Percorsi itineranti de “Le Parole Ritrovate”

 

 

Le Parole Ritrovate nascono a Trento nel 1999. L’idea fin da allora è di “darsi convegno assieme”, fra utenti, familiari, operatori, amministratori, cittadini dei servizi di salute mentale e non.

Dal 2000 sono arrivate a Modena ma solo nel 2009, dopo alcuni anni di esplorazioni in quel di Trento, si cominciava a capire cosa accadeva in quei convegni.

Chi vi prende parte, sa bene che si tratta di incontri molto partecipati, con grande intensità emotiva e una condivisione reale di idee e progetti.

Nel 2009 il movimento si espande anche in provincia, Carpi, Pavullo, Sassuolo, Vignola, Mirandola e Castelfranco, con l’esperienza di essere ascoltati e capiti stando meglio.

Tra vari progetti creati con il movimento delle Parole Ritrovate, quest’anno si è pensato di fare dei percorsi itineranti che coinvolgano Modena e provincia.

Il 25 di Gennaio ci siamo ritrovati a Carpi, presso la Casa del Volontariato, come prima tappa, per parlare di “Lavoro”. L’incontro è stato molto partecipato, coinvolgendo le autorità comunali, alcuni rappresentanti dell’amministrazione pubblica, cittadini e persone che fanno parte dei servizi e hanno avuto, a loro malgrado, situazioni di mobbing e discriminazioni nel mondo lavorativo.

La prossima tappa sarà il 29 Febbraio a Sassuolo dove il tema saranno i “Farmaci”. L’incontro avverrà esattamente a Casa Corsini a Spezzano di Fiorano (MO), dalle 10 fino alle 13 circa e la partecipazione è aperta a tutti quelli che vogliono parlare del proprio rapporto con i farmaci e su cosa ne pensa.

Nel mentre ci saranno altri due incontri a Modena, il 15 Febbraio e il 17 Febbraio, dove si sta organizzando la terza tappa che affronterà il tema “L’Ecologia della Mente”.

Ricordando che tutti questi appuntamenti sono aperti a chiunque volesse partecipare, vi invitiamo a seguire le nostre pagine social e ai nostri blog, dove verranno aggiornati i nostri eventi.

 

“E’ un momento per dar voce ai diritti fondamentali di poter vivere la propria affettività e sessualità dignitosamente”

 

 

Un anno intenso di attività, impegnativo ma di esperienza per tutti noi.

Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere e difendere i nostri diritti. E non vogliamo così dimenticare l’evento che si è tenuto il 4 Dicembre a Lo Spazio Nuovo. Un evento che ci ha coinvolti tutti in prima persona.

La serata è stata introdotta dalla presidentessa dell’Associazione Idee In circolo, Alessia Casoli e da Angelica Polmonari di Arcigay Donne Modena.

Nell’immaginario collettivo la sessualità è vista come prerogativa dell’adulto bello, sano, affermato socialmente, mentre è negata per tutte le persone che non rispondono a questi requisiti.

Il 3 Dicembre è stata la giornata internazionale delle persone con disabilità ed è stata scelta la giornata di Mercoledì 4 Dicembre per riaffermare diritti e benessere di tutte e tutti. (Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha promosso i diritti ed il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società).

E’ un momento per dar voce ai diritti fondamentali di poter vivere la propria affettività e sessualità dignitosamente.

La disabilità è un cappello enorme, all’interno del quale esistono tutta una serie di variabili e tutta una serie di mondi. Si prova ad approfondire gli aspetti legati alla disabilità fisica ed a quella mentale, nelle cornici mediche e legali.

Troppo spesso le dimensioni di sessualità ed affettività delle persone con disabilità sono negate.

Gian Maria Galeazzi, medico, professore associato di psichiatria Unimore continua – la psicoanalisi ha proposto una forma di sessualità estremamente ristretta. Molti hanno in testa che la sessualità sia vera e valida se associata all’orgasmo, restringendo la sessualità ad un fatto molto specifico.

Questo forse spiega perché anche noi operatori siamo in difficoltà ad affrontare il tema della sessualità coi nostri utenti. Dalle ricerche emerge che molti operatori si sentono in imbarazzo, in difficoltà e dunque spesso si evita. Si preferisce ignorare, per incapacità ed imbarazzo. E se si affronta se ne parla in termini di medicalizzazione.

E’ un ambiente ancora pieno di sospetti e pregiudizi ed è per questo che si faranno ulteriori ricerche coi futuri specialisti.

Purtroppo la sessualità è il problema maggiore in questo ambito ed è un tema difficile, spesso intimo e/o segreto, da affrontare. Allo stesso tempo è difficile anche la formazione, rimangono forti stereotipi e vengono anche proposti ideali che riducono e modificano allo stesso tempo la propria sessualità. Negli stessi luoghi di cura è proibita perché non esistono spazi per l’intimità delle persone –

La voce del pubblico poi si è sentita con interventi, domande e risposte:

– Può essere una forma terapeutica

– Si possono creare luoghi?

– Avere luoghi dove non si riceve discriminazione è un impegno che si dovrebbe occupare la società con norme e leggi a riguardo

– Si vuole bene ad una persona per qualsiasi forma di disabilità abbia e non si deve aver paura se la ami veramente

– Le persone, purtroppo, giudicheranno sempre quindi deve essere la persona stessa a vivere la propria vita

– Sentirsi a proprio agio nella sessualità varia da persona a persona

– Chi ha mancanze affettive come può colmarle?

– Con i social vengono a mancare i contatti e le vicinanze umane

– La solitudine e l’attaccamento possono essere sia positive che negative e questo può essere una sfida per trovare ciò che ci fa star bene

– E’ possibile fare un progetto per le scuole – è già attivo – oppure non è possibile?

– Questi incontri sarebbero utili a chi non vuole ascoltare

Rossella Giulia Caci, dottoressa in legge, specializzata in diritti umani continua – Prima di chiedersi se la sessualità possa essere concepita come un diritto per la persona con disabilita, è importante conoscere il significato delle parole e domandarsi: cos’è la sessualità? Cosa si intende con la parola diritto? Chi è la persona con disabilita? –

Queste domande le ha formulate per parlarne e confrontarsi con i presenti, mostrando slide con parole chiave e menzionando l’articolo 2 della Costituzione con la speranza di abbattere le barriere socio-politico-culturali gravitanti attorno al binomio “disabilita-sessualità”.

Altre tre testimonianze hanno fatto riflettere e pensare su cosa si può fare in un futuro molto prossimo in questo ambito che è stato molto seguito e dibattuto.

Non è finita qui…

“Màt, settimana che rende protagonisti chi non lo è durante l’anno”

Modena e non solo si tinge di giallo; Màt settimana che rende protagonisti chi non lo è durante l’anno.

E’ appena terminata la IX° edizione della settimana più attesa e proficua, che vede protagonisti noi dell’associazione con i nostri interventi, innumerevoli realtà facenti parte la Salute Mentale e non solo, RadioLiberamente, radio ufficiale dell’evento Màt.

Modena e provincia si tinge di giallo con parate, convegni, interventi, seminari, musica, spettacoli teatrali, cene, presentazioni e narrazioni di libri, sport e tante altre iniziative che sono state racchiuse in circa 80 appuntamenti concentrate nel territorio modenese.
Sono giorni molto impegnativi ma allo stesso tempo ci fanno riflettere, anche in prima persona, su quanti pregiudizi e problemi esistono ancora ad oggi in questo ambiente. Le iniziative erano aperte a tutti creando così un’aggregazione con persone che sono ancor oggi titubanti quando si parla di Salute Mentale.

Questa settimana cerca di abbattere muri e ostacoli che si creano nel tempo a causa dell’assenza di informazioni adeguate ed utili contro stigmi, pregiudizi, discriminazioni, allontanamenti, coinvolgendo a suo malgrado chi soffre di questa alterazione che pone limiti nel quotidiano e nella società.

In ogni iniziativa c’era chi prestava supporto per diffondere in modo più che positivo il messaggio:

“Chi vi fa parte è una persona che ha solo bisogno di avere più stima da chi lo circonda, standogli vicino senza etichettarlo, allontanarlo o deriderlo per la situazione che sta vivendo”.

Volontari, operatori, medici, familiari che si sono impegnati spendendo tutto il loro tempo per creare le giornate appena trascorse in maniera che si diffondesse ampiamente tutto ciò che viene fatto sul territorio per la cura e l’inclusione delle persone che hanno difficoltà. Allo stesso tempo non sono mancate le criticità che la sanità, in genere, e soprattutto la Salute Mentale deve affrontare giornalmente per problemi istituzionali e altro.

L’appuntamento è per il prossimo anno sperando che la partecipazione di chiunque sia sempre maggiore. Ricorrerà anche il decennale della settimana della salute mentale, Màt, quindi quale miglior occasione per trascorrere con noi il vostro tempo per conoscerci e toccare con mano cosa di reale esiste in questa realtà e perché no… colorando di giallo quello che più vi piace!

E’ una settimana che sensibilizza sicuramente e maggiormente questo tema ma, come Associazione Idee in Circolo ci teniamo a sottolineare che cerchiamo di impegnarci quotidianamente nel farci conoscere, cercando di aprire quelli che sono i nostri spazi, i nostri luoghi, il nostro essere cittadini attivi a tutti coloro che hanno voglia di prendersi cura di una Buona salute mentale assieme a noi!

Invitiamo tutti a visitare i siti internet: http://www.matmodena.it, http://www.associazioneideeincircolo.wordpress.com, http://www.radioliberamentemodena.it, le relative pagine facebook e instragram per avere maggiori informazioni, curiosità e aggiornamenti che riguardano il nostro territorio e non solo.

Trento, 20°Convegno Nazionale de “Le Parole Ritrovate”

 

Anche quest’anno l’Associazione Idee In Circolo, seppur con una rappresentanza minima viste le innumerevole iniziative che proponeva il territorio di Modena, ha risposto ” PRESENTE ” al Convegno Nazionale delle Parole Ritrovate nella cornice affascinante ed accogliente di Trento.

Quest’anno si celebrava il 20° anno dove Le Parole Ritrovate sono nate per fare incontrare utenti e operatori di servizi di salute mentale, associazioni, familiari e cittadini. E’ stato creato per credere nel valore del ‘fareassieme’, nella valorizzazione dell’esperienza e del sapere di ciascuno, nella costruzione di percorsi di salute mentale che appartengono a tutti. Purtroppo la malattia mentale può dividere ma ha di bello che può unire, può fare sentire profondamente soli, può dare occasione e motivo di valorizzare la radice profondamente umana presente in ogni esistenza, sana o sofferente che sia. Le Parole ritrovate danno voce e protagonismo a chi non li ha mai avuti e a chi li ha persi, serve a coinvolgere e a lasciarci coinvolgere da reti allargate di persone, di intelligenze, di sentimenti.
E’ un incontro dove si può sperare nel cambiamento sempre possibile, non ci si sofferma solo sul problema ma anche sulla risorsa, si da valore e significato a ciascuno, credendo che assumersi responsabilità sia la strada migliore per crescere assieme con l’importanza che il fare è bello. Il disagio ritrova posto e dignità nel quotidiano di tutti noi, in una comunità dove ogni persona è un po’ più responsabile per tutti.

Sul palco si alternava chiunque avesse avuto a che fare direttamente o tramite esperienze nel mondo della salute mentale, nel pomeriggio anche noi come Associazione siamo saliti raccontando quello che Parole Ritrovate ha suscito fin dal primo istante, dall’avvenuta scoperta di questo movimento fino ad oggi , su come si opera nella nostra città e provincia portando i contributi nelle varie realtà senza la paura dello stigma e dei timori di avere quell’etichetta che ci viene data da chi non ci conosce.

C’è un clima amicale dove ognuno portava il suo bagaglio di vissuto oppure la propria esperienza con ricche emozioni, parole, paure e timori, progetti per il futuro. L’ascolto delle storie trasmettevano commozione oppure entusiasmo, non sono mancati racconti dove le ferite erano ancora aperte con l’aspettativa di trovare la strada per uscire dal tunnel. E’ una giornata nella quale si esce sollevati perché si tocca con mano quante cose belle e positive è possibile fareassieme, un momento di condivisione nel dare la parola a chi non l’ha avuta fino a quel momento ma soprattutto si tratta di ritrovare assieme le parole…

“La Salute Mentale è di tutti”

 

 

Grande partecipazione Mercoledì 2 Ottobre a Lo Spazio Nuovo per la presentazione del libro “Le parole ritrovate-La rivoluzione dolce del fareassieme nella salute mentale”.

“Le Parole Ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la Salute Mentale in Italia.

Lo ha fatto in maniera “dolce” attraverso la passione e l’impegno quotidiano di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che contano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della Salute Mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate e inascoltate. Lasciate ai margini.
Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto moltissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone.
E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana e più giusta.”

A introdurre la serata Chiara e Alberto di RadioLiberamente. Si è data voce a Gilberto che ha raccontato la nascita dell’Associazione Idee in Circolo, de Lo Spazio Nuovo e di come ha avuto inizio l’esperienza di “Parole Ritrovate” a Modena.

“La voglia di fare è sempre attiva e come si dice a Modena: Si barcolla ma non si molla.”

In seguito, con grande entusiasmo, è intervenuto Renzo De Stefani che ha illustrato il libro narrando la sua esperienza di vent’anni come protagonista di questo movimento. Ha illustrato alcune pagine significative all’interno delle quali vengono raccontate realtà esistenti nelle varie regioni italiane.

Renzo De Stefani ha poi lasciato spazio a testimonianze presenti: sono saliti sul palco alcuni rappresentanti di Parma capitanati da Massimo Costa. Raccontavano con serenità i propri vissuti ed esperienze che portavano in giro nei vari eventi per far conoscere al meglio i rapporti con le istituzioni della salute mentale; Questo dà forza per contaminare la società con l’obiettivo di cambiare e non lasciare tutto andare alla deriva.

Ancora, sono intervenuti Sonia e Gilberto di Modena raccontando dell’avvenuto percorso di crescita, soprattutto personale che “Parole Ritrovate” trasmette avendo un dialogo ed un confronto con altre realtà anche diverse dalle nostre. Questo ha reso possibile la nascita del movimento anche nella nostra provincia con esperienze formidabili di essere capiti ed ascoltati stando meglio.

Abbiamo avuto l’intervento di Budrio con il coordinatore Giovanni dove a gran voce chiedeva nuove azioni per il movimento de “Le Parole Ritrovate”.

In conclusione i saluti di rito dell’Assessora alle Politiche Sociali di Modena Roberta P., della Dott.sa Donatella M. e della Presidentessa dell’Associazione Idee in Circolo Alessia C., con la promessa di intervenire più attivamente sul territorio e soprattutto di portare avanti l’idea “fareassieme”.

Le Parole Ritrovate

 

 

Sabato 7 Settembre si è riunito in assemblea il gruppo di Parole Ritrovate che ha ripreso a lavorare sulle progettualità avviate prima della pausa estiva.

Tra le progettualità avviate vi era il desiderio di organizzare dei dibattiti di confronto e sensibilizzazione con le scuole, i giovani. Abbiamo invitato tra di noi un giovane studente disponibile a darci una mano a costruire una giornata di confronto.

Ci piacerebbe trasmettere ai giovani il mondo di Parole Ritrovate così com’è, confrontarsi in modo esistenziale e meno strutturato, presentare il libro del collettivo modenese Le Parole Ritrovate “E adesso parliamo noi”, attraverso anche alcune letture.

Oltre il lavoro con le scuole, abbiamo programmato le tematiche dei percorsi itineranti da strutturare con i vari gruppi provinciali di Parole Ritrovate: i medicinali a Sassuolo, il lavoro a Carpi, l’ambiente e la natura a Castelfranco, l’ecologia della mente a Modena.

Ancora, ci piacerebbe costruire una sessione di prova rispetto la “Mindfulness”, un approccio che vorremmo approfondire nel mondo di Parole Ritrovate.

Cogliamo l’occasione per ricordarvi il prossimo incontro: Sabato 5 Ottobre alle ore 10.00 presso Lo Spazio Nuovo, via IV Novembre 40/b. Invitiamo i vari gruppi provinciali a lavorare sulle tematiche che sono emerse.

” Continuarono gli altri fino a leggermi matto”

Martedi 27 Agosto alla Festa de l’Unita Provinciale di Modena, Idee in Circolo ha partecipato a una serata organizzata dall’Arci dal titolo ” Continuarono gli altri fino a leggermi matto”, una serata di dialogo e confronto sulla Salute Mentale. A fianco di Idee in Circolo, rappresentata da Alessia Casoli, presidente, e Marco Pizzirani, vicepresidente, c’erano Tilde Barbieri presidente dell’associazione Insieme a Noi e il Dott. Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Az. USL di Modena, la giornalista Laura Solieri che moderava il dibattito e RadioliberaMente che ha registrato la trasmissione. Sono stati molti i temi affrontati: dall’importanza del volontariato nelle realtà associative agli Esp, alla Settimana della Salute Mentale. Le associazioni hanno ricordato le tante iniziative che le vedono impegnate per promuovere una “buona salute mentale”, dai laboratori ai vari corsi e gite che vengono proposte e che danno la possibilità alle persone di mettersi in gioco e di attivarsi a fianco della cittadinanza.

 

…Ci tenevamo a farvi leggere ciò che Alessia ha scritto per voi

“Buona sera a tutti, io sono Alessia Casoli, presidente di Idee in Circolo e vorrei parlarvi della mia ascesa al potere. Io ho un disturbo bipolare che mi è stato diagnosticato nel 2004, ma per molti anni ho vissuto male il mio status come ” paziente psichiatrica ” Mi ero chiusa in me stessa, avevo accettato un lavoro non adatto a me nel terrore di non trovare altro ed avevo una bassa autostima.

Poi il mio psichiatra mi ha messo in contatto con Social Point. Il Social Point è un servizio del Dipartimento di Salute Mentale che si occupa di inclusione organizzando situazioni e inviando persone ad associazioni sul territorio che possono favorire l’integrazione e lo sviluppo della persona.

Il Social Point mi ha consigliato la redazione multimediale di Idee in Circolo. Cominciare non è stato facile. Per due o tre volte mi sono fermata sulla soglia e non sono entrata. Poi l’ho fatto ed un mondo nuovo si è aperto per me. Mi sono sentita benvenuta e la mia passione per la scrittura è stata apprezzata e indirizzata.

Dopo un po’ ho cominciato a partecipare alle assemblee del lunedì e poi mi sono trovata impegnata tutti i giorni a fare cose, partecipare a riunioni, ad esprimermi e a sentirmi inclusa. Ho imparato molte cose. Ho imparato ad amarmi e a lasciarmi amare. Ho imparato a essere onesta con gli altri e con me stessa. Ho imparato ad ascoltarmi e a farmi ascoltare .

Il mio impegno è aumentato da quando, insieme al circolo left Vibra e alla rete degli studenti abbiamo preso in gestione Lo Spazio Nuovo.  Aiuto ad organizzare eventi e vi partecipo, sia come volontaria per la gestione o il bar e come partecipante attiva. Ho imparato tante cose e tante ne continuo ad imparare.

Per esempio ho imparato, nei nostri laboratori per bimbi del mercoledì, che fare il pane è un lavoro da ragazzi e che i bambini adorano imparare se solo c’è qualcuno che glielo insegna con pazienza e amore.

Ho imparato che i miei  concetti di prevenzione dell’AIDS erano antiquati.

Ho imparato che i migliori speakers, sono quelli che ci credono, come il Dottor Starace.

Ho imparato che avere un ruolo di responsabilità non è facile e a rialzarmi quando cado, con umiltà e amore.

Ho imparato che il volontariato paga. Che offrire senza niente in cambio è bello. Questo l’ho imparato da tutti i volontari, utenti e non che lavorano con noi. Con quelli che organizzano corsi e quelli che vi partecipano, vi insegnano.

Per questo vi invito tutti Lo Spazio Nuovo il 18 Settembre. Alle 18:30 abbiamo una call per volontari e alle 19 abbiamo un open Day di tutti i Nostri corsi. Venite a sentire cosa abbiamo da offrire e ad incontrare i nostri meravigliosi volontari.

Ne vale la pena. Sono stati i volontari che mi hanno spinto su di un palco a Trento due anni fa e a farmi capire che quello che ho da dire ha valore. Non ho più smesso di parlare da allora.”

Di che sovranismo parli? E’ l’algoritmo che è sovrano

Il 3 luglio abbiamo ospitato Renato Curcio a Lo Spazio Nuovo. Ha presentato “L’algoritmo sovrano”.
In una sala piena quanto calda, abbiamo resistito in un ascolto attento e silenzioso per oltre due ore.
Vi proponiamo qualche passaggio del suo intervento che riteniamo saliente:

[….]c’è una specie di corto circuito per cui se parliamo di rete parliamo di social network: bene, diciamo pure che nel mondo di internet i social non c’ entrano nulla.
I nostri dati sono in mano al mondo dello studio (pensate la piattaforma Almalaurea), del lavoro, del consumo.
Il nostro consumo è tracciato, i nostri accessi sono controllati.
Questo mondo è diventato così importante che ci pone 3 problemi antropologici:
ci sono ormai contesti obbligati per cui nessuno può ormai più tirarsi fuori da questo mondo, per cui è sciocca la posizione di chi rifiuta l’uso della tecnologia. perché inesorabilmente produciamo dati non facendo nulla. E tra pochi anni tante nostre attività saranno mediate da dispositivi digitali.
Per es. la carta d’identità digitale:
la carta d’identità digitale ha un microchip con impronte digitali e tratti facciali cioè dati biometrici. e in più vi hanno dato un pin a un puk. il piano di digitalizzazione dell’amministrazione pubblica in Italia è un piano che prevede che tra tot anni tutte le operazioni passeranno attraverso un unico documento che avrà in se il dispositivo digitale che consentirà di avere memoria di qualunque operazione. capite che dal punto di vista di monitorare le attività economiche e sociali dei cittadini è un punto di grande rilievo.
siamo di fronte ad una evoluzione antropologica.
Transumanesimo e post umanesimo, discipline insegnate e fortemente sostenute dalle grandi imprese digitali che dicono beh guardiamoci intorno, le cose che vi ho detto sono evidenti di per se questo sta a significare che nel giro di pochissimi anni, l’uomo sapiens sarà un arcaismo. Sarà una parte del ns genere così irrilevante dal punto di vista sociale che finirà di costruire una sub classe,
ci sarà un genere tecnologicamente implementato ed evoluto e ci sarà una sub classe.

[….] il loro risvolto eugenetico ha portato a sperimentazione in Germania ed in Italia ed ha portato le prime domande su quelle che sono i rischi di un intervento sul dna che si potesse risolvere in un catalogo con le caratteristiche della specie. Faccio un’operazione di chirurgia genetica e scelgo come voglio il mio bimbo.
Quale economia può essere fatta utilizzando la microchirurgia genetica, che allo stato attuale ha raggiunto la capacità di fare operazioni giudicate eticamente non adatte, e quindi si bloccano.
E’ un aspetto inquietante per la scarsa consapevolezza che noi cittadini abbiamo dei brevetti che stanno a fondamento di tutte queste tecnologie.
Questo pone problemi politici molto seri: il monopolio di queste tecnologie x il mondo occidentale è il mondo americano. Tutti i dati prodotti a livello occidentale nel mondo finiscono nelle banche dati di queste strutture. qui crea una situazione strana. In Italia c’è un grande dibattito sul sovranismo, è un dibattito ridicolo sul piano della storia. Ci renderemmo conto che nessuno stato al mondo al momento è sovranista. alla parola sovranismo per ciò che riguarda gli stati non corrisponde a realtà.
Non c’è un sovranismo politico ma c’è un sovranismo tecnologico.
Parliamo di tecnologie che hanno due versanti, uno economico: i dati si scambiano, noi li regaliamo a tutte le aziende con cui entriamo in contatto, loro li utilizzano per pubblicità.

E’ un nuovo modo di immaginare il sistema politico che non passa più dalle relazioni ma dalle reti.

[….] un viceministro per comunicare col mondo non va in parlamento e apre il suo videino e dice una nave ha speronato una nave militare italiana.
10 secondi e le chiacchiere si diffondono.
E’ una storiella, ma non ha nessuna importanza il suo nesso con la realtà, un sistema robotizzato prende la finestrella di fb e la amministra sull’intera rete che nel frattempo si è costruita. poniamo 2 milioni e mezzo di persone in un minuto e mezzo. la politica si fa li e in quel minuto e mezzo non c’è cittadino che possa fare resistenza.
perché non raggiunge 2.5 milioni di persone.
Siamo in una fase in cui le storie che ci vengono raccontate dai vari politici nelle varie finestre digitali, possono essere inverosimili ma tanto non pagano pegno. L’effetto lo raggiunge in quel minuto e mezzo.
Trump invia messaggi in rete ogni 16 minuti.

Come insegnavano i grandi sociologi le storie passano immediatamente. Ciò che non siamo in grado di fare è batterci per imporre il diritto a non vederci raccontare un’infinità di storie perché i social sono aziende private che possono fare ciò che vogliono.

Hanno in mano i dati sanitari di mezzo mondo.

Il microchip invisibile potrebbe sostituire le carte di credito e permetterti di risparmiare ulteriore tempo.

Gli spazi di democrazia sono minacciati perché la democrazia c’è e nasce solo dove c’è conflitto tra persone, dove non c’è non c’è democrazia. Ci può essere efficienza, una forma di simile democrazia. nel mondo e delle relazioni personali, lo scontro non ha nulla a che vedere con lo scontro che si crea sui social.
Io sto bene con le persone per me è fondamentale stare con le persone, come ricercatore mi interessa lo studio del mondo digitale perché allunga a sistemi totalitari.

Come ci siamo arrivati a tutto questo?
Perché 20 anni sono pochissimi.
Quando sono uscito dal carcere non c’era posta elettronica, oggi sarebbe impossibile.
20 anni sono nulla, è accaduta una grandissima trasformazione.
Le tecnologie digitali non sono in continuità con quelle precedenti, il modo di produzione capitalistico si. Le nuove tecnologie sostituiscono le relazioni con le connessioni, dobbiamo imparare a resistere a questo. Non dobbiamo mai escludere il conflitto per fare una produzione creativa del futuro.

Cittadinanza attiva a Modena: testimonianze di Idee In Circolo

Nasce dalla volontà di alcuni utenti della salute mentale che dal 2011 decisero di fondare l’associazione per promuovere una buona salute mentale. Ovvero fare in modo di far conoscere il mondo della salute mentale ai cittadini che non la conoscono, uscendo dai soliti pregiudizi di assistenzialismo, paura, imprevedibilità cercando di fare assieme dei progetti.
Ci è venuto subito spontaneo affiliarci all’arci, realtà che ci ha supportato negli anni di costruzione dell’associazione.
Quindi si è pensato di attivarsi con vari progetti: attività corsistica, eventi di sensibilizzazione tipo concerti in collaborazione al vibra, dibattiti, conferenze, gruppi di auto mutuo aiuto e progetti nelle scuole, con le scuole…
Nello specifico, si sono creati spazi di cittadinanza attiva per gli utenti attivi, che erano anche un po’ spaventati e preoccupati dal mettersi in gioco su cose che nessuno mai aveva pensato che potessero fare, come per esempio:
corso di pizzica, di dj, di home recording, di fotografia, da barman, di joga, di tecnico audio, di tamburello, di sartoria…. Tutti questi corsi sono partecipati sia da utenti che da cittadini, sono tenuti da volontari, che hanno un minimo di rimborso spesa, che sono cresciuti nella nostra associazione o al vibra, e sono organizzati da utenti attivi nell’associazione, che si occupano di aprire e chiudere la sede, fare le iscrizioni, tenere la segreteria delle prenotazioni e tutte le varie necessarie.
Inoltre molti utenti hanno partecipato a questi corsi come formazione interna mettendo poi a disposizione le competenze acquisite all’associazione, per esempio: competenze in ambito fotografico, da barista, da tecnico audio, di sartoria,…….
I corsi sono molto diversi e chiamano in causa una responsabilità individuale e collettiva su diversi aspetti: 1. Gestione delle chiavi, 2. La gestione dei soldi ed il rendiconto delle ricevute, 3. Gestione del gruppo e delle richieste dei partecipanti, 4. Per alcuni corsi, la gestione di ambiti che potrebbero mettere qualcuno un po’ in difficoltà come il corso da barista che ha a che fare con bevande alcoliche.
Un altro aspetto molto importante è la popolarità che hanno i corsi che proponiamo: le tariffe di iscrizione sono piuttosto basse e per chi ha difficoltà si cerca di andare in contro, fino anche a non far pagare il corso, in cambio di un aiuto volontario… questo ovviamente implica un impegno di tutti, sia di chi tiene il corso, sia dei volontari attivi che sanno che possono avere piccoli rimborsi, ma che non sono garantiti.
Eventi di sensibilizzazione:
come associazione proponiamo diversi eventi sul tema della salute mentale, sia nell’ambito di Màt che non, partecipiamo ai vari eventi organizzati a livello locale, regionale e nazionale. Questo preparandoci gli interventi e confrontandoci sulla gestione dei viaggi e delle spese, tra noi e con Social Point.
Sugli eventi musicali, collaboriamo in particoalre col Vibra, ma non solo, sono varie le realtà con cui progettiamo eventi coinvoglendo in particolare Radio Liberamente, di cui poi vi dirà Alberto.
Rispetto a Màt siamo sicuramente stati tra i soggetti promotori e che più fortemente ogni anno sostengono l’organizzazione sia come volontari, sia per gli spazi (il progetto de Lo Spazio Nuovo che dopo vi racconterò), sia per il supporto che offriamo con Radio Liberamente.
Al momento in associazione abbiamo 1 gruppo ama uditori di voci e due gruppi ama generici, li chiamiamo così perché nel tempo abbiamo scelto di non categorizzarli per diagnosi ma lasciarli aperti a chiunque attraversi momenti di difficoltà variopinti… l’accesso al gruppo avviene tramite un colloquio con il facilitatore, che poi confrontandosi col gruppo convdivide il momento migliore in cui la persona possa entrare. Tutti i facilitatori sono utenti, non ci sono operatori nei gruppi e i facilitatori hanno fatto formazioni sull’auto mutuo aiuto con il dipartimento o con il centro servizi volontariato. Partecipiamo ad un coordinamento provicniale di gruppi ama, occasione di confronto sull’andamento complessivo.
Rispetto alle scuola:
ospitiamo studenti in alternanza scuola lavoro e nell’ambito di un progetto con il centro servizi per il volontariato, nonché tirocinanti e ragazzi in tesi di laurea. Inoltre cooprogettiamo interventi nelle classi o in assemblea d’istituto, sia tematici (es sulla Legge Basaglia) sia come volontari attivi dentro a un’associazione di questo tipo. Molti ragazzi che arrivano hanno l’aspettativa di un contesto assistenziale / ospedaliero poi se ne vanno dicendoci che non hanno capito bene chi è utente e chi è cittadino … questa ovviamente per noi è una grande vittoria!
Un altro progetto legato ai giovani è quello del servizio civile, per il 3 anno ospitiamo un giovane, siam partiti da me, poi sono arrivate altre due ragazze. Probabilmente nel prossimo anno faremo un progetto che ne prevede due.
Un altro elemento fondamentale di cittadinanza attiva è la partecipazione al Cufo, alle riunioni di direzione della salute mentale adulti ed alla consulta regionale. Questi ovviamente sono contesti dove abbiamo bisogno di crescere ancora, per acquisire maggior potere e protagonismo.
Nell’ultimo anno abbiamo preso in gestione un nuovo spazio che abbiamo appunto chiamato “Lo Spazio Nuovo”. Si trova in pieno centro cittadino, accanto alla nostra sede e a quella di Arci e del circolo giovanile vibra.
Da prima della fondazione di Idee in Circolo, ai tempi del progetto “Fare Assieme la nostra scuola a Muyeye” gli amici che l’hanno fondata sognavano di gestire uno spazio sociale e creativo, dove si potesse fare assieme.
Lo spazio che avremmo voluto era sempre nell’area Ex Macello di Modena, dove hanno sede la nostra associazione e il Circolo Culturale Left – Vibra, con cui dal 2007 molti di noi collaboravano grazie a vari progetti, come Radio Liberamente e Social Point.
Ci siamo riuniti in assemblea più volte a ragionare di noi, delle nostre forze e di come avremmo potuto sostenere uno spazio nuovo, immenso, sia da un punto di vista umano che economico.
Tanti di noi hanno barcollato fortemente, ma uniti abbiamo pensato di provarci.
Ed è così che è nata, all’inizio del 2018, questa nuova avventura: “Lo Spazio Nuovo”.
Quando ci siamo entrati, sembrava un girone dell’inferno dantesco: mobili, materassi, reti, comodini, tavoli, un delirio di quelli più belli. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo iniziato a svuotarlo, abbiamo recuperato 100 pallet e li abbiamo levigati uno ad uno grazie all’aiuto di tanti cittadini e degli amici dell’ufficio mani sporche.
La sartoria ha fatto i rivestimenti per i materassi che sono diventati divani. Chi ha levigato, chi ha cucito, chi ha impregnato, saldato … insomma un sogno che sempre più assumeva forma, grazie all’aiuto di tutti, grazie ad un impegno collettivo.
Verso la primavera abbiamo fatto un laboratorio intensivo “El arte de la basura” aperto al quartiere per finire di riparare i mobili che ci sono stati donati, sistemare e decorare i tavoli, costruire il bar.
Il 23 marzo, grazie al Vibra, abbiamo animato il comparto con street art e musica rap e un gruppo di writer ci ha donato dei graffiti meravigliosi che arredano i muri dello spazio.
In parallelo la rete di realtà che aderiscono è aumentata ed abbiamo incontrato le reti degli studenti medi e universitari.
Queste azioni collettive ci hanno portato a intraprendere vari percorsi di assemblee pubbliche, ancora in atto, che hanno visto il coinvolgimento di centinaia di persone che hanno portato idee: ass pubbliche “lo spazio che vorrei”, ass giovani “c’è spazio per tutti”, assemblee genitori, educatori, insegnanti “un villaggio in crescita”. Le assemblee ci hanno permesso di ascoltare realtà nazionali e regionali, chi vive il quartiere e la città, di accogliere il comitato dei genitori delle scuole vicine.
Così da inizio giugno2018, abbiamo avviato un centro estivo, grazie alla collaborazione con l’ Arci di Modena. Centro estivo che abbiamo ripetuto anche quest’anno ed è ora in atto.
Chi lo avrebbe mai detto, noi a gestire uno spazio aggregativo in centro a Modena? A gestire un centro estivo?
Abbiamo anche creato, su richiesta dei genitori, un doposcuola di 3 pomeriggi alla settimana, gestito dai volontari e creiamo vari appuntamenti settimanali di dibattiti, presentazioni di libri, conferenze, mercato biologico e laboratori per i bimbi.
Abbiamo dato spazio a temi per noi rilevanti, proiettando “Sulla mia pelle” che racconta la storia di Stefano Cucchi, ospitando Cluadia Lodesani, che ci ha raccontato del lavoro di medici senza frontiere, ospitando Tano D’amico che ha approfondito il tema dell’inchiesta sociale, e tanti tanti altri…

Il fare assieme è sempre stato alla base di tutto, la valorizzazione del sapere di chiunque, delle energia di chi poteva, ci ha permesso di accogliere tanti nuovi utenti interessati a collaborare su lo spazio nuovo e con idee in circolo….
D’altro lato la collaborazione con il Comune, con ARCI, con Legacoop, con il Dipartimento di Salute Mentale ci sta permettendo di costruire nuovi progetti ed eventi .
Lo Spazio Nuovo sta offrendo agli utenti percorsi di recovery fuori dai canonici percorsi dei Servizi di Salute Mentale.. Stiamo vedendo tante persone crescere e assumersi responsabilità.

La presenza di tanti cittadini provano la fame di spazi liberi in cui chiunque può partecipare alla pari: spazio di esercizio di cittadinanza attiva per tanti di noi, per gli studenti che hanno uno spazio autogestito di aula studio, assemblee di giovani e per la costruzione di eventi.

Per noi utenti che abbiamo in mano la gestione, alla pari di tutti, proponiamo progetti, idee, eventi e soprattutto lavoriamo attivamente nel quotidiano implicando molta crescita sulla responsabilità
La fatica della crescita. Ci stiamo provando giorno dopo giorno, cresciamo col rischio di calare su altre progettualità dell’associazione.
Imparare a tollerare la Frustrazione che alle volte ci sono pochi partecipanti, anche se poi riflettendo assieme ci accorgiamo che in un anno abbiamo comunque fatto un grande percorso.
La bellezza della rete è indiscussa, ma anche accettare una cogestione in tante teste ha implicato perdere di noi per accogliere del nuovo e questo non sempre è semplice.

Un ultimo aspetto, fondamentale sulla cittadinanza attiva è Come sta in piedi l’associazione? Come possiamo essere veramente autonomi?
Gli spazi che abbiamo sono in concessione tramite bando d’appalto del comune; paghiamo un affitto calmierato al 70% come prevede la legge per le associazioni, e le utenze.. poi abbiamo il rimborso spese ai volontari che tengono i corsi, ad alcuni volontari attivi a lo spazio nuovo, le spese di promozione, di eventuali attrezzature tecniche, …
Questo implica che dobbiamo prevedere delle forme di entrate che permettano di coprire questi costi, in particolare le utenze sono piuttosto alte, e sono:
le quote di iscrizione ai corsi, il tesseramento, la partecipazione a bandi comunali, regionali e nazionali, la partecipazione a bandi della fondazione cassa di risparmio di modena, la partecipazione alla coprogettazione di Social Point, ….
Ovviamente per fare questo ci vuole:
chi scrive i progetti: alcuni utenti stanno affiancando alcuni cittadini che lo sanno fare, per imparare a scrivere i bandi:
chi tiene i rendiconti: alcuni utenti stanno imparando a tenere i rendiconti; un utente redige il bilancio dell’associazione.
Fondamentale per la gestione di tutto questo attivismo è l’assemblea aperta che si tiene ogni lunedì pomeriggio dove chiunque può partecipare e dove si parla di tutti i vari progetti, i turni da fare, i bandi in scadenza, ecc…..
In tutte queste attività è ovviamente fondamentale la relazione che riusciamo ad instaurare tra noi ed in particolare con le persone più in difficoltà, che magari preferiscono partecipare a laboratori più “chiusi” come per esempio la sartoria o il recupero per poi piano piano affacciarsi anche ad altre realtà ….
Che alle volte capita che presi dalle tante cose qualcuno possa “sfuggire” anche se si cerca poi sempre di recuperarlo …