Il bello di partecipare e ritrovarsi!

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Finalmente ripartiamo con #ZonaLibera2021: apertura pomeridiana e serale dal martedì al sabato tra incontri, dibattiti, musica, corsi di danza, radio, djset, laboratori per bambini, cibo! 

Come redazione stiamo raccogliendo testimonianze dei volontari più attivi che hanno partecipato anche in passato ed esperienze di chi come noi, che oggi vi scriviamo, sta cominciando a respirare l’energia dell’estate al comparto Ex Macello!

“Io, Marta, da Zona Libera mi aspetto di trovare un luogo di incontro, di socializzazione e aggregazione. Non vivendo qui a Modena da molto, avrei piacere di creare dei nuovi legami o comunque espandere le mie conoscenze. Mi elettrizza il fatto di poter tornare finalmente a vivere un pò normalmente le sere estive, anche se la chiusura da Covid mi ha resa un pò evitante verso le situazioni sociali e, quindi, vorrei migliorare questo aspetto”

“Io, Giovanna ho partecipato per un giorno alle pulizie dell’area esterna, proprio in previsione dell’apertura estiva. E’ stato molto piacevole perchè mi sono ritrovata circondata di persone molto socievoli, cosa che a me mancava molto. Chiacchierando il tempo è passato subito! Abbiamo partecipato in tanti: alcuni pitturavano i bancali, altri travasavano delle belle piante di fiori e altri ancora tagliavano l’erba del giardino e levigavano i pallet. Abbiamo concluso la giornata mangiando una pizza tutti insieme ed è stato molto rilassante stare a tavola in compagnia. Da Zona Libera mi aspetto che si possa vivere normalmente, uscendo la sera senza orario e che sparisca del tutto il Covid.”

“Io, Gloria percepisco Zona Libera come un luogo dove ci si può trovare e fare qualcosa insieme. Ci sono tante cose di cui parlare confrontandosi: eventi che vengono co-progettati nelle assemblee e promossi sulle pagine facebook e instagram, il centro estivo, che inizierà la prossima settimana e i laboratori dei bimbi progettati dalle idee dei volontari de Lo Spazio Nuovo”

Per amore del mio popolo – Don Peppe Diana

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Don Giuseppe Diana, per tutti Don Peppe, è un sacerdote della forania di Casal di Principe, dove due famiglie, (gli Esposito e i Capuano), si affrontano senza esclusioni di colpi per il controllo del territorio.
Per non tradire gli scout che vedono in lui un’alternativa al mondo che li circonda Don Peppe rinuncia all’opportunità di trasferirsi a Roma e diventa Parroco nel suo paese natale. A Don Peppe viene affidato Domenico, il figlio illegittimo di Antonio Esposito, diviso tra il desiderio di far parte del mondo dei camorristi e quello di essere integrato nel gruppo dei ragazzi che fanno riferimento a Don Peppe.


Don Peppe compie subito delle azioni per rompere l’omertà che lo circonda: rifiuta i soldi che gli offre un noto camorrista, organizza una fiaccolata in paese, crea in Parrocchia delle occasioni di incontro e divertimento per allontanare dalla strada il maggior numero di bambini e ragazzi. In particolare Don Peppe cerca di essere vicino a Teresa, una giovane del suo gruppo, figlia di un boss, destinata al matrimonio con un ragazzo della famiglia rivale.


Don Peppe e i suoi ragazzi sono tra i primi ad affrontare i problemi degli immigrati clandestini, sfruttati dagli stessi camorristi. In un crescente clima di terrore e dolore, Don Peppe cerca di salvare Domenico da una possibile vendetta. A rimanere ucciso, innocente, in un agguato è Francesco, uno dei suoi scout più attivi. Don Peppe ferito nel profondo del suo animo, decide che occorre fare qualcosa di più incisivo e significativo.

Nasce cosi il documento “In nome del mio popolo” che risuona nelle chiese di Casale la Notte di Natale. Un documento che suscita il plauso di molti cittadini, ma che porta Don Peppe ad essere riconosciuto come il nemico dichiarato della Camorra che, come sottolineato nell’omelia, procura ” il dolore a tante famiglie che vedono i loro figli finire vittime o mandanti”…

Commento Personale:

Questa fiction della Rai mi è piaciuta in modo particolare perchè racconta di una piccola realtà. All’interno di questo piccolo paese avviene la successione di due parroci: Don luigi che va in pensione e il successore Don Peppe al quale viene affidato Domenico, il figlio bastardo di Don Antonio. Don Peppe cerca di nasconderlo dal padre in tutti i modi ma alla fine lo trovano, e viene ucciso per sbaglio Francesco, un boyscout che gli salva la vita. Il finale si può dire drammatico perchè finisce con due funerali: uno di Francesco e l’altro di Don Peppe Diana ma allo stesso tempo le condizione del piccolo paese migliorano proprio grazie al contributo di Don Peppe

Dio Da Che Parte Stai?

Cit.Don Peppe Diana

N.B è solo una esercitazione

Marco R.

Planetarian: The reverie of a little planet

Oggi vi parleremo di una kinetic novel edita dalla casa di produzione Key ossia Planetarian: chiisana hoshi no yume in inglese Planetarian: The reverie of a little planet. Questa kinetic novel sci-fi racchiude un sacco di momenti drammatici che faranno strappare qualche lacrima al lettore.

La storia

La storia si svolge in futuro post apocalittico avvenuto dopo una guerra nucleare durata 30 anni che decima quasi del tutto la popolazione e le cui esalazioni nucleari causano un incessante pioggia acida. Il protagonista è un misterioso soldato che si ritrova in una città sarcofago alla ricerca di cibo e munizioni, ma durante la sua esplorazione si ritrova in un centro commerciale in cui all’interno si trova un planetario gestito da un robot antropomorfo di nome Hoshino Yumemi.

Musiche

Le musiche di gioco sono molto adatte alle varie situazioni di gioco dalle più divertenti alle più drammatiche, una in particolare mi ha dato fastidio all’inizio per via dei suoni troppo striduli e acuti. Le più suggestive sono state “Gentle Jena” che si può sentire nel menù principale e in scene importanti della storia e particolarmente coinvolgenti e “Perfect Human” che mi ha fatto molto commuovere.

Character Design e Development

Come ogni Visual Novel il Character Design è molto semplice e in stile manga ma curato nei minimi particolari sopratutto per quanto riguarda il personaggio di Hoshino Yumemi co-protagonista della nostra storia di cui Character Devolopment è curato in modo particolare, ma più di tutti il protagonista che, nonostante non si veda il suo volto per tutto il resto della storia, è sviluppato in maniera magistrale facendoci immedesimare in lui a 360°. Le ambientazioni sono semplici, ma ben integrate all’interno del contesto del gioco lasciando il giocatore col fiato sospeso.

Temi Trattati

Questa Visual Novel è una pesante critica alle guerre nucleari e come quest’ultime influiscano in modo negativo sull’umanità portandola sull’orlo del collasso e dell’estinzione.

Curiosità

Nella prima versione di gioco la voce di Yumemi è stata inserita soltanto nella scena iniziale e finale, per poi aggiungere gli altri dialoghi nelle versioni successive. Soltanto dalla versione Playstation 2 in poi è stata inserita la voce del protagonista e sono state apportate numerose modifiche alla risoluzione delle immagini di gioco ed è stata aumentata la durata delle tracce musicali.

Considerazioni Finali

Questo gioco, a mio parere, è un vero capolavoro che porta il giocatore a gustarsi queste circa 4 ore di gioco godendosi un’esperienza emotiva molto intensa. Consiglio questa visual novel a chi vuole provare a giocare questo genere per la prima volta, ma vi avverto: portate con voi dei fazzoletti!

Immagine presa da: https://en.wikipedia.org/wiki/Planetarian:_The_Reverie_of_a_Little_Planet

Radio Liberamente a #ZonaLibera2021

Mi piacerebbe tanto che i miei amici, anche quelli che ho conosciuto alla radio e che poi per un motivo o per l’altro se ne sono andati, potessero tornare e fare di nuovo radio insieme perchè per me è una cosa molto bella e divertente e non mi stanco mai! Vorrei tanto vedere le persone ballare e cantare le canzoni proposte sentendo la stessa energia che sento io quando faccio radio, un’energia forte e che mi fa dimenticare i miei dolori e i miei dispiaceri.

Vorrei che i bambini e i ragazzi sperimentassero la radio mettendo le canzoni che preferiscono oppure, se sono in dubbio, farsi consigliare una canzone…bè in questo sono bravissima e adoro consigliare canzoni.

Mi piacerebbe che ci fosse un giorno dedicato ad una trasmissione su anime, manga e videogiochi, ma penso che sarebbe troppo dispendioso e non riuscirei a farlo con i troppi impegni, ma se si facesse nel weekend sarebbe perfetto.

Vorrei che attraverso la radio le persone si avvicinassero sperimentando nuovi rapporti di amicizia e, perchè no, anche d’amore perchè penso che la radio aiuti le persone a conoscersi meglio e a condividere passioni e sentimenti. Vorrei vedere gli studenti avvicinarsi alla radio magari come attività estiva per poi proporre questa cosa nelle loro scuole per aiutare a vincere la timidezza.

In conclusione vorrei che la radio fosse alla portata di tutti per poter superare i propri limiti e le proprie debolezze e cercare di essere pienamente felici!

#ZonaLibera 2021 è anche il mio punto fermo dell’estate

Attivismo, inclusione sociale, musica, cultura!

Un’estate da trascorrere insieme a #ZonaLibera

Dal martedì al sabato dal pomeriggio alla sera, con eventi ed incontri diversi ogni giorno,

persone che si mescoleranno tra loro,

adulti, giovani, bambini e tanti volontari attivi dell’Associazione Idee in Circolo,

de Lo Spazio Nuovo e del Vibra Club.

Ripensando all’anno scorso, per me è stata un’estate stupenda all’insegna dell’attivismo

e del divertimento, grandi emozioni e bella atmosfera. 

Quest’anno si riparte e io non vedo l’ora di ripartire sperando

in una nuova emozione da condividere assieme!

 

 

Israele e Palestina, una guerra senza fine

“Per comprendere realmente cosa è accaduto in Palestina, fra Gerusalemme e Gaza, ancora una volta è necessario uno sforzo di approfondimento che vada oltre i titoli fuorvianti della stampa o le false “equivalenze” fra israeliani e palestinesi di cui abbonda la dialettica politica occidentale.

Non è la prima volta che si scontrano le due parti, infatti è dal 2001 che vediamo questo conflitto protrarsi nel tempo con alcuni episodi più prolungati come quelli già citati nel 2021 o come nel 2009 che vide contrapporsi Israele Hamas con l’operazione chiamata “Piombo Fuso” da parte israeliana e quella del 2014 denominata da Israele Operazione “Margine di Protezione” che durò dall’8 luglio al 26 agosto 2014″

“Restare in silenzio di fronte alle politiche di Israele significa essere complici. Dopo le giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di cittadini e cittadine scendere in tutte le piazze del mondo, è giunto il momento di confrontarci per comprendere, sino in fondo, quello che è accaduto e sta accadendo in quella terra dove il popolo palestinese resiste da anni.”
 
MERCOLEDI 26 MAGGIO dialogheremo con: 
 
Flavio Novara, giornalista AlkemiaNews.it
Jamal Hussein, Unione degli Universitari
Bassam Saleh, Giornalista Palestinese
Fausto Gianelli, Avvocato, coordinatore provinciale Giuristi Democratici
Modera: Gerardo Bisaccia, ARCI Modena
Appuntamento nell’ambito di “WAITING ZONA LIBERA”.
L’evento è promosso da: Idee in circolo, Circolo culturale Left – Vibra, Lo spazio Nuovo, Arci Modena, Alkemia Laboratori Multimediali, UDU – Unione degli Universitari Modena
 
 

 

Ip Man 4 The Finale

Sitografia:https://www.inverse.com/article/61893-ip-man-4-the-finale-review-donnie-yen-versus-maga-america

Non da quando Rocky Balboa ha la rabbia di un eroe popolare sentita così giusta. In Ip Man 4: The Finale, l’ultimo film di Ip Man con Donnie Yen, il celebre maestro di Bruce Lee viaggia verso ovest per testare la propria mortalità contro un’America del XX secolo intasata nella sua identità del dopoguerra.

Ip Man 4: The Finale, out Christmas Day, è l’ultima collaborazione del regista Wilson Yip e della star Donnie Yen nella serie Ip Man, risalente al 2008. Ambientato nei primi anni ’60, un Ip Man (Yen) colpito dal cancro si reca a San Francisco per iscrivere suo figlio estraniato in una scuola americana.

Ma all’arrivo, Ip Man viene a sapere che il suo ex studente, Bruce Lee (Danny Chan) ha sconvolto i maestri di kung fu di San Francisco per aver insegnato arti marziali a non cinesi. Le cose peggiorano quando i padroni diventano bersaglio di razzismo violento da parte degli americani bianchi, tra cui un Marine offensivo, Barton Geddes (Scott Adkins).

Sebbene la coreografia d’autore di Yuen Wo Ping sia in abbondanza in Ip Man 4, è il brivido crudo di guardare l’eroismo popolare di Ip Man contrapposto alla malvagità al gusto di Trump che potenzia il film. L’identità nazionale cinese e l’orgoglio hanno sempre sottolineato la serie Ip Man, ma come l’avatar di Stallone di Americana contro Ivan Drago in Rocky IV, la posta in gioco emotiva è molto più grande per il grande maestro cinese questa volta mentre supera le barriere razziali contro il ticchettio della sua stessa mortalità.

Marco R.

N.B è solo una esercitazione

Chaos;Child

Introduzione:

Benvenuti alla nostra rubrica sulle visual novel dove io e il mio amico Libby tratteremo questa tipologia di giochi partendo dalla trama fino ad arrivare ad una nostra opinione in merito. Se volete sapere in maniera approfondita che cos’è una visual novel vi consiglio di leggere il nostro articolo al riguardo.

Iniziamo oggi la nostra rubrica sulle visual novel con un titolo facente parte della cosiddetta “Science Adventure Series” o “SciAdv” Chaos; Child.

Trama:

Sei anni dopo un violentissimo terremoto avvenuto a Shibuya, Takuru Miyashiro e i membri del club di giornalismo indagano su una serie di omicidi che sembrano correlati ad altri avvenuti sei anni fa. Allo stesso tempo un gruppo di esper, chiamati Gigalomaniac, col potere di far diventare le loro fantasie reali si risvegliano misteriosamente.

La mia opinione:

Il gioco sembra pieno di eventi filler ossia riempitivi soprattutto nei momenti di scelta del protagonista e lo sviluppo di quest’ultimo mi sembra molto così così perchè all’interno del gioco questi momenti fanno capire meglio i personaggi, in altri sono principalmente eventi ricchi di fanservice inutile ai fini della trama.

Sono filler perchè, nonostante le scelte di gioco siano necessarie a sbloccare i vari finali, il contenuto degli eventi in se è pieno di fanservice che difficilmente fa capire al giocatore l’andamento della trama stessa.

Il character design è molto buono e le CG in moltissime parti di gioco lasciano il giocatore col fiato sospeso e quelle legate puramente al fanservice non sono da meno.

Le musiche sono molto buone e azzeccate per i momenti salienti della trama oltre che a quelli divertenti e la opening mi è abbastanza piaciuta.

I finali li ho trovati molto belli, anche se uno l’ho trovato inutile e un altro non l’ho capito (sarò ignorante io ma sinceramente non ho capito il nesso logico dei due finali).

In conclusione consiglio questo gioco a un pubblico amante degli anime, essendo che da questa visual novel è stato tratto anche un anime, e agli amanti dello sci-fi ricordando che bisognerebbe prima giocare a Chaos; Head per fare chiarezza su alcuni punti della trama. Ricordo inoltre che questo gioco è disponibile solo in inglese e difficilmente si trovano traduzioni amatoriali in italiano.

Spero che possiate godere appieno di questo gioco e alla prossima recensione dove tratteremo della kinetic novel della Key “Planetarian: The Reverie of a little Planet”.

 

https://chaoschild2.fandom.com/wiki/Chaos;Child_Visual_Novel

National Geographic Gli Ultimi Giorni Di Osama Bin Landen

A un anno dalla morte del leader di Al Qaeda, un documentario ricostruisce il blitz che ha portato alla sua cattura. Con testimonianze inedite di chi assistette in prima persona all’operazione.

Sitografia:https://tg24.sky.it/mondo/2012/04/28/osama_bin_laden_ultimi_giorni_national_geographic_speciale

E’ passato un anno dalla morte del leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden, per mano dei Navy Seals, l’unità speciale della Marina americana. Ancora adesso rimangono molti lati oscuri sulla sua vita. Per quasi dieci anni, il capo di Al Qaeda è riuscito a sfuggire alla cattura, forse coordinando attacchi terroristici a pochi chilometri da una delle più prestigiose accademie militari del Pakistan, ad Abbottabad.

A far luce sulla vita di colui che è stato, a lungo, il ricercato numero uno al mondo, ci pensa uno speciale di National Geographic, che ricostruisce il blitz dei Navy Seal attraverso un’intervista inedita all’attuale capo della Cia David Patreus, ex comandante delle forze armate Usa in Afghanistan e agli ufficiali dei Navy Seal e a piloti dei Black Hawk. L’indagine è stata condotta da Peter Bergen, il giornalista che realizzò la prima intervista a Osama Bin Laden.

“Nel quartier generale ero stato l’unico a venire informato, perché alcuni miei reparti avrebbero potuto essere coinvolti in operazioni di supporto”. afferma Petraeus che seguì la missione dal suo centro operativo nel quartier generale della NATO a Kabul. “Fu un’operazione militare estremamente delicata, portata a termine in modo efficiente”.

Commento: Questo documentario è stato molto bello ed avvincente perchè parla dell’uccisione di Osama Bin Landen da parte dei Navy Seal Americani.

Grazie alle informazioni del giornalista Peter Bergen, tentiamo di ricostruire gli ultimi giorni di Osama Bin Laden e analizziamo le operazioni che hanno portato alla cattura del pericoloso terrorista.

Bin Laden, 'Geronimo' e la Bigelow, i film sul blitz

Sitografia:https://www.agi.it/estero/bin_laden_geronimo_e_la_bigelow_i_film_sul_blitz-734674/news/2016-04-30/

Roma – La caccia al terrorista piu’ ricercato della storia, Osama bin Laden, si e’ conclusa cinque anni fa con la sua uccisione in un raid americano in Pakistan. La verita’ sull’azione dei Navy Seals non e’ mai stata chiarita del tutto, il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh sostenne che la versione ufficiale fosse falsa, anche se il cinema e la tv l’hanno accettata e rappresentata in una dozzina di documentari e in due film. Le due pellicole cinematografiche, in particolare, sono piuttosto significative per le polemiche che hano suscitato. I due registi – John Stockwell e Kathryn Bigelow – si sono impegnati in una corsa a ostacoli per uscire per primi. L’ha spuntata Stockwell con ‘Code Name Geronimo’, arrivato nelle sale italiane l’8 novembre 2012 e distribuito da Koch Media dopo aver fatto il suo debutto quattro giorni prima negli Usa su National Geographic Channel e poi su Netflix. La regista premio Oscar per ‘The hurt locker’, invece, ha dovuto attendere ancora un mese per far uscire il suo film, ‘Zero dark thirty’, arrivato in sala negli Usa il 19 dicembre 2012. Entrambe le pellicole svelano i retroscena di quell’impresa: dall’individuazione del nascondiglio di bin Laden all’azione del corpo speciale terminata con l’uccisione del responsabile degli attentati dell’11 settembre. ‘Code Name Geronimo’ e’ realizzato dai produttori di ‘The Hurt Locker’ che valse l’Oscar alla Bigelow, e’ diretto da John Stockwell, regista di thriller e pellicole d’avventura per il cinema (‘Turistas’, ‘Blue Crash’, ‘Trappola in fondo al mare’) e di alcuni episodi di ‘The L-Word’ per la tv. “Una delle sfide piu’ grandi di questo progetto era quella di riuscire a rimanere al passo con le ultime notizie – ha detto in un’intervista lo sceneggiatore Kendall Lampkin -. Sembrava che ogni giorno vi fossero nuove informazioni sull’evento che contraddicevano quelle dei giorni precedenti”. In America ‘Code Name Geronimo’ e’ uscito col titolo ‘Seal Team Six: The Raid On Osama bin Laden’, scatenando polemiche da parte dei repubblicani che accusarono il film di voler influenzare il voto per le presidenziale del novembre 2012. Anche per evitare queste accuse, ‘Zero Dark Thirty’ di Kathryn Bigelow arrivo’ nelle sale solo a dicembre, quando Barack Obama era gia’ stato rieletto.

Dal buio delle schermo escono come lame le voci delle vittime delle Torri Gemelle, il tragico 11 settembre 2001, i loro ultimi accorati appelli di aiuto prima della morte che entrano nella testa e nel cuore degli spettatori con inaudita violenza. Cosi’ inizia la pellicola della Bigelow (5 nomination agli Oscar tra cui miglior film e miglior attrice, Jessica Chastain) che racconta l’uccisione di Bin Laden svelando retroscena veri e fino ad allora inediti. Tanti gli attori nel cast in cui si rinnovo’ il sodalizio da Oscar tra la regista e lo sceneggiatore Mark Boal: oltre alla Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton a Jennifer Ehele, Mark Strong, Kyle Chandler ed Edgar Ramirez. Il titolo del film e’ un’espressione del gergo militare Usa e indica 30 minuti dopo la mezzanotte, ossia cio’ che accade nell’oscurita’, in un orario in cui partono le azioni militari piu’ rischiose, tra cui quella che ha portato all’uccisione del terrorista piu’ ricercato della storia. Malgrado la prudenza, anche nel caso della pellicola della Bigelow non sono mancate le polemiche. Stavolta da parte della Cia che accuso’ il film di aver calcato la mano sulle torture a cui sono stati sottoposti i prigionieri perche’ rivelassero il nascondiglio di bin Laden. Nel film, infatti, vengono mostrate – con una certa remora, senza divagazioni voyeuristiche – le violenze inflitte ad un fiancheggiatore di al Qaeda per carpire informazioni e viene rivelato il vero motore dell’azione che ha condotto all’uccisione di bin Laden. Si tratta di una donna, l’agente della Cia Maya (una magistrale Jessica Chastain gia’ vista in ‘The Help’ e ‘The Tree Of Life’), che passa la sua vita alla ricerca del capo di al Qaeda e che intuisce il suo punto debole, il suo ‘postino’ pakistano. Maya rappresenta un personaggio reale, anche se il nome e’ di fantasia. Una donna all’apparenza fragile che dimostra una tenacia senza pari che condurra’ all’uccisione di bin Laden. (AGI)