Consegna attestati Esp

Con gran piacere abbiamo avuto l’incontro della consegna degli attestati del percorso formativo per “La figura dell’esperto di supporto alla pari: competenze in interazione con professionisti del dipartimento di salute mentale”

Il corso si era tenuto a Modena nel 2017, promosso dal CSS di Modena e coordinato dal Centro Servizi del Volontariato

Lunedì 13 maggio dalle ore 16.30 alle ore 17.30 a Lo Spazio Nuovo erano presenti alla consegna dei diplomi il Dott.Starace direttore del DSMDP di Modena, Nora Arturo presidente del Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena, Dott.sa Marrama del CSM Polo Est “Paul Harris” e Sonia Venturini per l’area formazione Centro Servizi del Volontariato

L’occasione è stata anche per ritrovarsi e per fare il punto di questo intenso percorso, la partecipazione era numerosa con l’introduzione di quanto avvenuto nei mesi delle ore d’aula e del tirocinio presso nei CSM di Modena Ovest “Newton” e Modena Est “Paul Harris”.

A seguire la consegna dell’attestato ad ogni partecipante che aveva svolto il percorso formativo consegnato da Nora Arturo.

Sono intervenute alcune testimonianze su cosa si è appreso e sulle varie difficoltà che sono emerse soprattutto nel momento del tirocinio, in conclusione c’è stato l’intervento di Gibellini Gilberto e Ferrari Paolo che ad oggi sono impegnati nei servizi di Modena.

 

Lavoratori volontari o volontari lavoratori?

Io ho fatto diversi lavoretti come volontaria durante la mia vita. Il viaggio più lungo l’ho fatto con i sinti, zingari giostrai che vivono in italia da secoli e parlano italiano. Andavo ad aiutare i bambini a fare i compiti e parlavo con le donne cercando un contatto. E’ stata una bella esperienza, ma quando mia madre si è ammalata non ho avuto dubbi nel mollare tutto ed occuparmi della mia famiglia.

Poi mi sono ammalata, ho avuto una lunga fase maniacale in cui mi sono buttata nel lavoro come un’autentica carrierista di m….. Ovviamente ho avuto un crollo totale, un burnout che mi ha portato al CSM, alla diagnosi ed alla medicazione che mi mantengono in equilibrio.

Ho ricominciato a lavorare, un lavoro al di sotto delle mie qualificazioni, terrorizzata che scoprissero la mia malattia. Quando l’hanno scoperto è cominciato il mobbing. Niente di pesante, ma abbastanza per farmi sentire una persona inutile. Dopo che la ditta è fallita ho fatto un anno di depressione totale, immobile a casa davanti al computer e uscivo solo per fare la spesa.

Ho fatto il corso Esp quasi per noia. Mi incuriosiva, poi mi entusiasmava e poi volevo il lavoro.

Mi hanno proposto Idee in circolo. All’inizio solo la redazione, poi l’assemblea del lunedì poi…il mondo. Adesso sono impegnata quasi tutti i giorni ed ho riguadagnato fiducia in me stessa.

Il 4 Febbraio comincio a lavorare, pagata, come Esp. Ho organizzato i miei turni in modo da poter ancora mantenere il mio livello di volontariato, ma so che dovrò rinunciare a qualcosa.

C’è chi pensa che il volontariato abbia lo stesso valore del lavoro. Come dice Marina, Esp di Reggio Emilia – “io prendo la pensione ma i soldi che guadagno valgono di più per me” –

Io penso che il volontariato sia importante e sia bellissimo. Ma se non hai lavorato o fatto lavori al di sotto delle tue qualificazioni o perso lavori perchè sei un pò matto, il momento in cui vedi il volontariato diventare lavoro è magico. Riacquisti dignità, impegno, responsabilità.

Poi ti terrorizzi all’idea e devi organizzare Gruppi AMA coi tuoi colleghi, ma questa è un’altra storia.

 

Utenti Esperti: Si parte!!!!

Con il primo di gennaio è partita la Convenzione. Gli Esperti del supporto tra pari a Modena sono una realtà.

E’ stata una battaglia lunga quasi 10 anni,  ma adesso grazie al grande impegno di tutti è diventata una realtà. Personalmente non so se sono più eccitata o terrorizzata, ma sono qui e non mollo. Avevo pensato ad un viaggio tra le mie paranoie, ma ho deciso invece di lasciare la parola a qualcuno la cui eredità di Idee in Circolo porta avanti ogni giorno, la nostra prima presidente, la Paolina che a Màt nel 2014 disse:

La crisi, quella economica, ma anche quella umana, di relazioni e valori è uno dei temi principali di questa edizione di Màt.

Noi, che abbiamo attraversato la malattia mentale, conosciamo bene la crisi. Crisi, nel mondo della salute mentale, può significare non riuscire ad alzarsi la mattina, non vedere un futuro, vedere tutto nero, un baratro; non riuscire a risalire in superficie, non voler abbattere i muri che ti sei costruito.

La crisi economica purtroppo ha reso più collettive queste emozioni, sensazioni, sentimenti.

Noi sappiamo bene quanto sia duro uscirne, soprattutto senza rimanere troppo ancorati ai Servizi di Salute Mentale, che sempre più, secondo noi, dovrebbero essere boe di salvataggio al momento del bisogno, per poi restituire la persona alla sua vita, evitando situazioni di cronicità. Cronicità, lunghi ricoveri, eccessive terapie farmacologiche sono uno dei paradossi della crisi.Così come lo è il ridimensionamento economico dei Servizi socio – sanitari, proprio in tempi in cui il bisogno aumenta.

Questo costringe gli operatori ad effettuare interventi basati più sull’urgenza che non su una condivisione di percorsi di cura, che restituiscano le persone alla vita, alla cittadinanza attiva, al lavoro, alla casa propria.

I lunghi ricoveri, i lunghi periodi in centro diurno, i lunghi periodi sotto terapie farmacologiche costano molto di più che non interventi mirati e costruiti con le persone che soffrono.È possibile perseguire la realizzazione di un Servizio di Salute Mentale meno cronicizzante, orientando meglio le risorse, di questo ne siamo convinti e ce ne faremo portavoce in ogni sede possibile.

Come associazione ci stiamo impegnando molto con l’attivazione di nuovi gruppi di Auto Mutuo Aiuto e varie attività, facendo in modo che le persone non si sentano sole ed abbandonate, trovando spazio di cittadinanza attiva sul territorio.

Gli Utenti Esperti sono una risorsa potentissima nel diffondere la consapevolezza che guarire e stare meglio è possibile!

Ma ne parliamo da anni. Noi siamo pronti a lavorare accanto ai servizi come utenti esperti. È giunta l’ora di costruire un progetto concreto che preveda anche una convenzione tra la nostra associazione ed il dipartimento per avere utenti esperti retribuiti in tutti i rami del servizio: accoglienza nei CSM, diagnosi e cura, equipe……Per fare questo bisogna ascoltare di più le rappresentanze degli utenti e dei famigliari che devono essere nei luoghi in cui si determinano le politiche di salute mentale.

Bè, durante Màt avremo occasione di confrontarci su questi temi, ma i tempi dei confronti sono finiti!! ormai devono lasciare spazio alle scelte giuste, perseguibili solo ascoltando realmente le persone che soffrono e ciò che vogliono realizzare coi Servizi!

Dobbiamo essere in prima fila a determinare le scelte della nostra vita! A volte ci chiediamo:ci vedete??? Forse non vi fidate, forse chiediamo un cambiamento troppo grosso, allora continuiamo a lavorare in un clima che non fa stare bene ne utenti nè familiari né operatori ed al contempo a sprecare risorse.

Cito in conclusioni un autore che mi piace molto (Tiziano Terzani)

Ci vuol coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole fantasia, ma le possibilità ci sono. Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. “Ah ma io non posso perché..” Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile, possibile, possibile.

Grazie Paolina e grazie a tutti quelli che dentro e fuori i servizi hanno lottato e lottano per rendere gli ESP una realtà.

ESP, Facilitatori, Orientatori, chiamateci come volete noi siamo una forza

 

 

Martedì 25 e Mercoledì 26 Settembre gli Utenti esperti di tutta la regione sono scesi (o meglio saliti) su Cecciola nell’Appennino Reggiano per conoscersi, scambiare esperienze ed idee, divertirsi e fare piani di dominazione mondiale.

C’erano rappresentanti da Modena, Ferrara, Imola, Bologna, Parma, Piacenza ed ovviamente i padroni di casa, i Reggiani, che erano stati i principali organizzatori del Ritiro.

 

Il primo giorno è cominciato in pullman tutti insieme, attraversando le bellissime colline Reggiane per arrivare nel delizioso borgo rurale di Cecciola. Un confortevole piatto di lasagne ci aspettava per rifocillarci dal viaggio e prepararci ad un pomeriggio intenso.

Il pomeriggio è cominciato con Fadia Basmaji che ci ha scaldato i cuori ed aiutato a conoscerci attraverso alcuni esercizi basati sul teatro dell’oppresso. In particolare è stato molto bello il “gioco” delle Statue Viventi, in cui ci siamo divisi in gruppi secondo il colore ed abbiamo creato brevi esibizioni, come potete vedere nel video.

Poi ci siamo messi al lavoro. Tre sessioni tra il pomeriggio ed il mattino dopo che hanno affrontato i temi della Recovery, della Formazione e del Lavoro. E’ stato molto bello ascoltare storie ed esperienze, che vanno dai Facilitatori esperti a persone che stavano scoprendo per la prima volta il mondo degli esperti per esperienza. Mi è piaciuto vedere l’entusiasmo sulle facce dei novellini, che scoprivano per la prima volta il fatto che c’è la possibilità di rendere la loro esperienza di disagio mentale utile ad altri sul loro stesso cammino, che c’è la possibilità di trasformare la loro Recovery in lavoro, in cittadinanza attiva. Questo dà la possibilità alle persone di recuperare la loro autostima, la loro dignità, il senso di essere parte della società.

Personalmente sono uscita dal workshop con una grande energia e voglia di lavorare. Il volontariato che faccio ad Idee in Circolo mi riempie la vita di gioia e passione, ma c’è qualcosa nel venire pagata che mi fa sentire più umana.

 

 

Piccoli ESP crescono: Progetti regionali

Mercoledì 7 Marzo Alessia e Maurizio hanno partecipato alla Consulta Regionale per la Salute Mentale. Era un incontro importante perchè il Coordinamento regionale Esperti in Supporto tra Pari/Facilitatori Sociali presentava il suo documento sul riconoscimento a livello regionale degli ESP/FS. Il documento è nato da un anno di lavoro degli ESP/FS con il deciso intento di ottenere un riconoscimento che ci dia una dignità e che faciliti un compenso economico.

La discussione è stata vivace, centrata soprattutto sul ruolo degli Esperti per Esperienza. Il dibattito è stato tra quelli che vedono I Facilitatori Sociali come una figura unica alla salute mentale e quelli che vogliono aprire il ruolo ad altre realtà come i sopravvissuti al cancro o genitori di bambini disabili. Lo stesso dibattito è venuto fuori Sabato al Coordinamento Nazionale di Parole Ritrovate, mostrando una tendenza ad aprire il ruolo ad altre realtà.

La conclusione è stata un compromesso: ogni realtà locale porta avanti il suo discorso,  nel frattempo si lavora per ottenere un riconoscimento a livello regionale per la figura dell’Orientatore Sociale, basata su una figura già esistente, Questo permette alle realtà di crescere e di imporsi a livello locale dando impeto al movimento regionale.

In tutto una giornata vivace ed interessante, che ci ha dato speranza.

Alessia

Continua l’avventura degli ESP

Dopo l’incoraggiante incontro con il Dottor Starace Direttore del Dipartimento, gli ESP (Esperti del supporto tra pari) si sono trovati Sabato 3 Marzo per progettare i prossimi passi nel cammino verso la funzionalità del progetto.

Il Dottor Starace è stato molto incoraggiante chiedendoci di preparare un progetto.

Sabato abbiamo raccolto i dati degli ESP interessati al supporto tra pari come professione, e ci troveremo in un gruppetto il 15 Marzo per preparare il progetto.

L’altro argomento della giornata è stato il Documento che verrà proposto alla Consulta Regionale della Salute Mentale. Su questo documento preparato dagli ESP di tutta la Regione.  Modena ha portato un vivace contributo.

Il 7 Marzo una folta rappresentazione di Modena sarà presente alla presentazione e riporteremo i risultati la prossima settimana.

 

Gli ESP spiccano il volo…

Sabato 27 gennaio c’è stata la prima riunione del Coordinamento provinciale degli Esperti in Supporto tra Pari (ESP)

La conquista più grande è stata l’autonoma organizzazione e gestione dell’incontro; infatti gli Esp si sono trovati da soli, senza operatori .

Questo è stato un grande risultato. Adesso esiste un coordinamento degli Utenti Esperti in

cui noi ci possiamo trovare, discutere delle esperienze in ambito ESP e promuovere ruolo e iniziative.

Servirà anche come punto di riferimento a livello provinciale e regionale.

La buona partecipazione e la vivace discussione promettono bene. Ci sono già alcune iniziative

che bollono in pentola.

Tenete d’ occhio questo spazio per le prossime news.

Nella differenza l’aiuto

Nel corso del mio tirocinio di Esperto in Supporto tra Pari (ESP), ho assistito ad una seduta di un gruppo di famigliari di persone con disagio psichico.

Questo mi ha portato a riflettere sul ruolo dell’Utente esperto nel rapporto con i famigliari.

Personalmente penso che i famigliari possano svolgere un ruolo importante nel percorso di guarigione del proprio congiunto e in quello di altri utenti. Inoltre un famigliare può aiutare altri famigliari, soprattutto all’inizio del percorso, quando ci si trova completamente spiazzati, quando la persona che hai sempre conosciuto si trasforma davanti ai tuoi occhi. Trovare qualcuno che ti dice “E’ ok. Ci sono passato anch’io. Le cose migliorano.” può essere di grande conforto.

Questo approccio, basato sullo scambio dei propri vissuti, per esempio è tipico dei gruppo di auto mutuo aiuto.

Io ho avuto una bellissima esperienza in AlAnon, l’associazione del famigliari degli alcolisti, che mi ha aiutato nel mio rapporto con mia madre malata. Avevo 16 anni, arrabbiata e spaventata e l’incontro con persone più anziane che avevano più esperienza di me mi ha aiutato tantissimo, sia nel rapporto con mia madre che nel rapporto con altri miei famigliari.

Mia madre aveva fatto delle belle amicizie con altri alcolisti e loro si trovavano a casa nostra durante la malattia di mia madre, mentre stava morendo. Mi hanno fatto sentire ben accolta e quindi parlavo anche con loro.  Queste amicizie mi hanno aiutato a capire i problemi di mia madre e a ricucire il rapporto tra di noi. E’ anche grazie a loro che quando mia madre è morta  io e lei avevamo ricostruito il nostro rapporto e ci siamo lasciate in pace.

E’ per questo che penso che gli utenti esperti possano aiutare i famigliari . Basta una parola, un sorriso a volte una battuta. C’è il tempo per le spiegazioni, per l’ascolto, per il rapporto.

Perché ci deve essere spazio per tutti, uniti per una vita migliore.

Esperti del supporto tra pari: Ultimo giorno di corso, un po’ di tristezza, tante speranze.

Ed ecco Màt. L’ultimo giorno del corso, con tanti invitati. Gli ESP (o facilitatori sociali come li chiamano alcune province) di tutta la Regione, il Dottor Starace, capo supremo e noi gli ESP un poco tristi, un po’ nervosi ( soprattutto noi che abbiamo parlato dal palco, del resto parlare dopo due oratori come i Dottori Vistoli e Melati non può che fare tremare).

Modera Isabella Morlini, mitica Coordinatrice del corso a cui va la nostra più grande riconoscenza.

Introduce Melati raccontando del corso e della sua esperienza come docente. Segue Vistoli, brillante oratore come sempre, poi Simona Nicolini , di CSV, parlando della loro prima esperienza nel campo della salute mentale.

Poi arriviamo noi, gli ESP: Gilberto, Maurizio ed Io. Nervosi, un poco terrorizzati, un poco impappinati, ma abbiamo parlato della nostra esperienza, mettendo al centro l’utente, che è un poco il focus di Màt.

Quindi il Dottor Starace che ci porta buone notizie: questo è l’anno in cui si lavorerà sul riconoscimento istituzionale degli ESP, con una eventuale possibilità di remunerazione (che in altre province avviene già).

Infine un confronto con le esperienze delle altre province, molto diverse tra di loro, ma sempre interessanti e stimolanti.

E poi… il corso è finito. Ma c’è ancora il tirocinio, quindi potremo  essere finalmente Esperti del Supporto tra pari.