“Prigioniera”

Sono chiusa dentro una prigione, sono al buio, c’è freddo

la mia cella è stretta, troppo stretta, soffoco.

In cerca d’aria cammino piano e mi avvicino alle sbarre della cella.

Sono scalza, sento della brezza fresca sui piedi nudi.

Stringo le sbarre con le mani, ma non c’ero aiuto non c’è nessuno, sono sola.

Sul muro di fronte alla cella c’è riflessa la luce del sole,

da lontano si sentono gli uccellini cinguettare,

si sente delle persone che parlano e sorridono, gente che vive

ma è tutto troppo lontano, la luce non entra nella cella.

Muovo le sbarre e subito ho un sussulto al cuore

mi fermo un attimo, poi dopo poco ci riprovo

e ancora una volta sento il mio cuore battere più forte.

Poi capisco…

sono imprigionata dentro la mia testa.

Quei raggi di sole, le risate, gli uccellini che cinguettano, la vita

sono quello che vedono i miei occhi,

ma non quello che vedo io perché sono imprigionata.

Vorrei uscire, andare dove ci sono gli altri

ma l’ansia non mi fa muovere, mi afferra per le caviglie e mi fa cadere a terra,

io cerco di dimenarmi, ma lei è più forte.

Mi schiaccia il petto sedendosi sopra di me, non riesco a muovermi

non riesco a parlare.

Mi manca l’aria annaspo inutilmente con le braccia,

mentre sento il cuore come un martello

Non respiro, aiuto, non respiro, aiut

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