), le donne non occupate o in difficoltà (digital divide di genere), gli immigrati (digital divide linguistico-culturale), chi ha bassi livelli di scolarizzazione e istruzione, le persone con disabilità.

Per risolvere questo problema, innanzitutto bisogna capire quali sono le misure da impiegare per risolvere uno svantaggio reale in termini di opportunità. Le strategie da intraprendere devono muoversi su due piani totalmente diversi: da una parte investimenti nelle strutture, da parte di privati e pubblici(sfruttando anche i fondi europei); dall’altra parte un impegno di istruzione e cultura digitale che sviluppi un uso più consapevole del web da parte di chi ne fa già uso e allo stesso tempo permetta di accedervi con più facilità alle fasce di popolazione più colpite dall’analfabetismo informatico.

Alcune società stanno cercando di colmare il gap tecnologico con la tecnologia wireless per le reti a banda larga, garantendo copertura anche in zone non raggiunte dalla banda ultra-larga. Sul fronte culturale la società antidigital divide si impegna da tempo in Italia per sensibilizzare sul tema aziende ed istituzioni il cui ambizioso obiettivo è di azzerare il divario digitale in tutto il paese.”

A mio parere credo che ci vorrà ancora molto tempo per risolvere questo problema e dovranno essere coinvolte tutte le istituzioni. Bisogna puntare sulle nuove generazioni e in buona parte anche su quelle non più giovanissime.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.