La difficoltà nel chiedere aiuto

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Perché da adulti diventa più difficile chiedere aiuto?

 

Quando siamo bambini chiedere aiuto non risulta difficile, anzi è proprio tramite gli altri che ci sviluppiamo e cresciamo. Più andiamo avanti più chiedere aiuto sembra un segno di debolezza.

 

A cos’è dovuto questo? Sicuramente alle pressioni sociali che ci vogliono integri e performanti sempre, senza segni di vulnerabilità.

 

L’uomo è però un animale sociale e ha bisogno degli altri in tutto il corso della vita.

Quando ci si trova in un momento di difficoltà è importante saper chiedere aiuto. A chi ci sta intorno o a professionisti. La vulnerabilità dovrebbe essere normalizzata perchè riguarda tutti quanti.

 

La vulnerabilità non ci rende meno amabili e non significa che verremo lasciati indietro, anzi chiedere e accettare aiuto può essere proprio un modo per crescere e per accrescere la propria personalità.

 

Parlando della mia storia personale, quando ho cominciato a stare male avevo 15 anni ed ero ignara del mondo della salute mentale. Fu una mia compagna di classe che vedendomi spesso in crisi mi portò dalla psicologa della scuola. La ringrazio tutt’ora. Senza quella mano tesa verso di me non sarei stata in grado di avanzare nella mia crescita personale.

 

Marta Capraro

 

“Passione per il cambiamento ed inclusione” – gli incontri con gli studenti

 

Giovedì 11 abbiamo avuto il primo incontro online con gli studenti del Sigonio per il progetto “Cantieri giovani” organizzato dal Centro Servizi per il Volontariato. 

Dopo un iniziale presentazione del progetto da parte del Csv, è stata data voce a i ragazzi che hanno raccontato quali sono le tematiche, che vorrebbero approfondire dentro la scuola.

Molto interessanti le parole che vorrebbero approfondire gli studenti fra le quali ambiente, salute fisica, salute mentale e discriminazione.

Successivamente, abbiamo presentato in breve l’associazione raccontandola attraverso una parola chiave in grado di rappresentare al meglio il lavoro dell’associazione. Come Idee in circolo abbiamo scelto: passione per il cambiamento ed inclusione.

In conclusione, abbiamo potuto vedere un video con alcune testimonianze sul mondo del volontariato.

Giovedì 25 abbiamo avuto il secondo ed ultimo incontro. Quest’ultimo ha visto protagonisti gli studenti stessi che, sulla base del primo incontro e le parole che desideravano approfondire, hanno presentato degli approfondimenti mirati.

Il 1°gruppo ha approfondito il tema dell’ascolto, del dialogo, dell’inclusione, delle relazioni e del tempo. Aspetti fondamentali nel costruire una relazione paritaria di fiducia tra chi “ha bisogno” e chi “aiuta”, mettendo in evidenza che anche “chi aiuta” viene “aiutato” e che ognuno di noi, nessuno escluso, ha delle risorse dentro di sè da scoprire, riscoprire e tirar fuori;

Il 2°gruppo ha approfondito il tema della sensibilizzazione ai temi della salute mentale, mettendo in evidenza il ruolo che la salute mentale ha nel mondo della cultura, e, dunque, il ruolo che assume per il benessere della sua comunità; La salute mentale è di tutti!;

Il 3°gruppo ha approfondito il tema delle reti di supporto tra persone che hanno vissuto percorsi simili tra loro. Il ruolo della famiglia per alcuni, il ruolo degli amici per altri e il ruolo del mondo associativo per altri ancora;

Il 4°gruppo ha approfondito temi quali: l’integrazione, l’accoglienza, l’accettazione e la prevenzione;

Ed ora…aspettiamo che qualcuno di loro venga a trovarci e scopra nella pratica ciò che portiamo avanti nel quotidiano!

Noi vi aspettiamo!

Cos’è il disturbo borderline e come ci si convive

Il disturbo borderline è uno dei disturbi della personalità.

Vivere con il disturbo borderline è come essere perennemente su delle montagne russe emotive; sono infatti molto frequenti all’interno della giornata degli sbalzi umorali, è presente una forte paura dell’abbandono (reale o immaginario che sia) e inoltre c’è una visione delle cose in bianco e nero, senza sfumature.

Io ho 23 anni e convivo con questo disturbo da quando ne avevo 15. Al momento della diagnosi credevo di soffrire di depressione perchè i miei sbalzi emotivi sono più spesso verso il basso, verso una fase down.

Lavorando dapprima con la neuropsichiatra infantile e, una volta maggiorenne, con la mia psichiatra, sono arrivata ad una buona conoscenza dei miei meccanismi di funzionamento e riesco a gestire meglio le miei crisi. Durante le crisi non mi sento me stessa; non sento l’attaccamento alla vita, piango, urlo, ho pensieri svalutativi nei miei confronti e in quelli di chi ho attorno; spesso durante questi momenti sto talmente male che desidero morire affinché il dolore svanisca.

Ci sono però dei lati positivi nell’avere una così forte emotività, se ben gestita: ad esempio, questa emotività, mi rende molto empatica e mi permette di comprendere le persone anche da semplici piccolezze.

Un altro aspetto del disturbo borderline è una marcata impulsività, che ad oggi è il sintomo che riesco a gestire meno bene.

Oltre a fare psicoterapia, prendo anche una terapia farmacologica: un antidepressivo, due stabilizzatori dell’umore e un ansiolitico. Io li considero come una stampella, so che da soli non bastano ma danno una mano a rimanere più stabili.

Il messaggio che vorrei far passare è che questo disturbo non è una condanna, ma un modo di vivere, sentire e pensare alternativo che se ben gestito non è così problematico.

 

 

Le mie paure

Da alcuni mesi mi sono tornate fuori delle paure. Ma questa volta in maniera un pò diversa: ho paura di aver mangiato tutte le cose che mi si pongono davanti e che abbiano una dimensione abbastanza piccola da potere essere ingoiate.

Certe cose cerco di non toccarle nemmeno sempre per lo stesso motivo. Per fare un esempio quando sono in cucina mentre sto mangiando e vedo una bottiglia davanti a me mi viene paura di aver mangiato il tappo, che sia di plastica o di sughero. Oppure ho sul tavolo dei gancini di ferro ricoperti di plastica, quelli che si ripiegano per chiudere i sacchetti e mi sembra di averli messi nel bicchiere e di averli bevuti.

Oppure quando sono in sala e mi siedo davanti al tavolo vedo che ci sono delle graffette per tenere i fogli uniti e mi sembra di averle messe in bocca. Altro ancora di aver bevuto il contenuto di boccette di profumo che sono nella camera dei miei genitori.

In più mi è ricomparsa la paura di aver toccato dei detersivi o oggetti che possono nuocere alla mia salute. Di averli toccati con gli occhi, ad esempio.  E queste cose mi portano a lavarmi spesso le mani e a consumare molte saponette cosa che fa innervosire i miei genitori.

Il fatto è che mi sento le mani sporche e mi viene il bisogno di pulirle più spesso. Anche il passare da una stanza all’altra mi fa lavare le mani ogni volta. E mi vengono paure anche fuori di casa come aver toccato il tubo di scappamento di una macchina accesa, della mia macchina, sporcandomi in questo modo; oppure mi rimane la paura delle siringhe, di averle toccate e di contaminarmi.

E mi viene da pensare che queste siano un pò dappertutto. La cosa positiva è che una paura scaccia l’altra e tendo col tempo a dimenticarmi delle precedenti. Ultimamente sono meno intense e mi lasciano la testa libera e di essere più tranquillo. So che è questione di tempo e che mi passeranno come è già accaduto in passato rendendomi più sciolto nel fare le cose e toccare oggetti.

Siamo tornati a scuola per farci conoscere

Giovedì scorso abbiamo avuto l’opportunità di parlare di noi e farci conoscere con una classe 4° del Liceo Muratori di Modena.

Noi, come Associazione Idee In Circolo, Social Point, Spazio Nuovo ed ESP, ci siamo collegati in remoto con i ragazzi che erano in presenza in aula.

La classe era già a conoscenza del tema della “Salute Mentale”, hanno guardato video su testimonianze di persone che attraversano percorsi con difficoltà e disagi, questo ha fatto in modo, tra varie documentazioni, tracce e quanto ne concerne il disagio, di creare un “Ottalogo” di comportamenti accoglienti per queste persone.

Molto interessati hanno ascoltato le varie realtà esistenti sul territorio di Modena e provincia, attività e laboratori che coinvolgono persone ma anche semplici cittadini, che in periodo no Covid, interagivano, senza alcun timore, condividendo idee nel partecipare attivamente alla creazione di qualcosa che alla fine viene condivisa con la società.

Nella mattinata sono state presentate figure professionali e non, volontari e chi partecipa alle iniziative che propone il servizio.

Alcune domande e curiosità sono state rivolte dagli studenti, un’occasione per far si di aumentare il loro bagaglio di conoscenza su questo mondo che a volte intimorisce, ancor oggi ha lati oscuri ma allo stesso tempo è stato un momento dove si è venuto a conoscenza di metodi per chiedere aiuto quando ci si trova in difficoltà in prima persona ma anche per chi a noi è caro e ha bisogno di un maggiore sostegno.

Le parole che sono emerse maggiormente erano #socialità, #disagio, #attivarsi, #risorse, #autonomia, #emancipazione, #aiutareeaiutarsi, #pregiudizio, #discriminazione ma anche tante altre…

L’emozione è sempre grande, opportunità e contributi che aumentano il sapere a persone giovani e non, ma soprattutto un’occasione per chi vuole conoscere questo ambiente.

Se volete e siete incuriositi di chi siamo e cosa facciamo sul territorio, non abbiate paura di aprire le nostre pagine di facebook, instagram, Associazione Idee in Circolo, Social Point.

Per informazioni scrivici o chiama: associazioneideeincircolo@gmail.com, Tel. 3452833360

Seguici su:
Fb e ig: LoSpazioNuovo; lospazionuovo// Fb: AssociazioneIdeeinCircolo

Fb: Social Point Modena

Siamo qui per farci conoscere, approfondire argomenti e per qualsiasi altra vostra curiosità….

“Convivere con le voci”

 

Mi chiamo Andrea e voglio parlare del rapporto che ho con queste allucinazioni uditive.

Seppure sia consapevole che le voci non esistano esse fanno costantemente parte della mia vita.

Esse restano ad un tono basso, a volte molto basso, e mi lasciano libertà di vivere e di fare le mie cose abitudinarie.

A volte mi fermo ad ascoltarle, soprattutto nei momenti fermi della mia mente ad esempio quando vado a dormire, e sento le parole di gente che mi sembra di conoscere, e anche no, che danno pareri su di me, spesso buoni ma non sempre delle belle cose.

Sto prendendo farmaci per la riduzione di queste voci ma sono arrivato alla conclusione che mi ci devo abituare.

Sono sincero spesso mi fanno compagnia e questo va bene nei momenti in cui sono da solo, mentre quando sono con altri questo non mi va bene e mi fa innervosire alquanto. Sono seguito dal C.S.M. di Modena che mi sta dando supporto anche su queste cose.

Anche quest’anno si è parlato di noi……

Anche quest’anno, seppur in emergenza Covid, siamo riusciti a parlare di noi.

Ci siamo collegati con una classe 4° del Liceo Muratori per parlare dell’Associazione Idee In Circolo, Social Point, Spazio Nuovo ed ESP.

La classe, già a conoscenza del tema della “Salute Mentale”, ha guardato i video su testimonianze di persone che attraversano percorsi con difficoltà e disagi. Sono venuti a conoscenza di fumetti che hanno creato utenti del CSM di Modena Est e tra varie documentazioni, tracce e quanto ne concerne il disagio hanno creato un “Decalogo” di comportamenti accoglienti per queste persone.

Molto interessati hanno ascoltato le varie realtà esistenti sul territorio di Modena e provincia, attività e laboratori che coinvolgono persone ma anche semplici cittadini che interagiscono, senza alcun timore, e condividono idee nel partecipare attivamente alla creazione di qualcosa che alla fine viene condivisa con la società.

Nella mattinata sono state presentate figure professionali e non, volontari e chi partecipa alle iniziative che propone il servizio.

Domande, curiosità, suggerimenti sono state rivolte dagli studenti anche per far si di aumentare il loro bagaglio di conoscenza su questo mondo che a volte intimorisce, ancor oggi ha lati oscuri ma allo stesso tempo è stato un momento dove si è venuto a conoscenza di metodi per chiedere aiuto quando ci si trova in difficoltà in prima persona ma anche per chi a noi è caro e ha bisogno di un maggiore sostegno.

E’ sempre emozionante e per chi ha voglia di conoscere questo ambiente non abbiate paura di aprire le nostre pagine di Facebook, Instagram, Associazione Idee in Circolo, Social Point.

Siamo qui per farci conoscere, approfondire argomenti e per qualsiasi altra vostra curiosità….

La Figura dell’Esperto in Supporto tra Pari

 

 

Nel programma Màt di quest’anno si è parlato di una figura, ormai presente da un paio d’anni, che è comparsa nel mondo della salute mentale chiamata ESP.

Sono persone che hanno conosciuto la sofferenza psichica, hanno fatto un percorso personale di recovery e formativo, si mettono al servizio di altre persone che si avvicinano per la prima volta ai servizi di salute mentale.

Loro stessi hanno fatto un percorso di empowerment sulla conoscenza della propria malattia e di conoscenza di se stessi.

Hanno condiviso i propri vissuti e le proprie riflessioni in contesti gruppali, hanno sviluppato l’attitudine all’ascolto e hanno deciso di mettere a disposizione di altri il proprio sapere e la propria esperienza.

Lavorano presso i CSM di Modena avvicinandosi alle persone che per la prima volta hanno a che fare con il disagio psichico e lavorano insieme agli psichiatri nel percorso della malattia, combattendo paure e stigma che avvolgono la persona stessa che deve affrontare il percorso della salute mentale.

Non operano solo nei centri specializzati, ma anche nelle associazioni, enti e cooperative che si occupano di questo disagio.

Un nuovo supporto per gli utenti per il riconoscimento dei segnali legati allo stress/vulnerabilità.

Gli ESP (Figura dell’Esperto in Supporto tra Pari) seguono gli utenti anche al di fuori degli enti ufficiali con telefonate e incontri personali.

Con il loro supporto e bagagli di esperienza accolgono le persone affrontando al meglio i pregiudizi e pian piano reinserendoli nella vita sociale, con persone che hanno disagi e non.

Ad oggi il loro sostegno continua arricchendosi di esperienza ed hanno una rete regionale con altri utenti esperti a cui far riferimento per sostenersi e confrontarsi sul lavoro che stanno effettuando nei vari CSM e i servizi che ne fanno parte.