QUISQUILIE……QUISQUILE

 

Quisquilie…Quisquilie…ma che fu?

E il tramonto è già qua

Quisquilie ….Quisquilie… ma che fu?

E la notte arrivò

Quisquilie….Quisquilie ….ma che fu?

E la luna non spunta più

Quisquilie….Quisquilie ma che fu?

E la giornata fu così

Quisquilie…. Quisquilie …ma che fu?

Le Avventure di Super Mat

Super-Mat, l’eroe dei giorni nostri che difende i diritti dei pazienti psichiatrici.

Con la sua vista da lince e con l’udito da uditore di tremila voci

ne capta una sola: la voce di chi ha bisogno d aiuto!

Entra nella sua cabina telefonica e chiama il 118 per un ricovero coatto in diagnosi e cura,

però anche Super-Mat ha i suoi limiti, per ricordarci che è un utente qualsiasi che ha bisogno del “Kripto-Valium”.

 

La Parola

 

La Parola

Bollicina vocale,

invasione verbale.

Libera espressione

della propria

essenza vitale.

Quando espropriata

può esaltar la vita,

fa abbracciare

alla tua anima

due ali e

da li riparte,

vola

e con giusta tonalità

da pace

e riaccompagna

al silenzio

nel quale vi lascio

in questo momento.

Fabio Stancari

 

L’Italia

Dalle Alpi Settentrionali

agli Appennini Meridionali

dalla Pianura Padana

alla Campagna Romana

dalla Tirolese Bolzano

alla Sicula Cefalù

terra più bella non ci fu

un inno alla gioia in quest’istante

con la lingua di Alighieri Dante

lode all’Italia, terra sensuale che ti ammalia.

A un’amica

Nuvole aeree

di bruma

nei tuoi occhi

stellati

 

satura

la bocca

imbronciata

delle tue lunghe solitudini

di bimba

e delle mobili attese

tremulamente

oscillanti

nella pianura immota

 

Quante domande

gravide di vita

quanti giochi sospesi

ai fili della luce

quanti aneliti

azzurramente danzano

al vento

pulsando

ancora

sulla tua fronte febbricitante

di attesa.

 

(Luna)

Il volo

IL VOLO

Quando il tedio implacabile

lentamente i suoi artigli ritrae

dalla mia anima

 

pietà mi prende

per me stessa

e per gli incerti destini umani.

 

E seduta sulla collina

contemplo

le fragili illusioni

ed i nascosti sogni

che mi furono nutrimento

nel volo accecante

d’ingannevoli luci

verso l’anelato compimento.

 

Così siamo:

fatti della materia stessa dei sogni

permeati della sostanza delle stelle

 

ed ogni volo ci prende

con brividi d’eterno

ed ogni caduta ci lascia

con raffiche di gelo

 

e ad ogni risveglio

una luce più lieve

ancora

danza

con noi.

 

 

Amiche mie

Cena di classe: avvocatesse, architette,  dottoresse e poi io, cassiera in un agenzia di scommesse.  Troppo confusa per fare qualcosa di più “importante”. Gli sguardi sono imbarazzati, anche quelli di chi conosce: Malattia mentale,  mio Disturbo bipolare. Discrete inquisizioni. Pietà nascosta dietro la compassione.

Muore la madre di una compagna di classe. La più cara, con cui i giochi non sono mai finiti. Tu vai, non puoi lasciarla sola.

Diffondi la notizia via email, quella stessa lista scritta alla cena di classe, con grandi speranze.

Due nomi. Non possono venire, vengono da lontano, ma parlano volentieri con te.

Una, carissima e data per perduta in un mio momento di mania. Cominciamo a parlare; parole scritte  guariscono parole malate ed il rapporto riprende, lei sa e capisce. Capisce! Capisce!!!! CAPISCE!!!!!!

Ci scambiamo problemi, parole, lei medico di base mi chiede esperienze e racconta storie di ordinaria follia. Vede ragazze giovani travolte dalla loro mente e apriamo un dialogo mai perso.

La terza, la più lontana, diventa vicina nella compassione, cum patio, soffrire insieme. Nel latino che lei ama tanto.

La prima amica divorzia, cattolico peccato. Noi amiche facciamo cerchio intorno a lei.

Ci troviamo a Milano, dove vive la più geograficamente lontana. Le parole corrono veloci, i problemi diventano più leggeri, i sorrisi corrono.

Gli incontri si fanno numerosi: Modena, Reggio, Milano ancora. Una voce c’è sempre al bisogno.

Il lavora all’agenzia di scommesse se ne va, e porta un lungo lutto. Il fisico è sempre più precario, ma le amicizie rimangono sempre più forti.

Gli stigma sono diversi, le domande diverse, ma il rapporto rimane, aperto, totale.

La vergogna se n’è andata, ho trovato la mia comunità, ma loro rimangono  lì e le ringrazio. Mi hanno aperto porte nelle loro anime e non hanno avuto paura di entrare nella mia porta.

Grazie: Tesoro, Stupenda, Compasso e Principessa.