“Màt, settimana che rende protagonisti chi non lo è durante l’anno”

Modena e non solo si tinge di giallo; Màt settimana che rende protagonisti chi non lo è durante l’anno.

E’ appena terminata la IX° edizione della settimana più attesa e proficua, che vede protagonisti noi dell’associazione con i nostri interventi, innumerevoli realtà facenti parte la Salute Mentale e non solo, RadioLiberamente, radio ufficiale dell’evento Màt.

Modena e provincia si tinge di giallo con parate, convegni, interventi, seminari, musica, spettacoli teatrali, cene, presentazioni e narrazioni di libri, sport e tante altre iniziative che sono state racchiuse in circa 80 appuntamenti concentrate nel territorio modenese.
Sono giorni molto impegnativi ma allo stesso tempo ci fanno riflettere, anche in prima persona, su quanti pregiudizi e problemi esistono ancora ad oggi in questo ambiente. Le iniziative erano aperte a tutti creando così un’aggregazione con persone che sono ancor oggi titubanti quando si parla di Salute Mentale.

Questa settimana cerca di abbattere muri e ostacoli che si creano nel tempo a causa dell’assenza di informazioni adeguate ed utili contro stigmi, pregiudizi, discriminazioni, allontanamenti, coinvolgendo a suo malgrado chi soffre di questa alterazione che pone limiti nel quotidiano e nella società.

In ogni iniziativa c’era chi prestava supporto per diffondere in modo più che positivo il messaggio:

“Chi vi fa parte è una persona che ha solo bisogno di avere più stima da chi lo circonda, standogli vicino senza etichettarlo, allontanarlo o deriderlo per la situazione che sta vivendo”.

Volontari, operatori, medici, familiari che si sono impegnati spendendo tutto il loro tempo per creare le giornate appena trascorse in maniera che si diffondesse ampiamente tutto ciò che viene fatto sul territorio per la cura e l’inclusione delle persone che hanno difficoltà. Allo stesso tempo non sono mancate le criticità che la sanità, in genere, e soprattutto la Salute Mentale deve affrontare giornalmente per problemi istituzionali e altro.

L’appuntamento è per il prossimo anno sperando che la partecipazione di chiunque sia sempre maggiore. Ricorrerà anche il decennale della settimana della salute mentale, Màt, quindi quale miglior occasione per trascorrere con noi il vostro tempo per conoscerci e toccare con mano cosa di reale esiste in questa realtà e perché no… colorando di giallo quello che più vi piace!

E’ una settimana che sensibilizza sicuramente e maggiormente questo tema ma, come Associazione Idee in Circolo ci teniamo a sottolineare che cerchiamo di impegnarci quotidianamente nel farci conoscere, cercando di aprire quelli che sono i nostri spazi, i nostri luoghi, il nostro essere cittadini attivi a tutti coloro che hanno voglia di prendersi cura di una Buona salute mentale assieme a noi!

Invitiamo tutti a visitare i siti internet: http://www.matmodena.it, http://www.associazioneideeincircolo.wordpress.com, http://www.radioliberamentemodena.it, le relative pagine facebook e instragram per avere maggiori informazioni, curiosità e aggiornamenti che riguardano il nostro territorio e non solo.

Tarantismo: “la storia di un rito che cura”

Venerdi 26 Ottobre durante la settimana di Mat presso lo Spazio Nuovo abbiamo potuto assistere a un incontro sulla storia del tarantismo promosso dall’associazione Idee in Circolo in collaborazione con Associazione Kosmo e circolo culturale Left Vibra. Ne abbiamo discusso con Massimiliano Morabito del canzoniere Grecanico Salentino. In questo incontro e stato analizzato il tarantismo pugliese attraverso filmati e video storici in cui abbiamo potuto assistere che fenomeni come Musicoterapia, danzaterapia considerati oggi moderni rimedi contro i nostri mali abbiano in realtà radici molto antiche, difatti nei filmati proposti  abbiamo potuto assistere come il “tarantato” veniva aiutato a liberarsi dei propri demoni interiori con la musica dentro una comunità accogliente, Morabito ha spiegato che anche nell’attualità la danza ha un valore curativo è di come sia importante il valore dell’accoglienza è dell’inclusione, non e mancato in conclusione anche un dibatitto con i partecipanti su questo argomento. Questo incontro nella cornice dello Spazio Nuovo che durante Mat ha visto numerosi convegni ha visto la presenza di numerosi cittadini interessati all’argomento che hanno anche attivamente partecipato al confronto ponendo domande e confrontadosi con Morabito.

 

Màt! The Musical!!!!

La settimana scorsa, dal 20 al 27 Ottobre è stata La Settimana, quel tempo dell’anno in i “matti” vengono fuori a ballare, cantare, recitare, parlare e possibilmente coinvolgere tutti nel loro mondo fatto di lotta allo stigma, no restraint, lavoro, abitare, ma anche di socialità e narrazione di storie. Questi sono solo alcuni degli argomenti “seri” trattati in convegni, spesso guidati dai prodi vincitori della coppa “Omnipresenza” Categoria Psichiatri : Dott. Fabrizio Starace IL DIRETTORE e Dott. Gian Maria Galeazzi Prof. Ass UNIMORE.

Vincitori assoluti di presenze collezionate sono gli speakers di Radioliberamente, organizzati e spalmati per coprire il maggior numero di eventi possibili, quest’anno dotati anche della loro traduttrice, cioè me.

Questo è stato il mio primo vero Màt. L’anno scorso ho messo il naso fuori e poi sono ritornata alla calma della mia casetta. Quest’anno è stata full immersion. Non mi sono avventurata nelle province, ma ho avuto una serie di belle esperienze a Modena. Del resto c’erano 88 eventi tra cui scegliere. Troppi? Forse? Ci sono stati eventi in cui c’erano 50/100 persone ed eventi in cui c’erano 20 persone. A me hanno interessato tutti.

E’ stato bello vedere tanta gente coinvolta. Il Màt Pride è stato un trionfo di musica e colori con persone che guardavano perplesse l’invasione della loro “vasca” del sabato pomeriggio e poi si univano a noi ai sindaci, ed ai tamburi.

Qusto è stato il primo anno in cui Idee in cirolo ha ospitato eventi in una delle “sue” sedi, Lo Spazio Nuovo, il nostro team si è dimostrato eclettico e polivalente, dal buffet per i 10 anni di Radioliberamente al workshop di autobiografia, al PastaParty coi ragazzi della Torre. Grande aiuto tecnico dei ragazzi di Radioliberamente e grande sostegno dei nostri compagni del Left Vibra, che ci hanno dato, tra l’altro, spazio per ballare e cantare.

L’altro nostro contributo, con il Collettivo Modenese de Le Parole Ritrovate, è stato il libro “E adesso parliamo noi. Terapia al bisogno per i pregiudizi” che abbiamo presentato a L,o Spazio Nuovo ad una devota folla, caricata dallo spettacolo delle Maddalene Matte, con presentazione e letture con chitarra.

Sono un poco imbarazzata di mettere tra i successi di Idee in Circolo la mia presenza in qualità di Vicepresidente al programma di TRC “Detto tra di noi”, ma ci ha dato la possibilità di fare conoscere alla gente ciò che siamo e facciamo e ad invitarli a partecipare alle nostre attività che stanno diventando sempre più inclusive e variate. Quindi vi aspettiamo da noi sempre più numerosi e curiosi per partecipare ad un mondo fantastico e profondo.

“La narrazione come strumento di azione”

 

 

La settimana della Salute Mentale ha accolto tra i suoi eventi, incontri e dibattiti il tema della narrazione che, quest’anno, ha visto diverse realtà coinvolte sul suo valore ed efficacia. L’incontro ha animato e reso vivo Lo Spazio Nuovo grazie alla partecipazione di tutti gli attori coinvolti: il collettivo modenese Le Parole Ritrovate, Aliante Cooperativa sociale, Idee in Circolo, Social Point Modena e lo  Spazio Ripresa. Tra tutte queste realtà però, qualche attore mancava, attori che ci aspettavamo ci fossero: gli operatori dei servizi. Operatori che avrebbero dovuto ascoltare il potere della parola delle persone che attraversano i loro stessi servizi.

L’incontro ha avuto inizio dalla restituzione del cantiere di socio analisi narrativa “il potere della parola” condotto nella primavera 2018, presso Lo Spazio Ripresa, seguito da un dibattito e confronto con l’esperienza del cantiere di socio analisi narrativa presso l’Asl 2 Bari.

Originale e profonda la rappresentazione delle MADdalene, un gruppo di donne che attraverso una vera e propria storia si sono sperimentate in diversi ruoli, invitando il pubblico a prendere parte direttamente alla rappresentazione e cambiare la scena, la storia e le modalità comunicative dei diversi personaggi. La rappresentazione incisiva e sorgente di riflessioni ha offerto al pubblico un qualcosa di innovativo per la maggior parte dei presenti. La ricerca delle alternative, la capacità di comprendere l’origine dei comportamenti dei personaggi ha messo in discussione coloro che hanno raggiunto la scena.

Lo Spazio Nuovo, nella stessa giornata, ha accolto gli autori del libro “E adesso parliamo noi – terapia al bisogno per il pregiudizio”. Per tutto l’anno il collettivo modenese di Parole Ritrovate si è incontrato e ha maturato assieme il bisogno di scrivere la propria storia e trasmettere quella autenticità attraverso il potere della parola di chi ha attraversato direttamente o indirettamente il mondo della salute mentale. Quel potere della parola dovrà crescere sempre di più e sarà l’energia e la passione che accompagnerà il collettivo modenese di Parole Ritrovate in tour per l’Italia.

 

 

Duccio Demetrio docet

 

 

Nella giornata di martedì 23 Ottobre si sono susseguiti un workshop chiuso e una lezione magistrale a cura dell’accademico e saggista Duccio Demetrio. Questi avevano l’obiettivo di far riscoprire l’importanza di ritrovare sé stessi attraverso percorsi collettivi di scrittura autobiografica. Dal momento che nella quotidianità c’è spesso poco tempo per riflettere sulle proprie esperienze, la promozione di questa attività diventa utile per condurre la persona ad una ricostruzione della propria identità e ad un recupero di senso del proprio vissuto.

 

Durante entrambe le attività c’è stata molta partecipazione, in particolare nella lezione magistrale si è visto un grande coinvolgimento da parte dei cittadini accorsi per questo evento e attivi nel porre domande e chiedere chiarimenti.

Duccio Demetrio è stato in grado di creare un clima disteso, mettendo le persone a proprio agio e lasciando loro la libertà di decidere se condividere o meno le proprie esperienze. Questo ha fatto sì che in numerosi decidessero di raccontare i propri momenti di vita con particolare enfasi sui sentimenti. Si è diffusa una grande complicità tra operatori, utenti, cittadini e studenti capace di legare, attraverso la scrittura autobiografica, gente molto diversa con vissuti molto lontani tra loro.

Noi personalmente abbiamo riscoperto il piacere della scrittura come mezzo per fare chiarezza e mettere in ordine dentro noi stesse pensieri, riflessioni e ricordi; molto spesso questi vengono raccontati e tramandati a voce, ma non hanno lo stesso impatto emotivo del produrre un elaborato scritto. Abbiamo trovato come la scrittura autobiografica possa essere utilizzata come intermediaria tra la realtà e la percezione di essa, permettendo di esperire attraverso un diverso punto di vista i propri ricordi.

Consigliamo vivamente, se si dovesse presentare l’occasione, di prendere parte a simili attività per riscoprire sé stessi in un modo diverso dal solito.

Un’arancia blu (riunione Màt area nord)

 

 

Un’arancia blu sembra la Terra vista dalla Luna, mentre guardando attraverso il cannochhiale di Màt a Carpi e Mirandola si vede una mela Campanina e più esattamente tanta agricoltura sociale che vuole valorizzare la vocazione del territorio con le sue biodiversità.
Così gli studenti potranno trovare porte aperte e incontrare contadini che suonano, artisti che conducono gruppi AMA, filosofi come Recalcati che festeggiano la legge 180, istituzioni comunali che spendono i denari pubblici per video di promozione della responsabilità sociale indirizzati alle aziende del biomedicale che non vogliono assumere persone con fragilità.
Poi si vedranno utenti che scrivono autobiografie con Duccio Demetrio, in attesa che si applichi, non solo in modo sperimentale, il Dialogo Aperto nei servizi.

L.F.

Workshop “Le Parole Ritrovate”

 

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute e spazio al chiuso

Tra i numerosi incontri e convegni che si sono susseguiti nel corso della settimana della Salute Mentale “Le Parole Ritrovate” si sono incontrate nuovamente per riflettere e discutere sulla domanda “Salute e Malattia sono eventi naturali?”. Per facilitare la discussione e la partecipazione attiva di tutti i partecipanti ci siamo divisi in diversi gruppi di lavoro e abbiamo iniziato a discutere sulla domanda che ci siamo posti. Ci siamo presentati e a partire da alcune esperienze personali e dalle nostre individuali idee ed opinioni abbiamo iniziato a confrontarci. I gruppi, poi, attraverso il metodo dell’acquario, suggerito dalle nostre amiche antropologhe, hanno esposto le riflessioni che sono sorte, suscitando così nuove domande e riflessioni.

Per la maggior parte di noi “Salute e Malattie” sono determinate dai contesti di vita in cui la persona è cresciuta ed è venuta a contatto nel corso della propria vita. In altri casi, invece, secondo alcuni certe malattie sono determinate dalla natura, ossia, dalla genetica. La natura stessa, con i suoi paesaggi e il clima ambientale, può determinare un livello più alto o più basso di benessere. Allo stesso tempo, il contesto di vita può essere fonte di malattia come di salute. Un abbandono, un ambiente familiare fragile può comportare, probabilmente, un rischio maggiore di sofferenza e viceversa un ambiente accogliente, di dialogo e scambio, di ascolto empatico può comportare un livello di benessere maggiore.

La domanda “Salute e Malattia sono eventi naturali?” rimane una questione aperta, oggi e domani. Tale questione è aperta anche all’interno delle diverse comunità scientifiche. Anche noi, cittadini di diversificate realtà, abbiamo potuto confrontarci e dare voce alle nostre idee per poter tenere ben saldo il valore ad una cittadinanza attiva.

Il Workshop “Le Parole Ritrovate” si è concluso con il bellissimo ed emozionante monologo di Luciana che, a mio parere, ha espresso attraverso la propria interpretazione le sfumature della sofferenza e del benessere immersi nei contesti che abitano la comunità.

M.

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Mutina on the Road

 

Mutina on the Road

Di sguincio dal portico comunale le linee
architettoniche di cattedrale
e torre che s’ incontrano
per subsidenza prima
dell’orazione di pace
nonviolenta, dopo
colgo un calore interiore
al sacro che accende
una piccola croce
sull’abside che torno torno
abbraccia.
Per via tamburi
blu ufficiali, a via quelli gialli
dei matti, il suono in levare
possibile, possibili le linee
degli sguardi che s’incrociano
si dischiudono le labbra
e la vita è la via
risorgiva

LF.

Le nostre impressioni… Curare senza legare: MISSIONE POSSIBILE?

 

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X Convegno Nazionale SPDC No Restraint

Curare senza legare: MISSIONE POSSIBILE?

Durante la settimana del Màt abbiamo partecipato al convegno sulla posizione rispetto la contenzione. Si sono susseguiti diversi relatori. Uno degli interventi che ci ha colpito maggiormente è stato quello della ricercatrice Lene Lauge sulla “De Escalation”. La ricercatrice attraverso delle immagini ci ha mostrato come svolge il proprio operato in un ospedale caratterizzato da vetrate che mettono in relazione le persone con disagio e gli operatori al di fuori da una logica di controllo.

La “De Escalation” si compone di diverse fasi che danno importanza ad elementi quali: il tempo, il rispetto e inizialmente la distanza dalla persona che vive un momento di crisi, l’ascolto, l’osservazione del linguaggio corporeo, la creazione di un nuovo contesto per sorprendere la persona e mettersi nei suoi panni per comprendere il momento di crisi senza dover utilizzare la contenzione.

 

La contenzione è una delle questioni più dibattute in Italia e nella comunità internazionale. Tutti siamo coinvolti in prima persona e crediamo che bisognerebbe divulgare un approccio simile a quello sopra descritto. Si sono infatti presentate diverse realtà italiane che sostengono un approccio volto alla prevenzione della contenzione, attraverso metodologie che accolgono l’ascolto, la fiducia, la capacità di far emergere le risorse delle persone. Tutti gli operatori coinvolti nell’ambito della Salute Mentale dovrebbero essere educati a tale cultura.

Abbiamo avuto l’occasione di ascoltare anche il punto di vista delle persone con disagio le quali hanno esposto il bisogno di essere ascoltati attraverso atteggiamenti non giudicanti, rispettosi della sofferenza e il bisogno di ritrovare all’interno dei Servizi la figura dello psicologo e non solo la figura dello psichiatra che molto spesso si concentra esclusivamente nella prescrizione di farmaci. Le persone sofferenti, inoltre, testimoniano l’importanza che assumono le associazioni presenti all’interno della comunità che escono totalmente da una logica medica.

 

Curare senza legare? Sì, missione possibile.

L. M.

 

 

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