Natale al Vibra

Nella serata del 25 dicembre si è tenuto il classico appuntamento natalizio al vibra quest’anno denominato italindie. Ad aprire la serata una cena in cui abbiamo potuto mangiare i classici borlenghi e tigelle di Ozzy. A seguire dj set di dj Riccardo è di dj Kiara che hanno portato un grande repertorio musicale fra pezzi indie è brani natalizi in versione rock, portando una grande energia al pubblico in sala. Dopo il dj set è stata la volta di salire sul palco per il gruppo protagonista della serata ovvero i “Pinguini tattici nucleari” in un vibra pieno, la band ha portato tutto il suo miglior repertorio musicale dalla canzone “Sciare” a We mant maro back” trascinando il pubblico con la loro energia e la loro musica che variava in vari generi . E stata una serata molto piacevole, abbiamo potuto assistere a un bel concerto ed è stata una bella serata.

MAT Weekender

Venerdì e Sabato si è conclusa la settimana di MAT (settimana della Salute Mentale) con i classici appuntamenti al Vibra dei Mat Weekender e con due serate di concerti, tenute da alcune tra le band più interessanti del panorama nazionale.
Venerdì, nella serata “Notte Brava”, abbiamo potuto ascoltare i M.A.D. (Music Against Disorder), band nata nel progetto Social Point. Con la loro energia e il loro carisma musicale hanno aperto la serata. A seguire si sono esibiti i VALLANZASKA, la più popolare delle band ska in attività, che con la loro musica hanno travolto il pubblico, suonando i loro pezzi più classici e presentando anche alcuni pezzi del loro nuovo album “Orso Giallo”.
Sabato, nella serata “Italindie”, si sono esibiti in apertura gli EVO, band modenese emergente, che ha suonato pezzi ispirati al rock classico. Hanno proseguito l’animazione della serata i GIORGINESS, che hanno presentato il loro nuovo album e hanno concluso alla grande una settimana intensa, ma piena di iniziative e ricca di contenuti.

Radio Liberamente a Jesi

E’ come avvolgere il filo di Arianna, quel filo rosso che unisce i diversi labirinti di sofferenza mentale d’Italia che si danno un “cavo” per raccontare come si esca dalla violenza del Minotauro estraniante da se stessi e dagli altri seguendo una melodia interiore con un accompagnamento comune.

A Jesi siamo andati, delegazione di Radio Liberamente, venerdì 12 maggio all’evento “NON SOLO CURA: nuove esperienze di promozione della salute”; a cui partecipavano diverse realtà del territorio che orbitano attorno al mondo della salute mentale.

L’incontro si svolgeva in un centro sociale e la tavola rotonda era condotta attraverso il “DRG” dispositivo radiofonico gruppale*

*è presidio medico -chirurgico, l’abuso può causare effetti indesiderati.

Io non avevo mai partecipato in prima persona e ho sentito immediatamente, arrivando che era già iniziato , la potenza di questo stile di far radio, così differente da quello “nostrano”.

Infatti il dispositivo, così semplice e così efficace, consente di entrare subito in medias res.

Lo strumento è stato ideato da Alfredo Olivera nel 1991 a Buenos Aires, all’interno di un manicomio, perfezionato e ancora utilizzato da Radio La Colifata.

In Italia ci sono Radio Senza Muri di Jesi e Pro Loco di Torino che utilizzano questo modo particolare di fare radio.

E’ un dispositivo aperto e permeabile di tipo assembleare , si sta allo stesso livello in cerchio ascoltando e parlando tramite due microfoni che vengono passati dai facilitatori e tutti gli intervenuti possono avere parola dopo essersi presentati. NIENTE DI SPECIALE.

Eppure qualcosa di “magico” accade, c’è comunicazione vera.

A me è venuto in mente il QUASI NIENTEdi Vladimir Jankelecitch, filosofo e musicologo che curava trasmissioni alla radio di Tolosa in Francia, e descriveva così “il non so che” , il fascino(lo charme dice lui), che ci cattura nella musica, che è inespressiva ed espressiva al tempo stesso.

E’ potuto accadere che utenti, psichiatri, educatori, accompagnatori di montagna, studentesse, curiosi, potessero esprimersi alla pari a partire dalla propria conoscenza diretta.

Un ragazzo ha rivendicato il diritto all’integrazione ed è stato applaudito, ma con calma, sinceramente e convintamente mi son permessa di dissentire perchè non voglio essere integrata in una società che , come ha detto uno psichiatra, è malata e profondamente ingiusta, preferisco la povertà e la possibilità di incontrarmi con altre persone come quelle presenti con cui lottare e condividere. Ciò ha scatenato un dibattito che ha ridefinito il rapporto tra soggettività e gruppo in modo soddisfacente. Un altro ha dato un nome alla malattia della società: normalità, e ha raccontato che da tempo combatte contro l’omologazione della moda. Un ragazzo di Jesi, non chiedetemi i nomi, ha parlato di quanto sia benefico il contatto con la natura e dei successi ottenuti coi pazienti,e con irresistibile incanto ha descritto il piacere di scoprire la biodiversità; parola magica, dopo poco ero con lui che mesceva vino verdicchio del centro sociale a parlare dell’argomento.

Tornando al dibattito, Chiara e Lucio han suscitato interesse per le iniziative intraprese da Radio Liberamente verso una maggiore autonomia facendosi portatrice di più voci della comunità.

Dulcis in fundo, il talentuoso Luciano , poeta di Radio senza muri, ci ha dilettato con un carme all’ impronta.

Dopo un pranzo vegetariano ottimo e a prezzo politico offerto dal centro sociale, siam andati a fare i turisti per Jesi, terra di grotte e di Pergolesi, musicista del settecento morto giovane , famoso per la musica sacra. Alberto ha potuto condividere la passione sfrenata per l’attrice argentina Colmenares con lo psichiatra Alfredo Oliveira ,ma ci ha poi massacrato nel viaggio di ritorno sul tema dell’immortalità dell’anima. Al pomeriggio abbiamo atteso l’arrivo di Psicoradio per coordinarci sull’ intervento di Larghe Vedute, il network delle radio della mente, alla biennale di prossimità che si terrà a metà giugno a Bologna.

IMPARI CHE SEI UNA RADIO CONFRONTANDOTI CON LE ALTRE RADIO, per questo è importante ritrovarsi con gli altri amici d’Italia, si vive il senso profondo di quello che stiamo facendo che aiuta ad affrontare le difficoltà locali.

L.F:

Laboratorio givingvoice

Vi proponiamo un articolo degli amici di radioliberamente per il progetto di Giving voice.

E’ ormai da più di un mese che Radio LiberaMente, col progetto Giving Voice, va a dare voce (e da qui il nome) a diverse realtà. Una delle quali, che non poteva mancare dopo le nonnine, è la scuola d’infanzia Edison di Modena.

L’obiettivo è di far conoscere il nostro mondo radio ai bambini, ma è secondario rispetto a quel che, effettivamente, è ben più importante. Ciò che ci interessa è lasciar scaturire la loro fantasia e sentire come si approcciano a problemi difficili.

Inizialmente ci siamo presentati a sorpresa, non abbiamo detto loro quale argomento saremmo andati a trattare… abbiamo lasciato un po’ di suspence, che non fa mai male! E, una volta fatte le dovute conoscenze, abbiamo provato a spiegare loro il funzionamento del microfono, di farci raccontare un po’ la loro giornata e infine, canto libero sulle loro canzoni preferite. Temi leggeri per superare la timidezza iniziale.

Nelle giornate successive, ci siamo fatti raccontare cosa hanno fatto durante il carnevale a scuola, o con amici e genitori, e, durante le spiegazioni sul funzionamento delle radio, sono venute fuori anche delle tesi interessanti! Come, per esempio, che gli speaker che parlano in radio sono tanti piccoli omini che che parlano intrappolati all’interno di questi terribili apparecchi o che le onde radio, non si vedono… perché sono timide!

Insomma… noi siamo li per “insegnare” loro queste cose, ma è molto probabile che ,alla fine di questa esperienza, quelli ad aver imparato di più saremo proprio noi…!

Maratona givingvoice

Il pomeriggio di giovedì 30 Marzo si è svolta la maratona organizzata da Radio LiberaMente, al fine di farci conoscere e di raccogliere voti per la nostra partecipazione al context di Aviva.com. La giornata si è rivelata particolarmente stimolante, faticosa ma stimolante. Durante la prima ora, quando noi di Radio LiberaMente eravamo ancora in pochissimi, abbiamo iniziato la trasmissione alternandoci negli interventi e proponendo i vari pezzi musicali. Chiara ha spiegato il perché della manifestazione, invitando naturalmente gli ascoltatori a votare e a seguire con partecipazione il nostro pazzo pomeriggio. Ha anche proposto a tutti coloro che ci sentivano in diretta di raggiungerci al Vibra, aprendo così concretamente le porte della radio al pubblico dei fans. Sono poi sopraggiunte verso le 15 le persone che in genere partecipano al laboratorio radio del mercoledì, e anche a loro, naturalmente, è stata data l’occasione di partecipare in modo attivo alla trasmissione.

Inutile dire che, rispetto ai soliti programmi che registriamo durante la settimana, ci si è concessi la possibilità di improvvisare molto di più. In teoria si era pensato di esporre un cartellone bianco in cui i partecipanti avrebbero dovuto segnare il loro intervento, al fine di procedere con un ordine maggiore e con più precisione, ma si è rivelato tutto abbastanza inutile, nel senso che le persone tendevano a consultare Chiara e a mettersi d’accordo con lei. Si era comunque anche pensato ad un tema conduttore ( sogni notturni ricorrenti e sogni della vita, intesi come obbiettivi e ambizioni ), ma in realtà poi solo alcuni ne hanno parlato in modo approfondito.

L’organizzazione più libera della trasmissione ha concesso anche una maggiore autonomia di iniziativa, consentendoci, ad esempio, di permettere l’esibizione dal vivo della nostra Marcy Darcy, la quale ha cantato un pezzo scritto da lei accompagnandosi con la chitarra. Naturalmente durante un pomeriggio così lungo era anche necessario ricaricare le energie, per questo sono state acquistate patatine e bevande, subito prese d’assalto soprattutto da me, Rolly e Giulio ( anzi propongo per la prossima volta una maggiore abbondanza di viveri ).

Verso le 17.30 sono arrivati i volontari di “Idee in Circolo”, e quello si è rivelato l’orario dal quale è stato registrato, sino alla fine, un maggior numero di presenze. Il Vibra si è davvero animato, l’eccitazione era palpabile. Alcuni salivano sul palco per osservare come funzionava il mondo della radio, altri chiacchieravano tra loro, trascorrendo così un pomeriggio sicuramente diverso, all’insegna della musica e del divertimento.

Durante l’ultima ora di trasmissione Radio LiberaMente ha ospitato, come era previsto, il gruppo musicale “M.A.D.” tra i cui componenti, ci teniamo a ricordare, figurano i mitici Cecco e Gianluigi, grandi membri della radio e nostri amici. La band ha suonato dal vivo alcuni suoi pezzi per poi essere intervistata in modo molto informale da Chiara e Marco Pizzirani. Durante gli ultimissimi minuti, assieme agli inevitabili saluti di commiato, io ne ho approfittato per intonare il ritornello de “I migliori anni della nostra vita” ma, chissà perché, la gente intorno non è sembrata grdire più di tanto ( d’ altronde anche Van Gogh in vita, non era apprezzato…).

In complesso quindi la giornata è andata molto bene, ci sono stati partecipazione e divertimento fino alle 20, orario in cui tutto si è concluso. L’unico neo è stato il mancato arrivo delle persone coinvolte nel progetto “Giving Voice”, ai quali avevamo rivolto l’invito di partecipare. Peccato. La prossima volta cercheremo eventualmente di essere più convincenti.

Viva le maratone, viva Radio LiberaMente, sempre e comunque. Amen.

Giving voice

 

 

Da un po’ di tempo è iniziato Giving voice, un progetto di Radioliberamente e Vibra, che vede l’apertura di vari laboratori radiofonici con realtà che solitamente non avrebbero avuto voce. Come associazione e come redazione, pur non facendo attivamente parte dell’iniziativa,  ci sembra importante sostenere il progetto dedicando una piccola rubrica settimanale alle testimonianze dei protagonisti.

 

Ore 4 e 14, mentre provo inutilmente a scrivere qualcosa, parte col suo scooter come ogni giorno da anni, un immigrato “integrato”a fare il suo lavoro che pagherà le nostre pensioni.

Gli ho dedicato una poesia ma non conosco il suo volto,sempre coperto dal casco. Fa parte del paesaggio sonoro del giorno, quando è ancora bambino, che io spio nel suo farsi dal caldo lettuccio.

Le migrazioni, dall’Africa di oggi, di africani  ma anche bengalesi,trovano un’Italia impoverita e in crisi, per cui l’accoglienza suscita contrasti da parte di forze populiste legate a un discorso identitario contro la globalizzazione che distrugge il tessuto economico e sociale delle comunità locali.

Purtoppo non si considera che non possiamo più permetterci discorsi settoriali: il benessere economico raggiunto da certe parti del mondo si è basato sullo sfruttamento coloniale di altre. Non voglio addentrarmi in discorsi storici, macroeconomici, anche se a mio modesto parere ci vuole una potente svolta spirituale per potere afferrare il senso di ciò che sta accadendo. Questo perchè il cambiamento che sta investendo il pianeta corre a un ritmo superiore all’umana comprensione per cui, o la specie umana si adatta e muta paradigma, vale a dire passa dal competere al collaborare, o non sarà.

Mi spiego meglio: ricordate la teoria del battito d’ali di farfalla? Bhè, è tremendamente vera. Il riscaldamento climatico prodotto dall’effetto serra nei paesi ad alto incremento agricolo-industriale causa danni maggiori nei paesi poveri dove si abbattono eventi climatici a forte intensità come siccità e nubifragi. Fin dal 2004 infatti, nei comunicati ufficiali del Pentagono…, e anche già ventanni prima, Greenpeace dava avvertimenti: pericoli di sicurezza globali deriverebbero da migrazioni e conflitti dovuti all’accaparramento di risorse quali acqua e terre coltivabili, diminuite per innalzamento dei livelli marini, salinizzazione dei terreni, siccità, incremento demografico.

Bene, questo non è uno scenario apocalittico. Oppure lo è, nel senso del significato reale dell’aggettivo che si riferisce a rivelazione. C’è difatti ancora spazio per una conversione ecologica della mente che qualche minoranza,il famoso “resto”cui accennano i profeti, cerca di portare avanti, ad esempio il progetto GivingVoice di radio Libera mente: “Collaboriamo con la cooperativa Caleidos per dare la possibilità ai ragazzi di MARE NOSTRUM di produrre trasmissioni radio per raccontare la loro storia, i loro problemi, le difficoltà ad essere anche emigrati economici, ma anche i loro gusti musicali, i desideri”.

Presentarsi, farsi conoscere e conoscere è un passo importante per aprire porte all’arrichimento reciproco. Divine , Balla, Camara, Sanyaan sono persone coraggiose e gentili che hanno compiuto un viaggio “per trovare fortuna” che noi ci immaginiamo ormai solo attraverso le vecchie fiabe.

Essi ci insegnano a dare valore a cose che noi diamo un po’ per scontate come l’istruzione e la gratitudine; e han più forte un senso spirituale che nel mondo consumista si è perso.

Che delle persone con disagio mentale diano voce ad altri diseredati della terra ha un decisivo significato simbolico; ma è veramente azione intesa, secondo Hanna Arendt, cooperare e non rivaleggiare per una posizione che ci garantisca come vorrebbe il Mercato, questa entità che si pretende sostituire alla Natura, dandogli in pasto anche tutti i nostri dati sensibili.

Stiamo praticando l’intercultura, cosa che le insegnanti che si formano nella regione sono istruite a fare. Ciò produce Metissage, quindi è un divenire che schiude ad altro, a un non so che(Jankelevitch, filosofo e musicista), lì c’è incontro, c’è spirito.

La cultura occidentale e l’arte hanno preso spunto per rinnovarsi dalla cultura africana: vedi Picasso, Matisse, Klee, Modigliani, Brancusi, Nolde, ecc… Questo perchè l’arte africana ha imboccato la via dell’astrattismo prima di noi. E come anche aveva messo in luce Marcel Griaule, nel suo “Dio d’acqua”,la cultura di un popolo come i Dogon che è talmente complessa che gli sono voluti parecchi anni perchè potesse essere completamente istruito ed esserne degno.

Per concludere vorrei citare il parlato di un brano di film girato da Spielberg, il quale ha più volte dimostrato di saper rappresentare l’incontro con l’altro,l’extra…, da AMISTAD:

“(…)Parlavo dei miei antenati,mi rivolgerò al mio passato indietro fino all’origine dei tempi e li pregherò di venirmi ad aiutare, li tirerò a me e li farò entrare in me e loro devono venire perchè in questo momento io sono l’unica ragione per cui loro sono esistiti.”

Chi parla è il figlio di un capo africano che viene processato negli Stati Uniti nel1841per ammutinamento e diviene un exemplum giuridico della lotta contro lo schiavismo. Egli riesce a risvegliare nel vecchio ex-presidente ,che lo difende di fronte una Corte spiegata in senso opposto, il valore originario di libertà che ha animato i padri fondatori americani dicendo “Ciò che siamo è ciò che eravamo”.

Questo a indicare il valore della PERSUASIONE nella lotta per la Realtà Liberata di TUTTI,

dove Tutti è di più che Tutto, perchè l’AGGIUNTA del valore di ognuno si somma nella COMPRESENZA dei vivi e dei morti(CAPITINI).

l.f.

 

 

Relazione porta aperta

Molto interessanti ed effervescenti le mattinate di Radioliberamente presso il centro di accoglienza di Porta Aperta S.Cataldo Modena. Dal confronto con i giovani volontari che provengono per lo più dall’Istituto Enrico Fermi indirizzo chimica di Modena scaturiscono tantissime cose: idee, spunti, racconti, ricordi, sili e chi più ne ha più ne metta. La bravissima e impareggiabile collaboratrice di porta aperta, Laura Solieri nonché giornalista della gazzetta incalza senza sosta i ragazzi con domande argute spigliate e interessanti facendo nascere un dialogo tra chi ha più o meno inconsapevolmente le informazioni e tra chi ne é avido. Le informazioni riguardanti gli stili, i passatempi, le musiche ascoltate, gli sport praticati, in modo da fornire un quadro il più esaustivo possibile della situazione, dei giovani e adolescenti di oggi. Non che noi siamo vecchi però a questo punto il futuro più prossimo è rappresentato da loro. Oltre a loro vengono sovente intervistati anche gli ospiti e utenti del centro di accoglienza vero e proprio di Porta Aperta persone un pò indigenti che vivono ai margini della società e che trovano lì un rifugio, un conforto che spesso consiste in cibo, la possibilità di lavarsi e di riposarsi. Da quello che mi è sembrato di capire però non sono ammesse le donne.

Progetto “giving voice” laboratorio presso “La Noce”

In genere, quando andiamo alla croce blu, siamo accolti da circa dodici-tredici signore anziane, sedute attorno ad un tavolo in una stanza della struttura. Alcune leggono riviste e quotidiani, altre parlano tra loro. Noi ci sediamo e iniziamo i nostri incontri chiedendo che musica desiderano ascoltare. Le loro preferenze ovviamente vertono sempre su canzoni degli anni cinquanta e sessanta e su canti popolari. Capita che quando amano molto un pezzo non esitano a cantarci sopra, anche se, come è naturale, alcune lo fanno più timidamente di altre. Tra una canzone e l’altra cerchiamo di interloquire con loro, tentando di coinvolgerle con conversazioni inerenti il loro vissuto. Una delle ultime volte, per esempio, abbiamo parlato dei loro matrimoni, dei periodi di fidanzamento, nonchè di attività e professioni svolte durante la loro vita. A dire il vero, non tutte partecipano in modo realmente attivo ai nostri incontri, continuando a leggere o a sfogliare i giornali abbastanza indifferenti. A volte siamo aiutati anche dagli operatori del servizio, che interagiscono con noi e con le signore. Spesso le canzoni suscitano in loro ricordi che poi loro ci raccontano entusiaste. Non sono mancati momenti divertenti. Una signora, ad esempio, canta sovente ” Bandiera rossa”, un’ altra non perde occasione  per ricordare che non è mai stata sposata, con tanto di approvazione generale degli altri partecipanti. Esilarante il momento in cui Chiara, avendo problemi con la connessione, afferma che internet è morto, e le nonnine dispiaciute si preoccupano dell’ infausta sorte del signor Internet, chiunque egli fosse. Speriamo che l’ esperienza continui a procedere tutto sommato bene, del resto i repertori di Claudio Villa e Domenico Modugno sembrano essere veramente sconfinati!

Okay Dj!! Conta i battiti ….

Ciao Redazione,

Si è aperta Giovedì all’interno del Vibra Club di Modena la Seconda Edizione del Corso per Dj patrocinato da Idee in Circolo, curata da Dj Cecco Signa e Matteo DjCecc Litta.
Anche quest’anno le iscrizioni sono state tante e variegate, partecipano al corso appassionati di vari generi musicali e con vari interessi legati all’apprendere le tecniche del Djing. Dai giovani che vorrebbero farne un mestiere, al videomaker che vorrebbe affinarsi nelle tecniche ritmiche per poter migliorare il suo lavoro nelle produzioni legate alla musica, fino alla professoressa che ha scoperto l’amore per la musica elettronica.
La prima serata è stata dedicata a conoscersi e a guardare nello specifico le parti tecniche e teoriche riguardanti le apparecchiature utili a fare un dj set, dalla seconda puntata si entrerà nel vivo delle parti pratiche con il montaggio della consolle e le prime prove di mix da parte dei partecipanti.
“This is my church
This is where I heal my hurt
For tonight
God is a DJ
Faithless – God Is A Dj”
Matteo Dj Cecc